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The Black Dahlia è un film del 2006 diretto da Brian De Palma
Popolarità

The Black Dahlia 2006 )

The Black Dahlia è un film di genere drammatico, giallo, poliziesco della durata di . diretto da Brian De Palma e interpretato da Josh Hartnett, Aaron Eckhart, Scarlett Johansson, Hilary Swank, Mia Kirshner, Fiona Shaw, Mike Starr, Rachel Miner, Victor McGuire, Gregg Henry.
Prodotto nel 2006 in Germania, USA e distribuito in Italia da 01 Distribution il giorno .

58 MovieScore (?)
basato su 144 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Due poliziotti, ex pugili, Lee Blanchard e Bucky Bleichert sono incaricati di indagare sull' assassinio dell'ambiziosa Betty Ann Short, detta "The Black Dahlia". Mentre Blanchard è sempre più preoccupato perché il raccapricciante omicidio minaccia la sua relazione con Kay, il suo partner Bleichert si sente sempre più attratto dalla enigmatica Madeleine Linscott, figlia di uno degli uomini più importanti della città, che si rivela stranamente legata alla vittima.

La Recensione

Il profumo della dalia

La sensazione principale che segue alla visione di 'The Black Dahlia' è quella di una successione di pezzi di bravura, un'unione di strepitosi talenti, che sembrano però amalgamarsi con difficoltà.

Il profumo della dalia

The Black Dahlia è un noir poderoso tratto dal romanzo culto di James Ellroy. Ambientato nel sottobosco della Hollywood anni '40, il film ruota attorno al ritrovamento del cadavere della Dalia Nera, aspirante attricetta e prostituta occasionale, orrendamente mutilato e abbandonato in un campo. A occuparsi del caso Bucky Bleichert e Lee Blanchard, Mr. Ghiaccio e Mr. Fuoco, agenti di polizia ed ex-pugili uniti da una forte amicizia e dall'amore per l'affascinante Kay Lake. Le cose si complicheranno quando Bucky, nel corso delle indagini, si imbatte nella misteriosa Madeleine, ambigua dark lady curiosamente somigliante alla Dalia, con la quale intesserà ...
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Trailer e video 1 totali

The Black Dahlia - Trailer

00:02:23 The Black Dahlia - Trailer

Le Immagini 56 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 35 totali

Le News Altre news: 9 totali

Gli Articoli Altri articoli: 3 totali

Curiosità Altre curiosità: 4 totali

  • Specifiche tecniche

    Girato in: 35 mm.
    Proiettato in: 35 mm (anamorfico).
    Rapporto immagine: 2,35 : 1.
    Colore: a colori.
    Formato audio: Dolby Digital e DTS.
    Lingua originale: inglese e tedesco.

Premi e Nomination Altri premi e nomination: 2 totali

Incassi Vedi tutti

Budget stimato per il film: $ 50.000.000

Record incassi

71° maggior incasso italiano per la stagione 2006/2007.
100° maggior incasso internazionale per l'anno 2006.

INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 13 agosto 2007) 2.306.015 €

INCASSI NEL MONDO (aggiornato al 16 agosto 2007) 47.800.000 $

18 Commenti

  • diomede917 diomede917
    La città degli angeli sporchi Ott. 4, 2006, 3:48 p.m.
    Quale è la città più noir della storia del cinema? E' Los angeles la città degli angeli, angeli sì ma con la faccia sporchissima e anche chi inizialmente l'ha pulità (Josh Hartnett) se la dovrà sporcare se vorrà sopravvivere.
    Questo è l'incipt della letteratura di James Ellroy e "The black Dahlia" narra una storia nerissima già dal titolo. Protagonisti due superpoliziotti soprannominati Mr Ice e Mr. Fire che vengono risucchiati, masticati e poi sputati dal misterioso omicidio di un'attricetta di quarto ordine Elizabeth Short il cui corpo orrendamente mutilato viene scoperte nelle campagne di L.A.
    Da quel momento inizia una discesa negli inferi in un mondo fatto di tradimenti, perversioni e doppigiochi. Il film va avanti a colpi di flash, De Palma con molta difficoltà districa l'ingrovigliata matassa che propone Ellroy con il suo libro. The Black Dahlia parte molto lento forse troppo per arrivare ai colpi di scena finali, comunque la mano del regista si vede in alcune situazioni in particolar modo nell'agguato ad Aaron Eckart dove troviamo la scalinata de "Gli intoccabili", l'assassino nell'ombra come in "Blow out" e il volo nella piscina come in "Scarface". Comunque il vero difetto del film è l'assenza di una vera dark lady nè Scarlett Johansonn e nè Hilary Swank incarnano al meglio il ruolo, forse la più azzeccata è la "Black Dahlia".
    PS De Palma se si accorge Daria Argento che lo hai ricopiato un'altra volta si arrabbia sul serio!!!!

    0

  • Claudio82 Claudio82
    Un film lento e fugace al tempo stesso.. Ott. 9, 2006, 9:01 p.m.
    Vedere un film ispirato ad un libro, quando si è termianto il libro da pochi giorni, è sempre rischioso: si finisce quasi sempre per rimanere insoddisfatti, guardando il film con occhi stretti sulle pagine, anzichè sulle immagini… con uno sguardo da libro, insomma, non da film. Nonstante questo il film di De Palma mi è parso un notevole buco nell'acqua: lento, prolisso, sbilanciato nella narrazione (un prologo denso e fedele all'Ellroy ed un seguito che si sviluppa troppo freneticamente, pur avvolto da una lentezza e staticità irritanti. La Kay-Johansson non è la Kay-Ellroy,… è una figura di cartapesta, come le fondamenta delle case di Los Angeles. Le morti modificate e semplificate sono estreme, declamatorie, tropo spettacolari (la Madeleine che appare sotto forma di ombra fa davero ridere…smile. Insomma, una delusione totale. Salvabili le scene di sesso, a mio avviso molto belle esteticamente e dinamicamente. De Palma, riprovaci!

    -1

  • Bob Robertson Bob Robertson
    frammenti Ott. 9, 2006, 11:34 p.m.
    la sensazione è quella di un film notevolmente spezzettato e frantumato, la cui pecca principale è la mancanza di compattezza e integrità nella narrazione e nell'intreccio della storia. c'è qualcosa che non quadra e c'è un pò troppa confusione nelle indagini e nel modo in cui vengono presentati gli eventi.
    basterebbe questo per criticare il film eppure…
    eppure nonostante si porti appresso queste gravi mancanze visto scena per scena è realizzato molto bene, ma nel complesso è "malfunzionante".

    le interpretazioni sono tutte notevoli, nell'ordine Eckhart è il più espressivoe sorprendente in tutta la prima parte del film, Scarlett nel ruolo in bilico tra femme fatale e ragazza fragile si destreggia con la consueta naturalezza da attrice consumata, invece peccato non riuscire a godersi completamente la prova di Hilary Swank a causa di un doppiaggio mediocre! lei comunque mai così sexy-dark si muove superba nella parte. più piatto e compassato Hartnetta cui il ruolo calza a metà (lo stile Slevin gli si addice molto di più) mettendo su piazza una carenza espressiva non da poco e per un'ora scompare nel confronto con Eckhart e Swank.
    ma la sorpresa inaspettata è Mia Kirshner! straordinaria nelle scene in bianco e nero! s-t-r-a-b-i-l-i-a-n-t-e !

    ci sono tocchi di regia di gran classe, movimenti di macchina splendidi, inquadrature sorrette da scenografie e una fotografia da Oscar che dipingono perfettamente gli anni 40 del dopoguerra e un'atmosfera noir meravigliosa.
    il vero peccato è che tutti gli ingredienti siano mescolati molto molto male, tutto a scapito di una trama che riesce a catturare in parte ma non a decollare del tutto, e la sensazione di insoddisfazione alla fine è notevole

    -1

  • tommyjoe tommyjoe
    Gran bel film. Ott. 15, 2006, 1:12 p.m.
    Interpreti sornioni per un film che coinvolge: da vedere.

    0

  • witlop witlop
    MA POVERINI... Ott. 23, 2006, 4:39 p.m.
    …cosa avranno mai fatto gli splendidi personaggi di Ellroy al buon DePalma??? Perchè trasformarli in un Hartnett capace solo di un espressione da primo piano ripetuta all'infinito del tipo stociucciandounlimoneedèpureandatoamalesucsuc o in una Scarlett che è persino imbarazzantemente falsa in ogni sua apparizione (dai su si vede che sta recitando), per non parlare dei risibilissimi duetti tra i due sopracitati. Per il resto un film noioso che non decolla anche se qualcosa di buono c'è,vedi la scena della cena a casa Swank, grande in quel frangente la madre, troppo portata al grottesco poi. Ottimi Heckart, Swank e ribadisco anch'io la rivelazione Kirshner (ne è passato di tempo da Exotica)…Comunque vista la lunghezza del film il nostro Brian avrebbe potuto tagliare pezzi inutili,e sono molti, e mantenere la vera storia di Blanchard che era mooolto più interessante di così. Che non si sia ancora ripreso da Mission To Mars?? Mah

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    The black Dahlia Feb. 20, 2007, 9:35 p.m. - Staff
    La complessità del film di De Palma non risiede solamente nella trama, ma si manifesta soprattutto quando s'indaga sull’intenzione del regista. Il suo scopo era trasporre semplicemente il romanzo di James Ellroy? O aveva intenzione di riproporre fedelmente le atmosfere dei film del dopo guerra al pubblico contemporaneo (aggiungendo quella violenza che più gli si addice)? Se l’ipotesi giusta è l’ultima, occorre dire che è stato fin troppo fedele: oltre ad aver replicato con maestria i contesti noir del tempo, ha riciclato una serie di elementi passati di moda da decenni, come la recitazione forzata degli attori. A cavarsela meglio è Aaron Eckhart, a tratti esagerato, ma abbastanza elastico da trasmettere allegria, follia e rabbia. Altro problema è la narrazione, guastata da uno sceneggiatore che non riesce a organizzare la materia e concede poche e sbrigative spiegazioni per le quali si stenta a ricostruire il filo degli avvenimenti. Se The black Dahlia ha qualche merito lo si deve a De Palma: pur compiendo pessime scelte nel dirigere gli attori, il regista si riscatta con piani sequenza, citazioni da Hitchcock e Welles, rallenti alla Scorsese e un omicidio molto riuscito.

    0

  • Voivodian89 Voivodian89
    DE PALMA RITROVA LA RETTA VIA Feb. 26, 2007, 8:11 p.m.
    Dopo film orribili come Mission To Mars e Femme Fatale (De Palma? ma dove!) il maestro del noir Brian sforna un film che torna a farci sperare in un capolavoro futuro! Il film è bello, complesso, di quelli da stare super attenti, perchè si rischia di perdere il filo di tutta la vicenda. Ma io non lo considero un difetto, anzi, amo i film ipercomplessi! La regia di De Palma non può essere nè discussa nè criticata! è perfetta! è da Omicidio in diretta che Brian non dirigeva così bene! Il film di per sè non ha difetti, ma ne ha per coloro che non sopportano la recitazione di Hartnett e della Johansson, qui abbastanza bravi (rispetto ai film "per bambini" in cui si ritrovavano a recitare, se di recitare si può parlare!):puking
    De Palma ha puntato sulle star del futuro, non si può pretendere di vedere sempre nei suoi film De Niro o Pacino!
    Film da rivalutare assolutamente! Forse il tempo gli darà ragione (confrontatelo con i suoi film del periodo 1996 - 2002 salvo Omicidio in Diretta, vi ricrederete):bluesbrother

    0

  • FABIOGOLDBERG FABIOGOLDBERG
    Bello Apr. 13, 2007, 8:25 p.m.
    Come tutti i film di De Palma non è per tutti, io l'ho trovato molto carino e intrigante, bravi gli attori su tutti la grandissima Swank, che con questa interpretazione ci mostra la sua bravura ad impersonificare personaggi differenti da un film all'altro

    0

  • Beefheart Beefheart
    Lungo e contorto Mag. 12, 2007, 6:46 p.m.
    Classico poliziesco americano in stile anni 40. In effetti l'aspetto stilistico è ciò che più spicca da questo film che vede ottimamente riprodotte quelle ambientazioni ed atmosfere un po noir, tipiche del genere. Sbirri dalla faccia dura col cappello calcato sul viso, ragazze cattivelle, pistole fumanti, scene in penombra ed un truculento caso da risolvere. Trama ricca e, potenzialmente, accattivante, buona fotografia e sapienti movimenti di camera; insomma, apparentemente, non manca nulla. In realtà lo sviluppo lamenta alcune forzate semplificazioni ed un ritmo lento che pregiudica il filo narrativo rendendolo faticoso da seguire. La recitazione non è trascendentale, anche se Scarlett Johansson, per quanto deludente, se non altro, nella sequenza in cui Kay, per bocca di Bucky, viene a sapere che il suo aguzzino è tornato in libertà, per interpretazione, luci, abbigliamento e trucco, riesce ad evocare veramente l'atmosfera delle scene dei film di un tempo. Nel complesso rimane abbastanza suggestivo ma lungo, dilatato, contorto ed un po sterile.

    0

  • stefa88 stefa88
    Mah... Feb. 1, 2008, 10:55 p.m.
    Il film si vede che è fatto davvero molto molto bene, però troppo incasinato con troppi nomi e situazioni. Ottimi gli attori e l'ambientazione in quegli anni. Da vedere perchè è di De Palma, ma non all'altezza di suoi molti altri film. :bluesbrother

    0

  • LeonSD LeonSD
    Ago. 5, 2008, 12:43 p.m.
    The Black Dahlia è un'altro adattamento da James Ellroy come già era stato per L.A. Confidential e, quest'anno, per La notte non aspetta…solo che a differenza di L.A. Confidential è molto meno magnetico e avvincente.
    Brian De Palma riesce a ricostruire le atmosfere noir losangeliane in modo ineccepibile grazie ad un ottima fotografia e a scenografie veramente ben curate…il problema principale del film, a mio avviso, è che accadono molte cose tutte insieme e i personaggi che entrano in gioco sono molti (e troppi solo di contorno) e quindi è facile perderne il segno.
    Però nel complesso è un buon film, ben diretto, ben interpretato, soprattutto da Aaron Eckhart e Scarlett Johansson (quest'ultima è molto credibile ed in parte)….mentre l'attrice più stonata è, a mio avviso, Hilary Swank a cui il noir si addice poco…
    Quello che non capisco è lo scarso successo al botteghino che il film ha avuto…ok che va seguito molto attentamente per non perdere il filo della storie e delle varie vicende che si accavallano tra di loro (
    Spoiler Mostra spoiler
    …però c'è sempre la voce narrante di Josh Harnett che per lo meno fa un pò di chiarezza e soprattutto che fa da collante ai vari pezzi della vicenda che, altrimenti, sarebbero un pò slegati tra di loro).
    In tutti i casi le atmosfere da noir lo rendono un film molto affascinante che va visto.:-)

    0

  • lallolallo lallolallo
    Ago. 26, 2008, 9:13 a.m.
    Un film professionale ma freddo come il ghiaccio. Fa mostra di sé soprattutto per la perfezione con la quale il noir viene evocato, per la bella fotografia ma di certo si perde in tutto il resto, a partire proprio dalla trama che s'avvolge su se stessa durante il film. Come una bella donna senza fascino.

    0

  • ele75 ele75
    Ott. 10, 2008, 4:40 p.m.
    Speravo che ad una seconda visione, il mio giudizio si addolcisse….ma non si può!
    Tutto quello che poteva essere sbagliato in questo film lo è stato: da una sceneggiatura frammentata e mai fluida, a interpreti ingessati e incapaci di qualsiasi espressività (Aaron Eckart è da coprirsi gli occhi, da quanto è pessimo), ad un mistcasting assurdo. Chi può mai pensare di far fare la dark lady a Hilary Swank?:butbut
    Anche la regia, per quanto non manchi l'immancabile e perfetta scena con piano sequenza, non impressiona granchè.
    Il problema maggiore comunque rimane la difficoltà di portare sullo schermo un qualsiasi romanzo di Ellroy: ci sono troppi personaggi e intrighi perchè l'operazione riesca solo grazie ad uno sfoltimento della trama.
    Risultato migliore si è avuto con L.A.Confidential, dove, pur mantenendo un nucleo forte del romanzo, c'è stata una intensa opera di riscrittura tale da far funzionare la storia anche in un arco di due sole ore.
    Probabilmente qui è mancato il coraggio per fare questo: un gran peccato.
    Ele:inlove

    0

  • CASSIDY CASSIDY
    Why Brian! Ott. 10, 2008, 7:13 p.m.
    Ci sono voluti mesi per farmi dimenticare questo intoppo nella carriera di Brian, vi giuro che un film tanto insulso da lui…mi piangeva il cuore!

    Meno male che "Redacted" mi ha restituito un Del Palma come si deve!!

    Non aggiungo altri commenti sul film per non riaprire la ferita dico solo: Puah!

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Ott. 10, 2008, 8:10 p.m. - Staff
    Anche la regia, per quanto non manchi l'immancabile e perfetta scena con piano sequenza


    Ci sono almeno due piani sequenza degni di nota e in entrambi ci ho visto delle citazionismile. Il primo è la panoramica prima della sparatoria iniziale, ricorda molto quello all'inizio di L'infernale Quinlan di Welles. L'altro è più interessante e le citazioni sono più evidenti: quando Harnett arriva nella villa della Swank e cena con la sua famiglia. L'intera scena dell'ingresso e delle presentazioni è in un unico piano sequenza che è anche soggettiva del protagonista e in questo mi ha ricordato molto The lady in the lake, un noir degli anni '40 tratto da Chandler e girato interamente in soggettiva; in più il poliziotto che entra nella villa del ricco che ha due figlie, una adulta e sensuale, l'altra ancora giovane e un po' "scolaretta", ma più sveglia di quello che sembra mi sembra ricalcato sull'incipit di Il grande sonno. Non so, ditemi voi se ho lavorato troppo di fantasia:p.

    Anch'io l'ho rivisto ieri sera, volevo vedere se il giudizio cambiava. Niente. Pessima sceneggiatura, pessimi attori, considera che Eckhart è quello che mi è piaciuto di più tra i 4 protagonisti, figurati gli altri: Harnett è un orrore, a volte fa delle facce… in confronto Whalberg in The happening è un Dio. Scarlett mi ha dato la stessa impressione della prima visione, sembra Lana Turner per come recita, una "tecnica" da pre-Metodo, solo che siamo nel 2006:???. E per i 2/3 del film ha questa faccia qui –>:butbut. Hilary Swank fuori parte e un po' ha lo stesso problema di Scarlett, per fortuna non così cronico.
    Peccato perchè la confezione è ottima.

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  • Pike Bishop Pike Bishop
    Ago. 19, 2011, 7:54 p.m. - Staff
    all’epoca non lo vidi e dopo ho avuto ben poca voglia di recuperarlo, anche visto lo scarso riscontro che ebbe. poi l'altro giorno l'ho visto e, per l'ennesima volta, De Palma è riuscito a sorprendermi e, seppur a tratti, a folgorarmi. partendo dalla sceneggiatura di Josh Friedman, che ha per le mani uno dei romanzi-simbolo di un autore cult, De Palma resta idealmente fedele a se stesso, pur senza scontentare le istanze narrative dell’adattamento. pur rimanendo un passo indietro rispetto alla magica follia di “Femme Fatale”, “The Black Dahlia” prosegue un discorso teorico sul cinema e sul mystery, pur spostandone le coordinate: stavolta De Palma tralascia (parzialmente, in realtà) la rilettura metalinguistica destrutturante e/o competitiva col maestro Hitchcock e si immerge in toto nel noir americano degli anni ’40. è il noir il bacino feticista a cui attinge, sia attraverso l’impianto iconografico, con le immagini del grande Vilmos Zsigmond, sia con un montaggio retrò con le transizioni “a tendina", sia attraverso l’uso della voce over di Bucky, che pone il racconto del film direttamente dipendente dal punto di vista del giovane detective. infine il racconto per ambientazione cronologica, la fine degli anni ’40, che spaziale, L.A., dà la possibilità a De Palma di poter fare un ritratto di Hollywood, dell’Hollywood all’epoca del noir: non per niente l’indagine riguardante l’uccisione e lo scempio sul cadavere di Elizabeth Short fa discendere Bucky nel sottobosco di LA, quello delle attricette scalcagnate, quello underground e “immorale” rispetto al perbenismo di facciata americano, dell’ambiguità sessuale e -ancor più interessante per il regista- della pornografia. ed è qui che si inserisce il personaggio chiave di Madeleine Linscott (Hilary Swank che insieme alla Kirshner sono le migliori del cast). il gioco di specchi, di dèja-vu perpetuo, in cui vive il cinema depalmiano si moltiplica: la Linscott è infatti la figlia di uno dei magnati edili di Los Angeles, uno di quelli che Hollywood(land) l’hanno costruita, e pertanto abbiamo la fabbrica dei sogni rivisitata come carnaio e macelleria: è una di quelle case abbandonate di Hollywoodland il set del porno della Short, e lo stesso luogo sarà il set dell’omicidio (e sul modus operandi dell’assassino c’è da discutere). De Palma insiste per l’ennesima volta sul double body (titolo originario di “Omicidio a luci rosse”smile nel cinema: la pornografia vs. cinema hollywoodiano, la short vs. la linscott. lontano naturalmente dal discorso morale, evidenzia la fusione e la compenetrabilità di questi modelli, che vivono solo apparentemente su binari paralleli, ma che hanno le medesime e corrotte radici (fantastica la soggettiva di Bucky che si trova spiazzato nella aristocratica follia dei Linscott).
    la pulsione necrofila di Bucky nei confronti di Madeleine è evidente: come dice Kay, Madeleine “assomiglia alla ragazza morta”. e confessa anche di aver cercato Liz Short proprio perché era venuta a sapere che c’era una che le somigliava e che con lei c’era andata a letto: a questo punto l’immagine negata del corpo dilaniato della Short si ricompone come re-visione dei provini della ragazza e nella controfigura rappresentata dalla Linscott. e la questione è retoricamente ribadita in quel frammento allucinatorio nel finale, quando vediamo praticamente per la prima volta il corpo spezzato della Short. sul “come” viene lavorato il corpo di Elizabeth, De Palma ha un’intuizione geniale (per lo meno credo sia sua e dello sceneggiatore, non avendo letto il romanzo di Ellroy); è l’altra immagine che insieme a quella di Elizabeth Short si perpetua nella mente di Bucky e ritorna costantemente: quella di Conrad Veidt ne “L’uomo che ride”, film che i tre protagonisti vedono al cinema all’inizio. e qui, il cerchio può dirsi chiuso.

    note dolenti: nel cast spiccano la Swank e la Kirshner, mentre è in evidente posizione sacrificata Eckart. la Johansson per quello che deve fare non è nemmeno male, ma è un’interpretazione monocorde, mentre Hartnett c’ha il fisico ma gli manca del tutto il carisma. al finale ci si arriva col fiato corto e il film accelera improvvisamente, gira e rigira bisogna sbrigarsi a fornire il risultato delle indagini però il passaggio al “giallo” è brutale. si salva la magnifica confessione dell’ottima Fiona Shaw

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  • estella estella
    Feb. 1, 2013, 10:35 a.m. - Staff
    Deludente da tutti i punti di vista. Mi aspettavo un noir d'atmosfera e con virtuosismi in cabina di regia (De Palma mi è sempre piaciuto, nonostante - o forse proprio per questo - una filmografia altalenante) e mi sono ritrovata con un giallo insulso e dal finale pilotato.

    Qualcuno poi mi spieghi coma ha lavorato il direttore del casting? Scarlettforzatissima nel fare il verso a Lana Turner (da come fuma, al modo di muoversi, di parlare), la poveraHilary Swank sbiadita e improbabile nel ruolo di dark lady, quel bel bambolotto di Josh Hartnett incapace di dare intensità al personaggio (protagonista, non di contorno): quando piange sembra il mio nipotino capriccioso quando dice di non voler andare all'asilo:wink:

    Salvo solo la magnetica Mia Kirshner (fragile e sfrontata allo stesso tempo) e, per un soffio, Aaron Eckart.

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  • Bob Robertson Bob Robertson
    Feb. 1, 2013, 7:53 p.m.
    Un film professionale ma freddo come il ghiaccio.


    Questo si che è cogliere il senso di un film in una frase.
    E' precisamente la sensazione che dà allo spettatore.
    C'è un gran lavoro di stile classico e di riesumazione del noir, ma è proprio come riesumare un cadavere freddo e inanimato.
    Però dai, almeno c'è Scarlett Johansson per lo scalda un pò :p

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