Primo amore è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Matteo Garrone e interpretato da Vitaliano Trevisan, Michela Cescon.
Prodotto nel 2003 in Italia e distribuito in Italia il giorno .
Salito di 382 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàPrimo amore ( 2003 )
basato su 41 voti
Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa
Trama
Vittorio cerca una donna che corrisponda al suo ideale. Attraverso un annuncio incontra Sonia, una ragazza dolce, simpatica, intelligente, ma che pesa 57kg...Troppi. Lui, che di mestiere fa l'orafo, vorrebbe modellare il suo corpo e la sua mente come il fuoco fa con l'oro dei suoi gioielli.
La Recensione
Anatomia di un desiderio malato
L'ultima fatica del talentuoso regista de "L'imbalsamatore" non è un film sull'anoressia, ma la torbida cronaca di un amore malato.
Le Immagini 2 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 14 totali
REGIA (1)
SCENEGGIATURA (3)
SOGGETTO (4)
RECITAZIONE (2)
MONTAGGIO (1)
FOTOGRAFIA (1)
SCENOGRAFIA (1)
MUSICHE (1)
Le News Altre news: 4 totali
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Il David di Donatello a 'La Meglio Gioventù'
In una serata in cui le gravi notizie provenienti dall'Iraq hanno preso il sopravvento, il film di Marco Tullio Giordana fa ancora una volta il pieno e riceve, tra gli altri, il David come miglior film dell'anno.
15.04.2004
Gli Articoli Altri articoli: 3 totali
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L'amore che non muore
Approfondimento
Lungi dal credere che scrivere un film sull'amore sia il veicolo per trovare finanziatori che lo producano perché sanno di correre meno rischi al box office, è curioso con quale frequenza la parola stessa venga scelta ed usata nei titoli.
25.03.2005
Curiosità Altre curiosità: 1 totali
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15 kg. in meno per Primo Amore
Per il ruolo di Sonia in [FILM]Primo amore[/PEOPLE], Michela Cescon al suo debutto sullo schermo, ha perso più di 15 kili.
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 11 totali
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David di Donatello (2004)
David 2004: 5 nomination, 1 premio vinto
- VINCITORE: Miglior musicista - Banda Osiris
- Nomination: Miglior regista - Matteo Garrone
- Nomination: Miglior attrice protagonista - Michela Cescon
- Nomination: Miglior produttore - Domenico Procacci
- Nomination: Miglior direttore della fotografia - Marco Onorato
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Fuori (il) fuoco
La fiamma brucia lenta, mentre i suoi lembi indefiniti si fondono con l’aria, nel punto in cui l’ossigeno si consuma, in cui la vita annega e la morte si affaccia. È quello il punto che tendiamo a seguire con accanito attaccamento di incantati: il confine tra quello che arde e tutto ciò che si spegne. Inizia così il quinto lungometraggio di Matteo Garrone, inizia così ogni innamoramento che fatalmente contiene in sé il germe della fine.
“Non mi immaginavi così?” – dice lei. “Più magra” – risponde lui. Con queste parole prende il via la storia di una fiamma che si consuma, di un corpo che si consuma, di un’attrice che non mangia perché il suo regista la vorrebbe più magra. Lui brucia i metalli nel suo laboratorio orafo come brucia la carne di lei. Lei lo ama e vuole accontentarlo, vuole piacere al suo uomo. La scena della boutique è quanto di più comune possano aver provato le donne sottoposte a violenza psicologica da parte dei loro uomini ed il regista non indugia a far scoppiare in lacrime la protagonista vessata, vestita come un manichino, come tante di quelle modelle anoressiche che popolano le riviste patinate. E l’amore continua…Lei non mangia e dimagrisce. Lui abbandona il lavoro. Lei non regge lo stress e si ritirano entrambi nella loro torre. Quando due persone si amano, si dice che si amano perché lei ama lui. Si amano perché lui ama lei. Ma in Primo amore vediamo chiaramente che si amano perché lui ama vedere quanto lei si sottopone a privazioni per lui. Si amano perché lei ama vedere negli occhi di lui la soddisfazione dell’uomo che vede la sua donna obbedirgli per amore. Ma dov’è finito l’amore? Si è tramutato in amore per la natura, non per questi stupidi esseri dei quali a stento riusciamo a cogliere i comportamenti innaturali.
Fuori fuoco incantevoli, mostrano una realtà mostruosamente bella. Non quella del protagonista (mostruoso perché malato), ma quella delle colline verdeggianti, quella di una natura dimenticata, di una natura che l’uomo (per l’appunto il mostro) ha dimenticato, per dedicarsi all’ossessione della sintesi, alla riduzione di tutte le bellezze all’osso. Primo amore è la dichiarazione d’amore di Garrone, non per l’umanità, triste e senza scampo, ma per quelle colline verdeggianti, per una natura che non si lascia plasmare e che solo erroneamente pensiamo essere un semplice sfondo naturale. Effetti speciali, quelli di Garrone, che non vedremo mai in nessun altro film. Una fiamma che arde, un corpo nudo di donna e la natura a fare da sfondo. L’umanità è solo un errore in tutto ciò, non merita di essere messa a fuoco, tanto la sua storia è triste e priva di un senso. Nel mostruoso fuori fuoco del protagonista, riconosciamo tutto quel mondo fintamente raziocinante che con zelo maniacale distrugge giorno dopo giorno le cose belle che si trova di fronte. Di nuovo la macchina da presa si muove alla ricerca di quel verde, ma è troppo tardi ormai. La notte è arrivata a precluderci la vista della natura. Rimangono le stupide luci notturne di quelle case piene solamente di storie altrettanto tristi.
Voto: 9
by Zelig 11.02.04
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