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Recensioni e articoli sui film in uscita

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  • Recensione Garfield: il film (2004): Il gatto più comic del mondo

    Il gatto più comic del mondo

    Recensione
    di Mirko Lomuscio - pubblicato il 23.09.2004

    Il personaggio di Garfield, doppiato dal noto presentatore televisivo Rosario Fiorello, sa destreggiarsi bene, rendendosi simpatico anche nei momenti in cui sfoggia il massimo della sua irritante cattiveria.

    Da quando Robert Zemeckis ha diretto, nel 1988, Chi ha incastrato Roger Rabbit?, che vedeva protagonista un coniglio a cartoni animati alle prese con attori in carne ed ossa, si è fatta strada a Hollywood una certa tendenza che favorisce pellicole in cui immagini vere si fondono con altre virtuali. ...

  • Recensione L'esorcista (1973): Le apparenze del bene e l'univocità del male

    Le apparenze del bene e l'univocità del male

    Recensione
    di Vincenzo Carlini - pubblicato il 21.09.2004

    Il male imperversa nelle aberrazioni fisiche. Le debolezze degli eroi fiaccano il bene. Chi vincerà l'ultima battaglia?

    Il tratto distintivo del cinema di William Friedkin è quello che i maggiori studiosi del cineasta americano hanno definito "realismo visionario", ovvero l'attitudine a filmare eventi reali impregnandoli continuamente di significati devianti, al limite dello sconfinamento in una dimensione altra. E per un regista che fino a quel momento era ...

  • Recensione Il mostro della laguna nera (1954): La bella e la bestia sott'acqua

    La bella e la bestia sott'acqua

    Recensione
    di Vincenzo Carlini - pubblicato il 21.09.2004

    L'ingenuità e l'artigianalità tipica dei B-movies sono impiegate da Arnold come testate d'angolo della struttura narrativa, con poche sbavature di fondo.

    Il mostro della laguna nera è il primo film "subacqueo" della storia del cinema girato completamente in 3D: basterebbe questa peculiarità per rendere il film di Jack Arnold (autore di altre pellicole fondamentali come Destinazione Terra! del 1953, Tarantola del 1955 e Radiazioni BX: distruzione uomo del 1957) un'opera assolutamente ...

  • Recensione The Bourne Supremacy (2004): A lezione di spionaggio

    A lezione di spionaggio

    Recensione
    di Antonio Bracco - pubblicato il 21.09.2004

    Jason Bourne è scaltro, spietato, di poche parole, è affetto da amnesia e questo lo redime. Giudica secondo una morale dettata dalla sua coscienza. E se ci sono dai conti da saldare, lui è il primo a mettere mano al portafogli.

    Ahi, ahi, sarebbe stato meglio non coinvolgere Jason Bourne. Lui se ne stava tranquillo in India a rimettere in ordine i ricordi di una vita trascorsa ad uccidere per la CIA e loro, i cattivi, cosa fanno? Tentano di far ricadere su di lui le accuse di un duplice omicidio ...

  • Recensione The hunted - La preda (2003): L'infausta caccia

    L'infausta caccia

    Recensione
    di Vincenzo Carlini - pubblicato il 21.09.2004

    Il "realismo visionario" di Friedkin in questo caso privilegia uno stile secco, immediato, senza far sbalzare troppo le simbologie nascoste e puntando tutto sull'azione, quasi onirica per la frenesia in essa incorporata.

    Di nuovo William Friedkin. E di nuovo un film avvincente e adrenalinico. The Hunted - La preda si propone come un vero e proprio trattato tecnico sull'inseguimento, ovvero la situazione privilegiata del cinema di questo grande regista. Già dai tempi del "pluridecorato" Il braccio violento della legge Friedkin ha dimostrato ...

  • Recensione We Were Soldiers (2002): Memorie della 'sporca guerra'

    Memorie della 'sporca guerra'

    Recensione
    di Vincenzo Carlini - pubblicato il 21.09.2004

    Si respira un'aria viziata ed è presente per tutta la durata del film un'atmosfera claustrofobica: si combatte in spazi angusti e ci si prepara alla guerra in circoli altrettanto chiusi; sul campo di battaglia si trova riparo in luoghi impervi; inoltre l'insieme degli appartamenti delle famiglie dei soldati costituiscono già essi stessi un circolo chiuso.

    Il significato del film è tutto nella sequenza iniziale: una parte del Vietnam al giorno d'oggi; un luogo sperduto e dimenticato da Dio e dagli uomini che non sembra avere alcun tipo di significato economico, turistico, paesaggistico e naturalistico; un semplice pezzo di terra che riempie lo schermo e che ...

  • Recensione Prima dell'alba (1995): Un amore in divenire

    Un amore in divenire

    Recensione
    di Francesca Druidi - pubblicato il 18.09.2004

    "Molto spesso nella vita ho passato con delle persone dei momenti splendidi, tipo viaggiare o stare svegli tutta la notte a veder spuntare l'alba, e sapevo che erano speciali quei momenti. Ma c'era sempre qualcosa che non andava: volevo stare con qualcun altro. Sapevo che quello che provavo, le cose che erano importanti per me, loro non le capivami. Ma sono felice di stare con te. Non puoi capire come mai una notte come questa possa essere così importante nella mia vita, ma lo è" (Céline, Julie Delpy).

    Un piccolo ma intenso film, un cult che ha riflesso e rappresentato la generazione, smarrita e confusa, dei giovani degli anni '90. Firmato da Richard Linklater (autore dello sperimentale Waking Life e del recente School of Rock con Jack Black), Prima dell'alba attende il suo seguito con Before Sunset - ...

  • Regista e protagonista presentano The Village

    Regista e protagonista presentano The Village

    Intervista
    di Alessia Starace - pubblicato il 17.09.2004

    Rilassati e divertenti, Shyamalan e la fulva figlia di Ron Howard raccontano il film che uscirà nelle nostre sale ad Halloween.

    A Roma per presentare The Village, che uscirà qui da noi il 29 ottobre, M. Night Shyamalan e la bella Bryce Dallas Howard si sono concessi un'ora per rispondere alle domande dei cronisti in una vivace conferenza stampa che ha visto, tra gli argomenti più dibattuti, l'accoglienza fredda ricevuta dal ...

  • La colonna sonora di Matrix Reloaded

    La colonna sonora di Matrix Reloaded

    Recensione
    di Claudio Lancia - pubblicato il 15.09.2004

    Il terreno musicale ricalca pari pari quello del capostipite della serie, sia nei suoni che nei protagonisti coinvolti; sonorità oscure, vigorose, avvolgenti, colte prevalentemente dalla scena nu-metal e da quella elettronica, con alcuni casi di buona fusione tra le due.

    Dove ci condurranno questa volta le misteriose trame disegnate dai fratelli Andy e Larry Wachowski, sceneggiatori e registi della saga ambientata a Zion? Quale destino riserveranno all'intrigante Neo/ Keanu Reeves perso nella Matrice con in dosso i suoi lunghi cappotti scuri tanto imitati? Il terreno musicale ricalca pari pari quello ...

  • Recensione Quattro matrimoni e un funerale (1994): Vorresti non sposarmi?

    Vorresti non sposarmi?

    Recensione
    di Francesca Druidi - pubblicato il 15.09.2004

    "Io avrei una nuova teoria sul matrimonio. Due persone si innamorano, vivono insieme e poi all'improvviso, un giorno non hanno più niente da dirsi. Insomma, non riescono più a trovare un argomento valido di cui parlare, e sono presi dal panico. Poi un lampo di genio: al fidanzato viene in mente che c'è un modo per uscire da questo impasse... lui chiede alla sua amata di sposarlo. Da quel momento avranno qualcosa di cui parlare per il resto della loro vita" (Gareth, Simon Callow).

    Cerimonie ufficiali e pompose, dal gusto british e vagamente retrò, costellano il film che ha lanciato la formula della commedia inglese di successo, nonché il fascino e lo humour di Hugh Grant(pronto invece a capitolare nella vita reale con l'ereditiera Jemima Khan-Goldsmith) nel suo ruolo prototipico: quello di imperituro single, ...

  • Venezia 2004

    Venezia 2004

    Approfondimento
    di Antonello Rodio - pubblicato il 13.09.2004

    Almeno sulla carta il nuovo direttore aveva ideato una Mostra davvero sontuosa, con un programma ricco e variegato; una Mostra che, nonostante qualche incidente e le inevitabili difficoltà organizzative, ha chiuso con dignità.

    Un grande schermo alto 11 metri, ideato dall'architetto Matteo Thun, a coprire la facciata del Palazzo del Cinema, sul quale sono state proiettate immagini, luci e colori che cambiavano durante le lunghe giornate del Lido. Davanti, ad opera dello scenografo Dante Ferretti, sessanta steli di altezze diverse, ciascuno con sopra ...

  • Recensione Shark Tale (2004): Mafia e risate negli abissi

    Mafia e risate negli abissi

    Recensione
    di Antonello Rodio - pubblicato il 12.09.2004

    Pur non raggiungendo i livelli di "scorrettezza" di Shrek, va detto che la trasposizione ittica di difetti e virtù umane non solo diverte e convince, ma pone anche qualche motivo di riflessione.

    Il mondo degli umani, con tutti i suoi difetti, le sue pericolose ambizioni e le sue disuguaglianze, trasportato sott'acqua, in un mondo variopinto di pesci che hanno la faccia modellata sugli attori che danno loro le voci (gente come Robert de Niro, Martin Scorsese, Angelina Jolie, Will Smith e Jack ...

  • Recensione Spider-Man 2 (2004): Nella morsa del Raimi

    Nella morsa del Raimi

    Recensione
    di Francesco Lomuscio - pubblicato il 11.09.2004

    Raimi attualizza il tema del super-eroe capace di essere indebolito dal potere distruttivo dell'amore rifiutato, e confeziona un prodotto che, senza rinunciare a vette da cinema horror, potrebbe tranquillamente essere classificato tra i film d'autore.

    Mentre attendiamo l'arrivo di Hellboy, ed i vendicativi Catwoman e The Punisher imperversano ancora nelle sale italiane, uno dei più popolari super-eroi dei fumetti, l'Uomo-ragno, già portato sullo schermo, negli anni Settanta, in una scialba trilogia televisiva costituita da L'uomo ragno, L'uomo ragno colpisce ancora e L'uomo ragno sfida il ...

  • Recensione Vento di terra (2004): La bandiera della dignità

    La bandiera della dignità

    Recensione
    di Antonello Rodio - pubblicato il 11.09.2004

    Marra gira in modo asciutto e rigoroso e sceglie senza compromessi la strada del neorealismo, a partire dagli attori, scelti dalla strada.

    In un cinema che pretende di dare sempre più risposte a problemi esistenziali o generazionali, la proposta di Vincenzo Marra (già due volte a Venezia con il premiato Tornando a casa e con il corto Paesaggio a sud) brilla per il suo minimalismo e l'essenzialità narrativa, ritornando a parlare dei ...

  • Recensione L'amore ritrovato (2004): Se l'adulterio diventa banale

    Se l'adulterio diventa banale

    Recensione
    di Antonello Rodio - pubblicato il 11.09.2004

    Il film di Mazzacurati delude, non perchè sia girato male (non c'è nessun difetto vistoso), ma perchè è di una piattezza e di una prolissità che oltrepassano più volte i livelli di guardia.

    Una normale, banale, storia d'amore clandestina: L'amore ritrovato sembra davvero tutto qui. Un altro modo di dire che il film di Mazzacurati delude, non perchè sia girato male (non c'è nessun difetto vistoso), ma perchè è di una piattezza e di una prolissità che oltrepassano più volte i livelli di ...

  • Recensione Mucche alla riscossa (2004): Il cartone della staffa

    Il cartone della staffa

    Recensione
    di Antonio Cuomo - pubblicato il 11.09.2004

    Diciamo subito il vero elemento cruciale relativo a questo film: si tratta dell'ultimo lungometraggio prodotto dalla Disney con tecniche d'animazione tradizionale. Tutto ciò che resta, relativamente a quest'ultimo prodotto del colosso americano, scivola velocemente e inevitabilmente nel dimenticatoio.

    Diciamo subito il vero elemento cruciale relativo a questo film: Mucche alla riscossa è l'ultimo lungometraggio prodotto dalla Disney con tecniche d'animazione tradizionale. Tutto ciò che resta, relativamente a quest'ultimo prodotto del colosso americano, scivola velocemente e inevitabilmente nel dimenticatoio, dopo aver assolto il suo compito di facile intrattenimento per ...

  • Recensione La terra dell'abbondanza (2004): Maledetti States, vi amerò

    Maledetti States, vi amerò

    Recensione
    di Antonello Rodio - pubblicato il 10.09.2004

    Wenders continua a volare fra i tetti, viaggia con la camera accanto ai volti dei protagonisti e fa entrare prepotentemente in scena la colonna sonora. Ma soprattutto vuole aprire gli occhi agli americani, confusi e vittime di paranoie.

    Non ha usato metafore o mezze misure. Wim Wenders è andato dritto dritto al problema e ha sparato un missile (pieno per metà di veleno e per metà di amore) contro gli Stati Uniti e le paranoie da post 11 settembre, dando comunque una possibilità di via d'uscita alla terra ...

  • Recensione Le chiavi di casa (2004): Un handicap d'affetto

    Un handicap d'affetto

    Recensione
    di Antonello Rodio - pubblicato il 10.09.2004

    Nonostante i rischi della tematica scelta, Amelio è stato abile a guardare l'evolversi del rapporto intimo tra padre e figlio dall'esterno, quasi in punta di piedi.

    Un tema difficile da portare sugli schermi, quello scelto da Gianni Amelio. L'handicap tocca sempre le corde del cuore, ma per camminare sul filo e non cadere nello scontato se non nel patetico occorrono doti di grande equilibrismo. Soprattutto se la storia riguarda un padre che dopo non aver nemmeno ...

  • Recensione Thunderbirds (2004): La nostalgia non basta

    La nostalgia non basta

    Recensione
    di Alessia Starace - pubblicato il 10.09.2004

    Lady P e Parker non bastano a salvare un film che fallisce nell'attualizzare il soggetto, nel creare personaggi accattivanti, nel generare coinvolgimento emotivo, risultando un vuoto e noioso giocattolo senza vita.

    Con Starsky & Hutch, la moda di reinventare per il cinema i soggetti di celebri serie televisive degli scorsi decenni ha espresso un film che coniuga le atmosfere del serial con uno stile caratteristico e una comicità più moderna - questo ne fa una pellicola non eccelsa, ma caratterizzata da ...

  • Recensione L'intrus (2004): Un viaggio al cloroformio

    Un viaggio al cloroformio

    Recensione
    di Antonello Rodio - pubblicato il 10.09.2004

    L'irritazione deriva dall'assoluta autocompiacenza della regista, che si sofferma con gusto discutibile per interi minuti su particolari del tutto irrilevanti, inframezzandoli con inserti di camera a spalla e riprese panoramiche verso l'infinito.

    Esistono film belli e brutti. Limpidi o incomprensibili. Ed esistono anche I film irritanti: è il caso de L'intrus (L'intruso) di Claire Denis, che porta sul grande schermo un racconto autobiografico del filosofo Jean-Luc Nancy. La storia è quella del viaggio di Louis Trebos (un intenso Michel Subor), malato di ...