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This Must Be the Place è un film del 2011 diretto da Paolo Sorrentino
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This Must Be the Place 2011 )

This Must Be the Place è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Paolo Sorrentino e interpretato da Sean Penn, Frances McDormand, Judd Hirsch, Eve Hewson, Kerry Condon, Harry Dean Stanton, Joyce Van Patten, David Byrne, Olwen Fouere, Shea Whigham.
Prodotto nel 2011 in Italia, Francia, Irlanda e distribuito in Italia da Medusa il giorno .

79 MovieScore (?)
basato su 162 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Cheyenne, ebreo ed ex rockstar di musica goth, rossetto rosso e cerone bianco, conduce una vita più che benestante a Dublino, trafitto da una noia che tende talora ad interpretare come leggera depressione. La morte del padre, con il quale aveva da tempo interrotto i rapporti, lo riporta a New York. Qui, attraverso la lettura di alcuni diari, mette a fuoco la vita del padre negli ultimi trent'anni, durante i quali il genitore aveva cercato ossessivamente un criminale nazista rifugiatosi negli Stati Uniti. Cheyenne decide così, contro ogni logica, di proseguire le ricerche del padre e di mettersi alla ricerca di un novantenne tedesco probabilmente morto di vecchiaia.

Perché vederlo:

Per non perdersi il debutto nel cinema americano di Paolo Sorrentino - regista de Il Divo e Le conseguenze dell'amore - accanto a Sean Penn, qui irriconoscibile nei panni di un ex cantante rock che intraprende un lungo viaggio da Dublino (dove vive) fino a New York, per vendicare un'umiliazione subita da suo padre molti anni prima.

La Recensione

Il divo dal cuore d'oro

La grande personalità registica di Paolo Sorrentino e il talento di Sean Penn ci regalano una pellicola divertente, toccante e riuscita in ogni suo aspetto.

Un piccolo castello alla periferia di Dublino e la strana vita di Cheyenne, popstar in pensione felicemente sposato a una simpatica ed energica vigilessa del fuoco e oppresso dai rimpianti e dai sensi di colpa. Quando Cheyenne applica il trucco quella mattina, come ogni giorno negli ultimi trent'anni, non sa che sta per essere chiamato al capezzale del padre morente. Non sa che il desiderio di fare qualcosa per quel genitore che conosceva a malapena lo indurrà a compiere un lungo viaggio attraverso gli Stati Uniti. Non sa che questo è esattamente ciò di cui ha bisogno. Malinconico, sensibile, infantile, ...
[ continua a leggere ]

Trailer e video 5 totali

Trailer Italiano - This Must Be the Place

00:02:16 Trailer Italiano - This Must Be the Place

Guarda il video in alta risoluzione

Le Immagini 50 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 65 totali

Le News Altre news: 19 totali

Gli Articoli Altri articoli: 9 totali

  • Il Blu-ray di This Must Be the Place

    Recensione Il Blu-ray di This Must Be the Place

    Il film di Sorrentino è proposto da Medusa in alta definizione con un ottimo reparto tecnico. Extra non eclatanti, ma a impreziosire il tutto c'è un bel libricino sul regista.

    04.04.2012

Curiosità Altre curiosità: 6 totali

  • Specifiche tecniche

    Girato in: 35 mm.
    Proiettato in: 35 mm e D-Cinema.
    Rapporto immagine: 2,35 : 1.
    Colore: a colori.
    Lingua originale: inglese e ebraico.

Frasi dal film Altre frasi dal film: 1 totali

  • “ "La vita è piena di cose bellissime" ”

Premi e Nomination Altri premi e nomination: 24 totali

Incassi Vedi tutti

Budget stimato per il film: € 25.000.000

Record incassi

26° maggior incasso italiano per la stagione 2011/2012.

INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 10 luglio 2012) 6.116.045 €

INCASSI NEL MONDO (aggiornato al 06 agosto 2012) 11.600.000 $

120 Commenti

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  • CC CC
    Nov. 2, 2011, 9:52 p.m.
    Ma non è odio, su. smile

    Infatti mi pareva di aver usato le virgolette! :-)

    Affermare "Capisco che possa dare ai nervi quando una cosa a noi non è piaciuta e tutti ne parlano come se fosse chissà cosa però pazienza." equivale a zittire un parere.

    Non era mia intenzione zittire un parere.

    Semplicemente non credo ci siano ragioni oggettive affinché la pellicola possa contemplare il titolo di cult movie. smile Anzi smile

    Tra il cult movie e il film da dimenticatoio il più presto possibile ce ne passa però!
    Mi pare inutile discuterne comunque! :-)

    Non toccatemi aronofsky:???

    Come volevasi dimostrare! :p

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  • angrageo angrageo
    Nov. 5, 2011, 10:11 a.m.
    Le simmetrie di Sorrentino, metafore del riflesso tra vita e sogno.

    0

  • CASSIDY CASSIDY
    Beh differenze ci sono... Nov. 6, 2011, 1:58 p.m.
    Come volevasi dimostrare! :p


    Embè vorrei ben vedere, non è questione di un regista "Intoccabile", è proprio che "This must be the place" e "Il cigno Nero" sono due film di una solidità ben diversa.

    Il film di Sorrentino è spezzettato, come dice Nimueh ci sono tante belle scene, ma è troppo spesso composta da belle immagini, che funzionano (e bene) da sole, ma risultano poco omogenee tra di loro.

    Invece il film di Aronofsky sarà pure "Didascalico! letterario!" (Cit.:p) però, non ha nessuna scena messa li fine a se stessa, nemmeno quelle più forti, anzi rappresenta il percorso di un regista che è passato da film "psichedelici" e pieni di virtuosisimi estetici (qualcuno direbbe onanismo artistico) ad uno in particolare girato con camera a mano e via pedalare…c'è una bella differenza secondo me tra il lavoro di Aronofsky e quello di Sorrentino per questo film, probabilmente Sorrentino per quanto molto bravo (e lo è…smile è ancora nelal sua fse virtuosistica, almeno a mio avviso.

    0

  • rina46 rina46
    dolci sonni Nov. 14, 2011, 10:42 a.m.
    l'ho visto,e lui è ineguagliabile, come in tutte le sue altre interpetrazioni, ma devo proprio dire che, senza di lui,nessuno avrebbe mai parlato di questo film,lento,ermetico,sonnolento e noioso oltre ogni dire. non è il mio genere,è vero,ma forse è un film per una ristretta cerchia di persone e di pseudo intellettuali che all' uscita dalla sala si divertono ad esprimere pareri ed elogi sperticati per il regista ,e a far sentire inferiori tutti coloro che non condividono le loro opinioni.grande solo sean penn, al quale il regista deve proprio moltissimo:-|

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  • Napset Napset
    Nov. 14, 2011, 10:53 a.m. - Staff
    non è il mio genere,è vero,ma forse è un film per una ristretta cerchia di persone e di pseudo intellettuali che all' uscita dalla sala si divertono ad esprimere pareri ed elogi sperticati per il regista ,e a far sentire inferiori tutti coloro che non condividono le loro opinioni.grande solo sean penn, al quale il regista deve proprio moltissimo:-|


    Vabbè.Basta….io proporrei un emoticon per rispondere come si deve a chi spreca tempo in uno "pseudo" commento per argomentare criticando a chi il film è piaciuto. Inoltre ricordo,perchè mi pare davvero sminunente non leggere queste cose,che senza Sorrentino,Sean Penn,avrebbe sicuramente fornito un'altra ottima interpretazione ma non questa e non con questo personaggio. Perciò cerchiamo di mettere un po' di puntini sulle "i",pare che è la prima volta che Sorrentino faccia film sui personaggi. Allora L'Uomo in Più-Il Divo-Le Conseguenze Dell'Amore sono belli solo per Servillo,andiamoci a vedere Una Vita Tranquilla o Gorbaciof dove il buon Servillo non recita ma interpreta il riciclo di se stesso e magari un'idea di come le cose cambiano se messi in buone mani ce la facciamo.

    Sean Penn è un grande attore che ha avuto il buon senso di seguire il suo talento e intraprendere la scelta di affidarsi a Sorrentino,dopo aver visto il Divo a Cannes. Le critiche di "eccessivo movimento della regia" le accetto perchè sono un dato di fatto ma quando l'unico modo di elogiare il film è trattare Sean Penn come eroe incompreso dalla troupe che da solo fa il film e il resto è "Sorrentino-spazzatura" mi sembra un attimino esagerato.

    Il film di Sorrentino è spezzettato, come dice Nimueh ci sono tante belle scene, ma è troppo spesso composta da belle immagini, che funzionano (e bene) da sole, ma risultano poco omogenee tra di loro.

    Ecco.Tanto per fare un esempio,questa è una critica costruttiva.

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  • CC CC
    Nov. 14, 2011, 3:53 p.m.
    Embè vorrei ben vedere, non è questione di un regista "Intoccabile", è proprio che "This must be the place" e "Il cigno Nero" sono due film di una solidità ben diversa.

    Il film di Sorrentino è spezzettato, come dice Nimueh ci sono tante belle scene, ma è troppo spesso composta da belle immagini, che funzionano (e bene) da sole, ma risultano poco omogenee tra di loro.

    Invece il film di Aronofsky sarà pure "Didascalico! letterario!" (Cit.:p) però, non ha nessuna scena messa li fine a se stessa, nemmeno quelle più forti, anzi rappresenta il percorso di un regista che è passato da film "psichedelici" e pieni di virtuosisimi estetici (qualcuno direbbe onanismo artistico) ad uno in particolare girato con camera a mano e via pedalare…c'è una bella differenza secondo me tra il lavoro di Aronofsky e quello di Sorrentino per questo film, probabilmente Sorrentino per quanto molto bravo (e lo è…smile è ancora nelal sua fse virtuosistica, almeno a mio avviso.

    Non ho citato "The black swan" perchè volevo paragonare i due film (non vedo cosa ci sia da paragonare).
    Ho soltanto risposto a Nimueh che augurava cose brutte :p al film di Sorrentino e come esempio mi è venuto "Il cigno nero":
    Per portare un esempio di quest'anno io non capisco che cosa ci trovano tutti di tanto speciale in "Il cigno nero" però nonostante io non lo abbia amato alla follia riconosco che qualcosa di buono nel film c'è (gli ho dato un 7) e non gli augurerei mai di cadere celermente nel dimenticaio nonostante io lo consideri un film sopravvalutato.
    Capisco che possa dare ai nervi quando una cosa a noi non è piaciuta e tutti ne parlano come se fosse chissà cosa però pazienza.
    Tra l'altro non si può dire che "This must be the place" sia piaciuto a tutti, anzi.

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  • Malahide Malahide
    Nov. 19, 2011, 2:42 p.m.
    Ottima interpretazione di Sean Penn! Il controllo dei suoi muscoli facciali e del suo corpo, permette al protagonista di rimanere praticamente monoespressivo e statico per la maggior parte del tempo, facendo emergere una figura alienata dalla realtà.

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  • ledi1312 ledi1312
    Nov. 20, 2011, 9:49 a.m.
    Sean è un grande, il personaggio un po' meno. Molto bella la fotografia di Luca Bigazzi. Da vedere.

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  • Plissken91 Plissken91
    Dic. 16, 2011, 6:58 p.m.
    Uno dei film più sopravvalutati degli ultimi anni. Per carità è un film senz'altro originale e ben fatto ma manca assolutamente di coinvolgimento con lo spettatore.

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  • Napset Napset
    Dic. 16, 2011, 10:22 p.m. - Staff
    Uno dei film più sopravvalutati degli ultimi anni. Per carità è un film senz'altro originale e ben fatto ma manca assolutamente di coinvolgimento con lo spettatore.


    Dipende.A me ha coinvolto :wink:

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  • CC CC
    Dic. 16, 2011, 11:12 p.m.
    A me pure! :-)

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  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Dic. 17, 2011, 12:25 p.m. - Staff
    A me non ha coinvolto troppissimo, ma l'ho trovato cinematograficamente riuscito e entusiasmante.
    Sembriamo studenti che difendono il loro prof infamato. Tutti in piedi sui banchi:p.

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  • Napset Napset
    Dic. 17, 2011, 2:01 p.m. - Staff
    A me non ha coinvolto troppissimo, ma l'ho trovato cinematograficamente riuscito e entusiasmante.
    Sembriamo studenti che difendono il loro prof infamato. Tutti in piedi sui banchi:p.


    Proprio così :p
    In realtà è che This Must Be The Place secondo me è un film abbastanza riuscito sotto diversi punti di vista a prescindere dalle ovvie aspettative che si potevano avere entrando in sala. A distanza di tempo posso pure capire chi dice che da Sorrentino si aspettava altro anche se non mi sento troppo di appoggiare questo discorso,il fatto è che a me il film forse anche per il momento in cui l'ho visto con la questione del viaggio e del ritorno di a da in con su per fra tra noi stessi mi è arrivato totalmente addosso.
    Mettiamoci pure che sono temi che mi prendono sia in casi cinematografici allettanti come può essere un film diretto da Sorrentino e splenditamente supportato da un cast mozzafiato,sia nei prodotti minori detti anche commediole da quattro soldi :p come può essere un simpatico ma nulla di più Just Friends con Ryan Reynolds e Amy Smart.

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Dic. 17, 2011, 2:28 p.m. - Staff
    Anch'io capisco chi dice che da Sorrentino ci si aspetta altro. Oltretutto di recente ho anche rivisto Le conseguenze dell'amore che mi ha guadagnato ulteriori punti e capisco che come caratura tra questi film c'è un bell'intervallo. Però sono entrato da tempo nell'ottica che con TMBTP Sorrentino abbia voluto fare una commedia drammatica. Diciamo pure che "abbia voluto cazzeggiare un po'". E perchè no? Per me il risultato è anche discutibile, ma artisticamente valido.
    Poi potremmo star qui a parlare a lungo sul fatto che "non sembra Sorrentino" e sono io il primo a dirlo. Ma se ci pensiamo Sorrentino è attivo da quanto? 10 anni? E quanti film ha fatto? 5-6? Si può dire che abbia un'identità artistica già definita? Boh.

    0

  • Wasp Wasp
    Dic. 17, 2011, 2:52 p.m.
    Ci sta la delusione personale per chi adora Sorrentino ma non mi sembra il caso generale.
    A me al contrario il film non è sembrato totalmente riuscito, anzi…però mi è piaciuto vederlo quindi…

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  • Berto Berto
    Dic. 18, 2011, 12:47 p.m.
    Malinconicamente toccante… La "fusione" Sean Penn - Paolo Sorrentino produce una pellicola di innegabile spessore, in grado di trasmettere profondi sentimenti nella sua prevedibile lentezza.
    Merito, soprattutto, di un camaleontico Sean Penn, autore di un'altra mastondica performance in grado di trascinare (da solo) il pubblico nell'animo triste e sconsolato del suo personaggio… Meritevole di considerazione anche in chiave globe-oscar; Sorrentino dirige con maestria una sceneggiatura calibrata ed efficace, lasciando a Penn quella totale libertà interpretativa in grado di esaltare il suo straordinario talento.
    Non un filmone ma un prodotto un comunque profondo e di classe… Da vedere.

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  • Plissken91 Plissken91
    Dic. 19, 2011, 11:40 p.m.
    E' un film che mi ha lasciato totalmente indifferente non saprei spiegare esattamente perchè. Riconosco che sia fatto parecchio bene ma proprio non mi ha acchiappatosmile

    1

  • Bob Robertson Bob Robertson
    Dic. 30, 2011, 7:47 p.m.
    Visto all'uscita al cinema e decisamente felice di aver vinto il dubbio a favore della curiosità.
    Un ottimo film on the road con tutti gli ingredienti necessari al genere: un protagonista carimatico, uno stile originale, una fusione di musiche e una trama che si snoda lentamente con l'andare degli eventi e della strada.

    Sean Penn è a quella che si attesta come la sua performance da me preferita (anche oltre i ruoli titolati da Oscar) grazie alle sottigliezze del personaggio, l'eccentricità e stravaganza indossate sulla pelle come una maschera perfetta.
    Il cast di contorno è assolutamente perfetto e il punto di forza della storia sono i tanti piccoli duetti che si instaurano tra Cheyenne e chi gli sta intorno: un vasto campionario di umanità ben interpretato e ben scritto nella sceneggiatura, oltre che reso con grande efficacia dalle scelte registiche.
    Paolo Sorrentino riesce così a sfornare un'opera assolutamente gradevole, bella e coinvolgente, dimostrando una volta di più che in Italia non mancano i talenti ma spesso la creazione del giusto contesto per sfornare film di alto livello.

    In definitiva, un film scritto benissimo e gestito ancora meglio dal punto di vista stilistico, sorretto dal carisma e dalla bravura di uno Sean Penn ormai uomo d'oro del cinema contemporaneo, ottimo tramite per la sua e tutte le vicende umane che lo circondano (in questo film come in tutti quelli della sua filmografia degli anni 2000)

    Da vedere. Per me uno dei migliori film del 2011.

    2

  • lallolallo lallolallo
    Ago. 27, 2012, 9:03 a.m.
    Prima parte interessante ma poco sviluppata, la depressione di una quasi ex popstar.
    Poi il film si trasforma abbastanza casualmente in un road movie abbastanza noioso, a dire il vero.

    Sono poi un grande estimatore di Penn ma devo esser onesto e dire che qui non mi ha veramente MAI convinto.
    L'avrete già detto ma la scelta di apparire come il leader dei Cure ma con le movenze e il modo di parlare di Ozzy propio non mi ha convinto…. ha finito con l'irritarmi

    1

  • Rettore87 Rettore87
    Apr. 24, 2013, 3:16 p.m.
    VOTO AL FILM: 7
    Capello nero cotonato, cerone bianco, rossetto rosso, smalto scuro. Cheyenne è una ex rockstar ormai in pensione ma ancora bambina. A 50 anni si veste e si trucca come quando saliva sul palcoscenico e vive a Dublino con la moglie Jane (Frances McDormand presa in prestito momentaneamente ai Coen per un ruolo simile a quelli a cui ci ha abituati) in uno stato di perenne apatia. Cheyenne è una maschera, a metà tra Robert Smith dei Cure ed Edward Mani di Forbice (lo interpreta uno straordinario Sean Penn), che si trascina con il suo incedere lento tra centri commerciali e supermercati insieme al fedele trolley, proiezione di tutte le situazioni irrisolte che turbano il suo animo inquieto. L'oocassione della svolta arriva insieme a una telefonata: suo padre, a New York, sta morendo. Sarà l'inizio di un lungo viaggio, anzi due. Uno "fisico", che lo porterà a scoprire l'ossessione con cui il genitore ha convissuto tutta la vita e a realizzare il suo ultimo desiderio: vendicarsi di un criminale nazista da cui era stato umiliato. E uno interiore: un complesso e necessario percorso alla ricerca di un posto dentro di sè e del proprio vero volto. Lungo il cammino incontrerà una cameriera dalla chioma rossa disposta a qualche ora d'amore, l'uomo che ha inventato il trolley, e darà prova della sua genialità in una fulminante partita di ping pong. Del resto, il senso del viaggio non è mai nè la partenza nè nell'arrivo, ma in quello che sta in mezzo. Paolo Sorrentino dirige (per la prima volta negli States) un road movie visivamente forte e insieme delicato, costellandolo di inquadrature uniche (specie i campi lunghi nella seconda metà del film), momenti di poesia (la scena in cui Cheyenne canta a un bimbo "This Must Be the Place") e ballate rock (firmate per lo più da David Byrne, che compare in un cameo). Il resto lo fa quello Sean Penn che il regista ha conosciuto tre anni fa sulla Croisette, capace di infondere al suo personaggio verità, senza mai inciampare nel grottesco o nella caricatura.
    DA VEDERE PERCHÈ; per non perdersi una delle più grandi interpretazioni di Sean Penn e la svolta hollywoodiana del nostro Sorrentino.

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