Un giorno perfetto è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Ferzan Ozpetek e interpretato da Valerio Mastandrea, Isabella Ferrari, Stefania Sandrelli, Valerio Binasco, Monica Guerritore, Nicole Grimaudo, Federico Costantini, Nicole Murgia, Gabriele Paolino, Serra Yilmaz.
Prodotto nel 2008 in Italia e distribuito in Italia da 01 Distribution il giorno .
Salito di 235 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàUn giorno perfetto ( 2008 )
basato su 54 voti
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Trama
Ventiquattro ore nella vita di nove personaggi che vivono a Roma, prima della tragedia: Camilla compie sette anni, suo fratello Aris deve sostenere un esame all'università, Emma perde il lavoro in un call-center, sua figlia Valentina incontra un ragazzo che le piace, l'Onorevole Elio Fioravanti è impegnato nei comizi elettorali, sua moglie scopre di essere incinta, il piccolo Kevin viene invitato a una festa lussuosa, la professorella Mara ha un appuntamento col suo amante, Antonio vede sua moglie Emma per l'ultima volta.
- Disponibile in dvd
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La Recensione
Un film imperfetto
Ozpetek lavora con impegno e, a tratti, quella stessa passione che permeava le sue opere precedenti si fa tangibile, eppure più di una volta il meccanismo si inceppa.
Trailer e video 2 totali
Le Immagini 31 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 23 totali
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SCENEGGIATURA (1)
SOGGETTO (1)
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Recensione
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23.09.2008
Curiosità Altre curiosità: 1 totali
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Venezia 2008
In concorso alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (2008).
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 1 totali
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Nastri d'Argento della SNGCI (2009)
Nastri 2009: 1 nomination
- Nomination: Migliore attrice protagonista - Isabella Ferrari
Incassi Vedi tutti
Record incassi
57° maggior incasso italiano per la stagione 2008/2009.
INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 28 ottobre 2008)
3.007.324 €
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Giornata pesante! Ago. 23, 2010, 5:05 p.m.
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Non ho letto il romanzo da cui è stato tratto questo film ma credo che rimedierò a questa mancanza al più presto perchè la storia raccontata dal film mi è piaciuta molto e da quel che ho capito il romanzo è di gran lunga superiore! (Quasi sempre i film sono peggiori dei libri da cui vengono tratti visto che hanno meno tempo per dire quello che devono dire).
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Emblematico il momento in cui spiega alla professoressa di Valentina che le pasticche che prende sono per dimagrire e non perchè è malata. Dovrebbe andare in palestra ma non ha i soldi per andarci e anche se ce li avesse non ci andrebbe comunque per pigrizia.
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di cronaca nerissima
che accade spesso ai giorni nostri e che per la gran parte della gente resta incomprensibile.
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le ragioni che spingono "Mastandrea" a portare con sè i figli appaiono abbastanza comprensibili per una mente sconvolta come la sua. Lui non se la sente più di andare avanti ma andando via da solo sarà l'unico ad aver sofferto, portando con sè i figli otterrà in primo luogo di vendicarsi della moglie - che condanna ad una sofferenza atroce, lunga quanto la sua stessa vita - ma anche che i suoi geni, la sua prole non sopravviva a lui, dimenticandolo e rifacendosi magari una vita. Quella famiglia che lui ha creato e da cui è stato escluso deve essere distrutta.
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mi riferisco alle sorti del personaggio interpretato da Nicole Murgia
ma è apprezzabile il fatto che non ci si soffermi sulle reazioni della "Ferrari" o della "Sandrelli" quando verranno a conoscenza della cosa.
< 1 2Ho trovato gradevolissimo il ticchettio della pioggia che si ode in una delle primissime scene, bella la sequenza iniziale in cui attraverso pochi fotogrammi ciascuno, vengono introdotti tutti i personaggi senza che si capisca ancora nulla di loro.
Di fatto molte informazioni vengono comunicate allo spettatore a film più che avviato ma in precedenza vengono fatte intuire.
Un'altra cosa che mi è piaciuta è la presenza di moltissimi attori dal volto noto, c'è mancato poco che perfino le comparse fossero interpretate da attori professionisti e noti al grande pubblico.
Ho rivisto con grande piacere la Guerritore ma anche gli altri attori scelti per questo film sono tutti piacevoli da guardare ed hanno delle loro caratteristiche intrinseche (mi riferisco alla Sandrelli - che da donna io trovo seducente un pò in ogni gesto che fa - e alla Ferrari - che da donna io trovo bella e particolarmente adatta a ciò che serviva a questo film).
Questo film si incarica di raccontare e di spiegare uno dei fatti
Secondo me il tentativo di spiegare è riuscito nel film e quindi presumo ancor più nel romanzo
In un certo senso non si riesce a stabilire più "chi è che ha cominciato", chi è la vittima e chi l'aggressore, al punto in cui si è arrivati non ha più importanza stabilirlo.
La cosa che mi ha colpito molto è che tutti i personaggi che vediamo sono accomunati dallo stesso umore, ognuno con i propri problemi, freddi e incapaci di comunicare emozioni perfino allo spettatore, isole incapaci di intrattenere relazioni durature, immersi in una realtà che genera inevitabilmente questo tipo di situazioni.
A questo proposito mi ha colpita molto la frase seguente, pronunciata dall'insegnante di Valentina: "Proprio ieri mi raccontava qual'è il suo posto ideale. La Siberia. Un posto immobile dove tutto è congelato, dove non si sente niente, nessuna emozione, nessun dolore.
È soprattutto per questo ritratto della società contemporanea che il film mi è piaciuto e non avendo ancora letto il romanzo posso dire che il film alcuni spunti di interesse riesce a sollevarli quindi a parer mio non è così pessimo come ho letto in commenti precedenti al mio.
Certo è che io non ho letto il romanzo, non ho visto tutti i film di Ozpetek, non presto molta attenzione agli aspetti tecnici di un film ma alla storia, alle emozioni e alle riflessioni ad essa legate.
Il finale lo avrei preferito un pò più chiaro
Questa tendenza l'ho osservata in diversi film (per esempio "La nostra vita" - 2010) così come sono tanti ormai - per i miei gusti troppi - i film che lasciano all'intepretazione dello spettatore le sorti di un personaggio o di un'iniziativa (vedi "Cous Cous" - 2007).
Una cosa che non ho capito per niente è il ruolo della "Finocchiaro" (che sembra appunto una comparsa) e penso che l'unica cosa che possa chiarirmi le idee sia la lettura del romanzo.
Se in esso il ruolo affidato alla Finocchiaro era importante possiamo considerare questa cosa come una pecca del film o come una scelta dell'autore di tagliare e non dar peso a tutto quello che questo personaggio rappresenta nel romanzo. Forse alcuni personaggi sono stati solo accennati perchè altrimenti il film sarebbe durato troppo. Non so!
Chissà se dopo aver letto il libro questo film mi piacerà ancora?
Forse nel film si vuole dare il messaggio che a vivere questa crisi di proporzioni bibliche, a compiere certi gesti sia un uomo dal tratto gentile come Mastandrea piuttosto che un tipo più grossolano alla Taricone o all'Amendola. Insomma si cerca di rendere il personaggio più ambiguo.
In questo modo si spiega anche meglio la "cantonata" presa dalla Ferrari quando se ne innamora, anche se lì il problema sembra essere stato un'altro.
Credo tutto questo sia voluto nel film.
La scena in cui si mette a cantare e ballare "Bruci la città" è volutamente imbarazzante e non ha alcun senso, se non l'attirare attenzione.
Il fatto che il bambino sia odioso e con la testa grossa credo servisse alla storia e comunque nonostante non sia il massimo non sono riuscita ad odiarlo. :-)
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