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The Mission (Cheong feng) è un film del 1999 diretto da Johnny To
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The Mission 1999 )

The Mission (Cheong feng) è un film di genere azione, noir della durata di . diretto da Johnny To e interpretato da Anthony Wong Chau-Sang, Simon Yam, Lam Suet, Roy Cheung, Jackie Lui, Francis Ng, Wong Tin Lam, Eddy Ko.
Prodotto nel 1999 in Hong Kong.

80 MovieScore (?)
basato su 18 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Il boss Lung, appena scampato a un attentato, assolda cinque guardie del corpo allo scopo di proteggerlo. Quando una di queste inizia una relazione con la moglie di Lung, il boss decide di punire l'affronto con la morte. L'uomo scelto per eliminare il "traditore" è un altro dei cinque...

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Cast e Personaggi Altri ruoli: 15 totali

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    18.05.2004

5 Commenti

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Dic. 31, 2008, 11:29 a.m. - Staff
    E' il primo di To che vedo e dico subito che inizio a capire chi lo considera un grande regista. La fotografia è la cosa che mi è piaciuta di più, potrà sembrare banale, ma insieme al taglio registico e al montaggio è quella che più "crea" il film, basato per lo più sull'atmosfera. Ovviamente anche l'ambientazione aiuta. Il film in sè non è grandioso, è il classico B-Movie, inteso come film di genere senza chissà quali pretese che appartiene a quella schiera di prodotti hongkonghesi che vedono in Woo e Peckinpah (ma anche un po' Sergio Leone, secondo me) i principali punti di riferimento. Per molti versi To mi ricorda Woo, tematiche simili, come l'amicizia virile, che comunque circola spesso in questo genere, ma è anche vero che lo stile è abbastanza diverso, a partire dal montaggio. Non dico che To sia l'opposto di Woo da questo punto di vista, ma quasi: Woo ha un montaggio molto meno invisibile, sperimenta di più, usa un sacco di rallenti, muove moltissimo la macchina, è più dinamico. To, per quel che ho potuto vedere, punta molto sulla costruzione plastica delle immagini (costruzione che io adoro di già, è la cosa che mi è piaciuta di più), il suo montaggio è più essenziale anche se non privo di virtuosismi. Basta la sequenza della sparatoria in quella specie di centro commerciale (la mia scena preferita) per capire cosa intendo. Insomma, tagliando corto, da quel poco che ho visto la mia impressione è che i film di To siano piccoli, ma realizzati da un grande regista e visto che The mission è la regia il risultato è positivo, a mio parere i personaggi contano, ma poco e la storia conta ancora meno. Per apprezzarlo IMO bisogna tener conto di tutto questo, altrimenti ci si trova davanti a un film un po' vacuo. E' cinema puro e sperimentazione, non "grande riflessione sulla vita" o simili. Almeno questa è l'idea che mi sono fatto subito.
    P.S.: E' una mia impressione o in questo film succede tutto negli ultimi 20 minuti?

    0

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Dic. 31, 2008, 1:51 p.m. - Staff
    non ho il tempo per poter pensare a un commento mio, quindi andrò quotando il tuo :p

    è il classico B-Movie, inteso come film di genere senza chissà quali pretese che appartiene a quella schiera di prodotti hongkonghesi che vedono in Woo e Peckinpah (ma anche un po' Sergio Leone, secondo me) i principali punti di riferimento.


    perchè B-movie? non penso che l'equazione sia "film di genere" = "B-Movie" :lookaround
    vada per Peckinpah, ma Woo ha fatto la sua storia. Certo, è stato fondamentale nella rivoluzione di questo genere, ma To, dopo A hero never dies, che è il suo film "wooiano", proprio con questo The Mission effettua una cesura, realizzando un film completamente anti-wooiano: niente rallenty, ma situazione immobilizzate, niente montaggio frenetico, ma la macchina da presa a tracciare astratte traiettorie, amicizia virile/lealtà sì, ma nessun patetismo. Se dobbiamo trovare un'altra musa a To, quello è Jean Pierre Melville :wink:

    E' cinema puro e sperimentazione, non "grande riflessione sulla vita" o simili. Almeno questa è l'idea che mi sono fatto subito.


    vero, eppure la storia di The mission ha una sua forza. E' un film "tradizionale" su cavalieri erranti dei giorni nostri che si ritrovano uniti per una missione, appunto, ma rimangono indissolubilmente legati.

    P.S.: E' una mia impressione o in questo film succede tutto negli ultimi 20 minuti?


    Dipende cosa intendi. Tutto il film è un continuo crescendo, fino a quando i nodi non cominciano a venire al pettine.

    Shame on you! chè non hai citato il meraviglioso tema che fa da colonna sonora smile

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  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Dic. 31, 2008, 3:13 p.m. - Staff
    perchè B-movie? non penso che l'equazione sia "film di genere" = "B-Movie"

    Non esattamente, ma quasi, ci sono definizioni specifiche per queste classificazioni, che però non ricordo mai bene, le leggo ogni tanto poi me le dimentico: dipendono dal budget usato per il film, dal contenuto inteso come numero di storie presenti nella trama (come facciano a quantificarle per me è un po' un mistero) ecc. In ogni caso bisogna intendersi sul termine, molti lo usano (a sproposito secondo me) in un'accezione negativa, io in questo caso volevo solo chiarire di cosa si tratta, anche se non escludo che potrei sbagliarmi, visto che come ho detto non conosco le classificazioni a menadito. Poi, sempre per me, ci sono un sacco di film che rientrano nella categoria e che sono dei capolavori senza sterzo, il buon Hitchcock ne ha sfornati a valanga. Comunque…
    vada per Peckinpah, ma Woo ha fatto la sua storia.

    Quando dico Woo intendo il Woo hongkonghese che arriva fino ad Hard boiled. L'altro, quello che è venuto dopo, è una creatura mostruosa e cattivissima che si è impossessata di John e gli ha fatto fare cose molto brutte di cui lui non è responsabile (mi piace pensarla così):p. Comunque sì, ha fatto la sua storia è vero, ma ciò non toglie che abbia contribuito a fondare un certo filone di action/noir/polizieschi ecc. che hanno segnato le produzioni successive in Cina, bene o male anche To ha sentito quest'influenza, anche se To ci ha messo del suo. Prima di esprimere giudizi troppo categorici su di lui però forse farei meglio a vedere altri suoi lavori, ti parlo dell'idea che mi sono fatto vedendo solo The mission.
    proprio con questo The Mission effettua una cesura, realizzando un film completamente anti-wooiano: niente rallenty, ma situazione immobilizzate, niente montaggio frenetico

    Addirittura anti-wooiano mi sembra un termine grosso, poi potrei sbagliarmi, ma un po' di Woo, almeno nei contenuti, io ce lo vedo. Poi sono d'accordissimo con te sul discorso dello stile, infatti ho detto che il montaggio di Woo e quello di To non sono proprio agli antipodi, ma poco ci manca. Per dire i miei gusti personali, la plasticità di To la adoro come ho detto, ma sono cresciuto con i rallenti, le carrellate e le piroette di Woo, quindi:inlove.
    amicizia virile/lealtà sì, ma nessun patetismo

    Woo è patetico al massimo, in effetti è una delle cose che mi ha sempre lasciato un po' perplesso dei suoi film, To lo è molto meno, ma non credo che i patetismi siano del tutto assenti. Purtroppo o per fortuna, dipende se sono in vena di patetismi o nosmile. Penso alla reazione eccessiva del bodyguard rasato con l'orecchino (non ricordo i nomi) quando l'ex-barbiere gli dice
    Spoiler Mostra spoiler
    Certo la colpa dev'essere anche del doppiaggio, purtroppo non ho avuto modo di vederlo in originale e il doppiaggio è davvero orrendo, praticamente televisivo, 'na schifezza. Forse in originale non è così patetico.
    Dipende cosa intendi. Tutto il film è un continuo crescendo, fino a quando i nodi non cominciano a venire al pettine.

    Giusto. Diciamo che la prima mezz'ora-tre quarti mi è sembrata molto preparativa/presentativa/descrittiva, la potrei riassumere in 10-15 parole. Negli ultimi 20 minuti c'è una notevole accelerazione degli eventi, c'è più sviluppo drammatico, succedono più cose mettiamola così.
    Shame on you! chè non hai citato il meraviglioso tema che fa da colonna sonora

    LOL
    Onta tremenda, hai ragione, volevo pure farlo, ma mi sono dimenticato. Quella musichetta è una figata, sembra un po' da telefilm poliziesco degli anni '80, però è stupenda.
    Certo più ci ripenso più mi accorgo che le note positive sono parecchie, mi sono accorto di essermi innamorato dei riflessi verde-azzurri del locale nella sparatoria inizialesmile.

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  • ianoyan ianoyan
    Dic. 31, 2008, 5:28 p.m.
    Come ha detto Pike, To è diretto discendente di Melville nelle tematiche che affronta. Accostarlo a Woo mi pare scontato, riduttivo e inesatto, perchè se somiglia a Woo allora somiglia di più a Zhang Yimou. In realtà Johnnie, nel panorama cinematografico mondiale, è uno dei pochi che ci sa veramente fare con la macchina da presa senza che i suoi movimenti siano virtuosismi fatti per essere tali. La scena del centro commerciale è da mani ai capelli, mentre la scena in cui giocano con la pallina seduti è geniale. The Mission e PTU sono gli apici del suo cinema per quello che ho potuto vedere.

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  • Will Dearborn Will Dearborn
    Dic. 31, 2008, 5:46 p.m. - Staff
    The Mission fa parte di quel periodo in cui To e la sua casa di produzione (la Milkyway) diedero una decisa svolta narrativa al genere poliziesco/noir allora in voga ad Hong Kong. Non è il film più bello di To a mio parere, ma storicamente è tra i più importanti; la sparatoria nel centro commerciale, poi, andrebbe fatta vedere a tutti quelli che pensano che questo cinema sia solo parossismo e proiettili senza fine.
    In ogni caso consiglio caldamente anche Exiled, che di questo film è una specie di seguito ideale: un western metropolitano in cui viene fuori un'altra grande influenza del cinema di To che è quella, già ricordata da Ragazzo Bianco, di Sam Peckinpah.

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