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Bed Time (Mientras duermes) è un film del 2011 diretto da Jaume Balagueró
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Bed Time 2011 )

Rassegna stampa per il film Bed Time (Mientras duermes) del 2011, diretto da Jaume Balagueró e interpretato da Luis Tosar, Marta Etura, Alberto San Juan, Iris Almeida, Petra Martínez, Carlos Lasarte, Pep Tosar, Margarita Roset.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.

69 MovieScore (?)
basato su 44 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Voto rassegna stampa

  • Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il voto della rassegna stampa.

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  • Voto rassegna stampa 64

La nostra recensione

Il nemico sotto il letto

di Luciana Morelli pubblicata il 27 novembre 2011

Forse è questo il vero Jaume Balaguerò e non quello di Nameless - entità nascosta, Darkness, Fragile e Rec. Noi lo speriamo. Perchè è proprio in questo suo nuovo film, lontano dal rumore, dalle derive soprannaturali e dalla costruzione sincopata e rumorosa dei suoi precedenti lavori, che riusciamo a vedere un'opera finalmente completa. Bed Time (Mientras duermaso anche Sleep Tight) è un thriller teso ed avvincente, egregiamente diretto ma anche ben scritto, ben congegnato a livello di narrazione e ...

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Rassegna stampa

  • Bed Time - la recensione

    di Alberto Mazzoni - ondacinema.it pubblicata il 09 agosto 2012

    "Bed Time" (titolo originale, molto più azzeccato, "Mientras duermes" cioè mentre dormi) è un thriller terrificante, inquietante, perfido, implacabile. I piani semplici ed efficaci di Cesar per avvelenare la vita altrui emergono progressivamente fino ad un quadro finale mefistofelico. Mentre ci addentriamo nella mente di Cesar, Balaguerò ci sottopone incessantemente a scene di tensione molto efficaci, alcune delle quali lasciano senza fiato. Quello che terrorizza è la verosimiglianza dell'ambientazione, di ogni situazione, delle dinamiche dei personaggi. Anche Cesar non è un improbabile serial killer, un disturbato mentale o simili. Semplicemente, come molti, trova consolazione della propria vita grama nel dolore altrui, è solo più spietato ed efficace di altri.

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  • Bed Time - la recensione

    di Roberto Escobar - L'Espresso pubblicata il 27 luglio 2012

    La freddezza senza pietà del film sta nella regia tesa di Balagueró, quasi da horror, e anche nella sceneggiatura di Alberto Marini, che alla volontà di male di César affianca quella di altri personaggi secondari. Ora si tratta di un condomino sempre livido (Carlos Lasarte), ora di un padre senza tenerezza (Pep Tosar), ora di sua figlia adolescente Úrsula (Iris Almeida Molina), ricattatrice e bugiarda. Anche la loro malvagità è raccontata come fosse assoluta, senza motivi e paga di sé. Alla fine, solo Clara sembra contraddire questa prospettiva scoraggiata sull'anima umana. Per quanto ferita nel profondo, stringe al cuore il figlio che le è nato da pochi giorni. Anche su di lui César è riuscito a stendere la propria tela, ma lei lo tiene fra le braccia, e lo bacia con un amore più forte del male ricevuto. Che si tratti di un gesto disperato, o che si tratti di un'ultima speranza, in ogni caso il cielo di "Bed Time" è plumbeo.

  • Bed Time - la recensione

    di Federico Pontiggia - Cinematografo.it pubblicata il 26 luglio 2012

    Si chiede il nostro, è possibile incrociarsi senza conoscersi mai? E' possibile, dunque, che il sonno sia il nostro modo di relazionarsi a occhi aperti con conoscenti ridotti a estranei? Balagueró affonda il colpo, riscrivendo da par suo l'ultimo titolo kubrickiano: Eyes Wide Shut, anche qui, e uno psicopatico capace di infettare la nostra quotidianità, le nostre cose, la nostra pelle. Ma Balagueró non giudica: suspense a destra (aguzzino) e manca (vittima), crudeltà dritto per dritto.

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  • Bed Time - la recensione

    di Marco Chiani - MyMovies.it pubblicata il 23 luglio 2012

    Più inquietante che spaventoso, Bed Time parte da una paura largamente condivisa che riguarda l'invasione della sfera privata di ognuno durante l'oblio del sonno ("Ho sempre avuto paura di quello che può succedere attorno a me mentre dormo" ha dichiarato Balagueró) per costruire poi una tela di spietata precisione drammaturgica dominata dalla credibile interpretazione di Luis Tosar, valido sia nel mostrare l'abiezione che la disperazione del suo personaggio. Qualche ridondanza e un aspetto sonoro poco curato non inficiano la riuscita di una pellicola coraggiosa nel procedere dritta per la strada prefissata.

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  • Bed Time - la recensione

    di Marco Triolo - Film.it pubblicata il 23 luglio 2012

    (...) il regista abbandona l'horror tout court per un film che non ha nulla di sovrannaturale, ma si rifà più esplicitamente al cinema di Roman Polanski ed evoca paure primordiali grazie a un'idea - nata dalla mente dello sceneggiatore Alberto Marini - che si insinua sotto la pelle e ha il potere di turbare il sonno dei più impressionabili. Il guaio è che Balaguerò non riesce a tenere fede a quella sensazione di soffocamento che evoca nei primi minuti del film, e alla lunga il gioco diventa stanco e poco incisivo.

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  • Bed Time - la recensione

    di Chiara Bruno - Film Tv pubblicata il 17 luglio 2012

    Oltrepassando spesso la soglia dell'inverosimile, ma tenendo fuori dalla porta l'essenziale: la putrefazione dell'anima è più sottile e più letale di un virus, ma l'orrore è intrappolato in una sequela di gesti chirurgici (...) Tornati a casa ci guardiamo sotto, poi andiamo a dormire senza domande.

  • Bed Time - la recensione

    di Marta Gasparroni - FilmUp.com pubblicata il 02 luglio 2012

    Abbandonato lo stile narrativo che aveva caratterizzato opere precedenti come la saga di REC, Balaguerò torna agli schemi di genere, abbracciando in particolare gli elementi del thriller per un risultato degno di nota. In un panorama teso sempre più ad un livellamento che penalizza la qualità di molti prodotti, distinti da un impegno tecnico che spesso non si concilia alle aspettative suscitate da un cast di richiamo, Bed Time risulta una delle opere meglio riuscite. Senza fare leva su effetti spettacolari, la suspense si costruisce spontaneamente su uno script raffinato quanto plausibile, in un gioco di specchi che coinvolge l'osservatore, vittima inerme duplicata dai surrogati sullo schermo, e l'agente aguzzino, con cui si arriva persino a tremare condividendo il terrore di venir scoperto. La malvagità del sociopatico si fa tangibile nel momento in cui compromette le piccole e insignificanti cose dell'ambiente circostante, fino a corroderne l'essenza.

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