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Source Code è un film del 2011 diretto da Duncan Jones
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Source Code 2011 )

Source Code è un film di genere fantascienza, thriller della durata di . diretto da Duncan Jones e interpretato da Jake Gyllenhaal, Michelle Monaghan, Vera Farmiga, Jeffrey Wright, Michael Arden, Cas Anvar, Russell Peters, Brent Skagford, Craig Thomas, Gordon Masten.
Prodotto nel 2011 in USA - uscita originale: 01 aprile 2011 (USA) - e distribuito in Italia da 01 Distribution il giorno .

77 MovieScore (?)
basato su 163 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Il Capitano Colter Stevens è costretto, suo malgrado, a rivivere gli ultimi otto minuti di vita del passeggero di un treno che esploderà. Si risveglia all'improvviso senza sapere dov'è. Di fronte a lui c'è Christina che gli sorride, ma lui non ha la più pallida idea di chi sia. In uno specchio vede il volto di un altro uomo e in tasca ha la carta d'identità di un tranquillo insegnante di scuola. Nel frattempo una donna in uniforme gli impartisce ordini da un monitor. A sua insaputa è impegnato in una missione militare ad alto rischio per scoprire il colpevole di un attentato che poche ore prima ha fatto migliaia di vittime. Poche ore prima, appunto... Colter è dentro il programma top-secret Source Code che gli permette di andare indietro nel tempo, per evitare il disastro. Ma ogni volta ha solo pochi minuti per raccogliere stralci di prove. Solo 8 minuti...

Perché vederlo:

Per non perdersi il ritorno del talentuoso regista di Moon, qui alle prese con un action-thriller frenetico che mette in discussione le nostre supposizioni sul tempo e sullo spazio. Per restare sul filo del rasoio con un film pieno di sbalorditivi ed emozionanti colpi di scena.

La Recensione

Otto minuti nel passato per salvare il futuro

Stilisticamente impeccabile, Source Code attraversa tanti generi diversi e grazie al talento visivo di Jones e alla bravura di Gyllenhaal, grandioso nel reggere da solo l'intero peso della storia, riporta in auge un genere ormai saturo e declinato all'inverosimile, sfruttando un'idea di fondo nuova e stimolante che potrebbe prestarsi benissimo per uno sviluppo in lunga serialità.

Mostri giganteschi, invasioni aliene, drammi pre e post-apocalittici, cataclismi, terremoti e maremoti. Questo ha offerto di recente la fantascienza made in Usa, un genere intrigante che Hollywood ha sempre guardato con fascinazione ma che raramente è riuscita a onorare, e solo grazie al talento fuori dall'ordinario di cineasti come Ridley Scott, Steven Spielberg, George Lucas e pochi altri. Poi nel 2009 un piccolo film indipendente intitolato Moon, semplicemente, aveva fatto gridare al miracolo. Davanti alla macchina da presa un magistrale Sam Rockwell in versione astronauta sulla Luna alle prese con una crisi d'identità e con i risultati della clonazione, mentre ...
[ continua a leggere ]

Trailer e video 15 totali

Source Code - Trailer Italiano

00:01:55 Source Code - Trailer Italiano

Le Immagini 40 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 50 totali

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Curiosità Altre curiosità: 2 totali

  • Topher Grace considerato per Source Code

    L'attore Topher Grace era stato considerato per il ruolo di Colter Stevens, protagonista di Source Code, che poi è stato affidato a Jake Gyllenhaal.

Frasi dal film Altre frasi dal film: 1 totali

  • Colter Stevens: E' lo stesso treno, ma è diverso. ”

Incassi Vedi tutti

Budget stimato per il film: $ 32.000.000

Record incassi

85° maggior incasso italiano per la stagione 2010/2011.
62° maggior incasso USA per l'anno 2011.
55° maggior incasso internazionale per l'anno 2011.

INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 21 luglio 2011) 1.919.223 €

INCASSI IN USA (aggiornato al 18 luglio 2011) 54.712.227 $

INCASSI NEL MONDO (aggiornato al 06 febbraio 2012) 147.300.000 $

37 Commenti

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  • Pike Bishop Pike Bishop
    Mag. 8, 2011, 8:57 p.m. - Staff
    (nanni mode: on)
    il messaggio, no! il messaggio no, ti prego!
    (mode off)

    smile


    comunque "il messaggio" c'è ed è anche evidente…

    0

  • blade89 blade89
    Mag. 8, 2011, 9:31 p.m.
    (nanni mode: on)
    il messaggio, no! il messaggio no, ti prego!
    (mode off)


    Io, se il film fosse finito in quella scena, l'avrei interpretato così, e mi sembra anche abbastanza ovvio. Perchè fare quella cosa altrimenti?!?

    comunque "il messaggio" c'è ed è anche evidente…

    Si, ma è lo stesso di tutti gli altri film di questo tipo.

    0

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Mag. 8, 2011, 9:52 p.m. - Staff
    Io, se il film fosse finito in quella scena, l'avrei interpretato così, e mi sembra anche abbastanza ovvio. Perchè fare quella cosa altrimenti?!?



    hai ragione, però criticare "Source code" perchè non ha la morale da "viviamo e muoriamo ridendo; nella vita bisogna essere sempre allegri" mi pare molto più deprimente del fatto che la pellicola potesse farsi portatrice (o meno) di tale messaggio. "Source code" che pure non manca di limiti, è un film sulla presa di coscienza e sul libero arbitrio: metaforicamente parlando (ma nemmeno così tanto) Colter che si risveglia in un altro corpo e non si riconosce fa partire l'ennesima ricognizione sull'uomo del XXI secolo (si veda la trilogia action più importante del decennio, quella su Jason Bourne). Colter in realtà sfrutta non solo una seconda possibilità per se stesso, ma costruisce una nuova strada anche alla vita del professore Sean che probabilmente si muoveva su binari modesti e ripetitivi (la ragazza è sorpresa quando lui si dichiara, perchè non se l'aspettava…e in effetti lui le aveva consigliato di partire per l'India!). quella scena che citi drammaturgicamente serve a far salire il dubbio allo spettatore che si chiede se il film "finisca qua o no?": più nel dettaglio quel freeze frame rappresenta il momento in cui il rapporto tra le due linee temporali che abbiamo seguito, incrociandosi, si interrompa definitivamente. non su un'esplosione (come era stato per l'intero film), ma su un momento di condivisione transitoria: quindi, volendo, il "messaggio" che ci vedi tu non scompare affatto…

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  • BaroneBirra BaroneBirra
    Mag. 9, 2011, 12:21 a.m.
    Alla fine della proiezione, una ragazza seduta accanto a me si lamentava con il fidanzato sul fatto che questo film fosse uguale a molti altri…
    Si è certamente vero che la storia ricorda quella di molti altri film, ma più o meno, conoscendo la storia, si sapeva a cosa si andava in contro, allora perché lamentarsi poi?
    Detto questo,vediamo di esaminare brevemente il film; le pellicole a cui strizza l'occhio sono diverse: da L'esercito delle dodici scimmie, a Ricomincio da capo passando per Dejà vu, e c'è pure un richiamo al telefilm Quantum Leap (vedi scena allo specchio), ma nonostante tutto ciò, il film ha un buon ritmo e tiene desto l'interesse dall'inizio alla fine, gli attori sono bravi, insomma Duncan Jones ha fatto un buon lavoro.
    Inoltre a me il finale è piaciuto, anche se un po' buonista, mi pare ci stia bene e l'idea che
    Spoiler Mostra spoiler
    , mi affascina molto, come quasi tutte le storie di viaggi temporali :cool

    0

  • CASSIDY CASSIDY
    L'Uomo della strada dice, che la sala cinematografica non è più posto per nessuno... Mag. 9, 2011, 12:52 a.m.
    hai ragione, però criticare "Source code" perchè non ha la morale da "viviamo e muoriamo ridendo; nella vita bisogna essere sempre allegri" mi pare molto più deprimente del fatto che la pellicola potesse farsi portatrice (o meno) di tale messaggio. "Source code" che pure non manca di limiti, è un film sulla presa di coscienza e sul libero arbitrio: metaforicamente parlando (ma nemmeno così tanto) Colter che si risveglia in un altro corpo e non si riconosce fa partire l'ennesima ricognizione sull'uomo del XXI secolo (si veda la trilogia action più importante del decennio, quella su Jason Bourne). Colter in realtà sfrutta non solo una seconda possibilità per se stesso, ma costruisce una nuova strada anche alla vita del professore Sean che probabilmente si muoveva su binari modesti e ripetitivi (la ragazza è sorpresa quando lui si dichiara, perchè non se l'aspettava…e in effetti lui le aveva consigliato di partire per l'India!). quella scena che citi drammaturgicamente serve a far salire il dubbio allo spettatore che si chiede se il film "finisca qua o no?": più nel dettaglio quel freeze frame rappresenta il momento in cui il rapporto tra le due linee temporali che abbiamo seguito, incrociandosi, si interrompa definitivamente. non su un'esplosione (come era stato per l'intero film), ma su un momento di condivisione transitoria: quindi, volendo, il "messaggio" che ci vedi tu non scompare affatto…


    Spiegarla meglio di così non è possibile, sono in totale accordo smile

    Alla fine della proiezione, una ragazza seduta accanto a me si lamentava con il fidanzato sul fatto che questo film fosse uguale a molti altri…
    Si è certamente vero che la storia ricorda quella di molti altri film, ma più o meno, conoscendo la storia, si sapeva a cosa si andava in contro, allora perché lamentarsi poi?


    Ma tu credi che la gente vada al cinema conoscendo le storie dei film che sta per guardare? la maggiorparte della gente sta in sala perchè ha due ore da riempire…la ragazza si lamentava con il fidanzato, il fidanzato non avrà potuto esprimere, ma avrà pensato che lui un idea per riempire due ore c'è l'aveva :wink:

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  • blade89 blade89
    Mag. 9, 2011, 2:24 p.m.
    hai ragione, però criticare "Source code" perchè non ha la morale da "viviamo e muoriamo ridendo; nella vita bisogna essere sempre allegri" mi pare molto più deprimente del fatto che la pellicola potesse farsi portatrice (o meno) di tale messaggio. "Source code" che pure non manca di limiti, è un film sulla presa di coscienza e sul libero arbitrio: metaforicamente parlando (ma nemmeno così tanto) Colter che si risveglia in un altro corpo e non si riconosce fa partire l'ennesima ricognizione sull'uomo del XXI secolo (si veda la trilogia action più importante del decennio, quella su Jason Bourne). Colter in realtà sfrutta non solo una seconda possibilità per se stesso, ma costruisce una nuova strada anche alla vita del professore Sean che probabilmente si muoveva su binari modesti e ripetitivi (la ragazza è sorpresa quando lui si dichiara, perchè non se l'aspettava…e in effetti lui le aveva consigliato di partire per l'India!


    Frena frena! Parlando di quel possibile messaggio, non intendevo criticare il film, intendevo solo dire che, se il finale fosse stato quello, per una volta (almeno per una volta) avremmo avuto un film di "terzo millennio" (o meglio, un film di fantascienza di terzo millennio) diverso rispetto agli altri, in cui il cuore dell'opera non è un futuristico sviluppo tecnologico dell'uomo bensì l'uomo stesso (perchè è vero il fatto della presa di coscienza, però in questo caso stiamo parlando di una presa di coscienza da parte di un tizio morto e tecnologicamente "ricreato", in cui anima e corpo non stanno più insieme; quindi come può un'anima ricreata, separata dal corpo, prendere coscienza di se stessa?? Credo che questa idea sia molto più fragile rispetto a quella di Bourne). Poi che sia meglio o peggio non lo so!!

    quindi, volendo, il "messaggio" che ci vedi tu non scompare affatto…


    No, ma passa in secondo piano, perdendo quindi tutta la sua efficacia. Un film che finisce con la morte di parecchia gente che pochi istanti prima stava sorridendo è un conto, un film che finisce in un altro modo, e in mezzo ci sia stata gente che sorrideva è un altro.

    le pellicole a cui strizza l'occhio sono diverse: da L'esercito delle dodici scimmie, a Ricomincio da capo passando per Dejà vu, e c'è pure un richiamo al telefilm Quantum Leap (vedi scena allo specchio)

    C'è tanto Deja vu. Ma Ricomincio da capo no!!!! Solo perchè c'è un loop temporale non vuol dire che i due film siano simili!! Altrimenti si può dire che il montaggio serratissimo con cui viene riproposto il ripetersi degli eventi è ripreso da The snatch, l'ambientazione in treno da Unstoppable…ecc…ecc…

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  • Pike Bishop Pike Bishop
    Mag. 9, 2011, 2:46 p.m. - Staff
    Frena frena! Parlando di quel possibile messaggio, non intendevo criticare il film, intendevo solo dire che, se il finale fosse stato quello, per una volta (almeno per una volta) avremmo avuto un film di "terzo millennio" (o meglio, un film di fantascienza di terzo millennio) diverso rispetto agli altri, in cui il cuore dell'opera non è un futuristico sviluppo tecnologico dell'uomo bensì l'uomo stesso (perchè è vero il fatto della presa di coscienza, però in questo caso stiamo parlando di una presa di coscienza da parte di un tizio morto e tecnologicamente "ricreato", in cui anima e corpo non stanno più insieme; quindi come può un'anima ricreata, separata dal corpo, prendere coscienza di se stessa?? Credo che questa idea sia molto più fragile rispetto a quella di Bourne). Poi che sia meglio o peggio non lo so!!


    il centro del film è Colter, da qualsiasi punto di vista: il "source code" è solo lo strumento "fanta", ma non il fulcro del film. non capisco il discorso sull'anima: qua si parla della "coscienza" cioè della mente che si ritrova a vivere esperienze in un altro corpo, non capisco quale sia il conflitto…

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  • umbysnow umbysnow
    Mag. 12, 2011, 12:24 p.m.
    Bruttino come film! La trama è veramente banale e prevedibile perchè già vista e trattata in molti film ormai, Jake fa comunque la sua parte.
    Voto: 5

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  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Mag. 15, 2011, 12:37 p.m. - Staff
    per ragioni di script passa la pmaggior parte del tempo a guardare il protagonista con la faccia che dice "Che cavolo stai dicendo Willis?"

    "Wudht iu tolchin abaut Willis?!"… Quanto è vero!:laugh

    Il film non mi è dispiaciuto affatto, ma più che il soggetto e la sceneggiatura solo superficialmente originali (Ricomincio da capo versione seriosa e fantascientifica) io criticherei la frequente - mi spiace dirlo - mancanza di buon senso. Nulla che vada a compromettere troppo il risultato finale, ma certe cose sono davvero poco credibili. Spesso le reazioni dei passeggeri quando Stevens si relaziona con loro o il modo stesso in cui lui si relaziona con i passeggeri non li ho trovati credibili, il fatto che lui sappia che "tanto è tutta una simulazione e poi posso ricominciare da capo" non mi è parsa una motivazione sufficiente. Non so bene da cosa dipenda: scelte di sceneggiatura e direzione degli attori probabilmente, una maggiore dose di buon senso avrebbe giovato molto.
    E' una trama che ti richiede una notevole sospensione dell'incredulità, ma a tratti tira troppo la corda, non fosse che Jones & Co. sono bravissimi venditori alcune idee sarebbero eccessive, ridicole quasi
    Spoiler Mostra spoiler
    Però ripeto, Jones riesce a salvare la baracca, "ce la racconta" davvero bene. Un prefinale quasi disneyano che rischiava di demoralizzarmi proprio è seguito da un finale discretamente figo che risolleva le sorti.
    E i difetti finiscono qui. Jones, come detto è bravissimo a confezionare e a "venderci" lo script. Gyllenhaal, a parte qualche eccesso di troppo, è bravo. Il comparto tecnico è notevole. Lo sceneggiatore si muove tra una scopiazzatura e parentesi stereotipatissime (forse non ero dell'umore giusto, ma la solfa delle istituzioni che vogliono sfruttare l'individuo, sono cattivissime, non lo lasciano nemmeno morire e poi c'è la scena della riscossa e "Goodwin apra questa fott*** porta… quanto sono cattivo, freddo e calcolatore" ecc. dopo un po' stuccava), però anche solo il fatto di non spiegarti tutto all'inizio, tacere alcune informazioni e fartele scoprire man mano fa capire che è uno sceneggiatore astuto e che sa discretamente il fatto suo. Il film non annoia. Si alterna tra momenti avvincenti, noiosi, triti, emozionanti, irritanti, a volte addirittura commoventi (la telefonata al padre non mi è dispiaciuta), ma almeno tiene desta l'attenzione.
    Ho preferito Moon, ma nel complesso anche questo è un buon film.

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  • Bob Robertson Bob Robertson
    Mag. 16, 2011, 7:45 p.m.
    Francamente molte delle critiche non le capisco fino in fondo. All'inizio ho evitato "Source Code" proprio perchè mi sapeva di già visto, quindi con quella predisposizione non sono andato a vederlo (e non me lo sarei goduto). Poi, dopo aver sentito alcuni commenti entusiastici e pensando alla regia di Duncan Jones sono andato a vederlo, pur consapevole che il tema del viaggio nel tempo e del voler cambiare il passato è stra-abusato nel cinema di fantascienza, e nessuno lo nega. Perciò non mi aspettavo il capolavoro di turno ma un buon film. Francamente, a livello di coerenza è anche superiore a "Déjà-vu" di Tony Scott, che avevo comunque apprezzato.

    Sul finale: sono assolutamente contrario a definirlo dozzinale o "già visto", lo preferisco così com'è piuttosto che con l'eventuale conclusione sulla "scena dei sorrisi" (l'avesse chiuso lì, cosa che mi sarei anche aspettato, mi avrebbe fatto molto più incacchiare e il mio giudizio sarebbe stato negativo). Alla fine affronta il tema del viaggio nel tempo nell'unico modo che riesca ad essere coerente, lo spettatore abituato ai film di questo genere coglie le incongruenze o i paradossi - di cui è costellata tutta la filmografia del viaggio nel tempo - , quindi la variante utilizzata non solo era la migliore, ma valorizza l'idea di fondo del Source Code.

    0

  • kuCciola94 kuCciola94
    Giu. 19, 2011, 2:38 p.m.
    Questo film mi è piaciuto davvero molto! L'ho visto principalmente perchè adoro Jake, ma sono rimasta sorpresa, non me lo aspettavo così bello! Non è per niente scontato e il finale non l'avrei mai immaginato!

    2

  • headshrinker headshrinker
    Ott. 6, 2011, 11:54 p.m.
    I film di Duncan Jones non sono mai fini a se stessi. La struttura della scatola cinese stanca finchè non subentrano riflessioni e temi che vanno aldilà dell'uso e della creazione di idee per ora irrealizabili. Jones rimane un fedele servitore di K. Dick

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  • eminem87 eminem87
    Dic. 6, 2011, 11:02 p.m.
    Davvero un bel film, mi è piaciuto molto!!! La realtà parallela, che cosa grandiosa.. smile

    0

  • shonenbat shonenbat
    Dic. 21, 2011, 5:33 p.m.
    Sul finale: sono assolutamente contrario a definirlo dozzinale o "già visto", lo preferisco così com'è piuttosto che con l'eventuale conclusione sulla "scena dei sorrisi" (l'avesse chiuso lì, cosa che mi sarei anche aspettato, mi avrebbe fatto molto più incacchiare e il mio giudizio sarebbe stato negativo). Alla fine affronta il tema del viaggio nel tempo nell'unico modo che riesca ad essere coerente, lo spettatore abituato ai film di questo genere coglie le incongruenze o i paradossi - di cui è costellata tutta la filmografia del viaggio nel tempo - , quindi la variante utilizzata non solo era la migliore, ma valorizza l'idea di fondo del Source Code.


    Quoto. Il finale tutto sorrisi sospesi nel tempo mi avrebbe seriamente incattivito.
    Spoiler Mostra spoiler


    Piaciuto molto comunque. Gyllenhal sempre più bravo. Adesso devo vedere Moon.

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  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Dic. 21, 2011, 8:57 p.m. - Staff
    Quoto. Il finale tutto sorrisi sospesi nel tempo mi avrebbe seriamente incattivito.

    Spoiler
    Mostra spoiler



    Piaciuto molto comunque. Gyllenhal sempre più bravo. Adesso devo vedere Moon.


    Moon forse è anche meglio. Anzi, togli il forse, considerando che si tratta di un progetto girato con meno mezzi. Source Code per me resta un bel film però, anche molto bello. Capisco le critiche, ma considerando il piattume delle produzioni recenti IMO è un film che va valutato, non siamo ai livelli di Inception (per citare un altro cyber punk), ma secondo me poco ci manca.

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  • Rettore87 Rettore87
    Nov. 12, 2012, 10:18 p.m.
    Svegliarsi in un luogo ignoto, nel corpo di uno sconosciuto. Un classico della fantascienza anni '70, rielaborato e iniettato di adrenalina in Source Code, secondo film del talentuoso Duncan Jones (Moon). Che, lungi dall'essere "solo" il figlio di David Bowie, continua nella sua paziente opera di modernizzazzione dei temi classici del cinema sci-fi. Se nell'esordio Jones scomodava addirittura Kubrick, Source Code ha più di un richiamo al guru Philip Dick, già ispirazione di film come Minority Report e Blade Runner: il protagonista Colter Stevens (Jake Gyllenhaal) è un pilota di elicottero che perde conoscenza e si risveglia nel corpo di uno sconosciuto, su un treno diretto a Chicago contro il quale è stato lanciato un altro convoglio che trasporta una bomba carica. Invece di ucciderlo, l'esplosione riporta Colter nel suo vero corpo, in Iraq. Finchè non arriva un altro svenimento, e poi di nuovo a Chicago, in una sorta di versione letale di Il giorno della marmotta. Ogni ciclo lo porterà più vicino a scoprire la verità, oltre a regalargli l'immancabile storia d'amore (con Michelle Monaghan). Source Code offre dunque un Duncan Jones inedito, che dovrà dimostrare di essere all'altezza di azione, esplosioni e intrecci narrativi alla Christopher Nolan. Potrebbe essere la sua consacrazione definitiva.
    DA VEDERE PERCHÈ; nel suo semplice minimalismo, Moon ha convinto tutti. Ora che è alle prese con un budget elevato e con attori-superstar, Duncan Jones è atteso al varco con la grandezza.
    VOTO AL FILM:7,5

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  • Berto Berto
    Quella sensazione di Deja Vu... Apr. 2, 2013, 3:44 p.m.
    Discretto prodotto, a parere mio non ai livelli eccelsi generalmente riconosciuti ma complessivamente godibile.

    SOURCE CODE è un'apprezzabile thriller sci-fi, basato su un soggetto alquanto originale, in grado di tenere adeguatamente incollati gli occhi dello spettatore per poi sfociare in uno sviluppo prevedibile e scorrevole, portando a termine il suo compito prescritto.
    Ricorda abbastanza il DEJA VU di Tony Scott ma rispetto a quest'ultimo ha il merito di essere meno disordinato, partendo da un concetto oggettivamente complesso per poi prendere un indirizzo decisamente lineare, senza eccellere per particolari contenuti ma rispondendo ai fondamentali del genere.
    Prove complessivamente ordinarie per l'importante cast a disposizione.
    Non il filmone che più pareri hanno descritto ma un prodottino apprezzabile, ideale per una serata poco impegnativa.
    VOTO: 6,5

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