Molto forte, incredibilmente vicino (Extremely Loud and Incredibly Close) è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Stephen Daldry e interpretato da Thomas Horn, Tom Hanks, Sandra Bullock, Max von Sydow, Zoe Caldwell, John Goodman, Viola Davis, Jeffrey Wright, Hazelle Goodman, Caleb Reynolds.
Prodotto nel 2011 in USA - uscita originale: 25 dicembre 2011 (USA) - e distribuito in Italia da Warner Bros il giorno .
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Trama
Un ragazzino di New York, Oscar Schell, riceve dal padre un messaggio rassicurante sul cellulare: "C'è qualche problema qui nelle Torri Gemelle, ma è tutto sotto controllo". È l'11 settembre 2001. Tra gli oggetti del padre scomparso il ragazzo trova una busta col nome Black e una chiave. Si aggrappa a questi due elementi per riallacciare il rapporto troncato dalla catastrofe e per compensare un vuoto affettivo che neppure la madre riesce a colmare. Inizia, così, un viaggio nella città alla ricerca del misterioso signor Black, un itinerario ricco di incontri che lo porterà a dare finalmente risposta all'enigmatico ritrovamento e ai propri dubbi. E sarà soprattutto l'incontro col nonno a fargli ritrovare un mondo di affetti e a riaprirlo alla vita.
Perché vederlo:
A quasi dieci anni da 'Billy Elliot' il regista Stephen Daldry torna a raccontare ancora una storia che getta lo sguardo sul mondo di un ragazzo 'speciale', in questo caso il piccolo Oskar, che ha perso il padre nell'attentato alle Torri Gemelle, nel 2001. Tante emozioni, due star di serie A come Tom Hanks e Sandra Bullock, e una piccola 'indagine' che porterà il protagonista a fare delle scoperte su degli oggetti di cui ignora l'origine. Preparate i fazzoletti.
- Disponibile in blu-ray, dvd
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La Recensione
Il cielo sopra New York
A dispetto della creatività sbalorditiva del romanzo di Foer, Stephen Daldry sceglie una via più sicura, eppure questo non penalizza la fruizione di una storia che trova la sua forza nei legami profondi che si instaurano tra i personaggi.
Trailer e video 6 totali
Le Immagini 46 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 71 totali
REGIA (1)
SCENEGGIATURA (1)
SOGGETTO (2)
RECITAZIONE (56)
PRODUZIONE (3)
CASE DI PRODUZIONE (3)
MONTAGGIO (1)
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SCENOGRAFIA (1)
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MUSICHE (1)
Le News Altre news: 13 totali
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Cosmopolis, Men in Black 3, La fuga di Martha e altri film in uscita
Weekend ricco di uscite interessanti - tra cui l'emozionante 'Molto forte, incredibilmente vicino' - e il russo 'Silent Souls', al quale non manca tanto disimpegno in salsa tricolore, con 'Operazione vacanze' e 'Fallo per papà'.
25.05.2012
Gli Articoli Altri articoli: 5 totali
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Il Blu-ray di Molto forte, incredibilmente vicino
Recensione
Il commovente film di Stephen Daldry arriva in alta definizione con un'edizione tecnicamente sontuosa. Audio e video sono infatti ai massimi livelli, soddisfacente il reparto degli extra.
02.10.2012
Curiosità Altre curiosità: 2 totali
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Berlinale 2012
Presentato al Festival internazionale del Cinema di Berlino 2012 nella sezione Fuori Concorso.
Frasi dal film Altre frasi dal film: 4 totali
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“ “Se il sole esplodesse, non ve ne accorgereste se non dopo otto minuti perché questo è quanto ci mette la luce a viaggiare verso di noi. Per otto minuti il mondo sarebbe ancora luminoso e caldo. Era passato un anno dalla morte di mio padre e sentivo che i miei otto minuti con lui stavano per finire”. ”
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 6 totali
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Academy Awards (2012)
Oscar 2012: 2 nomination
- Nomination: Miglior film - Scott Rudin
- Nomination: Migliore attore non protagonista - Max von Sydow
Incassi Vedi tutti
Record incassi
97° maggior incasso USA per l'anno 2011.
INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 28 maggio 2012)
635.793 €
INCASSI IN USA (aggiornato al 02 aprile 2012)
31.847.881 $
13 Commenti
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Sto film è come un treno di emozioni che ti investe, è difficile resistere. Personalmente mi sento ancora un pò stordito.
Capisco decisamente il perchè abbia diviso sia pubblico che critica, sicuramente per il tema 9/11 di fondo ma soprattutto perché questo aspetto, unito ad altri in realtà, sembra un po' un barare alla ricerca dell'emozione facile. Io dico che se togli l'11 settembre il film resta praticamente lo stesso, il ragazzino ha perso il padre…che importanza ha il come? Di certo per lui non ha importanza. E il film è un po' questo, un ragazzino (e non uno comune) che fa i conti con la morte del padre ("It doesn't make any sense!" dice) e a distanza di un anno dal giorno peggiore comincia ad andare in giro per la città cercando di risolvere quello che crede essere l'ultimo enigma lasciatogli dal padre.
Per me è un gran film, molto compatto, recitato benissimo, davvero emozionante e non di meno importanza, I loved it.
2
Concordo su tutto.
Per onestà intellettuale bisogna ammettere che è un film assolutamente non perfetto, per certi versi è sicuramente vero che cerca anche le facili emozioni e che non rischia quanto potrebbe, però è anche vero che è un film davvero molto emozionante, intenso, che proprio anche grazie alla sua semplicità, al suo essere diretto riesce a coinvolgere grazie anche alle ottime interpretazioni e alle belle musiche di Desplat.
Poi sicuramente influirà il fatto che non conoscevo il libro, e ancor di più influisce l'aver vissuto questo film da (fresco) padre, però ciò non toglie che era da tempo che un film non mi toccasse così profondamente nonostante il suo essere volutamente e dichiaratamente strappalacrime.
Pur perfettamente conscio che moltissimi vedranno (e vorranno vedere) quasi solo i difetti, io dico che per me è sicuramente tra i film dell'anno.
0
Tutti si ricordano dove erano nel "Worst day" come lo chiama Oskar, lui di sicuro quel giorno se lo ricorda bene, perchè sua padre Thomas Schell (Tom Hanks), chiamava dal WTC lasciando 6 messaggi sulla segreteria telefonica…
Ni vari flashback vediamo il fortissimo legame tra oskar e il padre, mentre si divertono a fare mosse di karate snocciolando ossimori, oppure risolvendo complessi indovinelli, alla ricerca del famigerato sesto distretto di New York, scomparso come Atlantide.
La perdità del padre fa crollare il mondo addosso ad Oskar, nulla possono la madre (Sandra Bullock) e la nonna (Zoe Caldwell), per un ragazzo molto più inteligente delle media, pieno di fobie, ed ossessivo/compulsivo da morire (Conta tutto, qualunque cosa) non è possibile rassegnarsi ad una perdita così grande senza trovare un perchè, un vaso blu e una chiave misteriosa, dentro una busta con su scritto "Black", daranno modo al ragazzo di incanalare le sue energie in una ricerca, se c'è una chiave, ci sarà anche una serratura che la apre, e magari un messaggio di suo padre.
In questo lo aiuta un inquietante affittuario, nonno mancato senza nome (Max von Sydow), muto, che parla per biglietti, è sfoggia uno "Yes" ed un "No" sui palpi delle mani…
"Extremely Loud and Incredibly Close" ha premesse da favola, anche se inizia mostrando il giorno più nero della Grande Mela, con le dovute (Ed Enormi) differenze del caso, c'è da dire che era dai tempi di "The Fisher King" che nessuno ci faceva vedere New York da una prospettiva tutta nuova :wink:
Dettagliatissimo e pieno di particolari, così come il piano di Oskar e il suo metodico organizzarci nella ricerca, la regia di Stephen Daldry ci mostra personaggi, volti e persone alle prese con il loro dolore personale, passando da Oskar, che tenta una complicata elaborazione del lutto, quello che poi di fatto il film è, per un film non primo di qualche lungaggine e di qualche giro a vuoto, però capace sinceramente di emozionare, grazie anche alle musiche molto efficaci e all'ottimo protagonista Thomas Horn (Tommaso Corno :p), giovane ma capace di tenere lo schermo alla perfezione e di duettare alla grande con mostri sacri come Max von Sydow :wink:
Proprio nelle scene con l'attore Svedese il film tira fuori il meglio, per un film che trova nelle parti "minori" gli attori più azzeccati e in forma:
Viola Davis, che compare per breve tempo ma regala una scena molto intensa, oppere Jeffrey Wright, che definire azzeccato per il rapporto ruolo/importanza è riduttivo…
va molto peggio al povero John Goodman, ridotto a spalla per un paio di battute, e poi presto (troppo presto) dimenticato…
I flashback con il padre Tom Hanks soffrono di un elevato grado di melensità, così come la prova di Sandra Bullock, troppo sopra le righe, o troppo poco in base al momento del film…
A dirla proprio tutta, il film mi è parso un pò sbilanciato, va ad un ritmo impeccabile fino alla scena con Viola Davis, salvo poi rallentare inesorabilmente…rinasce con l'ottimo Max von Sydow, magnetico e perfetto nel suo ruolo muto
La cosa curiosa è che Oscark stesso fa un riassunto del film giunto a quell'incontro, pare quasi che voglia sottolineare…se vi siete distratti, tranquilli che vi rifaccio il film con il FlashForward :p
In più la trama ad un certo punto si risolve con un clamoroso Deus Ex Machina, e se Stephen King sostiene che nella vita si, a volte i Deus Ex machina accadono, uno scrittore dovrebbe sempre evitarli, perchè sono sintomo di scrittura, non necessariamente cattiva ma almeno un pò deboluccia…spiego:
Possibile che Oskar, preciso e organizzato com'è, capace di sostituire la segreteria telefonica con una identica non abbia mai l'idea,
L'avrà avuto tra le mani per ore cercando risposte, è impossibile che anche solo tenendolo in mano e pensando ad altro non gli fosse mai venuto quel naturale istinto…
Esclusi questi piccoli difetti, e alcuni momenti di lacrima un pò facile (Ciao Sandra :p) il film ha la capacità di colpire, hai davvero voglia di scoprire dove va quella chiave, anche se come l'affittuario senza nome, magari non sei troppo convinto che si risolverà davvero qualcosa…
"Molto forte, incredibilmente vicino" guarda, appunto da incredibilmente vicino, il peggior giorno che l'America abbia mai avuto, caricandosi di aspettative e di una soluzione, quella in cui spera Oskar, è troppo coinvolto per essere un film sull' 9/11 lucido, è un film emotivo e di emozioni, non vuole dare un abbraccio di conforto e comprensione come "You're Missing" di Bruce Springsteen, vuole proprio dare speranza per il futuro, ha i suoi difetti questo film, ma per alcuni momenti quasi ci riesce sul serio…
Se il finale, anche qui, mi ha ricordato quei finali di Zio Stevie, quando proprio non riesce a non lasciare il lettore/spettatore con un punto interrogativo, c'è da dire che l'ho apprezzato, perchè ho pensato al Pink di "The Wall" ch solo in un parco non aveva più un padre che lo spingesse sull'altalena, e guardava il mondo sconsolato, iniziando a costruire il suo muro…
Qui Oskar, nella sua metabolizzazione del lutto/romanzo di formazione, impara a perdere un pò delle sue ossessione e delle sue fobie, forse dopo il "Worst Day" potranno esserci anche dei "Better Days" .
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Sigh ma perchè,eppure sono interessato! :-(
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No dai, la furbiza e l'astuzia di cavarti le lacrime ci sono, e in certe scene (un paio di cattivo gusto, se posso permettermi) è più evidente che in altre, ma il film riesce essere allo stesso tempo anche sincero e intenso e profondamente personale, pur raccontando un dolore condiviso da molti. Impossibile non rimanere coinvolti, più di quanto si possa essere disposti ad ammettere anche.
Forse per colpa della trasposizione letteraria, tante cose dette potevano rimanere sotto la superficie, i personaggi spiegano più del necessario, quando un gesto o un espressione avrebbero potuto essere molto più significativi. E non ho amato il finale a dirla tutta, mi è sembrato un po' tronco.
Comunque, tra i film sull'undici settembre (se di questo si tratta) sicuramente uno dei migliori che abbia visto. Cast e musiche magnifici, bella anche la regia.
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La particolare storia di queste persone a cui si aggancia un fenomeno più ampio, che ne ha coinvolte molte altre m'è sembrata interessante.
Non ho visto altri film sull'argomento quindi non posso fare paragoni ma presumo che alcuni dei fatti e delle reazioni che vediamo in questo film siano realmente accadute alle persone.
Personalmente non so come si faccia a fare un film su questo argomento senza commuovere nel senso che il fatto fu straziante di per sè e a me basta guardare anche la più "banale" immagine riguardante l'attacco alle Twin Towers per sentirmi poco bene.
Oskar non è un bambino comune e la sua reazione magari non è quella tipica di tanti bambini della sua età che si sono trovati a dover vivere questa situazione per davvero ma non mi pare che questo rovini il film.
Non è che vengano date soluzioni al modo in cui le persone che sono state toccate da questa vicenda si sentono, è un percorso personale e ciascuno può tentare di uscirne a modo suo, con le sue risorse.
Quello che il film mostra è che gli americani sono ipersensibili all'argomento e magari più disposti alla solidarietà in questa occasione che in altre (per esempio in un film che ho visto di recente un bambino raccontava a tutti che suo padre era un pompiere morto l'11 settembre solo per diventare più popolare e non perchè fosse vero).
Perdere il proprio padre smarrisce a qualsiasi età e in qualunque circostanza (anche se con lui non si andava d'accordo), tutte le persone che incontriamo hanno qualche dispiacere, non che questo consoli più di tanto ma i protagonisti cercano in qualche modo di dire a loro stessi qualcosa che li aiuti a superare un lutto che come ogni lutto ragioni non ha. Insomma il film non ha una vera e propria conclusione o un vero e proprio scopo ed è giusto così.
Voto 7,5
P.S.
In certi momenti Oskar ricorda Hugo Cabret!
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Il fatto che si alterni continuamente il presente al passato e che man mano che il film prosegue si riveli sempre di più sia su quel giorno sia sul presente di Oskar.
Non so perchè mi aspettavo che il flashback ci sarebbe stato solo all'inizio e che in esso Oskar avrebbe detto tutto ciò che aveva da dire su quel giorno invece giustamente il percorso è progressivo come in qualunque trauma che si rispetti.
Oskar
Mi ha colpito anche il dettaglio delle scarpe perchè mia madre che è rimasta orfana di padre a 5 anni dice che lei si ricorda in particolar modo delle scarpe di suo padre lasciate in un angolo della stanza.
0
Alcune scene funzionano, intrattenendo, coinvolgendo emotivamente e soprattutto commuovendo, qualche piccola lungaggine ahimè non manca, questo film avrebbe potuto (e sarebbe dovuto) essere qualcosa di più. Il risultato finale, anche se non perfetto e memorabile, non è comunque da disprezzare, ma anzi da tenere in considerazione.
Voto 7,5
0
l'elaborazione del lutto si muove (SEMPRE) su parametri personali, incondivisibili.
ogni vita è un mondo, ogni morte è un lutto.
voto itaGLIAno 3
voto americano 5
-1
Non sapevo della trama incentrata sui drammi di un bambino postumi dell’11 settembre né altri aspetti della trama.
Questo è uno di quei film che entri in sala tranquillo e puoi uscire decisamente provato, con un gran magone, perché ci sono dei momenti emotivamente devastanti. Ma non è un film dalla lacrima facile, fatto di temi scontati o soliti sulla tragedia dell’11 settembre (non per me almeno). È fondamentalmente un'opera sull’assenza e sulla perdita, oltre che una storia padre-figlio ben fatta (a cui è mancato forse solo un piccolo tocco per diventare perfetta, nell'opportunità non pienamente sfruttata di dare più compiutezza alla storia del personaggio dell'Inquilino)
Dal punto di vista del piccolo Oskar si vive l’intera vicenda con un trasporto emotivo che difficilmente si raggiunge anche nei film più drammatici, per la purezza con cui il tutto viene rappresentato, attraverso uno sguardo d’infanzia “adulta”.
Una bella sceneggiatura e una buona regia si sono fuse per raccontare una vicenda al tempo stesso semplice e molto particolare, con un dosaggio dei tempi e dei modi di narrazione “giusto”, per dare il respiro necessario al racconto di tutta la storia.
Anche se qua e là ci sono delle piccole falle in questo o quel dettaglio degli eventi raccontati, sono elementi trascurabili in un film che punta tutto sulla potenza emotiva.
Ci sono poi dei momenti veramente incalzanti, basati sugli sfoghi di Oskar o sui suoi ricordi, accelerazioni in un film a scorrimento moderato, controllato, ma non lento proprio per come le situazioni cambiano e si evolvono. È fondamentale in questo senso il bilanciamento tra Oskar e i personaggi che gli stanno intorno.
Mi è piaciuto il modo in cui sono stati gestiti i flashback, inseriti in maniera fluida e funzionale, mai fuori posto,così come la gestione del crescendo emotivo della storia, col rivelarsi un po’ per volta dell’evento cruciale su cui ruota buona parte della vicenda (una parabola che inizia dalla prima scena e si chiude nell’ultimo quarto d’ora).
C’è un’ottima prova del cast nel suo complesso, eccezionale il giovane Thomas Horn su cui ruota tutta la pellicola, mentre Max Von Sydow è una maschera d’umanità consumata col suo “Inquilino” che non parla mai.
È anche per il campionario di personaggi che Oskar incontra nelle sue traversate per New York che la vicenda mantiene sempre un dinamismo inaspettato.Bello il modo in cui si conclude il tutto, con un finale onesto ma liberatorio.
Questo è uno di quei film che andrebbero visti con una certa disposizione d’animo (non è quel genere di film da guardare tanto per vederlo, magari in compagnia).
È certo che una volta iniziato a vedere sa trascinare e coinvolgere.
Personalmente lo metto in quella categoria di film che sei felice di aver visto per quello che hanno saputo trasmetterti.
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Senza mai scadere nel banale, MOLTO FORTE INCREDIBILMENTE VICINO si addentra nell'animo profondo del protagonista (e relativa famiglia), rappresentando molto efficacemente il trauma della perdita della figura paterna e sviscerando con encomiabile profondità il tema della paternità attraverso la ricerca del giovanissimo protagonista… Dando così all'11/9 un valore di puro contorno alla storia.
I meriti principali vanno attribuiti alla curata regia di Stephen Daldry, abile ancora una volta a rappresentare con estrema trasparenza gli stati d'animo dei personaggi, e soprattutto del talentuosissimo protagonista Thomas Horn, autore di una performance da standing ovation per sensibilità e profondità, tanto da mettere in secondo piano un'altra ottima prova di Sandra Bullock; pregevole anche la performance "no audio" di Max Von Sydow, più di contorno Tom Hanks sebbene di ruolo centrale alla trama.
2 nominations agli Oscar, Film e Max Von Sydow come attore non protagonista (quasi un delitto tralasciare dalla corsa alla statuetta protagonista e sceneggiatura originale) per questo splendido film, senza dubbio tra i migliori della scorsa stagione cinematografica, la cui visione è pienamente straconsigliata.
VOTO: 8
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