Amami se hai coraggio (Jeux d'enfants) è un film di genere commedia, romantico della durata di . diretto da Yann Samuell e interpretato da Guillaume Canet, Marion Cotillard, Thibault Verhaeghe, Joséphine Lebas-Joly, Gérard Watkins, Emmanuelle Grönvold, Elodie Navarre.
Prodotto nel 2003 in Francia e distribuito in Italia il giorno .
Sceso di 329 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàAmami se hai coraggio ( 2003 )
basato su 42 voti
Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa
Trama
Julien e Sophie hanno otto anni, ma sono diversi da tutti gli altri bambini della loro età. Per dimenticare le loro difficoltà cercano di vivere una vita che assomigli ai loro sogni, inventando un gioco che consiste nello sfidarsi a vicenda commettendo azioni sempre più audaci e coraggiose. Una scatola musicale diventa il simbolo delle loro scommesse.Da adulti si ritrovano però talmente coinvolti da non riuscire più ad uscirne mentre l' amicizia infantile si trasforma in amore mai dichiarato, in passione divorante vissuta tra le risate e gli abbandoni.
La Recensione
Un gioco un po' troppo romantico
Se l'esordio di Yann Samuell convince dal punto di vista estetico, meno riuscito risulta l'andamento del plot, che si impantana in un romanticismo eccessivo, a volte involontariamente freddo, quasi sempre sopra le righe.
Le Immagini 1 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 16 totali
REGIA (1)
SCENEGGIATURA (2)
SOGGETTO (2)
RECITAZIONE (7)
MONTAGGIO (1)
FOTOGRAFIA (1)
SCENOGRAFIA (1)
MUSICHE (1)
Curiosità Altre curiosità: 1 totali
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Specifiche tecniche
Girato in: 35 mm. Proiettato in: 35 mm. Rapporto immagine: 1,85 : 1. Colore: a colori. Formato audio: DTS e Dolby Digital. Lingua originale: francese.
6 Commenti
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A Parigi, la piccola Sophie Kovalski ( Marion Cotillard ) è vittima di soprusi e angherie da parte dei compagni di scuola a causa delle sue origini polacche. Julien Janvier (Guillaume Canet ), invece, perde alla tenera età di otto anni la madre alla quale era profondamente legato. Le vite di questi due bambini, entrambi duramente provati dalla vita, si uniscono in modo morboso grazie ad un gioco inventato da loro stessi che in un primo momento li aiuterà a dimenticare le brutture del mondo, ma che li porterà a sfidarsi in modo sempre più pericoloso e perverso. Col passare degli anni, infatti, non saranno più loro gli artefici di tale gioco ma purtroppo ne diverranno le vittime e ne verranno sopraffatti. “Giochi o non giochi? “, “ Gioco”. Ogni cosa, anche i sentimenti diventano argomento sul quale sfidarsi e giocare. Il gioco diventa un modo per non dover affrontare la realtà che tutti i giorni hanno davanti agli occhi più forte e violenta che mai : l’amore che provano l’uno per l’altra. Realtà scomoda perché contrastata dal padre di Julien e dal timore dei due ragazzi di rovinare il sincero rapporto di amicizia che li ha sempre legati. Julien un giorno proporrà a Sophie una sfida difficile, quella di perdonarlo per aver infranto una promessa importante fattale tempo prima. Dopo molto la ragazza troverà non solo il coraggio per farlo ma contemporaneamente anche quello per confessargli il proprio amore. A causa di una sorta di masochismo Julien la sfiderà a non vedersi per un anno. L’orgoglio di Sophie le impedirà di rifiutare il gioco affermando che lui non sarebbe mai riuscito a farle del male. Purtroppo anche Julien non rifiuta mai le sfide che gli vengono proposte…
Nonostante sia evidente l’amore folle che li lega, pare che impulsi autolesionistici, come quando Sophie sfida Julien a fare sesso con un’altra ragazza, li spingano ad allontanare da sé l’altro, quasi per metterlo alla prova , salvo poi pentirsi e tentare di riconquistarlo. Probabilmente questo comportamento è una conseguenza della sofferenza che provano nel non poter confessare prima di tutto a sé stessi l’amore totalizzante che li domina e dell’ incapacità di vivere separati. A questo punto ci rendiamo conto di quanto il titolo rispecchi la domanda che sorge spontanea allo spettatore durante la visione del film: troveranno mai il coraggio di amarsi?
Degna di nota la definizione di “amico” data dal piccolo Julien : “ Gli amici sono come gli occhiali, resistenti ma si rigano con facilità”.
Liet Motiv del film, inoltre, è la sempre verde canzone francese “ La vie en rose” che nel finale verrà presentata anche nella sua versione inglese.
Caratteristica la divisione dell’opera in quattro capitoli.
Non si può fare a meno di evidenziare la professionalità e l’impegno di regista e attori.
Il film, però, presenta sorprese ed equilibrismi esasperati tra realtà e fantasia che Yann Samuell non riesce a ben dosare, facendoli apparire, in alcuni casi, fuori luogo e sottraendo, in questo modo, attenzione alla vicenda. Il linguaggio visivo è decisamente attraente grazie alla realizzazione vulcanica del regista, che a volte, preso dalla foga, esagera lasciando da parte il coinvolgimento per la storia e creando delle fratture che rendono meno lineare e godibile il film. La sceneggiatura, comunque, è decisamente ben costruita e studiata nei minimi particolari. Film carico di sensualità che riesce a parlare 93 minuti di un amore straziante senza rendersi per questo mieloso o noioso.
Ritengo sinceramente utile un film che, come questo, crea uno spiraglio di luce in un mondo che sembra aver dimenticato il significato del romanticismo e l’importanza della dedizione e delle attenzioni nei confronti della persona amata. Una pellicola dove l’amore non viene dato per scontato ma dove, al contrario, si cerca di sottolineare l’importanza di conquistarlo, meritarlo e coltivarlo quotidianamente.
4
1
concedeno la possiilità di rimanere bambini,di non crescere mai.Ma dietro questo strano gioco iniziato con una scatola di latta e la frase"giochi o non giochi"-"gioco",si celerà un amore stupendo profondo che è capace di emozionare l'animo di ognuno che avrà la fortuna di vedere questo capolavoro.Sono completamente in disaccordo con coloro che criticano la pellicola perchè dicono che sia stata copiata infelicemente a quella di Amelie,anzi credo che questa sia una vera e propria offesa.Il film è bellissimo da una visione iper-romantica dell'amore che oramai e forse non è mai esistita ma questo senza però cadere sul mieloso e noioso,anzi è divertente,veloce,frenetico.Chi lo guarderà penso che in un primo momenta possa illudersi,ma l'illusione che lascia è sincera,coerente,impossibile e tragica.La scena che a me è piaciuta di più(oltre a quella del bacio in mezzo ad una via,bloccando persino il traffico)è senza dubbio quella finale: "ci sono 2 o 3 cose che non m'hai chiesto e mi dispiace ci sarei riuscito!" Lei:"tipo?".Lui fra le lacrime:"mangiare formiche,insultare il primo violino dell'opera..Amarti come un pazzo!".Se questo è un film scontato…comunque a malincuore mi è dispiaciuto vedere la loro morte in una cava di cemento,ma lì forse custodiranno meglio il loro amore,rimasto chiuso nei loro cuori quasi per una vita intera!
3
SPETTACOLARE!!
in entrambi i sensi:da spettacolo,di fantasia, ma pure stupendo!
c'è proprio il tocco francese, simile a quello che c'è in 'Il Favoloso Mondo di Amelie',e altri.
è un misto di amore, suspance, pazzia, irrazionalità, libertà, finzione, sogni, desideri, dramma e comicità.
1
Alla fine della prima parte quando sono ancora bambini pensavo, beh allora l'altra parte del film non mi stupirà per niente, invece no, è imprevedibile, tra scorrevoli scene fantastiche ti rimane, il gioco.
Eleanor, ha proprio ragione quando dice che bisogna curare i sentimenti verso l'altro,
dici: perchè non la smettono con quelle fesserie?!, invece è proprio questo che li ha messi alla prova, giorno dopo giorno, gioco dopo gioco e dopo un buco di anni non è ancora finito, è ancora necessario mettersi in discussione finchè beh si arriva alla favolosa scena finale del cemento =^_^=
Quella del bacio sull'auto è fantastica, e le parole finali di lui altrettanto
=^_^= =^_^= =^_^=
sta cosa del 'giochi o non giochi' mi rimarrà :p
Il mio voto è 8, forse un po' alto ma mi ha preso così.
Curioso che, Marion Cotillard abbia interpretato la protagonista in La vie en rose del 2007
0
Il regista sceglie bene alcune inquadrature e il film presenta delle scelte stilistiche originali e carine (tipiche di questo cinema) però mentre da un lato non si può fare altro che lodare questo aspetto dall'altro invece si rimane scossi dall'eccessivo romanticismo malamente distribuito per tutto il film.Più volte mi sono ritrovato a chiedermi dove volessero andare a parare.Sia chiaro che quello che volevo io andando a ripescare questo film era proprio una storia romantica fuori dalle righe.Sicuramente il film predispone a questo ma non si conferma proprio per il senso di squilibrio e distaccamento che la pellicola crea…anche se in più di una scena è palese la dolcezza del messaggio di sottofondo.
Peccato.Però da vedere e apprezzare per il buon lavoro tecnico svolto e per far proprio un buon messaggio chiuso tra non molto luminose virgolette.
0