Vincere è un film di genere drammatico, storico della durata di . diretto da Marco Bellocchio e interpretato da Giovanna Mezzogiorno, Filippo Timi, Fausto Russo Alesi, Michela Cescon, Pier Giorgio Bellocchio, Corrado Invernizzi, Paolo Pierobon, Bruno Cariello, Francesca Picozza, Simona Nobili.
Prodotto nel 2009 in Italia, Francia e distribuito in Italia da 01 Distribution il giorno .
Salito di 88 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàVincere ( 2009 )
basato su 48 voti
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Trama
La tragica storia di Ida Dalser, la giovane estetista amata da Benito Mussolini prima dell'incontro con Rachele Guidi, che morì in manicomio nel 1942 dopo avere avuto un figlio dall'illustre amante. Mussolini è alla direzione dell'Avanti quando incontra per la prima volta Ida Dalser a Milano. Antimonarchico e anticlericale Mussolini è un ardente agitatore socialista impegnato a guidare le folle verso un futuro di emancipazione sociale. In realtà la Dalser lo aveva già fuggevolmente incontrato a Trento e ne era rimasta folgorata. Ida crede fortemente nelle sue idee: Mussolini è il suo eroe. Per lui, per finanziare la fondazione del Popolo d'Italia, il giornale che diventerà il nucleo del futuro Partito Fascista, vende tutto: appartamento, salone di bellezza, mobilio, gioielli. Allo scoppio della guerra Benito Mussolini si arruola e scompare dalla vita della donna. Ida lo rivedrà in un ospedale militare, immobilizzato e accudito da Rachele, appena sposata con rito civile. Furente si scaglia contro la rivale rivendicando di essere lei la vera moglie, di avergli dato un figlio, ma viene allontanata a forza...
Perché vederlo:
Per scoprire una pagina misteriosa della vita di Benito Mussolini legata a un amore travolgente e poi rinnegato nel nuovo, commovente film di uno dei grandi autori del cinema italiano.
- Disponibile in dvd
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La Recensione
Per non dimenticare
Il regista emiliano scoperchia la selva di tenebre che custodisce uno dei tanti misteri della misera Italia, quello legato a un paradigmatico momento storico nero come le camicie di chi la infestava, e va a immergersi negli occhi gonfi di lacrime di chi, confinata ai margini, era costretta a gridare per far sentire la propria verità.
Trailer e video 1 totali
Le Immagini 45 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 41 totali
REGIA (1)
SCENEGGIATURA (2)
SOGGETTO (1)
RECITAZIONE (17)
PRODUZIONE (1)
CASE DI PRODUZIONE (9)
MONTAGGIO (1)
FOTOGRAFIA (1)
SCENOGRAFIA (1)
COSTUMI (1)
MUSICHE (1)
ALTRO PERSONALE (5)
Le News Altre news: 11 totali
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David 2010, premiati L'uomo che verrà e Vincere
Pioggia di premi per il dramma di Bellocchio, ma a L'uomo che verrà va il riconoscimento per il miglior film. Premiati anche Baaria, La prima cosa bella e Mine Vaganti.
07.05.2010
Gli Articoli Altri articoli: 7 totali
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Marco Bellocchio, il collezionista di sogni
Approfondimento
Il Festival di Venezia rende omaggio domani ad uno registi contemporanei più importanti e originali con l'assegnazione del Leone d'oro alla carriera e la proiezione della nuova versione di Nel nome del padre.
08.09.2011
Curiosità Altre curiosità: 2 totali
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Ambra e il provino per 'Vincere'
Ambra Angiolini ha rivelato di aver fatto il provino per un ruolo di Vincere, di Marco Bellocchio, ma di essere stata bocciata. "Marco mi disse che ho un viso bellissimo, ma anche una voce terribile. Devo ammettere però che durante il provino non ero per nulla soddisfatta di me stessa".
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 24 totali
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David di Donatello (2010)
David 2010: 15 nomination, 8 premi vinti
- VINCITORE: Miglior regista - Marco Bellocchio
- VINCITORE: Migliori effetti speciali visivi - Paola Trisoglio e Stefano Marinoni
- VINCITORE: Miglior direttore della fotografia - Daniele Ciprì
- VINCITORE: Miglior scenografo - Marco Dentici
- VINCITORE: Miglior costumista - Sergio Ballo
- VINCITORE: Miglior truccatore - Franco Corridoni
- VINCITORE: Miglior acconciatore - Alberta Giuliani
- VINCITORE: Miglior montatore - Francesca Calvelli
- Nomination: Miglior film - Marco Bellocchio
- Nomination: Miglior sceneggiatura - Marco Bellocchio e Daniela Ceselli
- Nomination: Miglior produttore - Mario Gianani (Offside)
- Nomination: Miglior attrice protagonista - Giovanna Mezzogiorno
- Nomination: Miglior attore protagonista - Filippo Timi
- Nomination: Miglior musicista - Carlo Crivelli
- Nomination: Miglior fonico di presa diretta - Gaetano Carito
Incassi Vedi tutti
Budget stimato per il film: € 9.000.000
Record incassi
80° maggior incasso italiano per la stagione 2008/2009.
INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 28 agosto 2009)
2.075.814 €
INCASSI IN USA (aggiornato al 21 giugno 2010)
619.162 $
INCASSI NEL MONDO
(aggiornato al 02 agosto 2010)
5.000.000 $
18 Commenti
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Ho apprezzato il montaggio, che inframezza la fiction con documentari dell'epoca su Mussolini. Soprattutto bisogna dare ragione a Bellocchio di non aver fatto interpretare a Filippo Timi il duce durante il suo periodo di massimo potere, mentre arringava le folle e svolgeva i compiti della sua vita pubblica. Per quello ci sono i documentari.
Timi interpreta un giovane Mussolini, prima della Prima Guerra Mondiale e prima di salire al governo. Dopodichè non lo si vede più in questo ruolo, ma in quello del figlio del duce e della Dalser, una volta adulto. Premetto che conosco Timi solo per la sua interpretazione di "Come Dio comanda" e che in questo ruolo mi è piaciuto moltissimo. Però l'ho preferito come figlio di Mussolini piuttosto che nei panni del duce. E' un ruolo indubbiamente difficilissimo, a rischio di diventare una macchietta se si punta sull'imitazione o, al contrario, di essere fuori parte se si cerca di discostarsi troppo dall'originale. Timi si salva innanzitutto per la sua bravura, ma soprattutto perchè pochi conoscono visivamente (per mancanza di documenti) il giovane Mussolini. D'altronde l'interpretazione di un personaggio storico comporta grandi difficoltà e Mussolini è uno dei più complessi da impersonare.
La Mezzogiorno è brava ma trovo che la sua recitazione sia un po' troppo accademica, poco spontanea e molto studiata.
In complesso un buon film, ma mi aspettavo di più.
2
uhm…il film devo vederlo al più presto, comunque è la prima volta che leggo una cosa del genere: finora ho letto sempre che il film è visivamente bellissimo :-0
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E' un film incentrato sulla storia d'amore tra la Dalser e Mussolini, sull'abbandono di lui e sulle conseguenze… percio` a tratti mi scade un po' nel feuilleton.
Non sono riuscita a immedesimarmi nella protagonista femminile perche` a volte la sua sembra una vera e propria ossessione, tanto che ti chiedi se non sia veramente impazzita.
Secondo me era meglio giocare di piu` sul mistero
La Mezzogiorno mi piace molto nella parte iniziale, quando interpreta l'amante rapita completamente dal fascino dell'uomo forte e ribelle, perduta negli amplessi con il suo amante. Poi pero` in tutta la parte del
Aspetto con trepidazione i tuoi commenti, quando lo andrai a vedere?
0
addirittura con trepidazione?:p comunque, se tutto va bene, dovrei riuscirci domani
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Sì perchè qui mi sa che siamo gli unici ad esserne interessati… non ho voglia di parlare da sola…
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Mah, io l'ho visto a Cannes e la penso grosso modo come te, è un film che non mi ha colpito proprio per nulla, nè per le interpretazioni nè per il pur discreto utilizzo del materiale d'epoca; anche a me ha ricordato non poco il film tv.
Per di più secondo me si tratta di un film che in tutta la sua seconda metà gira completamente a vuoto, tutto quello che c'era da dire è già stato detto nella prima parte.
0
Il film non mi ha conquistato del tutto, non da entrare tra i miei preferiti, ma comunque è notevole.
Assistiamo all'ascesa di Benito Mussolini, supportato da Ida Dalser, che per il suo giornale, Il Popolo d'Italia, vende tutto e gli dona tutto il suo amore e perfino un figlio, ma Benito li abbandona entrambi nella miseria e nell'apparente follia generale che in realtà è verità.
Bellocchio racconta l'Italia del fascismo attraverso gli occhi di una donna che credeva in lui ma che purtroppo rimane vittima del sistema, dei tempi che cambiano.
Buon cast, dove prevalgono i bravissimi protagonista, la sempre più brava Giovanna Mezzogiorno grandissima nei panni di Ida Dalser e il promettente Filippo Timi perfetto per interpretare Benito Mussolini prima del potere dittatoriale (dopodiché seguono filmati d'epoca con il Mussolini vero), ma anche nei panni del figlio rinnegato a 20 anni, Benito Albino, che si vendica imitandolo alla perfezione per divertire i compagni.
Il cast tecnico ha fatto un notevole lavoro, pluripremiato ai vari festival, dai Nastri D'Argento (che premiano anche la Mezzogiorno come protagonista) ai David di Donatello (ben 8: migliori costumi, scenografia, trucco, acconciatura, fotografia, montaggio, effetti speciali e soprattutto miglior regia).
Non male come film, una delle migliori produzioni italiane della scorsa stagione. Poteva essere qualcosa di più, ma i rischi di essere qualcosa di meno ce n'erano, ma per fortuna il peggio è stato evitato: ottimo lavoro, Bellocchio!
Giovanna Mezzogiorno è divina!!!
Di Filippo Timi sentiremo parlare molto in futuro: davvero un grande!
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il fatto è che la prima mezz'ora/quaranta minuti sono roba da capolavoro. poi c'è un calo di ritmo, diventa troppo "Europa '51", ma il più era fatto.
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a me invece sembra che quello sia l'aspetto meglio riuscito nell'opera di Bellocchio. ovvero la dialettica tra Storia e storia. da una parte il rincorrersi degli eventi dell'Italia, dall'altra la storia privata di Ida Dalser, metafora di un'Italia sedotta e abbandonata, che per amore diventa carne da macello. ma Bellocchio è bravo a instillare anche il dubbio che la Dalser, matta, lo fosse davvero.
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L'interpretazione di Timi è ottima, quella della Mezzogiorno è da manuale e pertanto non lascia molto il segno, l'idea di inserire filmati originali del Duce mi è sembrata buona se non necessaria. Qualche momento particolarmente toccante c'è ma è normale in una storia come questa.
Quello che mi è passato per la testa diverse volte durante la visione del film è che spesso le persone ci mettono del loro nel farsi fare male dagli altri e questa donna ci ha sicuramente messo del suo, non so se tutte le donne avrebbero reagito allo stesso modo di fronte a questo giovane Mussolini, non credo! Certo è che lui ha sempre fatto come gli è parso e piaciuto!
Mi è molto piaciuta la scena
Ho trovato particolarmente interessante il discorso dello psichiatra:
"… perciò lei sbaglia gridando continuamente la verità,
non che la verità non vada gridata,
però è il modo, è il metodo, è il tempo che non vanno,
questo è il tempo di tacere, il tempo di essere attori.
Io faccio il medico, curo i pazienti, lei mi ha mai sentito dire:"abbasso il Duce"?
Oggi bisogna essere dei grandi attori
ma la sua parte, il personaggio che lei deve interpretare per salvarsi
non è della ribelle sempre in agitazione ma della donna normale,
la massaia, ubbidiente, remissiva, taciturna, amante dell'ordine:
la donna fascista che sa stare al suo posto, cioè in casa.
Anche per suo figlio, Benito Albino Dalsen e basta!
Ma perchè lei continua a pensare al passato e non al futuro, al presente!
Lei crede che il fascismo durerà in eterno?
0
Infatti, e devo ancora capire se questo è un pregio o un difetto, ma mi piace pensare che sia un pregio, un modo per rendere interessante il personaggio. Sono contento di vedere che non sono l'unico che ha trovato prolissa la seconda parte, non è male, ma in certi momenti si gira a vuoto, come ha detto qualcuno. Per il resto l'estetica l'ho trovata notevole. Fotografia molto bella, anche se a tratti esageratamente cupa (ho capito l'atmosfera oscura e di decadimento, ma ragazzi…
Funziona e questo trovo sia già molto, ma gli manca qualcosa per renderlo davvero grande.
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RB, sul cinema italiano non andremo (quasi) mai d'accordo :p
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Esplicati…
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be' la narrazione su Ida Dalser è usata per traslare un'intera epoca storica che Bellocchio ricostruisce fil(m)ologicamente. la riflessione che fa l'autore verte su più livelli: ce n'è uno narrativo e politico (scontato :p), uno figurativo-metacinematografico, uno fisico-metaforico. il film parte dall'incontro/scontro erotico dei due corpi: quello femminile della Dalser e quello virile di Mussolini, che è anche un connubio di ideologie: sono essenzialmente due invasati (lei di lui, lui di se stesso :p). i loro amplessi sono animaleschi, non sentimentali (al contrario dei momenti con Rachele), Mussolini la risucchia, la prosciuga e poi la butta via. la seduzione/abbandono del corpo della Dalser è sineddoche dell'infatuazione di un'intera popolazione che vide nel Duce qualcosa di trascendentale (che non c'era), e rimase sola con le proprie cicatrici. la fotografia, cupa ed espressionista, dà i toni del fosco melò all'inizio, vissuto in prima persona quando la Dalser è protagonista nella vita di Benito e poi, una volta messa in secondo piano, rimane nel buio. ecco il corpo di Benito si dissolve quando raggiunge il Potere, quando diventa Duce, e si fa icona (nei cinegiornali), monumento (il busto): Timi non si vede più, se non poi come figlio ripudiato (che non ha appunto un nome/corpo proprio), e che, pertanto, tenta una schizofrenica e fallimentare imitazione del linguaggio (verbale e prossemico) del padre. esplicativa è la scena, bellissima, della Dalser che osserva il duce nel cinema e tutti che saltano in piedi a fare il saluto fascista, mentre Ida rimane un'ombra sulla superficie nera: Mussolini, quello vero nel filmato d'epoca, con davanti l'Ida/Mezzogiorno che si volge verso la sala a chiedere quasi di essere inglobata in quella "verità cine-storica". e ancora la fuga di Ida si conclude con un'invocazione: "Non mi dimenticate", poi si volge verso la macchina da presa, guardandoci insistentemente. se il corpo di Mussolini è "scandaloso" rispetto alla narrazione e re-immesso solo attraverso un filtro, quello della Dalser si fa via via più centrale, monolitico. lei è forte della sua conoscenza. la seconda parte è nettamente più asettica, fatta essenzialmente di burocrazia, di prigionia, di quella linea di follia che è diventata rassegnazione -in Ida- all'evidenza di essere giunti alla verità prima degli altri. si placa infatti il furore dinamico iniziale, la forza d'urto degli squarci futuristi (le scritte sovrimpresse, le animazioni, le liriche da operetta), quello squadernare l'immaginario dell'epoca svapora nel melodramma lirico: avevo citato "Europa 51" quando lo vidi la prima volta, ma stavolta ho pensato anche a Visconti.
e poi una nota sul montaggio: non si tratta solo di scene separate, bisogna tener conto della presenza pressocchè totale dello sguardo interno della Dalser. l'ambigua dislocazione spazio/tempo di alcune sequenze fanno riferimento proprio alla sua presenza; due per tutte: il primo incontro con Mussolini e il suo matrimonio, che Bellocchio riprende di scorcio come in un sogno proibito.
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Sì, l'avevo notato, in fin dei conti sono quelle strategie abbastanza comuni nei film storici-politici, soprattutto italiani (non dico questo per sminuire il lavoro di Bellocchio eh).
Boh… molto bellina come cosa ma emotivamente mi ha lasciato un po' così. Tanto per dire uno degli ultimi film che ho visto in cui una vincenda circoscritta serviva a mostrare le ansie e i disagi di una nazione è stato Memories of murder e se paragono l'effetto che mi ha fatto Vincere con il finale spaccacuore del film di Bong ce ne passa. Non dico che Vincere mi ha lasciato freddo, però non mi sembra tutta sta cosa
Avevo notato anche questo, obiettivamente una buona idea.
Io ho pensato a Senso, secondo me le analogie non sono poche.
Comunque più penso all'interpretazione di Timi più mi convinco che non sarà la cosa più eccezionale del mondo, ma cavolo se buca lo schermo.
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c'è una differenza abbastanza notevole: Bong lavora con le armi del film di genere, mentre Bellocchio lavora molto di più sui linguaggi.
poi il film di Bong è bellissimo e il finale decisamente migliore, perchè negli ultimi minuti "Vincere" sembra dover finire da un momento all'altro e invece continua. complessivamente, però, la monumentalità del film di Bellocchio, Bong non la raggiunge.
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