Nostalgia anni ‘80: giochi ed eroi tornano al cinema

Dopo l'uscita del film Tartarughe Ninja, andiamo alla ricerca dei vari filoni cinematografici recenti ispirati ai miti degli Ottanta

Gli anni del disimpegno, dell'intrattenimento sfrenato, della spensieratezza assoluta. Gli anni '80, come anticipato nel nostro speciale classifica, hanno imposto un gusto cinematografico nuovo, alleggerito dai temi impegnati del ventennio precedente, abituando il pubblico a nuove narrazioni più votate all'esposizione che all'introspezione. Un canone criticato, perché portatore di messaggi spesso considerati superficiali, edonisti, a conferma di un periodo in cui il benessere ha imposto i suoi canoni estetici. Eppure, nonostante questa bassa considerazione, i nostri anni Duemila si sono spesso rifugiati in quella cinematografia, citando, riciclando, rispolverando icone e personaggi che in quegli anni si erano imposti sulla scena mediatica, entrando di diritto nell'immaginario collettivo.

Alla base di questa abitudine del cinema d'intrattenimento mainstream c'è senza dubbio un'evidente leva commerciale. I bambini e i ragazzini di allora sono oggi adulti, alcuni anche genitori, e per questo non solo facili da conquistare con un moto di profonda nostalgia generazionale, ma anche probabili promotori nei confronti di nuove schiere di fan da portare al cinema.
Se per Robert Zemeckis e James Cameron gli anni Ottanta erano sinonimo di futuro, oggi impongono un ritorno al passato, e lo fanno con diverse sfumature di malinconia.

American bruti

Prima dei supereroi vennero gli action movie, pellicole che hanno fabbricato il mito dell'eroe imbattibile, del fisico scolpito e inscalfibile. Il corpo dominava la scena a suon di Rocky, Rambo, Terminator, trappole di cristallo e qualsiasi altro genere di atto di forza. È stato il tempo delle grandi icone di Hollywood, star pompate dallo show business, dure a morire sullo schermo così come nella vita professionale, perché dopo più di vent'anni dal loro glorioso periodo d'oro, con buona pace delle nuove leve (Vin Diesel, Dwayne Johnson, Jason Statham), Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger sono ancora qui, testardi sessantenni sempre pronti a fare i duri. Stallone aveva un piano ben delineato: prima di tutto riproporre i suoi due "brand" personali con Rocky Balboa (2006) e John Rambo (2008); poi organizzare una bella rimpatriata tra vecchi amici.

Una scena de I mercenari 3 - The Expendables
Una scena de I mercenari 3 - The Expendables

Con I mercenari - The Expendables (2010) e i suoi due seguiti Stallone trova una formula cinematografica vincente perché completamente votata all'audacia. Senza mai cadere nell'errore di prendersi troppo sul serio, la nuova trilogia dei "sacrificabili" contagia vecchie e nuove generazioni con il piacere testardo di un'azione più artigianale e rozza rispetto alle recenti meraviglie digitali della computer grafica. Sull'onda di questo recupero vintage di eroi malandati, nascono pellicole dello stesso stampo macho come Jimmy Bobo - Bullet to the Head (2012), Die Hard - Un buon giorno per morire (2013), The Last Stand - L'ultima sfida (2013) e l'ennesimo faccia a faccia dei due eterni rivali in Escape Plan - Fuga dall'inferno (2013).

Cartoni e nuove anime

Una nostalgia che si rispetti bussa sempre alle porte dell'infanzia e dell'adolescenza, risvegliando quei bellissimi ricordi in cui i cartoni animati sono stati fedeli compagni di tempo libero, condivisioni e immedesimazione. Ebbene, perché non tramutare quelle fantasie animate in carne ed ossa? Perché non recuperare quella beata spensieratezza anche per soli novanta minuti e per di più sul grande schermo? Ad Hollywood ci pensano da un decennio con risultati non proprio esaltanti, proponendo film sin troppo rivolti ad un pubblico infantile e per questo troppo lontano dalla memoria degli idoli passati.

Garfield
Garfield

Il doppio flop del vecchio alano Scooby Doo non serve da lezione a ben tre film dedicati a Garfield, gatto-simbolo degli anni '80 grazie ad una celebre striscia di fumetti e varie serie animate. Nei due capitoli in live action, la presenza di celebri talent al leggio (Bill Murray negli USA e Fiorello in Italia) non basta a ritrovare la celebre indolenza ironica del paffuto micio rosso. La moda dell'ibridazione tra attori reali e personaggi digitali colpisce anche Alvin, personaggio creato nel 1958 come leader di un gruppo musicale (Alvin and the Chipmunks), poi protagonista di un celebre cartoon (Alvin rock'n'roll) a partire dal 1983. Le gesta canore dei piccoli scoiattoli fruttano buoni incassi in America tanto da diventare una trilogia, in attesa del quarto capitolo previsto per il 2016.
Più significativo il salto su grande schermo dei mitici Puffi, nati anch'essi negli anni '50 dalla matita del fumettista Peyo e adottati dal pubblico di tutto il mondo soprattutto grazie alla serie animata nata nel 1981. Dopo due film divertenti, ben animati e con lo stesso spirito scanzonato del cartoon, I Puffi si apprestano a diventare una trilogia cinematografica nel 2015, sostenuti da incassi notevoli anche in Italia.

I Puffi 2: un'immagine del sequel sui piccoli folletti blu
I Puffi 2: un'immagine del sequel sui piccoli folletti blu
Captain Harlock: il protagonista del film animato in una scena
Captain Harlock: il protagonista del film animato in una scena

Andando verso Oriente, la moda dei film tratti dagli anime è ancora più diffusa. In Giappone ogni anno vengono realizzate versioni live action di serie anni'80 come Yattaman, Devilman e Sampei, ragazzo pescatore. Tralasciando imbarazzanti esperimenti come Dragonball Evolution, ultimamente è stato interessante rivedere al cinema un personaggio carismatico come Capitan Harlock, riproposto al cinema in una sensata terza dimensione. Abbandonati gli effetti speciali, si torna alla purezza della semplicità con Belle & Sebastien (2013), storia commovente di un'amicizia profonda tra un bambino e un pastore dei Pirenei, che riprende atmosfere e temi del cartone animato nipponico del 1981. E mentre le Tartarughe Ninja sono riemerse dai tombini in una spettacolare "salsa Michael Bay", guardiamo le costellazioni in attesa del film sui Cavalieri dello zodiaco (in uscita il prossimo gennaio) e immaginiamo se sarebbe il caso di scomodare anche He-Man e il grande Ken il guerriero (magari interpretato da Lee Pace) per mostrare i muscoli anche al cinema.

Ciak, si gioca

Transformers: Age of Extinction: una scena del film
Transformers: Age of Extinction: una scena del film

Alcuni bambini di oggi difficilmente immaginano di divertirsi con qualcosa che non abbia schermi, ma chi è nato e cresciuto negli anni Ottanta ha scoperto la gioia tattile dei giocattoli. Super snodabili, mega accessoriati e coloratissimi, incarnazione di fantasie e protagonisti di storie di cui ogni bambino era sceneggiatore e regista. Se film come Toy Story e Small Soldiers avevano parlato proprio di questo lato magico del gioco, gli anni Duemila hanno fatto le cose in grande, creando degli universi narrativi in cui quei giocattoli sembrassero vivi e soprattutto credibili. L'idea primaria è di Micheal Bay che con Transformers (2007) dà il via ad una spettacolare tetralogia cinematografica ispirata a giocattoli e serie animate.

Elodie Yung nei panni di Jinx in G.I. Joe: La vendetta
Elodie Yung nei panni di Jinx in G.I. Joe: La vendetta

Traendo spunto dalla grande tradizione dei mecha giapponesi, Bay impronta la sua saga sulla magnifica presenza scenica di robot in eterno conflitto, il tutto condito con la giusta dose di sex appeal. Operazione commerciale che ha incoraggiato anche G.I. Joe: La nascita dei Cobra (2009) e G.I. Joe: La vendetta (2013), opere d'azione corale dove nuove leve come Channing Tatum incontrano leggende come Bruce Willis. Due film non eccezionali ma in crescendo, basati sull'idea del team vincente alla Fast & Furious, tratti dalla storica linea di action figures nata negli anni Sessanta, poi esplosa definitivamente con il cartone del 1983.

Boom commerciale contemporaneo a quello dei Lego, celebre brand di costruzioni nato dalle ceneri di una falegnameria danese. Gli omini gialli vedono la luce alla fine degli anni '40, ma è tra la fine degli '70 e gli inizi degli '80 che l'azienda fonda nuove divisioni, espandendosi in maniera decisa sul mercato. Col tempo la linea Lego si associa a diversi titoli cinematografici, dagli eroi Marvel ad Harry Potter passando per Batman, Indiana Jones, I Pirati dei Caraibi ed Il Signore degli Anelli, ma nel 2014 il film The Lego Movie arriva persino sul grande schermo, rappresentando il punto più alto del cinema di matrice ludica. Un'opera citazionista ed intelligente, divertente e allo stesso tempo molto critica nei confronti delle derive alienanti della società di massa.

Una scena di The Lego Movie
Una scena di The Lego Movie
Una bella immagine ufficiale di Ralph Spaccatutto
Una bella immagine ufficiale di Ralph Spaccatutto

Sfumature diverse per il riuscito Ralph Spaccatutto (2012), film rivolto alle comunità di videogiocatori cresciute nel mondo in 8bit. La Disney confeziona un'opera allegra e allo stesso tempo vagamente nostalgica, mettendosi dalla parte di un antieroe emarginato, vincolato allo stereotipo del cattivo. Un racconto colorato e stracolmo di riferimenti a grandi titoli degli anni Ottanta come Super Mario, PacMan e Street Fighter.

Lifting narrativi

Non di soli sequel vive il cinema. E se negli ultimi anni va di moda persino resettare intere narrazioni attraverso il reboot (il caso di Spider-Man, a distanza di soli 5 anni dalla sua ultima apparizione, è forse il più eclatante), il remake diventa quasi un obbligo morale. E allora ecco rifiorire pellicole che negli '80 avevano avuto clamoroso successo oppure erano state capaci di diventare un culto di nicchia.

Jackie Earle Haley è il nuovo Freddy Kruger nel remake di Nightmare
Jackie Earle Haley è il nuovo Freddy Kruger nel remake di Nightmare

Grande attenzione è stata data soprattutto alle riesumazioni horror. Uno dei primi tentativi, piuttosto goffi, è stato The Fog - Nebbia assassina (2006), incapace di immergere lo spettatore nelle atmosfere claustrofobiche messe in scena da John Carpenter con Fog (1980). Sforzo non completamente riuscito anche a Samuel Bayer, impegnato a rispolverare l'icona di Freddy Krueger con Nightmare (2010) recuperando solo in parte l'effetto disturbante del folle personaggio di Wes Craven, ormai andato disperso nella miriade di produzioni horror arrivate in sala.

Robocop: Joel Kinnaman in una scena del remake diretto da José Padilha
Robocop: Joel Kinnaman in una scena del remake diretto da José Padilha

Il più recente La casa (2013) di Fede Alvarez invece è riuscito non solo a rendere giustizia al titolo originale di Sam Raimi, ma ad aggiornarsi ai moderni canoni del genere, potenziandolo in efficacia. Dal trentennio che ci precede sono rispuntati anche vecchi eroi, ma in modo piuttosto acciaccato. Se il deludente reboot Conan the Barbarian 3D (2011) ha perso completamente lo spirito epico del film con Schwarzenegger del 1982, anche il recente RoboCop (2014) di Padilha ha smarrito per strada il potente messaggio sociologico dell'ispirata visione di Paul Verhoeven.

Computer e sfondi sintetici in una scena di Tron Legacy
Computer e sfondi sintetici in una scena di Tron Legacy

È andata meglio a chi si è cimentato nel sequel vero e proprio. Succede tutto nel 2010 quando Oliver Stone torna con sapienza dalle parti di Gordon Jekko con Wall Street: il denaro non dorme mai, Predators riesce a rendere credibile Adrien Brody in un riuscito ibrido tra action movie e fantascienza e Joseph Kosinski ritorna nei sistemi digitali di TRON (1982) arricchiti dai nuovi linguaggi visivi e i nuovi spunti tecno-filosofici di Tron Legacy.

Ma gli anni Ottanta, proprio come John McClane, sono duri a morire perché si fanno sempre più insistenti le voci di sequel e/o remake di altri cult come Ghostbusters - Acchiappafantasmi, I Goonies e Gremlins. Avventura, mostri, la fantasia che sfida se stessa. L'anima testarda dei mitici anni Ottanta.