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Ultimo tango a Parigi è un film del 1972 diretto da Bernardo Bertolucci
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Ultimo tango a Parigi 1972 )

Ultimo tango a Parigi è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Bernardo Bertolucci e interpretato da Marlon Brando, Maria Schneider, Jean-Pierre Léaud, Catherine Allegret, Catherine Breillat, Gitt Magrini.
Prodotto nel 1972 in Italia, Francia.

80 MovieScore (?)
basato su 73 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

In un appartamento sfitto di Parigi si incontrano una ragazza, Jeanne, e un uomo non più giovane, Paul. Tra loro nasce una irrefrenabile passione. L'appartamento vuoto è il loro rifugio, un'isola lontana dal passato e dal futuro.

Le Immagini 13 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 16 totali

Le News Altre news: 4 totali

Gli Articoli Altri articoli: 1 totali

  • L'imperatore Bernardo Bertolucci a Cannes

    Intervista L'imperatore Bernardo Bertolucci a Cannes

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    11.05.2011

Curiosità Altre curiosità: 3 totali

  • Tango e rinfreschi

    Bernardo Bertolucci, nel 1995, ha raccontato che Marlon Brando sul set di Ultimo tango a Parigi era stato un attore "puntualissimo, fedelissimo, cooperativo al massimo. Il sabato, quando non girava, per contratto, arrivava all'ora della pausa con rinfreschi per tutti."

Frasi dal film Altre frasi dal film: 3 totali

  • “ Tu non hai nome e io nemmeno. Qua dentro non ci sono nomi. ”

Premi e Nomination Altri premi e nomination: 5 totali

Incassi Vedi tutti

Budget stimato per il film: $ 1.250.000

Record incassi

7° maggior incasso USA per l'anno 1973.

INCASSI IN USA (aggiornato al 01 marzo 2013) 36.144.000 $

12 Commenti

  • vincent vega vincent vega
    l'ultimo tango.. Ott. 28, 2005, 3:28 p.m.
    Un film malinconico, forte, romantico e molto molto efficace!! Insomma mi è piaciuto parecchio!! smile

    1

  • carlino carlino
    Tutto o quasi, da un film. Gen. 29, 2006, 11:40 a.m.
    In questo film c'e' tanto amore per il cinema: le riprese, la fotografia, la storia, i dialoghi e Marlon Brando. Imperdibile. Visto in lingua originale e' ancora meglio.

    0

  • Fewall Fewall
    bertolucci "scandaloso" Dic. 1, 2006, 2:37 a.m.
    Uno dei film più discussi e tormentati della storia del cinema.

    Superbo Marlon Brando in versione erotica, bellissima e arrapante la Schneider.


    Ipercensurato e contestato andò sotto processo per vilipendio e gettò scandalo fra i benpensanti dell'epoca.

    Da ricordare assolutamente la scena del burro (:maniaco )

    e della sodomizzazione della protagonista….


    :aee

    0

  • starla starla
    beh, capolavoro :D Mag. 17, 2007, 10:51 p.m.
    Peccato come quasi tutti si ricordino del burro ma non delle parole che dice Paul/Brando in quella scena, forte critica alla borghesia e al concetto di famiglia incarnato poi dal "matrimonio pop" tra Jeanne e Tom.

    Sembra quasi che Bertolucci volesse discostarsi dai suoi due padri -il vero, Attilio, e quello putativo, Pasolini- rileggendo in chiave molto più erotica ciò che Pasolini aveva inserito in Teorema e ancor prima ne Il vangelo secondo Matteo. Mi riferisco all'idea del sacro che entra nella vita di tutti i giorni, al ragazzo-dio di Teorema, e a Rosa, la moglie morta in Ultimo Tango. Ma anche alla passione e alla morte: imho sono tanti i richiami al Vangelo di Pasolini (il rifiuto della società usuale nel parlato della scena del burro, la cravatta color porpora che indossa Brando nella balera a richiamare la passione di Cristo, fino alla corsa nelle vie di Parigi verso un epilogo triste al pari della via crucis).

    1

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Ultimo tango a Parigi Mag. 17, 2008, 12:13 a.m. - Staff
    Bertolucci è sempre uguale a se stesso: a una cura e una perizia tecnica incontestabili unisce trame insulse, ostiche e caratterizzate da uno spirito sovversivo che a volte ha del comico… Con qualche spruzzata di sesso estremo qua e là. "E' arte" dicono. Sarà. Non metto in dubbio che Bertolucci sia un artista capace di rivoltare i concetti, proporli in modo diverso, sempre alla ricerca di nuovi modi di significazione, il suo modo di girare e di dirigere gli attori ha quasi del miracoloso. Ma la domanda è: riesce ad inserire i suoi "segni" in una trama lineare, senza forzare nulla? La regia è al servizio della storia o la chiarezza e il buon gusto sono spesso sacrificati ai capricci (anche sessuali, perchè no) di Bertolucci?
    Personalmente ritengo che certe idee, come l'uso della musica e della macchina da presa, siano estremamente poetiche e a tratti geniali, il discorso meta-filmico è una vera chicca, ma trovo che l'intellettualismo di Bertolucci sia fastidioso, compiaciuto e irritante, per non parlare del fatto che spesso si presenta come un alibi che il regista sfrutta per "fare quello che gli pare". Come dicevo all'inizio, è tutto tipico di Bertolucci, un gran furbacchione. Peccato, perchè è (era?) un autore dalle immense e, ripeto, incontestabili capacità, un artista a tutto tondo, quasi un orgoglio nazionale, vista l'influenza internazionale che ha avuto su registi successivi a lui.
    Contributi tecnici straordinari, in primis la fotografia di Storaro, Marlon Brando intenso e bravissimo come al solito, mentre Leaud è una presenza che si fa notare. Sufficienza stiracchiata, la tecnica salva il film dal disastro.

    0

  • Aloj Aloj
    Giu. 17, 2008, 4:13 p.m.
    Ennesima schifezza firmata Bertolucci.Che piaga.Voto 3.

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Lug. 1, 2008, 5:23 p.m. - Staff
    Per me un film sopravvalutatissimo, come tutti - o quasi - quelli di Bertolucci. Ammetto che negli ultimi tempi ho cambiato idea e non poco sul conto di Bertolucci in quanto "artista" e artigiano, ha una concezione dell'immagine incredibile e una capacità di usare i vari codici filmici assoluta, nella messa in scena è raffinato e originale, oltretutto si circonda sempre di grandi professionisti, Storaro su tutti. La cosa che mi piace di più della sua tecnica era il modo in cui usava la macchina da presa, mobilissima, carrellate e dolly a iosa. Insomma ha un modo di fare cinema che oggi ce lo sogniamo, ma per certi versi se lo sognavano anche ai suoi tempi. Ma è il senso che impone ai suoi film che non mi piace, il vuoto sostanziale delle sue storie, il modo di dirigere gli attori, assurdo nel modo più compiaciuto, e soprattutto l'intellettualismo di fondo, lo trovo il massimo della spocchiosità. Senza contare il fatto che si diverte fin troppo a scandalizzare lo spettatore con scene di sesso estreme, ma (attenzione) sempre in una cornice da opera d'arte da avanguardie del '900. Questo film secondo me rispecchia alla perfezione questa "Bertolucciosità".
    La cosa più assurda è che nonostante questa antipatia che ho per Bertolucci ho sempre voglia di scoprire le sue opere, sarà che ogni volta cerco quella grandezza che tutti celebrano tanto, ma che io non ho mai colto.

    0

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Lug. 1, 2008, 7:46 p.m. - Staff
    Un capolavoro immortale e sottovalutato, altroché.


    Direi, che Bev ha azzeccato un punto fondamentale: il fatto che questo film è diventato famoso, ed è rimasto, per le sue scene erotiche (all'epoca scandalose e che oggi sembrano un po' ridicole) e non tanto per la potenza delle immagini e per il valore reale del film che è di livello eccezionale. Storia d'amore e morte, (old)boy meets (young)girl e niente sarà più come prima. La passione che (auto)distrugge, eros e tanathos. Un rapporto così complesso e ambiguo che le personalità dei due, le ossessioni private, vengono messe in comune e scambiate. L'uomo che non può (più) amare e vuole solo morire (il sesso come palleativo al mal di vivere, come sopraffazione, cometentativo di riversare sull'altra la propra voglia di distruggere - il fisico - e di morire) torna a vivere e la donna vivace e "fou" diventa animalesca e selvatica.
    I quadri di Francis Bacon a inizio film sono le chiavi di lettura più semplici e dirette :wink:

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Lug. 2, 2008, 11:07 a.m. - Staff
    Ecco, secondo me il binomio eros e thanatos non è abbastanza approfondito, Bertolucci lo tratta con il suo solito spirito criptico e fiero di esserlo, le scene di sesso alla fine hanno il sopravvento su tutto il resto. In effetti il personaggio di Brando l'ho trovato interessante, io l'ho visto come un uomo deluso dalla vita, dai rapporti interpersonali e dalla società. Ma la sua psicologia emerge e non emerge, proprio per il motivo di cui sopra. Resta la messa in scena impeccabile, questo sì.
    In che senso i quadri di Bacon all'inizio sono le chiavi di lettura più semplici e dirette? Cioè so che nei titoli di testa ci sono alcuni dipinti (però, solare per essere Bacon!:laugh:p) e conosco in parte la poetica di bacon, ma non vedo il nessosmile).

    -1

  • starla starla
    Lug. 2, 2008, 11:25 a.m.
    le scene di sesso alla fine hanno il sopravvento su tutto il resto.

    Forse a una prima visione è così, o comunque lo era nell'epoca in cui il film è uscito. Adesso in giro si vedono cose molto più spinte eh.smile

    In effetti il personaggio di Brando l'ho trovato interessante, io l'ho visto come un uomo deluso dalla vita, dai rapporti interpersonali e dalla società.

    Non ha più un dio in cui credere, dopo la morte dell'amata moglie.
    L'amante di Rosa, che vive nell'albergo gestito dalla coppia, indossa la stessa vestaglia di Brando. Anche nel tradimento, la moglie cercava lo stesso Brando ed è questo che lui non riesce ad accettare.

    In che senso i quadri di Bacon all'inizio sono le chiavi di lettura più semplici e dirette?

    Hanno visi contorti e lacerati, ci puoi quasi vedere all'interno. Come i protagonisti del film, non hanno alcuna moralità perché sono corrotti dalla società, dal '900 che Bacon disprezzava così tanto.
    Inoltre, il quadro dell'uomo ha colori accessi (sul rosso, se mi ricordo bene), a testimonianza che Brando, nonostante l'età e il lutto, abbia sempre qualcosa in più da dare alle persone rispetto alla Schneider, che invece è simbolicamente rappresentata da un ritratto femminile dalle tonalità fredde, sul blu.

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Lug. 2, 2008, 11:42 a.m. - Staff
    Forse a una prima visione è così, o comunque lo era nell'epoca in cui il film è uscito. Adesso in giro si vedono cose molto più spinte eh.smile

    Direi proprio di sìsmile.
    Non ha più un dio in cui credere, dopo la morte dell'amata moglie.
    L'amante di Rosa, che vive nell'albergo gestito dalla coppia, indossa la stessa vestaglia di Brando. Anche nel tradimento, la moglie cercava lo stesso Brando ed è questo che lui non riesce ad accettare.

    Avevo notato la somiglianza tra i due, almeno nel modo di vestire, ma pensavo che l'amante fosse tipo un suo alter-ego. Comunque sì, adesso è chiaro.
    Però, a proposito del rapporto con la moglie, la scena della "veglia", se così si può definire, mi ha fatto decisamente sorridere:p. Sono le sparate di Bertolucci che subito non capisci o te lo fanno disprezzare, ma poi cogli il lato comico della cosa, almeno a me succede così.
    Hanno visi contorti e lacerati, ci puoi quasi vedere all'interno. Come i protagonisti del film, non hanno alcuna moralità perché sono corrotti dalla società, dal '900 che Bacon disprezzava così tanto.
    Inoltre, il quadro dell'uomo ha colori accessi (sul rosso, se mi ricordo bene), a testimonianza che Brando, nonostante l'età e il lutto, abbia sempre qualcosa in più da dare alle persone rispetto alla Schneider, che invece è simbolicamente rappresentata da un ritratto femminile dalle tonalità fredde, sul blu.

    Ok, grazie per la dritta:thumbs-up.

    Un'ultima cosa, se qualcuno mi può illuminare: non ho mai capito il senso del pestaggio da parte di Brando verso quel giovane nel vicolo (mi pare, se non ricordo male, che fosse il giovane amante della signora più anziana che abita nell'appartamento vicino).

    0

  • Bob Robertson Bob Robertson
    Apr. 11, 2011, 7:45 p.m.
    Davvero un bel film, atipico e particolare. Non ci vedo niente di scabroso nelle abbondanti scene erotiche, è nelle corde del cinema di Bertolucci che comunque non rende mai le scene volgari, e al contrario molto oneste e credibili (cosa che manca alla stragrande maggioranza dei film che presentano scene esplicite).
    La costruzione delle atmosfere e della storia è perfetta, soprattutto nel finale diventa cupo e coinvolgente dal punto di vista emotivo (la scena nella sala da ballo è uno spaccato umano assolutamente vero, per non parlare dell'epilogo)

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