Venere nera (Venus noire) è un film di genere drammatico, storico della durata di . diretto da Abdellatif Kechiche e interpretato da Yahima Torrès, Olivier Gourmet, François Marthouret, André Jacobs, Michel Gionti, Diana Stewart, Gilles Matheron, Violaine de Carne, Christian Prat, Jeanne Corporon.
E' anche noto con il titolo internazionale Black Venus.
Prodotto nel 2010 in Francia e distribuito in Italia da Lucky Red il giorno .
Sceso di 179 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàVenere nera ( 2010 )
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Trama
Parigi, 1817, Accademia Reale di Medicina. Di fronte al calco del corpo di Saartjie Baartman anche l'anatomista Georges Cuvier sembra sconvolto mentre un parterre di distinti colleghi applaude la dimostrazione. Sette anni prima, Saartjie lasciava l'Africa del Sud con il suo padrone, Caezar, per andare ad offrire il suo corpo in pasto al pubblico londinese delle fiere e degli zoo umani. Donna libera e schiava al tempo stesso, la "Venere ottentotta" era l'icona dei bassifondi, promessa al miraggio di un'ascesa dorata...
Perché vederlo:
Per piombare nel cupo abisso di Saartjie Baartman, nota donna Khoikhoi realmente esistita nel XIX secolo in Europa e conosciuta sotto il nome di Venere ottentotta. Per seguire il ritorno in sala del regista di Cous Cous, che ha arruolato per il ruolo da protagonista un'attrice non professionista, Yahima Torrès, affiancandola a star francesi come Olivier Gourmet.
- Disponibile in dvd
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La Recensione
La Venere violata
Un film perentorio Venere Nera, in cui Kechiche che non fa sconti alla cultura occidentale né usa artifici di tipo scenografico e narrativo per addolcire la pillola e costruisce sullo schermo il dolente viaggio nella psiche e nel corpo di una vera e propria donna oggetto, una donna violata in tutti i modi.
Trailer e video 2 totali
Le Immagini 18 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 32 totali
REGIA (1)
SCENEGGIATURA (2)
SOGGETTO (1)
RECITAZIONE (15)
PRODUZIONE (3)
CASE DI PRODUZIONE (1)
MONTAGGIO (4)
FOTOGRAFIA (1)
SCENOGRAFIA (2)
COSTUMI (1)
MUSICHE (1)
Le News Altre news: 3 totali
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Priest, Libera uscita, L'ultimo dei templari e gli altri film in sala
In uscita anche I guardiani del destino e un film dedicato alle abduction aliene. Spazio anche al passato con Venere Nera, Isola 10 e il documentario Il pezzo mancante.
17.06.2011
Gli Articoli Altri articoli: 4 totali
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Il DVD di Venere nera
Recensione
Il duro film sulla storia di Saartjie Baartman, la cosiddetta Venere ottentotta, approda in DVD con un'edizione valida dal punto di vista tecnico.
29.11.2011
Curiosità Altre curiosità: 2 totali
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La rischiosa scelta di Kechiche: Yahima
Per il film Venere nera il regista Abdelatif Kechiche ha voluto degli attori non professionisti nel cast. La protagonista del film infatti è Yahima Torrès, una cubana con una morfologia vicina a quella di Saartjie Baartman, da lei interpretata, che non aveva nessuna esperienza nel campo della recitazione. Il regista ha spiegato così le ragioni che l'hanno portato a prendere una decisione come questa: "Yahima l'ho vista per la prima volta nel 2005. È passata per strada, vicino casa mia. Sono stato colpito dalla sua presenza e dai lineamenti che mi hanno fatto pensare immediatamente a Saartjie. Quando l'ho ricontattata, qualche anno dopo, per farle fare dei provini, la leggerezza con cui Yahima prende la vita ha rafforzato la mia scelta. Ho capito che avrei potuto spingerla a esprimere delle emozioni molto forti senza che lei ne restasse segnata. In seguito ho scelto un gruppo di attori che l'avrebbe sostenuta... Pensare che si prendano attori non professionisti per motivi di spontaneità nella recitazione è un mito. È molto più facile lavorare con attori professionisti, dal momento che sono pieni di talento, che con dei non professionisti che bisogna formare e a cui bisogna spiegare tutto. Alla base c'è un talento, in fin dei conti abbastanza diffuso; il resto è tanto lavoro per portarli alla professionalità. E l'impressione di autenticità proviene solo dal lavoro".
Frasi dal film Altre frasi dal film: 1 totali
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“ Non ho mai visto testa umana più simile a quella delle scimmie.
(Georges Cuvier) ”
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 1 totali
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Les César du Cinéma (2011)
César 2011: 1 nomination
- Nomination: Miglior attrice esordiente - Yahima Torrès
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7 Commenti
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Mi sono partiti due post in fila….grilletto facile
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“Venere Nera” è un film che non fa nessuno sconto, è diretto con estrema lucidità e regia realistica da Kechiche che non lesina in nessuno dettaglio…si certo, in alcuni momenti la storia va un po’ per conto suo, portata avanti dalle immagini e dai dialoghi (Comunque interessanti) dei protagonisti, quindi c’è da registrare qualche lungaggine di troppo nel film, ma malgrado questo è una pellicola molto bella.
Perché Kechiche fa un lavoro quasi antropologico, anzi, fa un vero è proprio atto di accusa contro la società bene bianca, il film in se sembra quasi un autopsia, sia sul corpo di Saartjie Baartman che sulla società occidentale, il modo in cui gli scienziati la studiano, la misurano e la espongono fa rabbrividire.
Costretta ad esibirsi poi, è facile il paragone ideale tra questo film è “Elephant man” di Lynch, ma qui non c’è bisogno di metafore, perché il film va dritto per dritto e non risparmia niente, l’umiliazione del pubblico pagante, prima la prole, e poi la nobiltà, che di fronte al diverso reagisce tutta uguale, prima repulsione poi sadismo, e sadica è anche la scena dell’orgia, che avviene non a caso tra persone ricche e borghesi, ed il primo passo delle Venere nera verso l’abisso.
Insomma un film accusatorio, cinico che non fa prigionieri, capace davvero di colpire perché narrando una storia vera del 1800, il film tocca nervi scoperti ancora oggi, la paura e la diffidenza verso il diverso, specialmente se immigrato, e la serpeggiante, ma comunque diffusa convinzione, quasi Nazistoide, che Bianco sia meglio.
Bravissima l’attrice protagonista, protagonista si ma non professionista, scelta proprio da regista regge tutto il film da sola, tenendo bene tutti i dettagli, e sono davvero tanti. Film tosto ma molto valido, l’ho apprezzato molto
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Sono contenta che CASSIDY ne parli bene, in questo modo l'ago della bilancia pende verso il vederlo piuttosto che il non vederlo.
Dal trailer il film mi è apparso tanto promettente / interessante quanto suscettibile di possibili scivoloni! Insomma non sono riuscita a farmi un'idea precisa!
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Un film tosto, non risparmia davvero niente, ed è impietoso nel mostrare ma anche nel criticare, diventa veramente difficile non pensare ad "Elephant man" visto il tema del film (Con le differenze del caso), io l'ho trovato molto valido proprio per la sua regia cinica :wink:
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Ci sono parti che ho gradito di più, parti che ho gradito davvero poco e il film mi è sembrato un pò troppo lungo.
Il film fa ribollire il sangue in parecchi punti, fin dall'inizio si prova una rabbia davvero enorme per quello che l'uomo è capace di fare ai suoi simili ma anche agli animali.
Personalmente man mano che il film proseguiva
Soltanto arrivata ai titoli di coda mi sono resa conto che quella raccontata è una storia vera e se da una parte questo dovrebbe "assolvere" il film dall'altra mi rimane l'impressione che in qualche punto il film non ci abbia proprio saputo fare (anche se a tratti l'ho trovato fatto molto bene).
Insomma non riesco a capire se certi momenti non mi sono piaciuti per ciò che descrivono o se invece c'è qualcosa di più. Non riesco a capire se questo film non mi ha pienamente convinta perchè io aspiro a qualcosa di meno materiale o se invece ci sono effettivamente delle pecche.
Il film non entra abbastanza nella testa della protagonista, tutto viene visto dall'esterno e comunque risulta molto molto chiaro.
Non so cosa dire, non saprei che voto dare ad un film che man mano che scorre mi ha fatto cambiare idea molte volte. Secondo me il morbosismo di certe scene se lo potevano risparmiare ed avremmo capito lo stesso, sarà che io sono una donna, un'idealista, una a cui piacciono le cose pulite comunque sia alcune parti di questo film mi sono sembrate davvero brutte, morbose, inappropriate.
Non dico che il film descriva più la sofferenza del corpo che quella dell'animo ma in un certo senso rimane troppo sul piano fisico, disgusta.
In questo momento non mi viene in mente neppure un titolo però esistono film che hanno saputo rendere la sofferenza psichica e fisica dell'individuo, l'umiliazione senza entrare in certi bassi dettagli, senza scadere in un certo senso del perverso.
Non lo so, forse sono troppo perbenista io ma non mi pare.
Ripeto che da donna certi momenti mi sono sembrati un macigno, non so come abbia fatto lei a non spaccare la faccia a tutti! (In realtà lo capisco ma fa male questa
Non so che cosa mi abbia disturbato così tanto in questo film, comunque sia non è un capolavoro, insomma non è solo questione di argomento o di approccio all'argomento.
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concordo. grande e sorprendente film: lezione sui limiti dello sguardo e sul confine tra moralità e immoralità dell'osservazione: fin dove ci possiamo inoltrare? fin quando è lecito penetrare con i nostri occhi? impietoso nella catalogazione delle peculiarità fisiche di Saartije, il cui corpo è vittima prima dello spettacolo e poi della scienza. lo sguardo fiero, la testa alta, la colonizzata dagli europei non sembra fare caso al punto di approdo della sua tragedia privata, finendo dal palco di un freak show a essere una curiosità per il gran mondo parigini, per poi essere rivenduta come prostituta a un bordello ed essere scacciata una volta ammalata. morirà e il suo corpo continua a essere sfruttato e vivisezionato anche dopo: estratti gli organi genitali sarà esposta al museo dell'uomo. a Kechiche l'aneddoto storico interessa sicuramente, nel senso che mostra come la storia di Saartije sia la punta di un enorme iceberg di sfruttamento, ingiustizia e razzismo (che avevano radici profonde anche nell'élite intellettuale), ma la sua regia è come sembra puntata sull'uomo, sul gruppo, sulla morbosa curiosità visiva scatenata dalla scandalosa e eccessiva donna boscimane: l'incrocio tra sguardi volitivi e i pietosi spettacolini di Londra è perturbante e lo è, ancora di più, nella sequenza del processo; qui Kechiche cesella un impressionante montaggio di dettagli, su occhi, bocca, rughe, carne: nel processo dove Saartje accetta il suo essere schiava e quindi dà inizio al suo martirio il regista fa il suo omaggio a Dreyer.
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L'abisso culturale in cui la donna sprofonda non è inferiore a quello spirituale. Giudicata come selvaggia, la si vede ritratta nei bassifondi di un Londra putrida dove sembra essere l'unico essere capace di possedere un coscienza. Kekchiche dona dignità a una figura ammazzata dalla microstoria. Adopera lo stile delle ripetitività per perpetrare l'angoscia fisica e morale della sua protagonista. Una decadenza umana affidata con coraggio e a ragione agli acchi di Yashima Torres. L'eccessiva dose di sequenze simili e lunghe più della media possano generare lo sbadiglio. Io non nego di preferire lo stile frenetico di Cous Cous, ma d'altronde si capisce che qui l'effetto da ottenere e il tema da raccontare sono di tutt'altra natura.
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