Rashomon (Rashômon) è un film in bianco e nero di genere drammatico, giallo, thriller della durata di . diretto da Akira Kurosawa e interpretato da Toshirô Mifune, Machiko Kyô, Masayuki Mori, Takashi Shimura, Minoru Chiaki, Kichijiro Ueda, Fumiko Honma.
Prodotto nel 1950 in Giappone.
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Trama
Sotto il portico del tempio del dio Rasho a Kyoto nel XV secolo un boscaiolo, un bonzo e un servo rievocano un tragico fatto di sangue, giudicato in un tribunale davanti al quale hanno deposto come testimoni: un bandito aveva aggredito un samurai che, in compagnia della moglie, attraversava una foresta, uccidendo l'uomo e violentando la donna.
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Le Immagini 2 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 15 totali
Le News Altre news: 2 totali
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Un remake per Rashomon
Il capolavoro di Akira Kurosawa tornerà al cinema in una versione contemporanea e occidentalizzata per celebrare il centesimo anniversario della nascita del maestro giapponese.
23.09.2008
Curiosità Altre curiosità: 1 totali
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Specifiche tecniche
Girato in: 35 mm. Proiettato in: 35 mm. Rapporto immagine: 1,37 : 1. Colore: bianco e nero. Formato audio: Mono. Lingua originale: giapponese.
Frasi dal film Altre frasi dal film: 1 totali
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“ La vita umana è più effimera della rugiada di primo mattino, solo una fede profonda può illuminarci la strada. ”
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 4 totali
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Academy Awards (1952)
Oscar 1952: 1 premio vinto
- VINCITORE: Premio speciale per il miglior film straniero
13 Commenti
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Regia: Akira Kurosawa
Sceneggiatura: Akira Kurosawa e Shinobu Hashimoto
Interpreti: Toshirô Mifune, Machiko Kyô, Masayuki Mori, Takashi Shimura, Minoru Chiaki, Kichijiro Ueda e Fumiko Honma [...]
Trama: Sotto il portico del tempio del dio Rasho a Kyoto nel XV secolo un boscaiolo, un bonzo e un servo rievocano un tragico fatto di sangue, giudicato in un tribunale davanti al quale hanno deposto come testimoni: un bandito aveva aggredito un samurai che, in compagnia della moglie, attraversava una foresta, uccidendo l'uomo e violentando la donna.
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C'è chi dice che ha anticipato Kubrick (Rapina a mano armata) e - quindi - Tarantino (Le Iene, Pulp fiction). Ma soprattutto Kubrick.
P.S.: voglio vedere I sette samurai, lo voglio:exclamation:exclamation:exclamation
P.P.S.: sono l'unico che adora lo stile di recitazione decisamente sopra le righe dei giapponesi?
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No, a me mi manda ai pazzi, ormai non è nemmeno più questione di "farci l'abitudine" mi piace proprio come recitano
Ogni tanto la Domenica decido di vedermi o rivedermi un film di Kurosawa, questa Domenica è stato il turno di rivedere Rashomon, ed ogni volta trovo sfumature nuove.
Il film ha un cinismo di fondo non da ridere, nessun personaggio è senza peccato, tutti quanti mentono per salvare la faccio o l'onore. In questo film la caraterizzazione dei personaggi è fantastica, e viene fuori perchè vengono tutti trattati allo stesso modo, nella scena del tribunale, adoro vederli alla graticola reagione alla domande del giudiche (Se sembra un pò gli Adulti nelle striscie dei Peanuts, non si sente cosa dice, ma si capiscono le sue domande dalle risposte dei giurati).
Ogni punto di vista è diverso, forse solo il quarto punto di vista è l'unico reale, e guarda caso è quello di una persona esterna, ovvero quello più cinematografico. Anche perchè il ribaltamento di punti di vista, e il narrare una storia da angolazioni diverse, diciamolo chiaramente, è quello che fa il cinema
Kurosawa ci mostra la natura umana, propensa alla violenza e alla menzogna, non c'è mai vera gloria nelle azioni dei personaggi, non si vedono mai bene le scene di omicidio o di suicidio, e anche i combattimenti sono grezzi, rozzi, quasi comici, specialmente quello tra il Samura e il bandito (Uno Splendido Toshimo Mifune…come al solito
La musica è incessante, quasi angosciante, sottolinea il senso di inevitabilità degli eventi nelle vite dei personaggi.
In tutto questo h osempre visto un pò fuori luogo la scena finale del film, dove la pioggia finisce e il falegname va via con il bambino, una nota ottimistica voluta, ma forse è davvero l'unica pecca del film.
Per altro la scena delle medium la trovo fantastica ed ogni volta veramente inquietante!
Grandissimo film
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Bei pomeriggi quelli trascorsi con Akira, io mi sono dato una calmata negli ultimi tempi, ma è un regista che fa l'effetto di una droga, poi ti vedi un suo lavoro e gli altri rischiano davvero di non piacerti più, dipendenze simili non le avevo da quando ero bambino… Rashomon è un pezzo che non lo vedo e ogni tanto mi dico che farei bene a riprenderlo in mano.
Confesso, la prima volta mi è piaciuto e nemmeno poco, ma ero un pelino deluso, da uno dei capolavori più grandi della storia del cinema mi sarei aspettato di più. Poi col tempo e altre 2-3 visioni sale, anche se tuttora non riesco a vederlo come uno dei migliori del regista. Tralasciando i Sette samurai, che comunque non è proprio di Kurosawa, è di Dio che si è impossessato di Kurosawa per un po':p, perfino Dersu Uzala e Cane randagio mi dicono di più di Rashomon, ma forse si va a gusto. La verità è che Rashomon ha rivoluzionato il modo di raccontare una storia al cinema e come hai detto tu raccontare lo stesso evento da punti di vista diversi è il sogno proibito di ogni cineasta. Altra cosa che forse mi ha n po' fregato la visione di Rashomon: ho visto e rivisto il remake americano L'oltraggio con Paul Newman molti anni prima. In pagella gli ho comunque dato un 8,5, meno non potrei dargli, ma forse è ancora poco.
La recitazione dei giapponesi si rifà al teatro No, tutto molto sopra le righe, ma a me piace così, questi attori sembrano tutti un mucchio di Nicholson o Oldman, sopra le righe rendono meglio
Parlando del contenuto, a fermarsi un attimo e a pensare a quello che significa il film c'è da aver paura, perchè ti accorgi che fondamentalmente è tutto vero, preferiamo raccontar(ci) la realtà come ci torna più comodo fare.
Il finale si spiega abbastanza facilmente, Kurosawa è piuttosto cinico, ma a essere totalmente pessimista lui non ci è (quasi) mai riuscito, anche quando fa morire i suoi personaggi tende ad essere consolatorio, perchè essenzialmente Kurosawa è un umanista, guarda alla razza umana con occhio critico, ma in fin dei conti la ammira anche. Non so se fosse una scelta commerciale, un retaggio da Ford ("tra la verità e la balla, scegli la balla") o se ci credesse davvero, tuttavia…
Chiudo con una piccola curiosità
Ok, è come mischiare il sacro al profano, però quello è
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Concordo, è proprio cosi, passi da uno all'tro chiedendo ancora ancora ancora
Anche secondo me non è tra i migliori, però cavolo quanto è bello, e poi le volte che lo rivedi migliora
Totalmente d'accordo, quoto anche le virgole
Sono al corrente dell'esistenza del film, ma non l'ho mai visto…se mi dovesse capitare magari, ma per fortuna le visioni non si sono mai incrociate, beh se però è un remake Americano come "I magnifi sette" è una remake Americano di "I Sette Samurai" allora c'è un discreto abisso
Appunto, hai citato due dei miei perferiti, proprio la recitazione Giapponese esagerata, fisica, per disperarsi si gettano a terra, mi piace proprio, Toshiro Mifune è magnifico in questo, e qui ci sta anche quello che diceva Kubrick su Nicholson e la sua performance in Shining, sopra le righe non è detto che dbba essere sempre un male se serve ad alzare i toni e la qualità cosi
Assolutamente si, infatti nel film non si salva nessuno, il che è una critica totale alla razza umana.
Esatto, pensavo al cattivo di "La sfida del Samurai" anche a lui dedica una scena di morte, forse più lunga di quanto ci si aspetterebbe, il termine consolatorio lo trovo molto corretto. Critico nei difetti, e qui in Rashomon lo è molto, ma speranzoso che, conoscendo tali difetti si possa migliorare, allora ci sta il finale con pioggia che finisce e bambino portato via sorridendo.
La celebre frase di Ford mi risuona in testa costantemente vedendo questo film e tutti i suoi punti di vista sulla storia
Fantastico! non li avrei mai accostati, ma proprio mai nella vita
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Buon film tutto sommato, alla fine ricalca molto l'originale, ovviamente spostando l'ambientazione nel West. Ovvio che quando si cerca di imitare l'Imperatore è una partita persa in partenza, però vale una visione. Io anni fa l'avrò visto anche un 3 volte…
In effetti s'intona anche con le singole versioni dei fatti dei personaggi stessi
Tra l'altro so che Veroheven adora Kurosawa. Lo so, incredibile, ma così dice, Rashomon e I sette samurai sono i suoi preferiti, forse si tratta di un riferimento voluto. Posto qui un video gustosissimo in cui ne parla, se magari vuoi vedere anche il resto del documentario, basta che risali alle varie parti, consiglio, perchè è bellissimo. Veroheven è da 2 minuti e mezzo in poi (c'è pure Bertolucci che parla in inglese che mi fa morire
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Penso che sia più veloce elencare chi NON ama Kurosawa
Fantastico il video :p ci sono proprio tutti! ma che voce ha Veroheven doppiava Daffy Duck prima di dirigere?
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è la stessa cosa che mi vien da dire dopo aver visto, un paio di giorni fa, "Dersu Uzala". invece su "Rashomon" nessuna riserva, era esattamente come me lo aspettavo. è uno di quei film che ogni regista sogna di fare, un film avanti anni luce, copiato e derubato in tutte le salse, dai film ai cartoni animati, passando alle serie tv.
"Rashomon" ha rilanciato il concetto di verità e l'ha rilanciato attraverso il linguaggio cinematografico, dandoci il compito di giudicare quale sia la verità (nel film la giuria siamo noi) e quali sono i meccanismi che scattono al fine di riconoscerla ( o di falsificarla), ricreando attraverso un film la parabola creativa del cinema stesso.
E' stato proprio Kurosawa a correggere con il finale il nichilismo dell'opera Akutagawa: in fondo tutto il suo cinema è un inno e una professione di fede nei confronti della solidarietà umana e pessimista tout-courtnon lo è mai stato.
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Esatto, il fatto che i testimoni parlino di fronte ad un giudice che non si vede mai, le cui domande sono comprensibili solo attraverso le risposte di chi depone, pone noi spettatori come vera giuria, stanno deponendo di fronte a chi guarda il film. Scelta registica stupenda a mio avviso
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Sì, ma infatti dopo averlo visto qui mi è salito di livello, nonostante non mi sia mai stato troppo simpatico, più per ragioni professionali che per altro. Special effects!
Eh, Dersu è un po' particolare come film, se conosci un minimo i dettagli della creazione, le vicende che hanno portato Akira a farlo e il tipo di accoglienza che ha avuto capisci il perchè. Moltissimi critici lo considerano un ottimo film, ma non un capolavoro e forse hanno ragione, è un bel film d'avventura con un sottotesto abnorme sull'uomo e la Natura, ma piuttosto risaputo. Per quel che mi riguarda penso sia uno dei miei film preferiti, ho adorato la sua onestà, è uno di quei film che parlano al cuore più che al cervello, un rapporto che "esca così fuori dallo schermo" come quello tra i protagonisti non mi è mai capitato di vederlo, senza contare il mix di musiche e paesaggi che è micidiale. Inutile dire che se mi chiedono quale sia per me il film di Kurosawa più importante e che maggiormanete ha influito sulle produzioni precedenti risponderei Rashomon per la costruzione dell'intreccio e I sette samurai per il linguaggio e l'uso del montaggio:wink:. Che Rashomon sia stato più importante per la settima arte rispetto a Dersu credo sia un fatto e non un'opinione.
E la scena del processo con la maga è tremenda (scares the s**t out of me è l'espressione che mi esce naturale), avrei voluto vedere Akira alle prese con un horror puro. Anche se Trono di sangue un po'…:ninja
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Quindi, piuttosto che analizzare il film, mi soffermo su alcune parti che reputo importanti.
La prima, che è quella che mi ha colpito di più, è la testimonianza del defunto: geniale! Bella sia la "riproduzione" della voce del morto sia le movenze della maga, che rendono quel fatto (la possibilità che testimoni anche il morto) una cosa addirittura credibile. E' quasi grottesco invece il modo in cui viene introdotta questa scena: il boscaiolo dice:"e poi c'è la versione del morto" - e il servo:"il morto ha parlato? e come è riuscito a parlare il morto?"..
Ancor più significativo è che, sebbene il morto sia morto, continui ugualmente a difendere i propri interessi piuttosto che dire la verità. Per la serie, la cattiveria dell'uomo non ha mai fine!
La seconda cosa invece, è il finale. Un po' scadente rispetto al senso del film. Il boscaiolo che in un certo senso si redime, la pioggia che smette, il prete che ritrova la fede, sembra quasi il manifestarsi dell'avvento del Messia!!:-) Certo, Kurosawa vorrà bene agli uomini (come avete detto voi) e tutto quello che volete, però se si sceglie di dare un tono al film, lo si deve rispettare, altrimenti non lo si fa per niente un film di questo stampo! Avrei trovato più consono un finale in cui il servo rubava i vestiti al bambino lasciando nel tempio il prete da solo con il neonato nudo, ad esempio!!
Per riassumere il senso del film, infine, utilizzerei una frase pronunciata dal servo (e per altro bellissima): "Si racconta che un tempo da queste parti vivesse un demone, ma è fuggito terrorizzato dalla malvagità degli uomini"
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La cosa più bella che ha fatto Kurosawa è quella di aggiungere al cast degli attori NOI tutti, NOI spettatori. Questo è uno dei pochi film in cui gli attori chiedono a noi di scegliere una cosa o l'altra, chiedono a noi di determinare il loro destino.
Nella stragrande maggioranza dei casi, noi siamo "vittime" degli attori, siamo vincolati alle loro azioni, sia che ci vadano bene sia che ci vadano male. Qui invece, i protagonisti siamo NOI, siamo noi che decidiamo come sono andate le cose. E' come se, all'inquadratura degli attori, che raccontano la loro versione dei fatti nel tribunale, si intrecciasse un primo piano su colui che sta guardando il film!!!
Non a caso, non c'è una versione, da parte degli attori, ufficialmente vera di come siano andati i fatti.
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