FILM:

Recensioni e articoli sui film in uscita

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  • Recensione L'angelo della spalla destra (2002): Benedette madri!

    Benedette madri!

    Recensione
    di Mattia Nicoletti - pubblicato il 18.06.2004

    Tutto il film è permeato da un sottile black humor, che esprime lo stile di vita di un mondo lontano dal nostro, in cui i valori della religione e della tradizione hanno una grande importanza.

    Una famosa frase di qualcuno che non mi è dato ricordare, recitava più o meno così: "Nella vita solo due cose non si cambiano. La mamma e la squadra di calcio". E'infatti una madre il perno intorno alla quale gira la storia raccontata da L'angelo della spalla destra, lungometraggio tagiko, ...

  • Recensione I sette samurai (1954): Oltre la storia

    Oltre la storia

    Recensione
    di Alessia Starace - pubblicato il 17.06.2004

    A cinquant'anni dalla sua realizzazione, I sette samurai è oltre la storia del cinema; capolavoro imitato e insuperato, archetipo narrativo e filmico che ancora oggi conquista, esalta, commuove.

    Un film carico di anni, eppure senza tempo, I sette samurai di Akira Kurosawa. Un film la cui potenza cinematografica e la cui profonda umanità travalicano, inossidabili e imperituri, i confini geografici e generazionali, perché latori di un messaggio poetico universale, che ci fa collocare oggi il regista giapponese accanto ...

  • Recensione Romeo + Giulietta (1996): La materia di cui sono fatti i sogni, d'amore

    La materia di cui sono fatti i sogni,  d'amore

    Recensione
    di Francesca Druidi - pubblicato il 17.06.2004

    "Ho il mantello della notte per nascondermi ai loro occhi, ma se tu non mi ami, lascia pure che mi trovino qui. Preferirei che la mia vita finisse per il loro odio che prorogare la morte senza il tuo amore" (Romeo)

    Non è un adattamento convenzionale della tragedia borghese di William Shakespeare, quello targato Baz Luhrmann, al suo esordio sul mercato hollywoodiano, sostenuto - come del resto in tutti i suoi tre film - da un cast tecnico e artistico affiatato: il co-sceneggiatore, e amico d'infanzia del regista australiano, Craig Pearce, ...

  • Recensione 50 volte il primo bacio (2004): Divertissement dimenticabile

    Divertissement  dimenticabile

    Recensione
    di Mattia Nicoletti - pubblicato il 17.06.2004

    Il film è spesso scontato e sentimentale, ma ridere al cinema non è di questi tempi una cosa facile.

    Pensare a una donna, innamorarsi, incontrarla tutti i giorni e baciarla come fosse la prima volta, e svegliarsi alla mattina sapendo di essere il primo uomo che incontra, non è una cosa impossibile, come molti potrebbero credere, ma questo sogno talvolta può trasformarsi in un incredibile incubo. Lucy, protagonista di ...

  • Recensione Out of Time (2003): Thriller time!

    Thriller time!

    Recensione
    di Adriano Aiello - pubblicato il 16.06.2004

    Un onesto quanto scontato thriller dalla discreta ambientazione, condito da un inedito tocco umoristico, non sempre, probabilmente, volontario.

    Il comandante della polizia di una piccola cittadina della Florida è un onesto e passionale uomo, rispettato e apprezzato. Ha una bella ex moglie, sua collega, che ama ancora, un amico un po' fuori di testa che fa il medico legale ed una conturbante amante, malata incurabile, che conosce dalle ...

  • Intervista con Valeria Bruni Tedeschi

    Intervista con Valeria Bruni Tedeschi

    Intervista
    di Mattia Nicoletti - pubblicato il 16.06.2004

    Incontrare Valeria Bruni Tedeschi è un'esperienza particolare, poiché è esattamente come nei suoi film.

    Incontrare un'attrice come Valeria Bruni Tedeschi è un'esperienza particolare, poiché è esattamente come nei suoi film. Apparentemente timida, fortemente convinta delle cose che fa e in cui crede, libera dagli stereotipi dell'"aura" dell'attore. Nella conferenza stampa per il suo ultimo film È più facile per un cammello... ci ha raccontato ...

  • Recensione Highwaymen (2003): Run, baby, run

    Run, baby, run

    Recensione
    di Mattia Nicoletti - pubblicato il 15.06.2004

    Il film si trasforma spesso in un The Fast and the Furious senza humor, che può solamente accendere gli istinti velocisti di chi guarda.

    La strada è uno dei luoghi preferiti dal cinema, e ne rappresenta il movimento e il continuo cambiamento. E' andare avanti senza poter prevedere cosa si può incontrare sul percorso, è velocità, è pericolo, è morte. Highwaymen, ultimo film di Robert Harmon, divenuto famoso per avere realizzato Hitcher, la lunga ...

  • Recensione È più facile per un cammello... (2003): I sogni di una donna

    I sogni di una donna

    Recensione
    di Mattia Nicoletti - pubblicato il 15.06.2004

    Valeria Bruni Tedeschi ha desiderato raccontare il suo mondo, e lo ha fatto con ironia in una commedia personale che lascia spazio all'immaginazione.

    I film autobiografici hanno sempre una doppia valenza. Possono essere sinceri, veri, diretti, anche se romanzati, oppure possedere un'aura sintetica, sopra le righe, che li trasforma in noiose storie prive di pathos. È più facile per un cammello..., opera prima di Valeria Bruni Tedeschi, appartiene a quelle atmosfere personali, trasformate ...

  • Recensione Torque - Circuiti di fuoco (2004): Too fast... too slow

    Too fast... too slow

    Recensione
    di Francesco Lomuscio - pubblicato il 15.06.2004

    Se nei primi momenti tutto quel virtuosismo tecnico poteva funzionare, a lungo andare, tra montaggio frammentato e musica hard-rock, risulta soltanto fastidioso e fracassone per il povero fruitore.

    Cary Ford, andato via dalla città, qualche mese prima, con alcune motociclette che appartenevano a Henry, spietato spacciatore a capo degli Hellions, una banda di motociclisti, torna per rivedere la sua fidanzata Shane. Henry deve assolutamente recuperare le moto perchè nei loro serbatoi è nascosta della droga, ma Ford non ...

  • Recensione Duplex - Un appartamento per tre (2003): I Rose di nuovo sul piede di guerra

    I Rose di nuovo sul piede di guerra

    Recensione
    di Mirko Lomuscio - pubblicato il 15.06.2004

    Gli ingredienti per una buona opera devitiana ci sono tutti, e il risultato è a dir poco esilarante.

    I coniugi Alex (Ben Stiller) e Nancy Rose (Drew Barrymore) sono alla ricerca di una casa in cui andare a vivere. Ed è nella periferia di New York, ad un prezzo ragionevole, che trovano il posto da "sogno" per trascorrere la vita matrimoniale. L'unico neo è che la casa è ...

  • Recensione Il pianeta delle scimmie (1968): Dalle origini del genere umano al futuro del mondo

    Dalle origini del genere umano al futuro del mondo

    Recensione
    di Luca Liguori - pubblicato il 15.06.2004

    Anche a più di trentacinque anni dalla sua realizzazione, il film di Schaffner non cede di un solo passo e si tiene stretta la palma di icona popolare

    Era il 1968 quando sugli schermi di tutto il mondo arrivò Il pianeta delle scimmie, pellicola liberamente tratta dal romanzo di Pierre Boulle che avrebbe segnato, insieme al contemporaneo 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, in maniera indissolubile il cinema di fantascienza moderno, mettendo al centro della narrazione l'uomo ...

  • Recensione Il grande Lebowski (1998): Un compassato eroe in bermuda in California

    Un compassato eroe in bermuda in California

    Recensione
    di Adriano Aiello - pubblicato il 15.06.2004

    I Coen, questo i loro detrattori non potranno negarlo, con questo film, si sono definitivamente ritagliati uno spazio nel nuovo cinema indipendente americano, se a qualcuno Fargo non fosse sembrato sufficiente.

    Jeffrey Lebowski è il Drugo (The Dude in originale): ultraquarantenne outsider, poco cresciuto e poco integrato nella società contemporanea. Irresponsabile, forte consumatore di droghe leggere e di cocktail white russian, è l'uomo più pigro e flemmatico di Los Angeles, ma all'improvviso si trova all'interno di storie più grandi di lui ...

  • Recensione Un anno vissuto pericolosamente (1982): Nel cuore travagliato dell'Asia

    Nel cuore travagliato dell'Asia

    Recensione
    di Francesca Druidi - pubblicato il 14.06.2004

    "La maggior parte di noi torna all'infanzia quando entriamo nei bassifondi dell'Asia. E ieri sera ti ho ossevato quando sei tornato alla tua infanzia, con tutti i suoi opposti stati d'animo: risate e pianto, follia e digusto, città gioco e città di paura" (Billy Kwan, Linda Hunt).

    Ultimo film australiano di Peter Weir (il secondo interpretato da Mel Gibson dopo Gli anni spezzati), Un anno vissuto pericolosamente è un ulteriore tassello del mosaico registico dell'autore di Picnic ad Hanging Rock, impegnato ancora una volta a tradurre in immagini il confronto, e la convivenza, tra ceti sociali e ...

  • Recensione Ladykillers (2004): Come ti uccido una banda rinascimentale

    Come ti uccido una banda rinascimentale

    Recensione
    di Adriano Aiello - pubblicato il 11.06.2004

    Con Ladykillers il cinema dei Coen naviga nelle mansuete acque della commedia leggera e bizzarra, acquisendone e sfruttandone le coordinate più longeve, divertendo quindi a più riprese, ma il tutto all'insegna di una certa ripetitività.

    Passato per Cannes, dove ha riscosso un discreto successo di pubblico e critica e un premio all'interprete femminile (la divertentissima anziana Irma P. Hall), Ladykillers è il remake di una commedia di successo del 1955: La signora omicidi di Alexander Mackendrick, storia di una vecchia signora che sgomina involontariamente un ...

  • Recensione Adrenalina blu - La leggenda di Michel Vaillant (2003): Bolidi e pupe

    Bolidi e pupe

    Recensione
    di Fabrizio Marchetti - pubblicato il 11.06.2004

    Dall'omonimo fumetto di Graton, approda nelle sale la trasposizione scritta da Luc Besson e diretta da Louis-Pascal Couvelaire. Ma la leggenda è senza adrenalina.

    64 album e 20 milioni di copie vendute. Dati da leggenda. Numeri che hanno consegnato alla storia del fumetto, uno dei personaggi più popolari tra i comics di tutto il mondo. L'unico tra gli eroi disegnati ad essere un paladino delle strade. Michel Vaillant non è un pilota automobilistico qualunque. ...

  • Recensione Il miracolo di Berna (2003): I prodigi del calcio

    I prodigi del calcio

    Recensione
    di Mattia Nicoletti - pubblicato il 11.06.2004

    Un'interessante fotografia di un periodo della nazione tedesca di cui sappiamo molto poco, i anche il racconto di una passione che vince il dramma, famigliare e nazionale.

    In alcuni momenti storici, durante le crisi economiche e in nazioni caratterizzate da un alto tasso di povertà, uno sport, al pari di una religione, ha la forza di coinvolgere popolazioni intere e di fare dimenticare le tristezze della vita. Il calcio. Per chi non lo segue assiduamente o non ...

  • Recensione Aurora (1927): Una ballata universale

    Una ballata universale

    Recensione
    di Marco Minniti - pubblicato il 10.06.2004

    Un'operazione meritoria, il restauro e la distribuzione in sala di questo film, capolavoro del cinema muto e "summa" artistica degli stilemi del cinema di F.W. Murnau.

    "Questa storia di un Uomo e di sua Moglie appartiene a ogni luogo e a nessun luogo... la potreste sentire ovunque e in qualsiasi momento." L'universalità ricercata da F.W. Murnau per questo suo capolavoro, uscito nel 1927 e oggi restaurato e ripresentato in sala (grazie alla meritoria opera della BIM), ...

  • Recensione Japón (2002): Il lento viaggio per la vita

    Il lento viaggio per la vita

    Recensione
    di Mattia Nicoletti - pubblicato il 10.06.2004

    Japón è semplicemente l'implacabile svolgersi del giornate con l'obiettivo di porre fine a se stessi, per poi, improvvisamente, scorgere una porta socchiusa dal quale giunge un barlume di luce.

    Il ritmo cinematografico è una componente fondamentale per ingenerare il coinvolgimento di chi guarda un film. Quando poi ne è un elemento concettuale, ovvero è parte integrante della narrativa, la forza delle immagini si insinua irrimediabilmente nella mente dello spettatore. Japón di Carlos Reygadas, Camera d'or a Cannes nel 2002, ...

  • Recensione Primavera, Estate, Autunno, Inverno... e ancora Primavera (2003): Un ciclo doloroso e immutabile

    Un ciclo doloroso e immutabile

    Recensione
    di Marco Minniti - pubblicato il 08.06.2004

    Kim Ki-duk parte da un universo isolato, chiuso in sé stesso ed autoreferenziale, per descrivere, con immagini di straordinaria forza e bellezza, il dolore ed i conflitti sempre presenti nell'animo umano.

    Il ciclo delle stagioni segna quattro diversi momenti, dall'infanzia fino alla maturità, dell'esistenza di un monaco buddhista che vive, con la sola compagnia del suo maestro, in una capanna galleggiante posta su un lago in una sperduta regione di montagna. Quattro momenti che si completeranno in un quinto e ultimo, ...

  • Recensione Picnic ad Hanging Rock (1975): L'invisibile barriera dell'ignoto

    L'invisibile barriera dell'ignoto

    Recensione
    di Francesca Druidi - pubblicato il 08.06.2004

    "C'è un tempo e un luogo giusto perchè qualsiasi cosa abbia principio e fine" (Miranda)

    Ispirato al romanzo di Joan Lindsay, Picnic ad Hanging Rock è il film che ha fatto conoscere Peter Weir in tutto il mondo, occupando un ruolo paradigmatico all'interno della sua filmografia, in virtù di una costruzione per ossimori, permeata dalla lacerante e insanabile frattura fra natura e cultura. Il giorno ...