Recensione
di Tiziana Morganti -
pubblicato il 22.05.2013
Scegliendo uno stile pulito e classico, Bakhtiari ha evitato virtuosismi tecnici e, facendo un passo indietro come autore, si è trasformato in osservatore e testimone di una nuova tragedia umana.
Loro sembrano camminare distrattamente lungo la strada, ma in realtà sono attenti ad ogni minimo cambiamento. Cercano di tagliarsi i capelli alla moda, non parlano a voce alta e, soprattutto evitano di correre. Chi sono? Sono gli invisibili, gli immigrati iraniani che, sbarcati momentaneamente in Grecia, per poi dirigersi nel ...