Quattro amici amanti del convivio, Ugo, Marcello, Philippe e Michel si riuniscono nella villa di Philippe, dove un tempo soggiornò Boileau.
Nelle loro intenzioni c'è il tentativo di un 'suicidio gastronomico', i quattro infatti decidono di cucinare prelibatissime pietanze e mangiarne senza mai smettere, fino a morire di indigestione. Durante l'immensa abbuffata, ospitano tre prostitute ed una maestra elementare che era passata dal giardino della villa con la sua scolaresca.
Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni e Philippe Noiret erano molto amici, e nonostante avessero letto la sceneggiatura de La grande abbuffata di Ferreri, sul set praticamente non la consultarono più: i tre grandi attori improvvisavano continuamente ed il regista li lasciava liberi di creare. La scena dell'imitazione di Marlon Brando, per esempio fu proposta da Tognazzi, e non era presente nella sceneggiatura.
Mi è capitato di non riuscire a finire di vedere un film per noia; nel caso di questo film di Ferreri, non ho finito di vederlo perchè mi stava venendo da vomitare..
Durante la scena in cui Michel Piccoli si sente male e Tognazzi gli fa mangiare la "purea medicamentosa" ho dovuto spegnere: era davvero troppo..!
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di IzacBorg(30.12.2006 01:13:53)
Prendete un regista geniale e indipendente come Marco Ferreri, aggiungete quattro mostri sacri della recitazione come Tognazzi, Mastroianni, Noiret e Piccoli, portateli in una splendida villa e affogateli di cibo e sesso, ne verrà fuori un capolavoro ricco di tensione emotiva. Insieme a Dillinger è morto forse la vetta più alta del cinema di Ferreri, che secondo il sottoscritto ha rappresentato quanto di più originale il cinema Italiano abbia espresso, vedi lavori come "L'udienza", "l'ape regina", "la donna scimmia", "il seme dell'uomo". Con questo lavoro Ferreri ribadisce il suo nichilismo e la sua critica verso la società consumista, mostrandoci come, anche per quattro uomini affermati il cibo e il sesso siano le cose per cui si è anche disposti a morire, o forse le uniche per cui valga la pena vivere. Splendido il personaggio della maestra che accompagna alla morte.
Non perdetelo.
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di Aloj(13.06.2008 14:39:04)
Questo film è una porcata.Un vero schifo.Ma forse era proprio l'intenzione di Ferreri.Piccoli è insopportabile, e anche Tognazzi, in genere sempre perfetto, riesce a recitare male.E tutto dire Voto 2
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di lallolallo(01.09.2008 09:56:58)
Capolavoro metafora dei nostri tempi. Morire per il "troppo avere" che produce, appunto, solo noia di vivere. Ad essere una porcata non è quest'intelligentissima pellicola di Ferreri interpretata da grandissimi attori ma è la nostra epoca.
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