Professione: reporter è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Michelangelo Antonioni e interpretato da Jack Nicholson, Maria Schneider, Jenny Runacre, Ian Hendry, Steven Berkoff, Ambroise Bia.
Prodotto nel 1975 in Italia, Francia, USA, Spagna.
Sceso di 6278 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàProfessione: reporter ( 1975 )
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Trama
Inviato nell'Africa settentrionale per un servizio sulla guerriglia, David Locke, giornalista televisivo anglo-americano, assume i documenti e l'identità di un certo David Robertson, morto d'infarto in un hotel del Sahara.
- Disponibile in dvd
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Le Immagini 1 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 18 totali
REGIA (1)
SCENEGGIATURA (2)
SOGGETTO (1)
RECITAZIONE (6)
PRODUZIONE (2)
MONTAGGIO (2)
FOTOGRAFIA (1)
SCENOGRAFIA (1)
COSTUMI (1)
MUSICHE (1)
Le News Altre news: 1 totali
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Addio, Carlo Ponti
Il produttore, che era anche il marito di Sophia Loren, si è spento la scorsa notte a Ginevra. Aveva 94 anni.
10.01.2007
Curiosità Altre curiosità: 1 totali
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Specifiche tecniche
Girato in: 35 mm. Proiettato in: 35 mm. Rapporto immagine: 1,85 : 1. Colore: a colori. Formato audio: Mono. Lingua originale: inglese, spagnolo, tedesco e francese.
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 2 totali
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Nastri d'Argento della SNGCI (1976)
Nastri 1976: 2 premi vinti
- VINCITORE: Regista del miglior film - Michelangelo Antonioni
- VINCITORE: Miglior fotografia - Luciano Tovoli
2 Commenti
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I suoi film sono praticamente quasi privi di parole. Parlano le immagini e i volti degli attori, i panorami, le lunghissime inquadrature in piano sequenza…e le tematiche delle sue sceneggiature.
:eheh
Qui, più che una critica al ruolo e alla professione del giornalista (un magnifico Nicholson che sa benissimo di tradire il suo mestiere, nonostante il successo), c'è il tema della fuga da se stesso, il cambio di vita e la tragicità del destino che si ritorce pur avendolo cercato di cambiare.
:puking
L'idea è pirandelliana (ricorda molto il Mattia Pascal) e l'assurdità sta nel continuo ribaltamento delle figure che stanno attorno al protagonista una volta cambiata identità. Solo allora la moglie vorrà sapere qualcosa di lui, solo allora troverà l'amore (fantastica Maria Schneider) e capirà che la morte vera è solo questione di tempo.
Locke-Nicholson morirà proprio come Robertson dentro un albergo e sarà riconosciuto col nome di Robertson (chiudendo così il cerchio) proprio dalla giovane amante che non sapeva niente di lui.
Contemporaneamente la moglie pur scoprendo finalmente il marito, nega il riconoscimento davanti alla ragazza.
veramente straordinario….:ninja
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Lo scopre il giornalista Jack Nicholson protagonista del film, annoiato dalla sua vita, ha l'occasione di scambiarsi con un Magnate conosciuto in Africa e deceduto dopo poche ore.
Il Report decide di cogliere così l'occasione, e si ritrova ad impersonare il defunto, che però, sfiga, era un mercante di armi…
Il film diventa quindi un lungo racconto di morte, dove la morte quella vera coglierà Nicholson con la sua nuova identità di Robertson, è solo questione di tempo…
Tempo che Antonioni scandisce con l'uso del bianco, quasi ossessivo, così come è ossessivo mostrare le architetture di Gaudì a Barcellona, onestamente anche qualche lungaggine di troppo, però tutto sommato sopportabile, per un film che trova in Nicholson un perfetto protagonista e in Maria Schneider l'attrice giusta per il personaggio, il grande amore che non ti aspetti…
Nel finale, scritto fin dall'inizio, il cerchio si chiude, dimostrazione che scomparire come il Fu Mattia Pascal non è possibile.
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