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Il dittatore (The Dictator) è un film del 2012 diretto da Larry Charles
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Il dittatore 2012 )

Rassegna stampa per il film Il dittatore (The Dictator) del 2012, diretto da Larry Charles e interpretato da Sacha Baron Cohen, Ben Kingsley, Anna Faris, Megan Fox, John C. Reilly, Sayed Badreya, Jason Mantzoukas, Michele Berg.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.

67 MovieScore (?)
basato su 78 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Voto rassegna stampa

  • Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il voto della rassegna stampa.

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  • Voto rassegna stampa 62

La nostra recensione

Un tiranno provocatore

di Marco Minniti pubblicata il 05 giugno 2012

Aladeen è un dittatore nordafricano apparentemente come tanti. Spietato, innamorato del potere, circondato da collaboratori tanto ansiosi di compiacerlo quanto spaventati dai suoi capricci. Un look a metà tra Saddam Hussein e Gheddafi, le stesse manie di grandezza, la stessa unanime (o quasi) antipatia da parte della comunità internazionale. A uno sguardo più ravvicinato, però, il dittatore dello stato di Wadiya appare come un uomo solo, infantile e incapace di contatti umani, grottesco e ridicolo nel suo modo di fare ...

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Rassegna stampa

  • Il dittatore - la recensione

    di Alberto Mazzoni - ondacinema.it pubblicata il 19 giugno 2012

    "Il dittatore" è il film più divertente degli ultimi tempi - si corre il rischio di non sentire una battuta fulminante perché si sta ancora ridendo di quella precedente. Ci sono quattro tipi di umorismo nel film. Il primo è quello scorretto, il marchio di fabbrica di Sacha Baron Cohen. Il secondo tipo di umorismo è inaspettatamente l'assurdo, che è quello che regala più risate. Il terzo tipo di umorismo è la trivialità, che però ha un minutaggio piuttosto ristretto, quasi tutto assorbito dal sosia. Ultima ma non per importanza, dato il tema del film, la satira politica che è potente, efficace, e in questo caso niente affatto a 360 gradi ma ben mirata al sistema in cui vivono gli spettatori. La crudeltà con cui il finale rovescia il messaggio di speranza del "Grande Dittatore" è encomiabile.

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  • Il dittatore - la recensione

    di Marzia Gandolfi - MyMovies.it pubblicata il 15 giugno 2012

    Egoista ed egocentrista, il dittatore di Baron Cohen fa tutto quello che gli passa per la testa, è un incubo per il prossimo, la pallottola a lui destinata colpisce sempre qualcun altro e lui si limita a prenderne atto e ad andarsene, libero di licenziare, giustiziare, torturare, stuprare, dichiarare guerra. Ebreo 'gentile' fuori dal set, l'attore archivia il reduce orfano di Hugo Cabret e recupera la modalità violenta, una sublimazione di istinti aggressivi che vengono ridotti a irresistibile momento ludico e demenziale. La comicità di Sacha Baron Cohen è una faccenda paradossalmente seria che scarica il dolore del mondo, esorcizza il male, avverte in anticipo le paure dominanti scherzandoci sopra e dando loro una forma e un nome, soddisfa le esigenze emotive del pubblico pescando il riso dal 'basso' ma radicandolo nello spirito.

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  • Il dittatore - la recensione

    di Daniela Catelli - Comingsoon.it pubblicata il 15 giugno 2012

    Il dittatore non è certo il primo film a sbeffeggiare il volto crudele e al tempo stesso assurdo del potere, ma ha forse il primato di farlo con questo tipo di comicità. Alla proiezione a cui abbiamo assistito il nostro vicino di poltrona, in mezzo a una sala che si scompisciava, non ha mai nemmeno sorriso. Non sappiamo se perché annichilito da tanta audacia, o incapace di trovarvi il lato divertente. Non è certo una comicità facile quella di Sacha Baron Cohen: per essere così infantilmente cattivi ed elementari è necessaria una fine intelligenza, tanto fine che da alcuni può essere facilmente scambiata per idiozia. Ma siamo certi che il pubblico sia in grado di apprezzare un film come questo, capace anche di farci riflettere, dopo averci fatto ridere di cose su cui i preti, i censori e la nostra stessa coscienza ci hanno sempre ammonito di non scherzare. E se ci si sente anche un po' a disagio dopo aver riso, è solo un effetto collaterale - e salutare - voluto dai suoi diabolici creatori.

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  • Il dittatore - la recensione

    di Maurizio Porro - Corriere della Sera pubblicata il 15 giugno 2012

    Se i materiali comici sono spesso uguali a quelli dei nostri cinepanettoni (vedi il telefonino perduto nella vagina di una partoriente), il continuo richiamo non alla solita questione di corna ma a una realtà deformata ma esistente, anzi in divenire, elimina la molestia della cacca di cammello che gira a vuoto a fa scattare il divertimento pur con qualche rimorso di bon ton. L'attore trash che sempre si diverte nell'esercizio di antisemitismo, fa un inno ai dittatori per esprimere brechtinamente il contrario e la privacy del personaggio idiota e crudele diverte sgretolando le regole della libertà con le facezie del quotidiano americano

  • Il dittatore - la recensione

    di Gabriella Gallozzi - L'Unità pubblicata il 15 giugno 2012

    Squadra vincente non si cambia. Tanto più se la "squadra" ha dato vita ad un genere: la commedia sguaiata e demenziale alla Cohen-Charles, così abile nel marketing da scatenare i media mondiali, fino agli "incidenti diplomatici"

  • Il dittatore - la recensione

    di Massimo Bertarelli - Il Giornale pubblicata il 15 giugno 2012

    Non c'è due senza tre. Purtroppo. Dopo Borat e bruno, ecco quest'altra sgangherata goliardata dell'inneffabile Sacha Baron Cohen. Un guitto che nel nostro glorioso avanspettacolo avrebbe faticato a ritagliarsi un ruolo di seconda fila e invece è stato incredibilmente issato sull'Olimpo dell'umorismo internazionale (...) Ridateci Alvaro Vitali.

  • Il dittatore - la recensione

    di Adriano Ercolani - Cinematografo.it pubblicata il 14 giugno 2012

    Non bastano un comico dalle capacità comunque notevoli e un personaggio radicalmente scorretto a fare un buon film. Lo dimostra in maniera piuttosto evidente la nuova collaborazione tra il regista Larry Charles e la star Sacha Baron Cohen. Il dittatore è un lungometraggio in cui si possono trovare una grande quantità di scene divertenti, di battute corrosive, di situazioni che possono far sorridere a denti stretti oppure far gridare all'insulto. Eppure questi fattori messi insieme tra loro non riescono a comporre un film convincente, soprattutto perché basato su una sceneggiatura troppo fragile (...) Unico a risultare ancora una volta irresistibile è però Sacha Baron Cohen,che si dimostra uno stand-up comedian che davvero non ha paura di pronunciare alcuna irriverenza o di calarsi nella situazione più volgare. Se Il dittatore merita comunque di essere visto è per la sua prova fragorosa ed eccessiva.

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  • Il dittatore - la recensione

    di Marco Triolo - Film.it pubblicata il 12 giugno 2012

    SACHA BARON COHEN è un vero provocatore. Come tale, suscita in alternativa amore e odio, a seconda che vi piaccia o meno la scorrettezza politica a oltranza, indossata come fosse un abito un po' kitsch di cui vantarsi. "IL DITTATORE", terzo film che l'attore realizza con il regista di "Borat" LARRY CHARLES, non fa assolutamente eccezione: anzi, si spinge molto in là, persino troppo a volte, verso un umorismo cinico, chiassoso e nel peggiore dei casi persino infantile e disgustoso. Sia chiaro, non tutto è da buttare in questo "The Dictator": innanzitutto, la prima ora circa fa davvero ridere. Cohen è istrionico nei panni dell'Ammiraglio Generale Aladeen, dittatore dello stato nordafricano di Wadiya, una carica che riveste con inettitudine e totale disprezzo per le vite dei suoi sudditi. Ma, in fondo, scopriamo che Aladeen è ancora un bimbo che non è mai stato davvero amato e si sente solo. Cohen riesce nell'impresa di renderlo simpatico nonostante tutto, e Charles strizza l'occhio più di una volta a "IL GRANDE DITTATORE" di Chaplin, ribaltando però le carte in tavola in un sequenza finale che stravolge il senso del discorso alle nazioni di Charlot.

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  • Il dittatore - la recensione

    di Fabiola Fortuna - FilmUp.com pubblicata il 29 maggio 2012

    Chi ha gradito "Borat" e "Bruno" ritroverà tutto quello cui è legato, magari questo ultimo episodio gli procurerà qualche risata in meno, ma la formula è sempre la solita. Chi, invece, non conosce Baron Cohen e vuole solo ridere, forse dovrebbe scegliere una commedia "vera", magari che sfrutti una comicità meno demenziale e più ragionata. Si ride molto durante "Il dittatore", è vero, ma quando si esce dalla sala rimane poco, molto poco, da ricordare. Ma forse non è questo che ci si aspetta dal personaggio di Baron Cohen; in tal caso, lo scopo è raggiunto.

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