Recensione Chef (2012)
Ridere di gusto
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Il filone culinario, nel cinema, ha una lunga e proficua tradizione. Il piacere sensoriale (gustativo, olfattivo) del cibo, d'altronde, da sempre si completa con gli stimoli visivi, terreno d'elezione prediletto della Settima Arte: sono stati tanti, nel corso dei decenni, i film che hanno avuto il cibo, ma anche l'atto stesso del suo consumo, come tema principale: dalla feroce satira de La grande abbuffata di Marco Ferreri al dramma danese Il pranzo di Babette, dal sentimentale Chocolat agli asiatici Mangiare bere uomo donna e The God of Cookery. La pellicola diretta da Daniel Cohen, quindi, si va a inserire su un terreno già fertile, nonostante il regista abbia dichiarato di aver girato il film per coprire un vuoto trentennale (riferito probabilmente alla sola cinematografia francese) di commedie dedicate all'argomento. Chef è in effetti una commedia pura, dall'anima mainstream, pensata appositamente per il grande pubblico: la stessa scelta degli interpreti è in questo senso esplicita (e vincente) con un Jean Reno sempre carismatico, che qui si cala con mestiere e simpatia nel ruolo di un gigante della cucina, e un Michael Youn (volto televisivo e cinematografico molto noto in Francia) che conferma il suo ottimo talento comico. E' proprio la riuscita chimica tra i due interpreti uno dei pregi principali del film, con il volto da cartoon dell'attore più giovane che trova il suo contraltare nel fare burbero ma umano di Reno.
Il film di Cohen non presenta comunque pretese da commedia raffinata o ambizioni particolari, limitandosi a intrattenere con leggerezza e mestiere. Molto spazio viene dato ovviamente alla sfarzosa rappresentazione delle portate, con i contrasti tra la cucina industriale e quella d'autore (incarnata dal personaggio di Reno) e tra quella cosiddetta "molecolare" e quella artigianale, con l'inventiva del protagonista a fungere brillantemente da sintesi. Riferimenti per intenditori a parte, comunque, il film si caratterizza per una struttura semplice e una narrazione a tappe quasi obbligate: dall'irresponsabilità e la propensione ai sogni del protagonista, che gli procura l'allontanamento dalla compagna, alla successiva riconciliazione grazie alla tenacia e ai risultati da essa portati; passando per il motivo del maestro in crisi che cede il testimone all'allievo e ritrova così una sua dimensione esistenziale, recuperando la vicinanza con la figlia trascurata e trovando persino un nuovo amore. Formule già elaborate e sperimentate, quindi, riproposte qui con garbo e scorrevolezza ma anche senza guizzi particolari; se gli sviluppi della trama sono ampiamente e giustamente prevedibili, il divertimento viene innanzitutto dalla riuscita interazione tra i due protagonisti, a cui la sceneggiatura lascia intelligentemente molto spazio. Il ritmo c'è, dunque, l'intrattenimento comico (anche se di un tipo in fondo "usa e getta") anche: di questo Chef resta quindi un piacevole retrogusto di simpatia, magari destinato a svanire presto ma ben accetto per il breve tempo della sua durata.la pagella della redazione
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Chef
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- Film del 2012
- Generi: commedia
- Regia di: Daniel Cohen
- Cast: Jean Reno, Michaël Youn, Raphaëlle Agogué
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