La critica al totalitarismo e il desiderio di libertà si colora di sfumature epiche e fantastiche nell'opera di
Zhang Yimou, uno dei più rappresentativi registi di tutta la Cina.
Una filmografia, quella del regista nato nel 1951 a Xi'an, Shaanxi, che spazia dal genere storico a quello fantastico, affidandosi spesso allo sguardo sublime della sua ex compagna
Gong Li.
Figlio di un ufficiale dell'esercito di Chiang Kai-Shek, Yimou e la sua famiglia vengono messi al bando durante la Rivoluzione Culturale di Mao Tze Tung. Interrotto il liceo, come molti altri studenti, il giovane viene spedito nei campi a lavorare. Alla morte di Mao, le università cinesi riaprono e Yimou tenta l'ammissione alla Beijing Film Academy di Pechino. Deve tuttavia desistere per "superati" limiti di età e, quattro anni più tardi, viene ammesso ai corsi di fotografia dell'Accademia. Dopo il diploma approda agli studi cinematografici Guangxi Film Studio e inizia a lavorare come assistente regista e direttore della fotografia per l'amico
Chen Kaige.
Il suo esordio registico avviene nel 1987 con
Sorgo rosso, nel quale
Gong Li interpreta il ruolo di una giovane donna data in sposa ad un uomo ricco e anziano, malato di lebbra. Pellilcola che vale a Yimou l'Orso d'Oro al Festival di Berlino e grazie alla quale incontra la sua musa ispiratrice. Tra Yimou e Li è amore immediato, il regista divorzia e porta avanti, al fianco della nuova compagna, il suo ambizioso percorso artistico fino alla realizzazione del suo capolavoro,
Lanterne rosse. Ancora una volta è il languore morbido di Gong Li a dare intensità alla tormentata protagonista del film, una donna schiava del marito. Il film conquista la critica di tutto il mondo, e fa ottenere al regista il prestigioso Leone d'Argento al Festival di Venezia (per il Leone d'Oro bisogna attendere invece l'ispirato
La storia di Qiu Ju).
Seguono
Vivere!, vent'anni di storia della Repubblica Popolare Cinese attraverso le vicende di una famiglia (Gran Premio della Giuria a Cannes), e
La triade di Shangai . Nel 1999 arriva secondo Leone d'Oro con
Non uno di meno, la toccante storia di una giovanissima maestra alla disperata ricerca di uno dei suoi piccoli alunni. Lo stesso anno, con
La strada verso casa tiene a battesimo l'astro nascente
Zhang Ziyi, con la quale torna a lavorare nel wuxia
Hero, uno dei film più costosi della storia del cinema cinese, e in
La foresta dei Pugnali Volanti che lancia l'ex danzatrice a livello internazionale, facendole ottenere anche un ruolo hollywoodiano in
Memorie di una geisha. La trilogia wuxia si chiude idealmente con l'epico
La città proibita, nel quale il maestro ritrova professionalmente la sua ex compagna Gong Li.