Cesare deve morire è un film di genere documentario della durata di . diretto da Paolo Taviani, Vittorio Taviani e interpretato da Cosimo Rega, Salvatore Striano, Giovanni Arcuri, Antonio Frasca, Juan Dario Bonetti, Vittorio Parrella, Rosario Majorana, Vincenzo Gallo, Gennaro Solito, Francesco Carusone.
Prodotto nel 2012 in Italia e distribuito in Italia da Sacher Distribuzione il giorno .
Salito di 364 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàCesare deve morire ( 2012 )
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Trama
Nella sezione di alta sicurezza del carcere di Rebibbia di Roma viene rappresentato il Giulio Cesare di Shakespeare: gli attori sono proprio i detenuti della sezione, molti dei quali segnati dal "fine pena mai". A dirigerli, il regista teatrale Fabio Cavalli.
Perché vederlo:
Vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino 2012, il film dei fratelli Taviani è un docu-fiction incentrato sulla realizzazione di una piece ispirata al Giulio Cesare di Shakespeare, che è andata in scena tra le mura di Rebibbia. I ruoli del dramma sono affidati ad alcuni detenuti del carcere romano.
- Disponibile in dvd
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La Recensione
Shakespeare in Prison
I fratelli Taviani accendono i riflettori sui detenuti di Rebibbia, interpreti di un adattamento del Giulio Cesare di Shakespeare che mette in luce la loro umanità e il loro vissuto. Un esperimento di docu-fiction in cui i dialetti italiani si allacciano alle parole del Bardo per raccontare una moltitudine di storie in bianco e nero.
Trailer e video 2 totali
Le Immagini 25 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 36 totali
REGIA (2)
SCENEGGIATURA (3)
SOGGETTO (3)
RECITAZIONE (14)
PRODUZIONE (3)
CASE DI PRODUZIONE (5)
MONTAGGIO (1)
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MUSICHE (2)
ALTRO PERSONALE (2)
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Approfondimento
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Una genesi tra teatro e realtà
I fratelli Taviani raccontano che l'idea per il film Cesare deve morire fu data loro da un'amica e dalla forte emozione da essa provata di fronte a uno spettacolo teatrale rappresentato in carcere. "Fu un'amica a noi cara che ci disse di essere stata poche sere prima a teatro, e di avere pianto; non le succedeva da anni", raccontano i due registi. "Andammo a quel teatro, e quel teatro era un carcere. Il carcere di Rebibbia, sezione di Alta Sicurezza. Attraverso cancelli e inferriate arrivammo davanti a un palcoscenico, dove una ventina di detenuti, di cui alcuni ergastolani, dicevano Dante, la Divina Commedia. Avevano scelto alcuni canti dell'Inferno e ora nell'inferno del loro carcere rivivevano il dolore e il tormento di Paolo e Francesca, del conte Ugolino, di Ulisse... Li raccontavano ciascuno nel proprio dialetto, confrontando a tratti la storia poetica che evocavano con la storia della propria vita. Ci ricordammo le parole, e il pianto, della nostra amica. Sentimmo il bisogno di scoprire con un film come può nascere da quelle celle, da quegli esclusi, lontani quasi sempre dalla cultura, la bellezza delle loro rappresentazioni."
Collegamenti e Citazioni Altri collegamenti e citazioni: 1 totali
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“ Nel film Cesare deve morire dei fratelli Taviani, i detenuti mettono in scena una rappresentazione del Giulio Cesare di William Shakespeare. ”
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 16 totali
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Festival Internazionale del Cinema di Berlino (2012)
Berlino 2012: 2 premi vinti
- VINCITORE: Miglior film della Competition (Giuria ecumenica) - Paolo Taviani e Vittorio Taviani
- VINCITORE: Orso d'oro - Paolo Taviani e Vittorio Taviani
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Per quanto riguarda gli ATTORI ci leggo una certa mancanza di rispetto nei confronti di chi, per fare l'attore, investe anni di sacrifici e di gavetta! 2) Il pessimo messaggio "prefessionale" che esce non tanto dal film ma dal premio conferito al film è questo: o tra gli attori si materializza una forte propensione al crimine oppure l'attore, per diventare tale, non necessita di alcuna formazione. Quindi tutti possiamo essere attori, criminali in particolare. Sarebbe stato più appropriato un, più che giusto, riconoscimento alla carriera dei due Fratelli Registi.
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Mi ha coinvolta fin dai primi istanti e mi sono lasciata andare, sono stata al gioco senza stare a pensare ad ogni passo a ciò che c'è dietro al film. In un certo senso la mia è stata una visione "ingenua", tutta orientata al film in quanto tale.
Non mi interessa proprio tutta la retorica che si può fare attorno a questa pellicola, su molteplici fronti. Per me come sempre è stata un'esperienza emotiva e multisensoriale, improntata a ciò che questo lavoro è riuscito a trasmettere a me personalmente.
Le poche scene che si svolgono sul palco del teatro sono quelle che mi son piaciute meno, ho trovato interessanti i provini e il modo in cui si è deciso di strutturare il film: ricavandolo da momenti di vario tipo e su piani di realtà diversi.
Mi è piaciuto l'utilizzo dei diversi dialetti ed il bianco/nero, i momenti in cui le vicende personali degli attori non professionisti hanno punti di contatto con la grande tragedia di Shakespeare, il fatto che la telecamera è sempre accesa e continua sempre a riprendere (insomma nel film vengono inseriti dei momenti che apparentemente sarebbero di prova, in cui i due protagonisti del dialogo non sono nella stessa cella).
Devo dire che me lo aspettavo diverso questo film e molto più palloso, invece l'ho seguito bene ed è pure breve.
Voto 7,5
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Da applausi i detenuti che mettono in scena una versione alternativa ma altrettanto appassionante del Giulio Cesare di Shakespeare.
Per chi ama il cinema, il teatro e le loro fusioni, un film che merita assolutamente di essere visto!
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