EVENTI:
Scheda completa dell'edizione
Mostra d'Arte Cinematografica Internazionale di Venezia 2006
Popolarità 56

Venezia 2006 (Mostra d'Arte Cinematografica Internazionale di Venezia)

Venezia 2006 è un'edizione del festival che si è tenuta dal 30.08.2006 al 09.09.2006 a Venezia, Italia.
Il presentatore dell'edizione è Isabella Ferrari.

Edizione

Non sarà un cartellone di grande richiamo popolare, quello della Mostra del Cinema numero sessantatré, ma si tratta indubbiamente di una selezione interessante da molti piunti di vista. Marco Muller, direttore della rassegna, prosegue per la sua strada con l'intento di creare un equilibrato connubio tra cultura e spettacolo.
Complessivamente, sono state presentate 62 pellicole, di cui 21 in concorso: queste, tutte anteprime modiali.

Ad aprire i lavori della Mostra è stata la proiezione di uno dei più attesi film in concorso, The Black Dahlia di Brian De Palma. Un altro grande americano, David Lynch, ha ricevuto il Leone d'Oro alla carriere, presentando anche fuori concorso il suo nuovo Inland Empire.
Decisamente protagonista anche il cinema italiano, che ha avuto in concorso La stella che non c'è di Gianni Amelio, Nuovomondo di Emanuele Crialese, e ha piazzato altre otto pellicole nelle sezioni minori.

E se ad agguantare il Leone d'Oro è il toccante film cinese Still Life, molti altri film hanno conquistato il favore di critica e pubblico: da The Queen di Stephen Frears, raffinato ritratto regale e umano interpretato da una maestosa Helen Mirren, "dogaressa" d'elezione della Mostra, a I figli degli uomini, superbo racconto fantascientifico firmato dal messicano Alfonso Cuarón, da Private Fears in Private Places, dell'inossidabile Alain Resnais, all'onirico ed emozionante Nuovomondo del nostro Emanuele Crialese.

Vincitori 16 totali

LEONE D'ORO

LEONE D'ARGENTO PER LA MIGLIOR REGIA

LEONE D'ARGENTO SPECIALE COME RIVELAZIONE DEL FESTIVAL

Sezioni 134 totali

IN CONCORSO

Black Book di Paul Verhoeven (Gran Bretagna / Germania / Olanda)

Bug Master di Katsuhiro Otomo (Giappone)

Cuori di Alain Resnais (Italia / Francia)

Daratt di Mahamat-Saleh Haroun (Francia / Belgio / Austria / Ciad)

Euphoria di Ivan Vyrypaev (Russia)

Exiled di Johnny To (Hong Kong)

Falling di Barbara Albert (Austria)

I Don't Want to Sleep Alone di Tsai Ming-Liang (Francia / Austria / Taiwan)

La stella che non c'è di Gianni Amelio (Italia / Francia / Svizzera / Singapore)

Nuovomondo di Emanuele Crialese (Italia / Francia)

Proprietà privata di Joachim LaFosse (Francia / Belgio / Lussemburgo)

Still Life di Jia Zhang-ke (Hong Kong / Cina)

Syndromes And A Century di Apichatpong Weerasethakul (Francia / Austria / Thailandia)

The Black Dahlia di Brian De Palma (Germania / USA)

The Queen di Stephen Frears (Gran Bretagna)

Le Immagini 188 totali

Gli Articoli Altri articoli: 25 totali

  • Il diavolo si chiama Meryl

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    La Streep incanta Venezia anche grazie alla strepitosa performance nel ruolo di Miranda Priestly che potrebbe fruttarle l'ennesima nomination agli Oscar.

    11.09.2006

Le News Altre news: 24 totali

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    E' il cinesa Jia Zhang-Ke con il suo 'Still Life' ad aggiudicarsi il Leone d'Oro della 63esima edizione del Festival di Venezia. Leone d'Argento speciale per Crialese ed il suo 'Nuovomondo'.

    09.09.2006

Curiosità Altre curiosità: 6 totali

  • Gemellaggio Udine-Venezia

    Recentemente il Far East Film di Udine è entrato "in rete" con la Mostra del Cinema di Venezia. E' stato infatti firmato un accordo che assicurerà una collaborazione sul settore orientale tra la rassegna friulana e la manifestazione lagunare diretta da Marco MüllerMarco Müller. Il supporto del Far East servirà a Venezia per ottenere informazioni e segnalazioni sulle cinematografie asiatiche e il reciproco scambio in questo ambito porterà a vantaggi per entrambi gli organismi: i due Festival così vicini geograficamente proseguiranno insieme sulla via dell'approfondimento e della diffusione della cultura filmica orientale.

1 Commento

  • Jeti A. Grigioni Jeti A. Grigioni
    Premio speciale della giuria a J. M. Straub Set. 12, 2006, 6:11 p.m.
    Sono molto soddisfatto del premio speciale che la giuria ha voluto assegnare a J.M. Straub. Sopratutto sono soddisfatto della motivazione che definisce con il termine "innovativo" tutto il suo cinema, quindi non solo quanto presentato a Venezia ma quanto eseguito in tutti questi anni.
    Questo riconoscimento, "sprovincializza" Venezia dando così la possibilità al "vasto" pubblico di "sintonizzarsi" su delle problematiche di comunicazione cinematografica molto cara agli addetti ai lavori.
    Il cinema di J.M. non è un cinema sperimentale, non è nemmeno un cinema povero, non è un cinema di rottura, è esclusivamente un linguaggio cinematografico che attraverso la tradizione (i grandi maestri) comunica in un modo alternativo rispetto al cinema "istituzionalizzato" fatto di immaggini che si sovvrappongono in un vertice senza fine e suoni "improbabili" con dialoghi altrettanto improbabili, che avvolgono e condizionano l'usufruitore, senza dar loro la possibilità di riflettere (puro condizionamento mediatico).
    Tutto quì, nessuno scandalo dunque ma il riconoscimento che di "cinema" ce ne sono diversi, non solo quello di "Tarantino".

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