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MOVIESCORE
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Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il Moviescore.
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- movie score 72
La nostra recensione
Bambini (e poliziotti) a Belleville
Sulla locandina con calligrafia infantile campeggia il titolo traslitterato Polisse, ma il film di Maïwenn Le Besco presentato in concorso al 64. Festival de Cannes è una pellicola dura e realistica, che racconta le storie - tragicamente vere - della divisione CPU (Child Protection Unit, la nostra Unità per la tutela dei minori) della polizia di Parigi. Un film che colpisce per l'estrema vitalità e per il coraggio, per la freschezza con cui riesce a raccontare l'unità diurna come una ...
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Polisse - la recensione
di Mirko Salvini - ondacinema.it pubblicata il 07 febbraio 2012Frutto di compromessi che hanno portato a sacrificare gran parte del girato, "Polisse" è stato accusato di spettacolarizzare un argomento molto drammatico. In verità la regista tratta la materia con sensibilità, riuscendo a mettere il prodotto al di sopra delle molte fiction televisive dedicate a simili tematiche.
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Polisse - la recensione
di Roberto Nepoti - La Repubblica pubblicata il 03 febbraio 2012L'attrice e regista Maiwenn ha relizzato un film di grande forza emotiva (...) e la sequenza finale, drammatica da lasciare l'amaro in bocca, appare comunque una clausola necessaria.
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Polisse - la recensione
di Fabio Ferzetti - Il Messaggero pubblicata il 03 febbraio 2012Gli attori sono fantastici, il ritmo impeccabile, il sottotesto corposo, l'alternanza pubblico/privato condotta con intelligenza e umorismo. E' proprio tanta abilità che finisce per generare il (legittimo) sospetto di qualche calcolo o compiacimento di troppo. Ma averne in Italia, di film così.
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Polisse - la recensione
di Valerio Caprara - Il Mattino pubblicata il 03 febbraio 2012All'inizio sembra un documentario, ma via via si capisce bene come il ritmo a "ruota libera", i dialoghi schietti, i drammatici interrogatori e le scabrose indagini, le pause private e gli identikit familiari teatri di nefandezze sono colti con studiata motivazione nonché strutturati in profondità da una superba mano registica.
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Polisse - la recensione
di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa pubblicata il 03 febbraio 2012(...) Maiwenn non sempre dimostra la padronanza necessaria a intrecciare in modo convincente scene ritagliate dal vero e psicodrammi personali, ma gli attori sono convincenti; e ne vorremmo di più, in Italia, di un cinema altrettanto sintonizzato su certe realtà sociali.
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Polisse - la recensione
di Valerio Sammarco - Cinematografo.it pubblicata il 01 febbraio 2012Rendendo chiaro sin dalle prime inquadrature il taglio estetico dell'opera (a metà strada tra fiction e documentario), Maïwenn riesce nell'intento primario, mostrare lo spaccato di un gruppo solido, concentrato sull'obiettivo, e le contraddizioni che ne animano la quotidianità, tanto nei rapporti interpersonali quanto nella frustrazione di non poter aiutare tutti i bambini nello stesso modo.
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Polisse - la recensione
di Giancarlo Zappoli - MyMovies.it pubblicata il 31 gennaio 2012La regia è abilissima nel mettere loro di fronte uomini e donne umanamente incapaci di trasformare in routine dei contatti umani in cui la delicatezza (ma anche la ricognizione degli accadimenti) è elemento fondamentale. Così come è abile nel presentarceli come esseri umani che formano un'èquipe in cui le individualità sono spiccate e al cui interno si sviluppano relazioni e contrasti come in qualsiasi altro luogo di lavoro. Non è certo casuale che la regista si riservi il ruolo di Melissa, la fotografa inserita solo temporaneamente nel gruppo. Si tratta di colei che farà scattare nuove dinamiche e che al contempo dovrebbe 'documentare' quanto accade con un distacco che non sempre è possibile (e forse neppure giusto) raggiungere.
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Non manca neppure la sottolineatura di compromessi imposti dalle alte sfere in questo che vuole però essere qualcosa di più e di diverso da un film di denuncia sociale. Il cinema francese ha ancora il coraggio di percorrere vie che le nostre produzioni sembrano avere ormai delegato alla serialità televisiva. -
Polisse - la recensione
di Giulio Sangiorgio - Film Tv pubblicata il 31 gennaio 2012E' difficile ricostruire la verità: così Maiwenn, che vorrebbe fotografare, frequentemente eccede nel raccontare. Ma sono nei d'inautenticità, quelle derive mélo, di un'opera generosa, già effettivamente bruciante.
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Polisse - la recensione
di Donata Ferrario - FilmUp.com pubblicata il 13 maggio 2011Maïwenn Le Besco, qui regista, sceneggiatrice e attrice (è la fotografa Melissa), gestisce un materiale scottante con sensibilità profonda, che forse le nasce da violenze patite nell'infanzia, di cui ha accennato, dall'impressione suscitata da un documentario trasmesso in televisione, da studi approfonditi e ricerche sul campo. Ciò che ne deriva è un film atipico che, a prima vista, può ricordare un episodio di una qualche serie televisiva di ottimo livello, ma che, poco per volta, se ne distacca, proponendo una visione spasmodica, con camera a mano, che non risparmia nulla allo spettatore, intreccia, fa e disfa vicende lavorative e private, sottolinea l'impossibilità di scrollarsi di dosso il male, mettendo a nudo coppie in crisi, famiglie disgregate o problematiche (...) Anomalo film, ibrido, inclassificabile, con i toni di un finto documentario, con le escursioni nel privato degli agenti, uomini e donne della squadra. Imperfetto, certo, in alcune derive, nel mostrare eccessivo, in un finale a effetto, ma potente e coraggioso come la verità sa essere.
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