Stanno tutti bene è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Giuseppe Tornatore e interpretato da Marcello Mastroianni, Michèle Morgan, Valeria Cavalli, Marino Cenna, Norma Martelli, Roberto Nobile, Salvatore Cascio, Matteo Lo Piparo, Maria Angela Randazzo, Gaia Restino.
Prodotto nel 1990 in Italia, Francia.
Stabile rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàStanno tutti bene ( 1990 )
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Trama
Matteo è un anziano vedovo fiero dei successi dei figli, che vivono sparsi in tutta Italia, i quali ogni tanto gli scrivono vantando matrimoni riusciti ed occupazioni favolose. Ora che è in pensione ed ha tempo, Matteo decide di andarli a trovare...
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Curiosità Altre curiosità: 2 totali
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Specifiche tecniche
Girato in: 35 mm.
Proiettato in: 35 mm.
Rapporto immagine: 1,66 : 1.
Colore: a colori.
Formato audio: Dolby.
Lingua originale: italiano.
Frasi dal film Altre frasi dal film: 1 totali
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“ Quando sono piccoli non vedi l'ora di vederli grandi. Quando sono grandi per te continuano ad essere dei bambini ”
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 3 totali
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David di Donatello (1991)
David 1991: 2 nomination, 1 premio vinto
- VINCITORE: Miglior musicista - Ennio Morricone
- Nomination: Miglior scenografo - Andrea Crisanti
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Avevo l'impressione di trovarmi di fronte ad una pellicola che non si può guardare ai giorni nostri, oggi godibile solo per la presenza di un Mastroianni alle prese con uno degli ultimi ruoli della sua straordinaria carriera.
In verità con questo film bisogna avere soltanto un pò di pazienza perchè andando avanti il senso del film emerge ed è decisamente senza tempo, attualissimo.
Mi aspettavo un film amaro ma non così tanto amaro! Certe cose si intuiscono fin dall'inizio
Il film parla dell'esser vecchi nella nostra epoca, delle sostanziali differenze tra la generazione del personaggio interpretato da Mastroianni e la generazione dei suoi figli e nipoti.
Alcune riflessioni del protagonista (quelle sulla segreteria telefonica o sul fast food per esempio) appaiono troppo datate per poter essere godute oggi ma il senso ultimo del film ha una profondità e una forza che va ben oltre queste piccole considerazioni.
Inizialmente il personaggio interpretato da Mastroianni risulta quasi fastidioso, un pò come la gran parte dei vecchi appaiono ai giovani nella realtà ma se si ha la pazienza di proseguire la visione si comprende il perchè di un comportamento simile che altro non è che la risultante dell'attuale condizione del protagonista, del suo retroterra culturale, delle aspettative della sua giovinezza e della maniera in cui la società intera lo tratta.
Si tratta di un film che cresce enormemente sul finire e che ci permette di renderci conto fino in fondo delle tante dimensioni del personaggio principale soltanto quando è concluso.
Forse per comprendere ed apprezzare a pieno questo film bisognerebbe avere dei genitori anziani con una mentalità piuttosto simile al Matteo interpretato da Mastroianni.
Intendo dire che non tutte le persone anziane prendono la vecchiaia allo stesso modo e che certe situazioni si possono capire veramente soltanto quando arriva l'età giusta per viverle sulla propria pelle.
Durante la visione del film ho pensato che Tornatore stesse ancora facendo esperienza e non fosse ancora del tutto approdato ad una maturità e solidità artistica (alcune scene sono decisamente da dimenticare soprattutto se guardate oggi).
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Matteo compie un viaggio (uno dei pochi della sua vita) dalla Sicilia al "continente"
L'occasione è ottima per mettere in evidenza le differenze tra queste città ma a parer mio il momento in cui si riesce davvero a mettere in evidenza la differenza è quello dell'incontro tra Matteo e un'anziana signora del nord Italia, che ci fa comprendere come la vecchiaia e il rapporto con i figli possa essere vissuto anche in maniera diversa da come fa Matteo.
Tanto per cominciare la signora del nord Italia ha due figli e Matteo ne ha cinque ma il fatto è che anche se i figli di questa signora trattano la loro madre più o meno come i figli di Matteo trattano il loro padre, la signora - pur non facendo i salti di gioia - tende a pensare che è normale che i figli debbano staccarsi dai genitori ad un certo punto, Matteo sembra invece soffrire troppo a questa idea ed oltre ad essere caratteriale la differenza tra questi due atteggiamenti potrebbe anche essere culturale e dipendere dal fatto che il nord Italia è sempre stato più progredito del Sud Italia, in tutti i sensi.
Non a caso Matteo continua a vedere i suoi figli come bambini, forse perchè il periodo più felice per lui, come padre è stato proprio quello.
Se solo Matteo avesse voluto dall'incontro con quella donna sarebbe potuto nascere qualcosa di buono per lui ma è evidente che siamo in presenza di un uomo all'antica, che per sua stessa natura non può fare a meno di scontrarsi con il presente ogni qualvolta se ne presenti l'occasione: un uomo che suscita sentimenti ambivalenti e contrastanti nello spettatore.
Con questo non intendo dire che avrei voluto che il film prendesse una piega diversa da quella che ha preso, il film mi sta benissimo così come è, mi limitavo a rifletterci sopra.
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Che poi è una grandissima trovata per mostrare la mentalità di un genitore, che malgrado tutto, gli anni e i chilometri continua a vedere i figli come fossero bambini, la forza del film è che migliora di minuto in minuto, come dici giustamente tu, prima il protagonista è un dinosauro fuori dal tempo, poi man mano che viaggiamo con lui capiamo le sue motivazioni, e lui pian piano prende conscenza di tutte le verità che gli sono state nascoste, o che lui non ha voluto vedere, perchè era più facile pensare che stanno tutti bene.
Secondo me è un film anche retorico, però forte, Tornatore forse non al suo massimo ma comunque efficace, il resto lo fa Mastroianni che è grande come il cinema, ho appena visto il remake americano, e per questa volta il meglio c'è l'abbiamo avuto a casa nostra :wink:
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