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Thirteen - Tredici anni (Thirteen) è un film del 2003 diretto da Catherine Hardwicke
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Thirteen - Tredici anni 2003 )

Thirteen - Tredici anni (Thirteen) è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Catherine Hardwicke e interpretato da Evan Rachel Wood, Nikki Reed, Holly Hunter, Jeremy Sisto, Brady Corbet, Deborah Kara Unger, Kip Pardue, Sarah Clarke, Vanessa Hudgens, Ulysses Estrada.
Prodotto nel 2003 in Gran Bretagna, USA e distribuito in Italia il giorno .

70 MovieScore (?)
basato su 109 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Tracy è una ragazzina di tredici anni che vive con la madre parrucchiera a domicilio. Trascorre il suo tempo per lo più a studiare, finché non incontra Evie, una sua coetanea orfana di madre. Le due diventano amiche, ma Evie porterà progressivamente Tracy a compiere tutte quelle esperienze che un genitore vive come un incubo: sesso orale, droghe, alcol, piercing, lap dance e cattive compagnie...

La Recensione

Il mondo a tredici anni

Scritto a quattro mani con la giovane Nikki Reed, Thirteen racconta il lato oscuro di quella che negli USA è chiamata la girl culture.

Il mondo a tredici anni

Catherine Hardwicke, scenografa di film come Tank Girl, Due giorni senza respiro, Three Kings e Vanilla Sky, esordisce dietro la macchina da presa con un film crudo, duro e inquietante, ed allo stesso tempo onesto, coraggioso, concreto e lontanissimo dalla retorica. Thirteen - Tredici anni racconta la storia della trasformazione di Tracy, tredicenne studentessa modello ed ancora più vicina all'essere una bambina che non una donna che, all'inizio di un nuovo anno scolastico, si trova a subire il pericoloso fascino della carismatica Evie, una delle ragazze più popolari della scuola, già donna e smaliziata nei confronti dei lati più oscuri ...
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Le Immagini 11 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 21 totali

Gli Articoli Altri articoli: 2 totali

  • Catherine Hardwicke racconta Thirteen

    Intervista Catherine Hardwicke racconta Thirteen

    Abbiamo incontrato nella Capitale la regista del film con la giovanissima e talentuosa Evan Rachel Wood e la sembre bravissima Holly Hunter.

    25.11.2003

Curiosità Altre curiosità: 1 totali

  • Specifiche tecniche

    Girato in: 16 mm. Proiettato in: 35 mm. Rapporto immagine: 1,85 : 1. Colore: a colori. Formato audio: Dolby Digital. Lingua originale: inglese, spagnolo e portoghese.

Frasi dal film Altre frasi dal film: 1 totali

  • “ "Tu non sai baciare, di' la verità". "Oh, no no no.Certo che so baciare.Io e Noel ci siamo esercitate con "Cruel Intentions"". ”

Premi e Nomination Altri premi e nomination: 10 totali

Incassi Vedi tutti

Budget stimato per il film: $ 1.500.000

10 Commenti

  • Chae Chae
    chae@email.it Gen. 26, 2006, 6:38 p.m.
    Film intenso e realista. Da vedere assolutamente.



    Voto: 8

    3

  • Wasp Wasp
    Però...niente male! Ago. 20, 2006, 7:10 p.m.
    "Un film diretto come un pugno nello stomaco…"

    Quali migliori parole per descriverlo, film intenso è senza mezzi termini.

    4

  • Bob Robertson Bob Robertson
    una rivelazione Set. 28, 2006, 12:32 a.m.
    un film fatto molto molto molto bene
    a cominciare dalle interpretazioni, c'è una forza naturale e credibile in ogni scena. espressioni, rabbia, frustrazione, amarezza, la prova delle attrici lascia trasparire le emozioni e scatena l'empatia di pari passo con il lavoro della sceneggiatura che è un piccolo gioiello.
    crudo e spietato riesce ad avere un potente effetto emotivo sullo spettatore, ci sono scene di grande intensità che sanno trascinare nel turbine incessante dell'odissea autodistruttiva delle ragazzine

    mi ha stupito, non lo immaginavo così forte e vivido
    e cosa non da poco: non è mai banale, reca qualche eccesso ma tutto è miscelato ed equilibrato bene quindi quelle piccole esagerazioni non sono mai pesanti, ma efficaci e funzionali

    3

  • Carapex Carapex
    13 anni Apr. 15, 2007, 12:50 p.m.
    Un film oggettivo e duro sull'adolescenza negli Stati Uniti (ma non solo). Le 2 protagoniste Evan Rachel Wood (nuova stella di Hollywood e musa nientepopodimeno che di Marilyn Manson) e Nikki Reed (qui anche sceneggiatrice) shockano e smuovono lo spettatore, muovendosi in un mondo crudele (quello reale) fra droghe, sesso e crimini. La fotografia, mossa e estenuante, dà un tono documentaristico alla pellicola, il che non guasta mai. Alcune scene sono dei veri e propri "pugni nello stomaco", intense come non se ne vedevano da tempo. Un film che critica senza mai accusare o far polemica, che emoziona facendo immedesimare lo spettatore, che fa riflettere trattando vicende odierne ma sottovalutate. Una piccola perla che piomba come un fulmine a ciel sereno nel panorama cinematografico.

    2

  • marcotheeye marcotheeye
    bello Dic. 16, 2007, 3:41 p.m.
    un film davvero bello….nn so cs dire…..vale la pena di vederlo e ti fa scendere alla fine anke una lacrimuccia….oscar merirtatissimo a holly hunter ma secondo me lo meritava di piu la protagonista, evan rachel wood….voto 8/9

    1

  • Lubo68 Lubo68
    Mar. 20, 2009, 8:53 p.m.
    secondo me è un bel film,mi piace perchè rappresenta molto bene la vita di molti ragazzi, come si fanno trascinare da delle amicizie!!

    1

  • Lubo68 Lubo68
    Mar. 20, 2009, 8:59 p.m.
    è un film assolutamente da vedere, spiega molto bene la vita di alcuni adolescenti che sono tratti da droga…
    Fa capire che,(nel caso del flm) se non c'è un punto di riferimento, una persona con cui confidarsi, ad esempio un genitore può capitare questo!!

    1

  • blade89 blade89
    Gen. 3, 2012, 12:03 a.m.
    Sorprendente. E' la prima parola che mi viene in mente. E' strano che si parli così poco di questo film. Non è una perla, certo, però ha tutti i fondamentali che un film deve avere: incisivo, diretto, efficace, crudo e realistico.
    A volte, la storiella della bambina che diventa un'adolescente scatenata, assume toni un po' troppo eccessivi ed estremisti (droga,alcol,sesso, un padre assoluto menefreghista e una madre "cieca" ed incapace) però ammetto che rendono il messaggio da trasmettere più forte (è pur sempre un film!!).

    "Catherine Hardwicke ha girato il suo film con uno stile al tempo stesso rabbioso e incerto, così da rispecchiare le psicologie adolescenziali delle sue protagoniste". Direi che è il miglior pregio in assoluto: telecamera a mano, traballante e confusionaria, con una fotografia "spenta", è il top per far immergere lo spettatore nel mondo adolescenziale.

    Il film inoltre, nonostante tratta un tema pesante, non sfocia mai nel banale o nel patetico ma rimane costantemente "vivo", a prescindere dal senso che vuole trasmettere.

    Infine, un plauso alle due "attricine", che a discapito dell'età hanno saputo rendere al meglio il loro personaggio!!

    0

  • Nimueh Nimueh
    Gen. 3, 2012, 9:23 p.m.
    Questo film è stato girato nei primi anni del nuovo millennio e denuncia l'aberrazione che contamina la vita di due ragazzette adolescenti derivante da una famiglia assente, da un'assenza di valori, dal seguire modelli sbagliati, dalla volontà di uscire dall'anonimato, essere riconosciute dai propri simili come cool e dunque essere popolari, etc.

    Avendola vista dopo parecchi anni la sua produzione, ritengo che tale pellicola sia profetica rispetto alla devoluzione che caratterizza, in parte significativa, la condizione giovanile contemporanea.

    Di norma, quando mi accingo a fare questo tipo di discorsi sembro mia nonna e mi sento già spuntare i baffi, ma pur non ritenendo Heidi e Peter gli unici paladini di una gioventù perduta (per quanto, a modo loro, piuttosto indie) ed esemplare, credo che prerogativa del film fosse proprio quella di offrire uno spaccato del malessere giovanile, non inteso solo come trasgressione, e discuterne una delle possibili fonti, vale a dire la carenza della famiglia intesa come mentore, punto di riferimento e di conforto.

    Gli adulti, pur non essendo i reali protagonisti della storia, rivestono un ruolo fondamentale proprio grazie alla loro assenza nella vita degli adolescenti che hanno vicino. C'è chi è fisicamente presente, come la madre di Tracy, ma assente in termini emotivi ed empatici, attenta al cambiamento della prole pur essendo debole per reagirvi con efficacia ed autorità e chi è del tutto assente e concentrato solo su di sé, come la tutrice di Evie.

    Proprio costei è presentata come la colpevole primaria della trasformazione di Tracy da studentessa accorta a ragazzaccia impavida, ma credo sia una soluzione semplicistica e priva di fondamento. È stata proprio Tracy, d'altronde, a scegliere quale, tra le sue amicizie, privilegiare, senza essere sottoposta a forzatura alcuna. Il film mi sembra lanciare un monito a tal proposito: non sono tanto le compagnie il problema, bensì ciò che giace alla base della scelta, più o meno consapevole, di tali compagnie.

    Mi pare un discorso molto interessante, soprattutto in una società come quella occidentale, dove l'individualismo estremo che investe molti ha riformulato il ruolo del genitore nuocendo soprattutto alla figura della prole, privandola di una guida.

    Le prove attoriali mi sono sembrate molto efficaci nella loro complessità. Osservando qui Evan Rachel Wood, credo di aver scoperto a chi si sia ispirata Kristen Stewart per la sua mimica facciale e non.

    In definitiva, una pellicola amara che fa riflettere.

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Feb. 25, 2012, 4:06 p.m. - Staff
    Visti i giudizi positivi mi aspettavo decisamente di più. Il modo in cui Tracy si lascia coinvolgere nel suo giro di cattive amicizie non mi è piaciuto per niente, l'ho trovato davvero banale, mi ha ricordato il semplicismo di molti film nostrani sul tema dell'adolescenza. Migliora in seguito dove le vere cause del suo comportamento (la mancanza di una figura materna/paterna degna di questo nome) vengono a galla, ma anche in quel caso non si scava. Poco importa, forse questo è un pregio: le cause restano sullo sfondo, ergo è lo spettatore a trarre le sue conclusioni, io ho avuto questa impressione (mancano educazione e gran ceffoni in faccia), ma altri potrebbero vederla diversamente. Insomma forse è anche giusto non scavare e non spiegare. Peccato che il film sia un reiterarsi di scene drammatiche di eccessiva durata. Dura poco più di un'ora e mezza ma per quello che ha da dire potrebbe durare un'ora forse scarsa. A me personalmente poi il film non è piaciuto perchè non ho provato la benchè minima empatia per i personaggi. Ok la descrizione di anime perse fatta in modo distaccato, senza indorare la pillola e senza pietismi, ma così mi è sembrato esagerato. Perfino in, che so, un Toro scatenato un briciolo di empatia per un protagonista orribile e repellente si cerca di ricrearla. Qui se ci hanno provato IMO non ci sono riusciti, Tracy e le persone che la circondano sono antipatiche e basta. Inizio davvero a pensare che la Hardwicke fosse sopravvalutata anche quando non era "la regista di Twilight". Qui la messa in scena mi è sembrata assolutamente corretta, con un montaggio che tiene alto il ritmo, ma senza nessunissimo pezzo di bravura. Nulla da dire invece sulle interpretazioni, in particolare Evan Rachel Wood. Tra le sue performance che ho visto questa per me è la migliore, applausi.
    In definitiva i pregi non mancano e forse - forse! - nemmeno le buone intenzioni, ma tutto considerato è più un film irritante che altro. Comunque sufficiente.

    0

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