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Le paludi della morte (Texas Killing Fields) è un film del 2011 diretto da Ami Canaan Mann
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Le paludi della morte 2011 )

Rassegna stampa per il film Le paludi della morte (Texas Killing Fields) del 2011, diretto da Ami Canaan Mann e interpretato da Sam Worthington, Jessica Chastain, Chloe Moretz, Jeffrey Dean Morgan, Stephen Graham, Annabeth Gish, Sheryl Lee, Jason Clarke.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.

58 MovieScore (?)
basato su 36 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

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Voto rassegna stampa

  • Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il voto della rassegna stampa.

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  • Voto rassegna stampa 63

La nostra recensione

Nelle paludi della morte

di Valentina D'Amico pubblicata il 09 settembre 2011

Per la sua opera seconda, che arriva dieci anni dopo l'esordio con Morning, Ami Canaan Mann non rinnega l'eredità paterna e decide di misurarsi col genere noir/thriller di cui il celebre genitore è maestro. In Le paludi della morte la regista parte da fatti di cronaca realmente accaduti nelle paludi che circondano Texas City dove, a partire dal 1969, erano stati gettati i cadaveri di una cinquantina di donne vittime di violenze sessuali per raccontare la storia ...

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Rassegna stampa

  • Le paludi della morte - la recensione

    di Giulio Sangiorgio - Film Tv pubblicata il 27 giugno 2012

    E' lo stile ad essere eccentrico e contraddittorio: interessata alla materia umana, la Mann non bada eccessivamente all'investigazione, ma si concentra sulle relazioni tra i personaggi, preferendo al lineare sviluppo narrativo derive di dettagli e digressioni ambientali.

  • Le paludi della morte - la recensione

    di Alex Poltronieri - ondacinema.it pubblicata il 19 giugno 2012

    La Mann, aiutata da una confezione che non fa una grinza (tra cui è d'obbligo segnalare le musiche di Dickon Hinchliffe dei Tindersticks), dimostra già una buona conoscenza del mezzo, ma si avverte una certa impersonalità dell'insieme, e la mano di papà Michael (qui anche produttore esecutivo) a tratti è davvero troppo visibile. Ma tra tanti altri "figli d'arte" passati dietro la macchina da presa, la Mann ci pare una una delle poche personalità promettenti e da tenere d'occhio.

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  • Le paludi della morte - la recensione

    di Marianna Cappi - MyMovies.it pubblicata il 15 giugno 2012

    Il film funziona al meglio, allora, dove non servono troppe parole, come nella costruzione dell'incontro/confronto tra i due protagonisti, che la figura femminile affidata a Jessica Chastain per una volta contribuisce ad unire anziché a dividere. Inquieti ed eccitabili, costretti ad un costante faccia a faccia con la possibilità della morte, i due detectives sono nel posto giusto con le facce giuste: quelle di Worthington e Dean Morgan, credibili come concentrati di tensioni esasperate -tensione morale, tensione religiosa messa alla prova, tensione nervosa-, più di quanto lo sia la brava Chastain quando mena il pugno. Nonostante questo genere di racconto sia tra i più classici e mappati (e la mappa è anche un oggetto importante del film, con le sue foto di vite scomparse nel nulla), l'autrice non si appoggia a schemi di regia troppo standardizzati e sa farci entrare nel territorio d'indagine attraverso prospettive tese e sottili. Apprezziamo, dunque, l'approccio delicato al racconto di fatti brutali e lo preferiamo là dove non si compiace di far avvertire la macchina da presa, come fa invece in testa al film e in coda (con uno specchietto retrovisore che urla "papà!"), forse ancora troppo preoccupata di dover dimostrare qualcosa a qualcuno.

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  • Le paludi della morte - la recensione

    di Roberto Nepoti - La Repubblica pubblicata il 15 giugno 2012

    Soggetto da thriller nerissimo, dall'atmosfera malata e soffocante, rimasto fermo per anni prima di trovare il suo regista. Poi Michael Mann, nel ruolo di produttore, lo ha affidato a sua figlia, Ami Canaan: ne è uscito il film più edipico di tutti i tempi. Sovrastata dall'ombra di papà, Ami non si discosta per un attimo dai temi feticcio del genitore, a cominciare da quello dei poliziotti ossessionati dai loro demoni interiori. Detto questo, l'ambientazione, la fotografia di Stuart Dryburgh e il solido cast - nelle parti femminili ci sono le emergentissime Jessica Chastain e Chloe Moretz - meritano il disturbo.

  • Le paludi della morte - la recensione

    di Roberto Escobar - L'Espresso pubblicata il 15 giugno 2012

    Mike (Sam Worthington) e Brian (Jeffrey Dean Morgan), agenti della omicidi, indagano su una serie di crimini orrendi a danno di giovani donne. L'assassino seriale infierisce sulle sue vittime nelle paludi attorno a New Orleans, e paludoso è anche il paesaggio umano nel quale i due poliziotti rischiano di affondare. Un buon film di genere, girato dalla figlia quarantenne di Michael Mann.

  • Le paludi della morte - la recensione

    di Maurizio Porro - Corriere della Sera pubblicata il 15 giugno 2012

    Bel debutto quello di Ami Canaan Mann, figlia di Michael (...) E' mescolato alla vita vera il racconto, eppure ogni mossa fa parte idi un cinema codificato ma che riesce ad assumere una sua valenza speciale e psicologica: silenzi espressivi e la contrapposizione fra i detective dà modo a due bravi attori di rimbalzarsi rimorsi, dubbi e il perché del grado zero morale in un mondo che fu western.

  • Le paludi della morte - la recensione

    di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa pubblicata il 15 giugno 2012

    Per chi ama il poliziesco le premesse sono invitanti, ma Amy Canaan Mann, che in tanti anni di apprendistato con il padre Michael ne ha assorbito le capacità di giocare di suggestioni e atmosfere, non riesce a dare solida consistenza drammaturgica al thriller: se la fotografia di Stuart Dryburgh provvede a esaltare il nebuloso paesaggio del bayou, i molti e compiaciuti movimenti di camera appaiono fini a se stessi; e storia e personaggi restano sfuggenti.

  • Le paludi della morte - la recensione

    di Fabio Ferzetti - Il Messaggero pubblicata il 15 giugno 2012

    (...) la figlia di Michael Mann, alla seconda regia, con buon mestiere e uno sguardo femminile abbastanza refrattario al macabro (tanto la storia è già dura di suo). Peccato che manovri atmosfere e personaggi senza troppa originalità, e si perda un po' nel plot appesantito da troppe sottotrame di famiglia.

  • Le paludi della morte - la recensione

    di Dario Zonta - L'Unità pubblicata il 15 giugno 2012

    (...) è un thriller atipico, se non altro si sente e si vede il tocco di una regista donna alle prese con un genere muscolare, quand'anche psicologico, di stretta osservanza maschile: ma la tremenda storia che racconta aveva bisogno di uno sguardo diverso, compassionevole.

  • Le paludi della morte - la recensione

    di Maurizio Acerbi - Il Giornale pubblicata il 15 giugno 2012

    Diretto in modo robusto dalla figlia di Michael Mann, il film, ispirato a cronaca vera, non ricama in originalità, e arzigogoli, badando al sodo. Dialoghi essenziali (anche troppo) e spazio al suggestivo scenario.

  • Le paludi della morte - la recensione

    di Bruno Fornara - Cinematografo.it pubblicata il 14 giugno 2012

    Ami Canaan Mann si muove con attenzione: non tutto è perfetto in un film che vive più di digressioni che di un racconto compatto, ma l'atmosfera è quella giusta, cupa, buia, tragica.

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  • Le paludi della morte - la recensione

    di Pierpaolo Festa - Film.it pubblicata il 13 giugno 2012

    Una di quelle volte in cui tale padre tale figlia non è il proverbio che casca a proposito. Opera seconda di AMI CANAAN MANN, figlia del maestro Michael, "LE PALUDI DELLA MORTE" è uno di quei film che se non fosse per le star coinvolte nel cast andrebbe per direttissima in prime time sul piccolo schermo, magari di sabato sera.

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  • La paludi della morte - la recensione

    di Giuliana Steri - FilmUp.com pubblicata il 09 settembre 2011

    La regista Ami Canaan Mann, figlia del più famoso regista (coinvolto qui nella produzione) Michael Mann, mette molta carne al fuoco ma non riesce a raggiungere il giusto equilibrio tra i vari elementi in gioco.I protagonisti e le loro storie sono, come detto prima, ben analizzati ma in modo asettico, non si riesce mai ad entrare in empatia con loro.
    La trama è ben raccontata ma ciò che si osserva sul grande schermo non riesce ad emozionare o coinvolgere lo spettatore. Nulla da dire sulla regia dal punto di vista tecnico (bella la carrellata iniziale che ci presenta i protagonisti), ma la lentezza in alcuni punti e l'assenza di emotività penalizzano decisamente il film. Si ha l'impressione di vedere un compito portato a termine, ma con poca convinzione. O forse in modo non molto esperto, quasi acerbo.
    Un vero peccato, visto i tanti spunti offerti dalla trama si sarebbe potuto creare un film molto più palpitante e coinvolgente. Un'occasione persa, ci rimane solo un film piacevole e nulla più.

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