Cuore selvaggio (Wild at Heart) è un film di genere thriller della durata di . diretto da David Lynch e interpretato da Nicolas Cage, Laura Dern, Willem Dafoe, J.E. Freeman, Crispin Glover, Diane Ladd, Isabella Rossellini, Harry Dean Stanton, Sherilyn Fenn, Pruitt Taylor Vince.
Prodotto nel 1990 in USA.
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Trama
Appena uscito di prigione, Sailor ritrova l'amata Lula, ma la loro unione è avversata dalla madre psicotica di lei. I due fuggono verso la California tallonati da un killer che la madre di Lula ha ingaggiato per uccidere Sailor...
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Venezia 63. celebra David Lynch
Approfondimento
Il Leone d'oro alla carriera per il 2006 va a David Lynch, autore poliedrico e originale che ha colorato di sogni e di incubi l'immaginario dei cinefili delle ultime generazioni.
06.09.2006
Curiosità Altre curiosità: 1 totali
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Specifiche tecniche
Girato in: 35 mm. Proiettato in: 35 mm. Rapporto immagine: 2,35 : 1. Colore: a colori. Formato audio: Dolby SR. Lingua originale: inglese e spagnolo.
Frasi dal film Altre frasi dal film: 1 totali
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“ La mia giacca di pelle di serpente! ti ho mai detto che rappresenta la mia invidualità e la mia fede nella libertà personale? ”
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 3 totali
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Academy Awards (1991)
Oscar 1991: 1 nomination
- Nomination: Miglior attrice non protagonista - Diane Ladd
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Budget stimato per il film: $ 9.500.000
12 Commenti
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Grandi le interpretazioni che si fanno ricordare una ad una, dalla perfetta coppia Cage-Dern (probabilmente inavvicinabili in qualunque altro tipo di film!) all'inquietante Willem Dafoe per citarne uno. Ma ogni comparsa e ogni apparizione ha la sua dimensione personale, la sua storia e il suo perchè.
Atipico, geniale, un cinema fuori dagli schemi eppure così curato nei dettagli da sembrare perfettamente normale.
Magia pura.
per gli amanti di Twin Peaks: potrete vedere le numerosissime apparizioni degli attori che sarebbero poi finiti nel serial.
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Bella l'incursione finale nell'heist-movie, da Lynch non me lo sarei aspettato. Ma
Non un brutto film, strappa pure qualche risata (spero voluta), ma IMO non è tra i migliori di Lynch e non capisco il perchè della Palma d'oro a Cannes. premio all'originalità?
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beh, c'è praticamente tutto il cinema degli anni '90 a venire, dimmi un po' tu :p
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Posso anche prenderlo per buono, ma parliamone. Prima di vederlo avevo letto che Tarantino (forse il vero re degli anni '90 a pensarci) in parte si era rifatto a questo per il suo tipico humor e in effetti posso capire, anche se poi le derivazioni non finiscono più come spesso accade, Quentin ha ripreso l'ironia caustica un po' anche da Leone, il quale a sua volta deve aver imparato qualcosa da Kurosawa (più mi guardo i film più 'disimpegnati' dell'Imperatore più me ne accorgo). Ma lasciamo perdere questa parte altrimenti andiamo troppo fuori dal seminato:p. Oltre all'uso parodistico e parossistico della violenza cos'ha lasciato agli anni '90? E poi cos'ha di più rivoluzionario di un Velluto blu, per fare un esempio?:-)
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1) Boh…"l'uso parodistico e parossistico della violenza" non mi sembra proprio centrale, anzi mi pare l'ultima cosa.
2) Non capisco il nesso e non capisco la gara a chi è il più rivoluzionario. Comunque è praticamente lo stesso discorso: "Blue velvet" è un film che rimodella tutti gli schemi del noir e li proietta nel futuro: oggi il noir è il genere predominante, sembra che tutti facciano noir…e uno dei primi ad arrivarci è stato proprio David Lynch (ricordiamoci anche di "Lost highway"). Nel 1990 Lynch fa la stessa cosa: precede la direzione verso cui sarebbe andato il cinema. Cioè, i generi, il loro mescolamento e la loro disintegrazione. Ho ritrovato una vecchia recensione che ho scritto dopo aver visto il film e la posto, cosicchè si spieghi meglio (e più velocemente) il mio pensiero sull'operazione di Lynch (perdonami qualche ingenuità:p).
Correva l’anno 1990 e al festival di Cannes, presieduto dal nostro Bertolucci, vinceva a sorpresa Cuore selvaggio, opera numero cinque di David Lynch.
La data è importantissima, segna l’inizio del decennio e, vedendo il film, pare che Lynch avesse già previsto cosa sarebbe accaduto nel mondo del cinema: la riesumazione del pulp, gli assassini nati, il road movie, la favola nera, “fuoco cammina con me”. In Wild at heartc’è già tutto. E’ un film seminale.
Questa è una fiaba.
Sailor e Lula si amano. L’amore, la cocente passione fra i due è il sentimento che domina il film.
Marietta, la madre di Lula, è una sorta di matrigna cattiva (nonostante voglia bene alla figlia), tanto che Lula la vede continuamente nelle vesti della Strega Cattiva dell'Est. Marietta non fa altro che ostacolare i due, inviando sicari della criminalità organizzata, temendo che Sail sappia che, il suicidio simulato del marito, sia stato ordito da lei e da Santos. Non si contano i riferimenti al Mago di Oz (addirittura un uomo fa riferimento al cane Totò). Ogni tanto si vede l’immagine in una sfera di cristallo, come sei personaggi fossero controllati dalla strega. E sul finale l’amore fra i due è salvato proprio dall’intervento onirico della Strega Buona dell’Ovest!
L’assetto da fiaba è pure confermato dalle continue digressioni, che si sviluppano come momenti onirici, flashback o racconti (memorabile quello di Lula riguardante il cugino Dell/Crispin Glover).
Lula altri non è che una Dorothy sbalzata oltre l’arcobaleno alla ricerca di punti fermi nel mondo contemporaneo, pieno di idee e gente malata.
Questa è una storia pulp.
Cuore selvaggio è anche un esempio di pulp, prim’ancora che Tarantino esordisse con Le iene.
Sailor e Lula stessi sono dei personaggi anacronistici. Ricalcano alcuni dei personaggi dell’America anni ’50: Sailor si sente un po’ Elvis e va sempre in giro con la sua giacca di pelle di serpente, che fa tanto Marlon Brando in “Pelle di Serpente” (film dov’è protagonista una certa Anna Magnani); Lula, col rossetto e lo smalto rosso, i capelli biondi cotonati, è una vamp alla Marylin Monroe. Per non parlare del personaggio di Bobby Perù (uno stratosferico Willem Dafoe con una dentatura horror), che sembra uscito dalla mente di Tarantino. La scena della rapina in banca è CULT:
Questo è un road-movie
Questo mondo ha un cuore selvaggio e del tutto incomprensibile. Questa battuta, pronunciata da Lula, rivela il significato profondo del film. Come disse lo stesso Lynch in un’intervista “Cuore Selvaggio è una storia d’amore lanciata lungo una strana autostrada del mondo contorto di oggi”. Fondamentalmente Lula e Sailor sono due personaggi buoni, travolti dagli eventi del mondo (c’è una bellissima scena in cui Lula non riesce a trovare una stazione radio dove non si parli di stragi o omicidi efferati, così dopo aver trovato un pezzo rock lei e il ragazzo si mettono a ballare come scemi ai bordi dell’autostrada) e perciò decidono di andare per le lost highways americane - preludio ad altre storie lynchane – che riveleranno mondi ben peggiori, in cui l’innocenza è perduta per sempre - mentre Lula vorrebbe ballare con Sailor somewhere over the rainbow.
Film dopo film David Lynch si sta confermando come uno dei massimi esponenti viventi della settima arte. La sua regia è visionaria, folle, ma ha sempre una ragion d’essere. La cura per i dettagli sia scenici che sonori è maniacale (ancora sento nelle orecchie il suono del fiammifero che si accende). In questo film ci sono molte delle sue ossessioni: l’innocenza perduta che va al di là del giudizio Bene/Male, la visione distorta del mondo contemporaneo e, visto che eravamo ancora in periodo “Twin Peaks”, il fuoco che divora ogni cosa.
Notevole la caratterizzazione di Nic Cage (anche se ha una voce terribile). Semplicemente splendida Laura Dern, che con quell’aria da finta bambina, ha una sensualità e un magnetismo pazzesco. Diane Ladd, vera madre della Dern, era un’attrice che non conoscevo, ma il suo personaggio è da antologia (quando si colora la faccia col rossetto e le vengono inquadrate le scarpe da strega sono sbroccato! :all_happy ).
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Il nesso è che si parla di Lynch e del suo modo di aver segnato il cinema a venire. Sostanzialmente io credo che la rivoluzione di Lynch sia quella di aver rotto, se non tutti, almeno molti schemi, logici-narrativi in primis e poi anche luoghi canonici del genere. E credo anche che il suo sia il proseguimento di un percorso già iniziato dalla fine degli anni '60, almeno in America (in europa molto prima). Con questo non voglio togliere nulla alla sua influenza, semplicemente credo sia un fatto che questo regista non abbia inventato tutto da zero. Non è un giudizio che sto esprimendo, solo una constatazione di quello che ritengo essere un fatto. Ho tirato in ballo Velluto blu perchè è stato fatto prima e perchè credo che anticipi Cuore selvaggio per quanto riguarda quel processo rivoluzionario di cui sopra, dimmi tu se sei d'accordo o no.
Non volevo fare a gara a trovare il più rivoluzionario, non è una gara, solo una riflessione
Eh, vedi che allora siamo d'accordo?
Sì, questo te lo concedo, anche perchè è vero, non l'avevo vista per questo verso.
A proposito del discorso che facevo prima:p.
Cavolo, ecco cos'era quell'inquadratura della sfera. Gli altri dettagli invece li avevo notati (va bè sono piuttosto evidenti, la Dern che batte i tacchi su tutti).
E pure a questo non avevo fatto caso.
Questa, per quel che riguarda il contenuto e l'aspetto più emotivo, è forse la cosa che mi è piaciuta di più del film. Poi di Lynch mi viene istintivo guardare più all'estetica e ai modi della rappresentazione, ma direi che è istinto comune. E a proposito mi rendo conto solo ora che tutto il discorso è partito dalla mia domanda "Premio all'originalità?". Ovvio che era una domanda retorica, ma forse avevi inteso che la la risposta fosse "no", mentre in realtà era "sì", solo che a differenza di te lo trovo più originale per i modi della rappresentazione di cui parlavo, non tanto per il contenuto
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Perfettamente d'accordo! Lynch per me (cioè, per quello che conosco) è il più grande rivoluzionario degli ultimi 30 anni. Ed è ovvio che il discorso sia sui modi della rappresentazione e non (semplicemente) sui contenuti. Rispondendo "Boh…"l'uso parodistico e parossistico della violenza" non mi sembra proprio centrale, anzi mi pare l'ultima cosa" non volevo dire che questo aspetto non ci fosse, ma che c'è così tanta inventiva in questo film, che guardare solo ai modi di rappresentazione della violenza mi pare un tantino sminuente nei confronti di tutto il resto. E con tutto il resto intendo il pastiche di generi, la forza disintegrante e riaggregante del cinema lynchiano, l'aver fatto, a inizio decennio, un film-simbolo, che gente come Tarantino, Coen, Stone e altri hanno per forza di cose guardato. Ovvio anche che non abbia inventato tutto da zero, ma che si sia inserito nel processo "rigenerante" della settima arte…(ma se ci mettiamo a cercare chi ha iniziato prima, risaliamo come minimo al Neorealismo
esatto, qui fu l'equivoco. essendo la domanda retorica positva, ho inteso scontata una risposta negativa:wink:
PS: grazie dei complimenti :p
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Io lo considero uno dei più rivoluzionari e questo al di là di qualsiasi giudizio in senso positivo o negativo, come al solito. Non mi sento di togliere nulla ai vari Tarantino, il primo Scorsese, il primo De Palma, Coppola (secondo me sottovalutato per le innovazioni che ha portato) e, perchè no, anche gli stessi Spielberg e Lucas. Comunque hai tirato fuori un nome chiave che volevo citare anch'io nell'ultimo post, poi mi sono dimenticato di farlo: i Coen. Tutti fanno noir oggi e, per quanto riconosca il contributo di Lynch nell'anticipare la moda, penso che i Coen abbiano dato una bella spinta fina dagli esordi, con Blood simple nel suo piccolo e ancora di più con Miller's crossing, anche se poi il boom l'hanno avuto con Fargo che, sì, è posteriore rispetto a Cuore selvaggio.
Poi sai cosa c'è da dire secondo me per quel che riguarda la rivoluzione linguistica e di rappresentazione portata da Lynch? Che lui l'ha attuata fina da subito, fin da Eraserhead, per poi abbandonarla un attimo tra produzioni più "mainstream" e riprenderla con Velluto blu e poi Cuore selvaggio. Tutto IMO ovviamente.
Già, quello che intendevo, in sostanza è che il film è originale per forma e modi della rappresentazione, ma che non mi sembrava un motivo sufficiente per premiarlo a Cannes. Ma forse sono io che faccio un po' il difficile:p, non mi sembra un film da Palma d'oro, tutto qui, fossi stato in Bertolucci non l'avrei premiato. Fortuna che non sono in Bertolucci (scusa, ma questa mi è venuta automatica:p).
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e qual era un film da Palma d'oro? a chi l'avresti data? mi pare che il tempo abbia dato ragione a Berolucci (e a Lynch ovviamente)…
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Touchè, purtroppo non ricordo quali film erano in concorso all'epoca e non potrei dirlo e in ogni caso è impossibile che io li abbia visti tutti.
Per capire quello che intendevo Cuore selvaggio mi sembra da Palma d'oro come The french connection mi sembra da Oscar. Li vedo come outsider. Solo che ci sono outsider che premierei e altri no. Come outsider mi sono piaciute le premiazioni di Pulp fiction a Cannes e di The departed agli Oscar per esempio
Discorsi che lasciano il tempo che trovano i miei, perchè in ogni caso non sono presidente di nessuna giuria:p.
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L'effetto "on the road" verrà chiaramente ripreso in "lost highways" con quella famosa inquadratura della strada, in particolar modo della linea del centro strada, con l'auto che avanza.
Il tema della potenza del fuoco, che può essere anche inteso come "passione amorosa" (dati i frequenti rapporti tra i protagonisti. Non a caso dopo ogni "copulata" i due accendono una sigaretta, gesto che viene evidenziato volutamente da Lynch), verrà ripreso in "fuoco cammina con me" e "twin peaks" tramite la figura provocante e "attiva" (dal punto di vista sessuale :-)) di laura palmer. Tema che poi verrà estremizzato sfociando in omosessualità in "Mulholland drive".
Inoltre compaiono anche fenomeni paranormali, come la strega (collegamento ai fenomeni ultraterreni di twin peaks) e infine, compaiono anche alcuni oggetti misteriosi, oggetti che rappresentano una sorta di "macguffin inquietante", un "macguffin lynchiano": le monete d'argento in cuore selvaggio, l'anello (che il gigante toglierà all'agente cooper per restituirglielo solo quando questo avrà risolto i suoi "indovinelli") in twin peaks e la scatola in mulholland drive.
Ottima la prova degli attori. Bravissimo Cage (che da proprio l'aria di un pazzo innamorato!); brava e sensuale la Dern; inquietante Willem Dafoe (riesce a trasmettere quella sensazione di mistero che di certo Lynch gli ha chiesto).
Tutto sommato un lavoro più sobrio e meno onirico rispetto ai successivi, ma comunque una pellicola in cui è evidente lo stampo "lynchiano".
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