Uomini di Dio (Des hommes et des dieux) è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Xavier Beauvois e interpretato da Lambert Wilson, Michael Lonsdale, Olivier Rabourdin, Jacques Herlin, Sabrina Ouazani, Goran Kostic, Philippe Laudenbach, Xavier Maly, Loïc Pichon, Abdelhafid Metalsi.
E' anche noto con il titolo internazionale Of God And Men.
Prodotto nel 2010 in Francia - uscita originale: 08 settembre 2010 (Francia) - e distribuito in Italia da Lucky Red il giorno .
Salito di 155 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàUomini di Dio ( 2010 )
basato su 29 voti
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Trama
Anni '90: una missione di otto monaci francesi vive sulle alture del Maghreb, in Nord Africa, una pacifica quotidianità condivisia con i fratelli musulmani e scandita dalla preghiera e dal lavoro. Tuttavia, quando un attentato terroristico di matrice fondamentalista islamica, che colpisce un gruppo di lavoratori stranieri, sconvolge il villaggio, la serenità dei religiosi sarà definitivamente compromessa dalla tensione che si respira nell'aria. L'esercito offre loro protezione, ma i confratelli la rifiutano e si chiedono se rimanere o andare via.
Perché vederlo:
Per conoscere la storia degli ultimi mesi vissuti da una piccola comunità di monaci cristiani in “terra musulmana" negli anni '90, per seguire un'opera delicata e spirituale incentrata più sulla ricerca del significato degli eventi che sul racconto dei dettagli di ciò che realmente accadde.
- Disponibile in blu-ray, dvd
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La Recensione
La consapevolezza di una scelta
La scelta narrativa di Beuvois non gli lascia molto spazio per quanto riguarda la messa in scena, necessariamente sobria e rigorosa, e molto del film è affidato alla misurata interpretazione dei protagonisti e alla loro capacità di rendere lo spirito delle loro vite ed il coraggio della loro scelta.
Trailer e video 6 totali
Uomini di Dio - Trailer Italiano
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Uomini di Dio - Clip 4
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Uomini di Dio - Clip 3
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Uomini di Dio - Videorecensione
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Des hommes et des dieux - Clip 2
Le Immagini 27 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 31 totali
REGIA (1)
SCENEGGIATURA (2)
SOGGETTO (1)
RECITAZIONE (14)
PRODUZIONE (3)
CASE DI PRODUZIONE (3)
MONTAGGIO (1)
FOTOGRAFIA (1)
SCENOGRAFIA (1)
COSTUMI (1)
ALTRO PERSONALE (3)
Le News Altre news: 5 totali
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César 2011: nomination per Uomini di Dio e L'uomo nell'ombra
Undici candidature per il dramma di Xavier Beauvois e otto per l'avvincente thriller di Polanski. Tra i film più candidati, La princesse de Montpensier e Tourneè.
21.01.2011
Gli Articoli Altri articoli: 3 totali
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Il Blu-ray di Uomini di Dio
Recensione
Immagini in alta definizione di grandissima efficacia per il delicato film di Xavier Beauvois, nonostante le scene buie presentino una fitta grana. Buono l'audio, peccato per la quasi totale assenza di extra.
23.03.2011
Curiosità Altre curiosità: 2 totali
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Il tragico realismo di Uomini di Dio
Il film è liberamente ispirato alla vicenda dei sette monaci cistercensi che vissero in un monastero algerino nel piccolo villaggio di Tibhirine, , "giardino" in arabo, dal 1993 fino al loro sequestro, avvenuto tre anni dopo. I monaci furono rapiti dal gruppo terroristico del GIA (Gruppo Islamico Armato) e assassinati con una decapitazione senza pietà.
Frasi dal film Altre frasi dal film: 2 totali
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“ Io sono suo e seguo le sue orme; vado verso la mia piena verità pasquale.
Vista la direzione che prendono le cose e la piega degli avvenimenti... vi dico, in piena verità, va tutto bene.
La fiamma si è piegata, la luce si è inclinata...
Posso morire. Eccomi qui.
(frate Christophe) ”
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 21 totali
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Cannes Film Festival (2010)
Cannes 2010: 2 premi vinti
- VINCITORE: Premio della Giuria Ecumenica - Xavier Beauvois
- VINCITORE: Grand Prix - Xavier Beauvois
Incassi Vedi tutti
Budget stimato per il film: € 4.000.000
INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 19 aprile 2011)
1.278.390 €
INCASSI IN USA (aggiornato al 04 luglio 2011)
3.954.651 $
INCASSI NEL MONDO
(aggiornato al 04 luglio 2011)
42.200.000 $
4 Commenti
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Il regista Xavier Beauvois sceglie la prospettiva dei religiosi sia da un punto di vista narrativo che stilistico.
Il titolo originale rappresenta al meglio questa decisione "Uomini e Dei". Il lato umano e spirituale si fondono. Beauvois segue i protagonisti in ogni loro percorso di vita fatto di canti gregoriani e aiuti concreti alla popolazione del luogo che siano essi terroristi o povera gente, ma riprende anche le loro crisi interiori perche in fondo sono degli uomini che hanno paura di morire ma che trovano nell'amore di Dio la forza per andare avanti.
Stilisticamente parlando il regista rispetta il rigore morale di questa scelta. Il film non è mai urlato, è pacato come i protagonisti. La violenza è tutta all'esterno del monastero (molto bella la scena in cui uno dei monaci più titubanti vede per la prima volta in televisione l'orrore di questa guerra).
E' un film di "Grande Silenzio" che lascia nell'intensità degli sguardi dei suoi interpreti tutta la sua forza, vedere per credere l'emozione che traspare durante l'ultima cena dove sorrisi e pianti sono accompagnati solo dalle note del "Lago dei cigni".
E' indubbio che questo cammino cinematografico non è digeribile a tutti, diciamola tutta non siamo dalle parti di Mission. Questo forse è l'unico difetto che rende il film decisamente freddo un pò come l'altipiano innevato che chiude implacabilmente la storia.
Voto 7
1
Lassedio che i frati trappisti devono sostenere nel loro sperduto monastero appena fuori un villaggio algerino è una forza oscura che si chiama paura. Paura perché i terroristi sono alle porte, perché lIslam, religione e popolo che dovrebbe essere vicino, viene usato come arma di distruzione e come deterrente contro uno Stato con il quale loro non si identificano comunque. E quando si combatte questa battaglia i nervi cominciano a crollare, le tentazioni si moltiplicano e si finisce per piangere nelle proprie celle.
Xavier Beauvois escludendo ogni tentazione spettacolare dalla propria messinscena: lunica impennata lirica è la carrellata di inquadrature sulle note di Tchaikovsky mentre i fratelli, finalmente sereni, si commuovono per il piacere dello stare insieme, bevendo un bicchiere di vino, per la loro ultima cena; a parte questo, la regia scandisce i tempi dell'ora et labora in micro-liturgie e azioni che si ripetono costantemente. Fino allultima riunione, quando dopo un lungo percorso interiore tutti monaci decidono che devono restare: e quel Siamo tutti daccordo per restare si pone in antitesi al leggendario Lets go di Peckinpah. E se gli sciacalli di "Bloody" Sam andavano al macello per una questione di etica personale, gli agnelli di Beauvois lo attendono per Amore. E non muoiono nemmeno, si dissolvono nella candida neve. Questo è il mucchio selvaggio della Fede.
2
Il punto di vista in questo film non può essere che quello degli otto monaci al centro della vicenda e a parer mio è stato reso bene.
Inizialmente veniamo a conoscenza del senso della presenza di questi monaci in questo territorio, nel corso delle varie riunioni tra confratelli si arriva al nocciolo della questione, al motivo principe per cui sarebbe sbagliato lasciare il Monastero
Come fa notare molto saggiamente la donna al monaco che aveva detto"siamo come uccelli sul ramo non sappiamo se dovremmo andarcene" "gli uccelli siamo noi i rami siete voi"
Penetrare davvero dentro ai personaggi ha poco senso in presenza di uomini che antepongono a se stessi Dio e in un certo qual modo sopprimono se stessi e la loro individualità in nome della Fede.
I monaci fanno voto di obbedienza e vanno là dove vengono mandati, Cristo è stato il primo ad immolarsi per un bene che avrebbe riguardato tutti, per dare una testimonianza forte di ciò che fino ad allora aveva predicato "solo" a parole e a questi monaci non resta che concludere che esiste un unico comportamento praticabile in quelle circostanze.
Perfino Cristo ha avuto paura ma poi ha fatto ciò che andava fatto, perchè loro dovrebbero essere diversi da lui? Come potrebbero mai sentirsi se scappassero, se non avessero il coraggio di fare ciò che va fatto?
Alcuni hanno dubbi umanissimi che all'inizio esternano senza problemi ma piano piano questa parte di loro viene "imbavagliata" da loro stessi. Forse preferiscono morire piuttosto che dover convivere con la perdita della Fede.
Forse sono gli altri personaggi a non essere stati approfonditi ma in realtà il film ci dice quel poco che serve al momento, aspettandosi che lo spettatore sia informato già riguardo a certe questioni: è una scelta come un'altra.
Chiaramente visto l'argomento e lo stile appropriato con cui viene trattato non si fanno certo capriole di gioia :p durante la visione del film che però a me è sembrato ben fatto e realistico (a tratti noioso ma l'argomento è quello che è).
Gli ho dato un 7 ma in realtà penso che un film di questo tipo sia sottoposto a tutta una serie di vincoli e limiti che più di questo non poteva dare.
@ Pike Bishop: ti vengono in mente altri film "religiosi" in cui il limite che hai riscontrato in questo film non è presente (o lo è in via minore)?
Te lo chiedo a titolo informativo perchè a me in questo momento non viene nessun paragone.
0
bella domanda. tutto sommato non me ne vengono in mente… ci sarebbe "Diario di un curato di campagna" dell'immenso Bresson, che però è un film introspettivo sin dal titolo e basato su un unico personaggio, assolutamente non paragonabile e "Uomini di Dio".
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