Rassegna stampa per il film Chernobyl Diaries - La mutazione (Chernobyl Diaries) del 2012, diretto da Bradley Parker e interpretato da Ingrid Bolsø Berdal, Dimitri Diatchenko, Olivia Dudley, Devin Kelley, Jesse McCartney, Nathan Phillips, Jonathan Sadowski, Alex Feldman.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.
Stabile rispetto alla settimana scorsa
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Voto rassegna stampa
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- Voto rassegna stampa 49
La nostra recensione
Dalla Russia con terrore
Il 26 aprile 1986 la Repubblica Socialista Sovietica deve affrontare uno dei disastri nucleari più devastanti della storia dell'umanità. Si tratta dell'esplosione del reattore n°4 della centrale di Chernobyl, capace di rilasciare nell'atmosfera una contaminazione radioattiva superiore a quella di 400 bombe atomiche. Come conseguenza, i villaggi nei dintorni vengono evacuati immediatamente nella speranza di limitare i danni sulla popolazione. A subire questo trattamento è anche la cittadina di Pripyat, dove alloggiano i lavoratori dell'impianto ...
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Chernobyl Diaries - La mutazione - la recensione
di Chiara Bruno - Film Tv pubblicata il 10 luglio 2012L'iniziale tripudio di "Wow! Incedibile!" diventa ben presto un coro di urla e un groviglio di arti in moto frenetico.
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Chernobyl Diaries - La mutazione - la recensione
di Alex Poltronieri - ondacinema.it pubblicata il 27 giugno 2012Se i cultori del genere non avranno di che lamentarsi eccessivamente, a noi l'impressione pare quella di un'opera riuscita a metà, che avrebbe potuto sfruttare con più intelligenza l'attualità del tema di partenza, ma che finisce per diventare un horror di medio-basso livello alla stregua di tanti altri. Detto francamente, nulla di cui ci si possa ricordare una settimana dopo la visione.
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Chernobyl Diaries - La mutazione - la recensione
di Roberto Nepoti - La Repubblica pubblicata il 22 giugno 2012Non era proprio il caso di andare a scomodare la catastrofe nucleare di Chernobyl, ferita ancora aperta nell'immaginario planetario. Non lo era comunque; e tantomeno, poi, per mettere in scena un banale "survival" orrorifico visto e rivisto, senza veri colpi di scena né un solo personaggio che meriti la simpatia dello spettatore (...) Il che, unito alle solite riprese instabili e semi-ubriache (per l'effetto "documentario"), non è il massimo.
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Chernobyl Diaries - La mutazione - la recensione
di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa pubblicata il 22 giugno 2012Nel suo genere il film non è male: ma che quegli idioti finiscano male non può dispiacere a nessuno
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Chernobyl Diaries - La mutazione - la recensione
di Francesco Alò - Il Messaggero pubblicata il 22 giugno 2012Giovani americani in vacanza nell'Europa dell'est. Se sapete già come va a finire perché conoscete a memoria i due Hostel, Chernobyl Diaries vi lascerà indifferenti. Se sapete già tutto ma vi diverte sempre vedere giocare gli yankees gradassi fuori casa con l'arbitro contro, allora il fil prodotto d Peli di Paranormal activity può fare al caso vostro.
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Chernobyl Diaries - La mutazione - la recensione
di Alberto Crespi - L'Unità pubblicata il 22 giugno 2012Chernobyl diaries è se non altro un horror autentico, sempre piuttosto brutto, ma costruito secondo i canoni del genere (...) e' un'operazione di serie C, ma con due elementi di interesse che ci spingono a ragionarci sopra insieme a voi, cari lettori. Che a differenza dei protagonisti del film, un gruppo di adolescenti americani cretini, sapete cosa è successo a Chernobyl e potreste essere incuriositi dal titolo (...)
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Chernobyl Diaries - La mutazione - la recensione
di Maurizio Acerbi - Il Giornale pubblicata il 22 giugno 2012La voglia di spedire le potenziali vittime fra tunnel sotterranei ed edifici pieni di insidie impedisce al regista di dare un minimo di spessore ai protagonisti i cui nomi dimenticherete dopo poco. Come questo film, identico ai soliti horror da cassetta. Cambiano giusto i "mostri"; non gli sbadigli.
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Chernobyl Diaries - La mutazione - la recensione
di Maurizio Porro - Corriere della Sera pubblicata il 22 giugno 2012Horror radioattivo, per un gruppetto di giovani yankees di modesto quoziente intellettuale che decidono un tour nei pressi di Chernobyl (...) Il film di Brad Parker è di sconfortante banalità; recitato sotto la sufficienza, gira isterico a vuoto con la pretesa di un finto movente social scientifico orale politico
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Chernobyl Diaries - La mutazione - la recensione
di Giancarlo Zappoli - MyMovies.it pubblicata il 21 giugno 2012Finalmente siamo di fronte a un film in cui è l'ignoto a dominare sullo schermo e a rimanere quasi del tutto inviolato. Sia i protagonisti che lo spettatore 'percepiscono' le presenze ma non le vedono praticamente mai nitidamente. Questo, insieme ai palazzi che una morte reale ha svuotato nel passato (anche se il film è stato girato altrove), contribuisce a creare un clima, nonostante le premesse, di attesa e di tensione.
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Chernobyl Diaries - La mutazione - la recensione
di Federico Pontiggia - Cinematografo.it pubblicata il 21 giugno 2012Semplicemente, senza immedesimazione l'architettura di genere crolla miseramente, e questi ragazzi in lotta per la sopravvivenza per empatia non sono che dei lontanissimi parenti, se non degli sconosciuti totali. La sfida persa è questa: come può interessarmi un diario se non me ne frega nulla di chi l'ha scritto? Mediti il caro Peli, e cerchi di mutare davvero.
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Chernobyl Diaries - La mutazione - la recensione
di Gian Luigi Rondi - Il Tempo pubblicata il 21 giugno 2012(...) non c'è, nel racconto, molta logica e soprattutto, pur passando da un episodio all'altro di quell'avventura sinistra, non se ne scoprono le motivazioni, neanche quando, alla fine, le creature appaiono tra il lusco e il brusco lasciandoci solo un po' intuire chi siano realmente.
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Chernobyl Diaries - La mutazione - la recensione
di Marco Triolo - Film.it pubblicata il 21 giugno 2012Tutto è raccontato e ripreso da terzi - il narratore onniscente - ma la scansione degli eventi, il modo in cui sono scritti i personaggi e la minaccia che non si rivela mai pienamente sono trovate provenienti dagli horror "fatti in casa" di ultima generazione. Il problema è proprio questo, però: i migliori esempi di found footage, come il già citato "Paranormal Activity", funzionano perché scatenano la totale identificazione dello spettatore ed evocano paure primarie, anche se poi di fatto non viene mostrato granché. Qui invece siamo all'interno di un horror tradizionale, che si palesa come finzione e non può quindi contare sull'immedesimazione diretta. Morale: se la sceneggiatura non fornisce spunti degni di nota e la regia langue piatta sullo sfondo, più che di terrore si rischia di morire di noia.
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Chernobyl Diaries - La mutazione - la recensione
di Francesco Lomuscio - FilmUp.com pubblicata il 19 giugno 2012(...) bisogna ammettere che confeziona il tutto sfoggiando una non disprezzabile tecnica, ma, sebbene il movimento sia onnipresente, il risultato finale è un noioso, continuo vagare che, piuttosto prevedibile, si rivela incapace di regalare qualcosa di nuovo.
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Spingendo a pensare che, con ogni probabilità, un po' di fantasia nell'inscenare le varie morti sarebbe stata necessaria; almeno per regalare quel liberatorio brivido proto-slasher di cui il pubblico amante del genere va nella maggior parte dei casi alla ricerca. -
Chernobyl Diaries - La mutazione - la recensione
di Antonio Bracco - Comingsoon.it pubblicata il 19 giugno 2012Sul fronte delle buone notizie c'è la velocità. La storia non va troppo per il sottile nella parte introduttiva con dialoghi, tagli, cambi scena, dialoghi, altri tagli ed eccoci a Pripyat, la città fantasma. L'energumeno ucraino con tuta Adidas che accompagna qui i ragazzi si vanta del proprio business di guida turistica estrema. Una rapida visita nel sobborgo dove le famiglie degli operai di Chernobyl vivevano prima della catastrofe nucleare, sembra per i ragazzi il giusto intermezzo prima di raggiungere Mosca. Altra buona notizia è l'ambientazione, spettrale anche di giorno come ci si aspetterebbe da qualunque contesto urbano in rovina, nonostante l'Europa dell'Est riesca a volte a sembrare spettrale anche se abitata. Tra le notizie cattive, il film si rivela anemico se considerato un horror. Non che il sangue dovesse scorrere a fiumi, ma andando incontro ad un divieto R negli Stati Uniti (i minori di 17 anni devono essere accompagnati da un adulto) qualche orrido spavento in più avrebbe divertito, risparmiando sulla suspense e su corse affannose.
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