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Cogan - Killing Them Softly (Killing Them Softly) è un film del 2012 diretto da Andrew Dominik
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Cogan - Killing Them Softly 2012 )

Cogan - Killing Them Softly (Killing Them Softly) è un film di genere poliziesco, thriller della durata di . diretto da Andrew Dominik e interpretato da Brad Pitt, Scoot McNairy, Ben Mendelsohn, James Gandolfini, Vincent Curatola, Richard Jenkins, Ray Liotta, Trevor Long, Max Casella, Sam Shepard.
E' anche noto con gli altri titoli "Cogan's Trade".
Prodotto nel 2012 in USA - uscita originale: 30 novembre 2012 (USA) - e distribuito in Italia da Eagle Pictures il giorno .

70 MovieScore (?)
basato su 73 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Tre ragazzi sbandati, che credono di essere in gamba, compiono una rapina a una partita di poker protetta dalla mafia, provocando il collasso dell'economia criminale locale. Jackie Cogan è un sicario professionista che viene ingaggiato per rintracciare gli autori della rapina e riportare l'ordine.

Perché vederlo:

Dopo 'L'assassinio di Jesse James' il regista Andrew Dominik torna a dirigere Brad Pitt in questo lavoro, che di base è un gangster movie, ma al tempo stesso affronta tematiche particolarmente attuali relative alla società americana. Accanto a Pitt, nel cast del film spiccano anche James Gandolfini e Richard Jenkins.

La Recensione

Quando il crimine non paga

Un film, questo di Andrew Dominik, che sicuramente ha forti debiti verso il gangster movie americano, ma è anche una riflessione arguta ed originale sulla società americana di oggi.

Farà molto discutere questo Cogan - Killing Them Softly, terza opera da regista di Andrew Dominik e seconda collaborazione con Brad Pitt nel doppio ruolo di attore protagonista e produttore dopo l'affascinante L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford. Farà discutere perché ci sarà sicuramente chi lo giudicherà di primo impatto come un gangster movie convenzionale e nulla più. A nostro parere invece, ci troviamo di fronte ad un'opera ben più complessa di quello che potrebbe sembrare ad uno sguardo veloce e superficiale, perché Dominik confeziona sì un film che sicuramente ha forti debiti verso il gangster ...
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Trailer e video 5 totali

Trailer Italiano - Cogan - Killing Them Softly

00:02:16 Trailer Italiano - Cogan - Killing Them Softly

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    22.05.2012

Curiosità Altre curiosità: 5 totali

Frasi dal film Altre frasi dal film: 1 totali

  • “ L'America non è un paese, è un business. Quindi pagami e basta, figlio di puttana. ”

Incassi Vedi tutti

Budget stimato per il film: $ 18.000.000

INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 21 dicembre 2012) 608.754 €

INCASSI IN USA (aggiornato al 03 dicembre 2012) 11.772.000 $

54 Commenti

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  • Bob Robertson Bob Robertson
    Ott. 22, 2012, 8:14 p.m.
    Dopo averlo metabolizzato, a qualche giorno di distanza, alcuni aspetti sono più chiari, ma se da un lato si capiscono di più certe scelte della sceneggiatura, il giudizio complessivo non levita.

    Cogan ha un finale furbo, con quell'ultimo monologo che vuole fungere un pò da quadratura del cerchio. Però non è un film brillante capace di invitare ad una seconda visione, proprio perchè l'eccessiva lentezza di alcuni passaggi non giova all'agilità della pellicola.

    Il parallelo tra il sistema finanziario e quello delle partite di poker è azzeccato come concetto di base: un gruppo di persone che scommette i propri capitali intorno a un tavolo che poi all'improvvisamente spariscono.
    Era una base interessante, ma oltre a questo aspetto gli sviluppi successivi, anche nello stile e nella parte action, non convincono.
    E' come se il film restasse stagnante su se stesso, aspettando solo di concludere la faccenda degli omicidi.

    0

  • Damiax Damiax
    Ott. 23, 2012, 8:26 p.m.
    Visto oggi pomeriggio al cinema: un film che è un misto tra situazioni gangster (con tanto di dialoghi brillanti e momenti assurdi e pieni di tensione) stile Pulp Fiction, scene di giovani allo sbando e strafatti stile Trainspotting e momenti di sangue e riflessione sulla società americana stile Non è un paese per vecchi. Peccato che il film non riesca quasi mai ad arrivare ai livelli dei film appena citati. Non basta un buon cast, capitanato da Brad Pitt, e ottime scene (in primis, quelle poche in cui il killer Cogan uccide) a rendere migliore questo film: discreto, ma nulla di eccezionale.

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  • CC CC
    Degno di nota! Ott. 23, 2012, 9:26 p.m.
    È il primo film di Andrew Dominik che vedo!
    Mi è piaciuto proprio per la sua singolarità, a modo suo è elegante, particolare, fatto bene, l'ho trovato davvero interessante.

    Voto 7,5



    P.S.
    Evidenzio alcuni passi con cui mi sono trovata d'accordo mentre leggevo i vostri commenti:

    Poi Richard Jenkins è sempre grande!

    Quoto! Felicissima di trovarlo in questo film!

    Molto originale l'idea di sovrapporre al gangster movie una critica sul sistema economico-politico USA.

    … mi è sembrato che in alcuni le due cose non fossero collegata al 100%. Cioè a me in alcuni punti ha dato l'impressione come se fossero due storie slegate tra loro (intendo sempre il gangster con la critica ecnomico-politica) e non invece in simbiosi tra loro.


    PS: nota sulla ost molto buona … ho gradito la canzone che fa da tappeto

    Spoiler
    Mostra spoiler

    .


    Per lunghi tratti, soprattutto durante la prima parte, ci ritroviamo ad ascoltare una serie di discorsi, televisivi e radiofonici, sulla crisi economica.
    Un elemento che a lungo andare perde di efficacia proprio per l'insistenza con cui invade la scena.


    Bush e Obama ci sono, ma sono sullo sfondo, fiumi di parole vuoti, inutili, che non riescono ad influire su quello che succede nelle strade o nelle banche e negli uffici se è per questo.



    Spoiler
    Mostra spoiler

    l'ho trovata bellissima, il rallenty mi è piaciuto molto e anche l'accompagnamento musicale.

    Anche a me è piaciuta moltissimo quella scena.

    Tutto vero,comunque pensavo che nonostante il sottotesto e l'estetica a me questo film è piaciuto anche come "gangster" puro o quasi.


    Poi però credo di aver capito a cosa si voleva arrivare:

    Spoiler
    Mostra spoiler

    Forse avrei scelto un modo più efficace per rendere l'idea, ma sono grato di quella scena anche solo per il senso di stupore che mi ha trasmesso quel secondo di esitazione sulla faccia di Gandolfini quando Cogan gli dice "Ok, adesso dormi, poi ti chiamo e fai il tuo lavoro". Gandolfini lo trovo bravo, ma per quel secondo o due l'ho trovato perfetto. Tutto un effetto che non si sarebbe ottenuto se non ci fosse stato quel dialogo eccessivamente lungo prima.

    Sono l'unico che pensa che nonostante ci si possa trovare tranquillamente un messaggio politico (come in tutti i film eh), alla fine sia Pitt che Dominik non abbiano voluto fare chissà che critica, ma semplicemente un bel film?

    Poi continuo a non essere d'accordo quando si parla di "America" quando secondo me si dovrebbe parlare di "società occidentale" e quindi includere noi.


    Ecco,grazie White boy! Sono d'accordo. Come dicevo prima a me tutta la questione del sottotesto (che ci sta tutta eh) è piaciuta molto pero' a colpirmi è stata proprio la natura semplice della trama e l'anima della narrazione se mi permettete di definirla con questi termini molto da mignolino alzato,sciarpa al collo e naso all'insù smile


    Il parallelo tra il sistema finanziario e quello delle partite di poker è azzeccato come concetto di base: un gruppo di persone che scommette i propri capitali intorno a un tavolo che poi all'improvvisamente spariscono.

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  • Pike Bishop Pike Bishop
    Ott. 24, 2012, 1:43 p.m. - Staff
    sintetizzo con un "bello ma non bellissimo". lasciamo da parte per un attimo quella folgorazione che fu "L'assassinio di Jesse James", perché qui il piglio asciutto della macchina di Dominik serve a creare un'atmosfera tesa e cinica, alleggerita da spruzzate d'umorismo sardonico (e in tal senso alcuni virtuosismi esibiti, come il rallenty sull'omicidio di Ray Liotta, li ho trovati fuori luogo). ambientato nel 2008, quando esplose la recessione economica che investì innanzitutto gli Stati Uniti e alla vigilia delle elezioni americane con la sfida tra Obama e McCain, l'opera terza di Dominik si gioca tutto sul parallelismo tra il modo di agire delle corporazioni criminale (per scusarsi della lentezza decisionale l'avvocato dice a Jackie "è la mentalità aziendale") con quello delle corporazioni finanziarie che portano in crisi il sistema. la spietatezza della criminalità organizzata non è altro che lo specchio della realtà circostante: il monologo finale di Cogan che riguarda l'America e l'essere soli in America e l'America non come nazione-popolo-stati uniti, ma solamente come "business". tutto il resto, ci fa capire, sono prevedibili chiacchiere da politicanti, buone per irretire le folle ma che non cambiano di una virgola lo stato delle cose. e allora dov'è il problema? il problema è che la metafora schiaccia la narrazione che, infine, è una storia abbastanza risaputa nobilitata dall'originale idea di fondo. per realizzare un capolavoro ci voleva qualche guizzo alla Godard, ricordatomi dai titoli di testa, che invero non ci sono: far commentare le gesta criminali ai discorsi politici, in particolar modo quelli obamiani, è un colpo azzeccato, però dopo un po' può essere anche stucchevole se non aggiunge altro.

    Brad Pitt non sta sbagliando un film e questo lo diciamo ormai da un po' di anni, quindi bene così. il duetto con Gandolfini è una delle migliori cose della stagione: l'attore del New Jersey quando è davanti la macchina da presa si prende tutta la scena. un gigante.

    voto: 7

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  • Kunisada85 Kunisada85
    Nov. 29, 2012, 12:57 a.m.
    mi ha ricordato i fratelli coen, ottime scene di dialogo, poca azione ma quando arriva è molto convincente.
    un film molto politico con un grande finale.

    il personaggio che fa pitt critica tutti i politici a partire da jefferson, compreso obama, ma quello è cogan non pitt, è ammirevole che pitt anteponga l'arte alle proprie opinioni politiche, insomma sarebbe stato sciocco rifiutare la parte perchè si parla male di obama

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  • kross kross
    Dic. 31, 2012, 9:58 a.m.
    mi ha ricordato i fratelli coen, ottime scene di dialogo, poca azione ma quando arriva è molto convincente.
    un film molto politico con un grande finale.


    concordo. ma forse (e dico forse) anche a Scorsese, Dominik dovrebbe almeno
    offrigli una fetta di torta..:p

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  • kross kross
    Dic. 31, 2012, 9:59 a.m.
    È il primo film di Andrew Dominik che vedo!
    Mi è piaciuto proprio per la sua singolarità, a modo suo è elegante, particolare, fatto bene, l'ho trovato davvero interessante.

    Voto 7,5


    più che d'accordo.

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  • Orietta@Anibaldi+Mauro@Lanari Orietta@Anibaldi+Mauro@Lanari
    Gen. 1, 2013, 11:18 p.m.
    Altro giro altra vaccata. L'estetica della "quotidianizzazione della violenza" coinvolge non più i soliti noti, Liotta e Gandolfini, ma anche Jenkins e l'intero buonismo mediatico politico, sproloqui da comari al telefono con tariffa flat, musichette Nico-Velvettiane, un'indulgere acquiescente alla brutalità che ormai rasenta lo snuff-movie. Tanto gli habitué degli sparatutto alle PS3 sono assuefatti a questo e altro. D'altra parte, se il buonismo della sedicente grazia consiste nel lasciare agonizzante un dinosauro (ogni riferimento malickiano è intenzionale), s'è ridotti fra l'incudine e il martello. Non è nemmeno cine-spazzatura, si prende troppo sul serio per essere anche solo banale trash. Comunque lo si può sempre aiutare:

    0

  • Kunisada85 Kunisada85
    Gen. 1, 2013, 11:44 p.m.
    È il primo film di Andrew Dominik che vedo!
    Mi è piaciuto proprio per la sua singolarità, a modo suo è elegante, particolare, fatto bene, l'ho trovato davvero interessante.

    Voto 7,5

    e pur avendo ottime cose è il meno riuscito, il film precedente l'assassinio di jesse james è un capolavoro, quindi nonostante killing mi sia piaciuto alla fine mi aspettavo molto di più

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  • CASSIDY CASSIDY
    Stati in Crisi D’America Gen. 8, 2013, 7:58 p.m.
    Un po’ alla Mr. Wolf, Cogan (Brad Pitt) assoldato da un “Uomo dell’azienda” (Richard Jenkins) è chiamato a risolvere una storiaccia, dopo che criminali da strapazzo hanno fatto un colpo ai danni di un Boss.

    Il nuovo film di Andrew Dominik ha raccolto l’aggettivo “Tarantiniano” in molte critiche non ho ben capito il perché, perché tale aggettivo vuol dire tutto e vuol dire niente, mi sembra sempre una parola che i cinefili devono usare quando in un film che un omicidio :p

    Di Tarantiniano secondo me c’è ben poco, manca sia il citazionismo che l’umorismo, i tick dei personaggi poi, forse i monologhi? Sono l’unico background che abbiamo dei personaggi, e quello in auto tra i due ladruncoli mi è sembrato più un parlarsi addosso che chissà quale posa alla Tarantino, la verità è che sono tutti effetti collaterali della metafora che tiene in ostaggio il film.

    Si apre con i cartelloni elettorali di McCaine contro Obama, con l’era George Dabliù che stava (Fortunatamente) tramontando, l’America deve fare i conti con una gestione diciamo all’Italiana via, tanto per non sbagliarci :p

    Andrew Dominik per tutto il film porta avanti il tema che l’America è una grande corporation (Perciò pagami Bitch! :p), i sicari sono costretti dalla crisi ad accettare paghe ridotte, ogni radio e tv trasmette trasmissioni politiche, un era che sta finendo, ben rappresentata da Mickey (James Gandolfini che levati, ma levati proprio!).

    Ad Andrea Domenico piace apparire un po’ barocco e ricercato nella forma, il rallenty del pestaggio di Ray Liotta (Va chi si rivede!), le carrellate lunghe non mancano, persino il momento migliore del film, il dialogo tra Gandolfini e Pitt, è diretto come campo e controcampo, inquadrando prima un attore e poi l’altro, solo primi piani, come se i due non fossero nemmeno nella stessa stanza, e forse non c’erano smile

    L’America e persino la criminalità Americana sono una corporazione guidata da colletti bianchi incapaci, interessati solo al profitto e ben poco lungimiranti, il problema è che il film funziona meglio come metafora politica che come Gangster movie in se, se non fosse stato per la lettura di secondo livello (Palese e manifesta) in se come gangster movie non inventa moltissimo, e non solo per il Tarantinismo vero o presunto.

    Di veramente memorabile secondo me c’è l’ennesima prova maiuscola di Brad Pitt, che non sbaglia più un film da…”Troy” probabilmente smile qui quando arriva sulle note di Johnny Cash sembra l’angelo dell’Apocalisse, al suo livello solo James Gandolfini, la scena che vede i due insieme è ottima, Gandolfini poi è un monumento umano, e nel New Jersey c’è ne sono pochi (Oltre a Bruce ovvio :cool)

    Insomma “Cogan killing them softly2 mi è piaciuto con riserve, alcuni dei registi che preferisco si sono scagliai contro la politica del proprio paese, ma qui Domenico si è fatto un po’ troppo imbrigliare dalla metafora a tutti i costi, quindi bello ma con riserve.

    P.S. Qualcuno di voi ha trovato un modo per togliersi i Fugees di testa dopo aver letto il titolo di questo film? smile

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  • Napset Napset
    Gen. 8, 2013, 9:10 p.m. - Staff
    P.S. Qualcuno di voi ha trovato un modo per togliersi i Fugees di testa dopo aver letto il titolo di questo film? smile

    Sono tante le cose che non mi sono levato dalla testa!
    ma qui Domenico si è fatto un po’ troppo imbrigliare dalla metafora a tutti i costi

    Dici? Addirittura imbrigliare…beh che domande faccio,in pratica è quello che mi dicono tutti.
    Sarà ma io di questo film riesco a pensare solo un gran bene,così bello semplice (mi riferisco proprio alla natura di gangster movie),ben interpretato e ben diretto! E' il genere di film che mi piace non molto ma moltissimo! smile)
    In questa annata cinematografica ha rappresentato per me un piccolo gioiellino.

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  • calindre calindre
    Molto ben fatto Mar. 20, 2013, 12:19 p.m.
    A me Cogan è piaciutto, bello, veloce. Bravo Brad, molto belle le parti in cui si incontra con il tipo che gli commisiona i lavoretti, fantastico il finale!

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  • fabiofilm fabiofilm
    Apr. 23, 2013, mezzanotte
    Troppo lento

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  • Hellring Hellring
    Mag. 14, 2013, 11:16 p.m.
    Film all'opposto di "L'assassinio…". Lì c'era l'eleganza della natura, una magniloquenza "antica", quì c'è la brutalità contemporanea, il cinismo nero e secco. Insomma un Dominik agli opposti. Detto questo il film non mi ha convinto del tutto: eccessivamente compassato e macchinoso, troppo incentrato su una sceneggiatura bella e furba ma non troppo coinvolgente.

    Voto 7

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