di Bob Robertson (19.11.2005 17:06:03)
Una delle vecchie leggende viventi di hollywood. Viene da parlarne di “vecchia leggenda” con un pò di nostalgia, perché oggi ci manca il vecchio grande De Niro ormai da troppo tempo lontano da un ruolo che gli permetta di esprimere la sua vera grandezza. L’ultima vera occasione gliel’ha data Quentin Tarantino in Jackie Brown, e lui l’ha sfruttata alla grande, peccato però che gli ultimi anni siano stati avari di soddisfazioni per il terzo podista dei più grandi di tutti i tempi, con Pacino e Nicholson. Nelle commedie recenti pur facendo il suo lavoro non si è visto il De Niro che il pubblico ha sempre amato e sempre amerà. Non è bastato l’opaco The Score, cui non sono bastate le ottime interpretazioni sue e di Brando e Norton per decollare.
Ma il meglio che si può fare è parlare del vecchio grande Bob, il Grande con la G maiuscola, il De Niro del sodalizio scorsesiano che ha firmato i personaggi più indimenticabili della storia del cinema, come il mitico Travis di Taxi Driver, o il Jake La Motta di Toro Scatenato passando per i due ruoli nei più sfarzosi film di mafia quali Good fellas e soprattutto il suo Sam Rodstein in Casinò affianco a Sharon Stone e Joe Pesci. Una carriera fatta di successi di pubblico e critica uno dietro l’altro, diretto negli anni sempre da grandi maestri, con Francis Ford Coppola e nel Padrino II e Heat La sfida di Michael Mann, a confronto con Al Pacino, e l’indimenticabile ruolo di Al Capone negli intoccabili. Insomma, una carriera più che straordinaria che lo rende una leggenda vivente. Una vita nel mondo del cinema criminale fatto di gangster e mafia, di piccoli e grandi criminali, piccoli e grandi uomini che da lui sono esplosi divenendo delle autentiche entità cinematografiche e umane, fondendo la rabbia e le ombre con l’intensità emozionale.
Non si possono infine non citare i suoi incontri con i maestri italiani, nel Novecento di Bertolucci e soprattutto la più grande epopea del crimine che sia stata mai scritta, il C’era una volta in America di Sergio Leone, in cui affiancato a un magnifico James Woods, era l’indimenticabile Noodles, personaggio complesso e controverso dai tratti unici.
Il suo controllo della psicologia del personaggio è sempre stato semplicemente eccelso e maestoso, la mimica facciale e le contratture del volto e la gestualità sono inimitabili e impossibili da rinchiudere in un qualcosa di decifrabile. Il punto è che DeNiro fa sempre sembrare l’interpretazione una cosa così naturale, così semplice e diretta, spesso senza bisogno di grandi enfasi o grandi esplosioni di personalità, perché la sua personalità sta anche semplicemente nel contegno, e questo lo rende in qualche modo diverso e ugualmente grande ai comprimari Nicholson e Pacino. La sua personalità come attore è quella dei grandi del passato, ed è rimasta intatta nel tempo nonostante tutto, nonostante il suo smarrire alla fine la miglior vena rinchiuso in produzioni fuori dalle sue corde. Robert De Niro è una delle poche anime del cinema vero, quello d’un tempo, quello che conserva intatta tutta la sua forza nei capolavori che sono rimasti nel tempo e che lo faranno ricordare come uno dei più grandi di sempre.
Grazie Bob
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di jacklamotta (05.05.2006 21:16:24)
a mio parere bob è il migliore di tutti.solo lui ha interpretato film che ti rimangono impressi per sempre,su tutti c'era una volta in america, il più bello di tutti i tempi.Insieme a Marlon Brandon è il migliore di sempre e mi è piaciuta anche la sua regia in Bronx
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di zannimo (21.09.2006 00:22:16)
Il mio triumvirato d'eccezione:
Al Pacino, Sean Penn, Robert De Niro
Per chi vuol far l'attore, questa è materia prima da cui attingere.
Complimenti a questi immortali interpreti!
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