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Molto forte, incredibilmente vicino (Extremely Loud and Incredibly Close) è un film del 2011 diretto da Stephen Daldry
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Molto forte, incredibilmente vicino 2011 )

Rassegna stampa per il film Molto forte, incredibilmente vicino (Extremely Loud and Incredibly Close) del 2011, diretto da Stephen Daldry e interpretato da Thomas Horn, Tom Hanks, Sandra Bullock, Max von Sydow, Zoe Caldwell, John Goodman, Viola Davis, Jeffrey Wright.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.

72 MovieScore (?)
basato su 63 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Voto rassegna stampa

  • Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il voto della rassegna stampa.

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  • Voto rassegna stampa 59

La nostra recensione

Il cielo sopra New York

di Francesca Fiorentino pubblicata il 10 febbraio 2012

Oskar Schell ha 9 anni quando suo padre Thomas (Tom Hanks) muore nel crollo delle Torri Gemelle. Da quel giorno la vita del ragazzino cambia repentinamente. Senza la presenza dell'adorato papà, con cui si divertiva a risolvere complessi rompicapo, il peso del mondo sembra ricadere tutto sulle sue spalle e nulla possono fare la madre Linda (Sandra Bullock) e la nonna (Zoe Caldwell), che pur non fanno mancare il loro amore a quel bambino singolare che legge Stephen Hawking ...

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Rassegna stampa

  • Molto forte, incredibilmente vicino

    di Vincenzo Lacolla - ondacinema.it pubblicata il 04 giugno 2012

    Questo film, banalizzando tutta la spontaneità delle pagine di Foer, oltrepassa decisamente i limiti della tollerabilità e del buon gusto. La spettacolarizzazione del dolore talvolta è così palese, programmatica, prevedibile da infastidire e stancare anche lo spettatore più fragile. Perché chi è davvero sensibile non crede all'autenticità di questi ingannevoli mezzucci.

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  • Molto forte, incredibilmente vicino - la recensione

    di Adriano Ercolani - Cinematografo.it pubblicata il 24 maggio 2012

    Daldry dimostra fin dalle prime scene di poter maneggiare con sicurezza lo script elaborato che lo sceneggiatore Eric Roth gli ha messo a disposizione. Il suo gusto per le immagini è un connubio di coerenza estetica e di eleganza visiva, tutti fattori che legati tra loro dal montaggio concorrono a creare una confezione ineccepibile. Il resto lo fa un gruppo di attori in stato do grazia: il giovane protagonista Thomas Horn regala un approva di energia rabbiosa, a cui fanno da acutissimo contraltare due star come Tom Hanks e Sandra Bullock. Ma il dominatore assoluto di Molto forte, incredibilmente vicino è il "grande vecchio" Max von Sydow, che compone gesto dopo gesto una prova mimica di bellezza stordente. In tutti i momenti in cui quest'attore straordinario rimane in scena la qualità e la potenza drammatica del film si innalzano sensibilmente.

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  • Molto forte, incredibilmente vicino

    di Marianna Cappi - MyMovies.it pubblicata il 23 maggio 2012

    Non è tutta colpa di Stephen Daldry, dunque. Un materiale come quello redatto da Jonathan Safran Foer è fatto di scrittura e per la scrittura e il cinema, per lo meno quello narrativo tradizionale, può aggiungere davvero molto poco. O per lo meno dovrebbe.
    La sceneggiatura di Eric Roth, pur all'interno di uno sforzo evidente di fedeltà al libro, opera una selezione che fa coincidere l'intero film con il suo giovane protagonista e finisce per confondere la ricchezza e l'originalità del narrato con la performance attoriale, certo eccellente, di Thomas Horn. In questo modo, la porzione di storia selezionata si rivela comunque claustrofobica e compressa: i tempi del cinema si avvertono scopertamente come innaturali. Eppure questa è ancora una scelta comprensibile, forse obbligata.

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  • Molto forte, incredibilmente vicino - la recensione

    di Roberto Nepoti - La Repubblica pubblicata il 23 maggio 2012

    "E' meglio il film o era migliore il libro?" si chiedono due capre mentre mangiano pellicola in una celebre battuta di Hitchcock. Forse sir Alfred aveva ragione e la domanda è solo oziosa: eppure riesce difficile trattenere la delusione per il modo in cui il solitamente migliore Stephen Daldry ha tradotto in immagini le magnifiche pagine del romanzo di Jonhatan Safran Foer.

  • Molto forte, incredibilmente vicino - la recensione

    di Maurizio Acerbi - Il Giornale pubblicata il 23 maggio 2012

    Oskar ha perso il papà durante l'11 Settembre. A 11 anni non è facile superare il trauma. E se lo aiutasse quella chiave che il babbo misteriosamente gli ha lasciato in eredità? (...) Metti un bambino sconvolto da una tragedia, con viso oltretutto predisposto, e le lacrime scenderanno copiose. Purtroppo, accompagnate da sonori sbadigli nonostante uno strepitoso M.Von Sydow.

  • Molto forte, incredibilmente vicino - la recensione

    di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa pubblicata il 23 maggio 2012

    In USA il film ha avuto accoglienza mista : alcuni si sono commossi alle lacrime, altri indignati per il presunto abuso, ai fini di puro spettacolo, delle immagini del devastante attentato. Ora, è vero che la patina del prodotto risulta troppo levigata a confronto sia con il portato drammatico degli eventi sullo sfondo sia con la spigolosa nervosità della pagina di Foer, ma non di meno il film ci è parso accurato e sensibile.

  • Molto forte, incredibilmente vicino - la recensione

    di Alberto Crespi - L'Unità pubblicata il 23 maggio 2012

    Alla fine della ricerca Oscar non sarà forse riuscito a mettersi in contatto con la memoria del padre, ma avrà sicuramente imparato cose importanti sul mondo in cui vive. Il problema che tale lezione è raccontata in modo piatto e didascalico, senza le sfumature del romanzo originale. (...)Il bambino è Thomas Horn (...) bravissimo sin troppo : quasi impressionante.

  • Molto forte, incredibilmente vicino - la recensione

    di Maurizio Porro - Corriere della Sera pubblicata il 23 maggio 2012

    Scritto con competenza psicanalitica da Eric Roth, cognome che è una garanzia , già sceneggiatore di Forrest Gamp e Benjamin Button. (...)Migliore nella parte introspettiva , che negli sguardi infantili che diventano maturi sotto i nostri occhi(...) il film è sulle spalle di un ragazzino prodigioso. Thomas Horn ha lo sguardo innocente della vittima che deve trovare speranza e diritto alla vita (...)Tom Hanks in flashback e in sogno, e Sandra Bullock gli fanno da comprimari consumati, mentre un cameo importante è quello ( senza parole) di M. Von Sydow che porta la sua sorpresa. Vicino allo stile di Safran Foer , tanto da essere infatti molto letterario, il film è utile e necessario(...)

  • Molto forte, incredibilmente vicino

    di Simone Emiliani - Film Tv 1 pubblicata il 22 maggio 2012

    Il cinema di Daldry stavolta fa prevalere l'impeto, ha battiti irregolari su cui balla Max Von Sydow come una marionetta del Cinema Muto, in un melodramma spesso imperfetto, vissuto soggettivamente anche attraverso distorsioni di sguardo, ma che arriva addosso senza preavviso e trascina via con sé tutte le scorie.

  • Molto forte, incredibilmente vicino

    di Giulio Sangiorgio - Film Tv 2 pubblicata il 22 maggio 2012

    (...) ammiccante Bignami di ciò che in letteratura si chiama realismo isterico, ostinatamente frainteso da un film strenuamente elegante, da immagini buone al massimo per promuovere un set di ceramiche da tè delle 5 e qui pronte a estetizzare ogni tragedia, a ridurre alla superficie e al mero meccanismo ogni rovello spirituale, ogni arzigogolo della memoria.

  • Molto forte, incredibilmente vicino - la recensione

    di Federico Gironi - Comingsoon.it pubblicata il 22 maggio 2012

    Al film di Dadry, quindi, oltre che al potere inaffondabile della storia, non rimane che aggrapparsi a quell'altro, lussuosissimo salvagente di cui dispone: un Max Von Sydow magnetico, capace di convincere ed emozionare pur privato dell'uso della parola e di quel passato che, invece, il romanzo raccontava con intelligenza e ovvio legame col presente. E quando Oskar è con quello che potrebbe essere suo nonno, ecco che Molto forte, incredibilmente vicino si avvicina a raggiungere il suo scopo.

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  • Molto forte, incredibilmente vicino

    di Pierpaolo Festa - Film.it pubblicata il 10 febbraio 2012

    Definito da molti "una produzione a caccia di Oscar", "MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO" non è di certo perfetto, anzi a tratti sembra di assistere a un "Amelie crepuscolare": troppe sono le emozioni a cui la storia mira, troppi i momenti in cui il film vuole commuovere, e il filo narrativo spesso rischia di deragliare. Il regista, però, cerca di non badare al caos, dimostrandosi ancora una volta capace di creare poesia nell'esplorazione dell'animo dei più giovani (come ha fatto in "BILLY ELLIOT" e "THE READER").

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  • Molto forte, incredibilmente vicino

    di Andrea D'Addio - FilmUp.com pubblicata il 10 febbraio 2012

    Che "Molto forte e incredibilmente vicino" commuova è fuori di dubbio.
    Si insiste molto sulla disperazione sia del ragazzino che della madre (per non parlare del malinconico nonno muto interpretato da Max Von Sydov, candidato all'Oscar per questa interpretazione), quasi mai li si vede in contesti "leggeri" e l'abuso del flashback con cui si ritorna a quel tragico giorno che tutto cambiò (il padre del protagonista muore rimanendo intrappolato nella prima delle Torri Gemelle) è così reiterato da superare ogni limite di sopportazione. Eppure non si può dire che sia un brutto film, la furbizia degli autori nel costruire una storia piena di momenti melensi può essere comunque parzialmente giustificata di fronte la difficoltà di riportare sul grande schermo un libro così particolare non solo per la struttura narrativa, ma per l'importanza che avevano all'epoca anche i disegni e le iscrizioni contenute nel libro.

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