Persepolis è un film di genere animazione, drammatico della durata di . diretto da Vincent Paronnaud, Marjane Satrapi e interpretato da Chiara Mastroianni, Danielle Darrieux, Simon Abkarian, Gena Rowlands, Catherine Deneuve, Tilly Mandelbrot, Gabrielle Lopes Benites, François Jerosme, Arié Elmaleh, Mathias Mlekuz.
Prodotto nel 2007 in Francia e distribuito in Italia da Bim Distribuzione il giorno .
Sceso di 680 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàPersepolis ( 2007 )
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Trama
La storia di una ragazza precoce e ribelle che, cresciuta portando scarpe da ginnastica e giocando alla lotta con i maschietti, affronta a dieci anni un cambiamento drastico delle proprie abitudini di vita imposto dal regime islamico e si trova costretta a vivere un periodo particolarmente difficile della storia dell'Iran.
- Disponibile in dvd
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La Recensione
Crescere a Tehran
Il film, disegnato con uno stile minimalista ed elegante ma non per questo povero di dettagli, ha come punto di forza soprattutto una sceneggiatura divertente e di grande intelligenza ed originalità.
Trailer e video 1 totali
Le Immagini 14 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 41 totali
REGIA (2)
SCENEGGIATURA (2)
SOGGETTO (1)
RECITAZIONE (11)
PRODUZIONE (5)
CASE DI PRODUZIONE (14)
MONTAGGIO (1)
SCENOGRAFIA (1)
MUSICHE (1)
ALTRO PERSONALE (3)
Le News Altre news: 4 totali
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In sala: le uscite del 29 febbraio '08
Tra le pellicole più attese di questo week-end ricco di cinema, Rendition, Jumper, Persepolis, e Il mattino ha l'oro in bocca. In arrivo anche numerosi documentari, tra cui quello su Joe Strummer.
28.02.2008
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Il fantastico cammino dell'animazione d'autore
Approfondimento
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13.04.2010
Curiosità Altre curiosità: 1 totali
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Cannes 2007
Presentato al 60° Festival de Cannes (2007) nella sezione In Concorso.
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 21 totali
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Academy Awards (2008)
Oscar 2008: 1 nomination
- Nomination: Miglior film d'animazione - Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud
Incassi Vedi tutti
Budget stimato per il film: $ 7.300.000
16 Commenti
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Azzeccatissima secondo me la scelta di trasporre il film in animazione e quindi mantenere fedeli i disegni realizzati dalla Satrapi su carta: sarebbe stato un peccato non averli, ma soprattutto la storia ed il suo tratto ironico si sarebbero persi e non avrebbero probabilmente avuto un senso e quell'incisività. E l'impostazione della storia e dello spirito sarebbe stata tutt'altra con attori in carne ed ossa.
"Persepolis" è un film-gioiello ottenuto con la massima semplicità. Semplice è infatti l'animazione ed estramemente semplici sono anche i bei disegni, stilizzati ma immediati. Si riesce a familiarizzare subito con essi e risultano estremamente affascinanti. A parte qualche brevissima scena, poi, il film è tutto in bianco e nero.
La storia che si trova alla base del film è oggettivamente dura e triste, anche perché si affrontano tematiche come la guerra, la condizione della donna in Iran, l'emarginazione, la solutidine, gli affetti familiari (si impara di più sull'Iran in quest'ora e mezza che al telegiornale o su un libro di storia), ma agli spettatori è raccontata con molto umorismo ed ironia che, assieme all'animazione, fanno questo film unico e speciale. Un'ironia mai forzata ma che riesce ad intersecarsi a pennello per via delle vicende più o meno comiche che comunque la giovane Marjane vive. A rendere riuscito questo film c'è sicuramente e per forza di cose una solidissima sceneggiatura che annovera dialoghi intellegenti e di qualità e che riesce a dar vita a scene indimenticabili e di grande impatto, vedi l'urlo della protagonista che si trasfigura in quello di Munch, la scena da musical, il giacchetto sopra alla tunica "Punk is not ded", la lezione pratica di arte. Buonissimo anche il montaggio.
Un film difficile da dimenticare: originale, intelligente, elegante, divertente, intenso, avvincente, brillante, profondo e di certo anche commovente. Dubito che si possa dimenticarlo dopo averlo visto e dubito che si riesca a trovargli dei difetti. Un film folgorante e sorprendente, assolutamente da consigliare.
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…e che sorpresa. un film non banale. nonostante la semplicita' dei disegni il messaggio passa, come un pugno nello stomaco, come lo schiaffo a un bambino. questo film insegna senza presunzione cose' l'iran, cos'era e cosa vorrebbe diventare. tutto questo alla faccia dei regimi dittatoriali che si sono susseguiti negli anni. un popolo che persegue l'autodeterminazione e che un giorno potrebbe riuscirci, grazie alle donne, grazie anche al sapiente lavoro di marijane. grazie, questo e' l islam che vorrei sempre vedere, alla faccia dei fanatici.
AndreaHermes
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Persepolis è un'espressione di grande talento visivo, narrativo e soprattutto umano.
Decisamente da vedere.
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Persepolis comincia a Tehéran nel 1978 quando Marjane, a nove anni, vive la guerra civile di Kohmeini contro l’altrettanto terrificante governo dello Scià Reza Palhevi. Gli eventi drammatici sono raccontati attraverso gli occhi di una bambina ribelle e i drammi della sua famiglia e dei suoi amici, e scorrono veloci come gli anni dell’adolescenza e della maturità di Marjane: per salvarla dalla guerra e dalle coercizioni sociali di un regime fondamentalista, i genitori manderanno la figlia in Europa, a Vienna, dove troverà una libertà monca, perché “prigioniera” dei fantasmi delle sue origini, delle ansie della crescita e delle difficoltà di comprendere e accettare la propria identità culturale.
Marjane mostrerà tutti i suoi sbagli e le sue debolezze e andrà avanti per tentativi ed errori, proprio come fanno le società quando, con la delusione e la falsificazione di ogni speranza, si accorgono che i nuovi regimi non sono meglio dei precedenti, nemmeno se ad allevarli è stata una rivoluzione.
Il film ci mostra un regime da incubo, descrivendolo senza retorica e in modo chiarissimo e lucido e riuscendo persino a sbeffeggiarlo senza alcuna ipocrisia e con toni dolceamari incarnati dalla splendida figura della nonna di Marjane, sua guida e amica.
“Resta integra” diceva sempre la nonna a Marjane. E quella nonna, che si imbottiva il reggiseno di gelsomino per profumare e si immergeva le tette per dieci minuti nell’acqua fredda, per mantenerle sode anche a sessantanni, quella nonna che la voleva libera nei principi e nel cuore, era lei il Dio di Marjane, un Dio di quelli veri, non di quelli con la barba bianca e lunga che guardano impietosi dal cielo le carneficine umane e che rispondono solo alle domande dei bambini senza più riconoscerli una volta cresciuti.
Perché crescere non è facile per nessuno e non lo è, ancora di più, se si deve crescere soli in un paese straniero e ritrovarsi ancora più soli e “stranieri” una volta ritornati a casa.
Questo è tutto quello che capita a Marjane in questo film: la sua rivoluzione interiore ed esteriore e il suo passaggio da bambina a donna.
La ricchezza e la complessità degli eventi, tuttavia, fanno di Persepolis un film che rimane impresso nella memoria: brillante, acuto, elegante, coinvolgente, originale e commovente sono tutti aggettivi adeguati a descriverlo.
Persepolis è un film solidissimo anche grazie a una robusta sceneggiatura che si pregia di dialoghi intelligenti, mai banali né retorici, di una sequenza di eventi coerenti e mai precipitosi e di un montaggio eccellente.
Sotto l’aspetto visivo è sorprendente perché, a dispetto delle tecniche più moderne di computer grafica, ottiene il massimo risultato espressivo con linee e tecniche di animazione essenziali.
E’ praticamente (quasi) tutto in bianco e nero, con sfumature di grigio e disegni semplici e lineari. Le immagini, bidimensionali, riescono a evocare con grande potenza tutte le emozioni della narrazione, soprattutto quelle più drammatiche.
Il dramma, però, è sempre raccontato con molto umorismo ed ironia che si sposano perfettamente con la comicità involontaria di alcune disavventure che capitano alla protagonista.
La semplicità del disegno non deve trarre in inganno sulla cura con cui sono tracciati i personaggi: un esempio, per tutti, è il secondo fidanzato viennese di Marjane, prima biondo e belloccio come un cherubino, poi, improvvisamente, brutto, brufoloso e scorbutico come un nerd, quando lei si rende conto che l’ha tradita. Perché sono gli occhi di Marjane quelli con cui vediamo l’intera vicenda e quelli con cui assistiamo ai cambiamenti di tutto e tutti.
Uno stile di disegno emblematico, quindi, che nel film si arricchisce di tutti quei dettagli che, rispetto al fumetto, solo il movimento e la regia possono dare.
Ci sono alcune sequenze con molto movimento nelle quali i toni e le forme mutano continuamente e rappresentano i momenti più poetici del film come, ad esempio, le scene dei bombardamenti, i sogni di Marjane, la sequenza della presa di potere dello Scia, i petali di gelsomino alla fine del film: una gioia per gli occhi e un veicolo eccezionale di emozioni.
Le scene che restano impresse nella memoria, infatti, sono moltissime: la prima volta che Marjane vede un morto, sepolto sotto le macerie di una casa bombardata, urla tutto il suo terrore e la sua disperazione senza emettere un solo suono, ma semplicemente con il suo viso di bambina stretto tra le mani e distorto come nell’Urlo di Munch; la visita in carcere allo zio; la lezione di anatomia nella quale non si riesce a imparare nulla perché la modella indossa il burqa fino ai piedi.
Insomma, poche balle: il film “cattura” perché non ti propina il classico pistolotto socio-politico sulle sciagure di un popolo, sul pericolo dei fondamentalismi e sulla necessità di tutelare i diritti dell’uomo (in questo caso direi più della donna) etc. etc.
Persepolis racconta tutto quel che c’è da raccontare da una prospettiva intima e vera, personale e particolare, nella quale non si fatica a entrare subito in empatia con una protagonista che, oltretutto, non è nemmeno un’eroina senza macchia e senza debolezze.
Insomma, uno magari si aspetta la storia di un popolo e di una guerra e quindi poi si stupisce quando vede che tutto ciò è perfettamente raccontato nelle passioni di Marjane e nelle sue disavventure e che, anziché menarla ogni tre minuti con la storia del velo e delle discriminazioni sociali, si parla di Marx che chiacchiera con Dio, si parla di pseudointellettuali di sinistra, di omosessuali e libertà sessuali, di Iron Maiden e rock duro, di basket e Bruce Lee.
Va reso merito alla Satrapi di aver avuto il coraggio di mettersi a nudo e di descrivere i suoi sbagli per creare una storia capace di diffondere la cultura persiana e i drammi della guerra civile, nonostante gli ostacoli e i veti con cui gli integralisti dell’Iran di oggi l’hanno minacciata.
Se il suo intento era quello di fornire una testimonianza e provocare una carica emotiva nei confronti degli orrori delle stragi, delle persecuzioni e delle coercizioni fanatiche, mi sembra un intento soddisfatto in pieno.
Con l’ulteriore merito di riuscire a far sorridere di leggera ironia, anche quando “disegna” disgrazie, e di lasciarci un messaggio di speranza alla fine della vicenda.
A prescindere dalle ironie e dalla comicità, Persepolis non è di certo un cartone animato per bambini, nonostante uno stile grafico semplice e immediato e nonostante il grande potere didascalico implicito: quello di raccontare, ottimamente , una intersezione tra Oriente e Occidente e di insegnare come anche la più piccola delle libertà di cui godiamo non possa mai essere data per scontata.
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Il film rispecchia molto fedelmente il fumetto (a parte qualche inveitabile taglio) anche complici i disegni originali, stilizzati ma molto curati!!!
Con tratti semplici e un'ironia tagliente viene delineato un Paese un tempo florido e molto avanzato che, in seguito a rivoluzioni e avvicendamenti al potere, si ritrova nel più totale integralismo islamico. L'unica speranza è l'emigrazione, strada che un giovane Marjane intraprende molto presto, spinta dai suoi genitori.
Personaggi molto ben caratterizzati e divertenti… menzione speciale per la nonna, secondo me personaggio chiave di tutta la vicenda…
Veramente da vedere e da avere nella videoteca personale!!!!
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Io avevo aperto il Thread su Castlerock, dopo essermi innamorato della Graphic Novel, adesso dovrei mettermi qui e riscrivere tutto. ma cosa a cosa servirebbe? mi sento deficente a dover ripetere di nuovo tutto quanto. io ho perso il miglior tempo a scrivere e commentare, e l'ho fatto perchè mi andava di farlo, perchè mi sono divertito a farlo e poi boh, tutto buttato nel cesso.
Avevo iniziato delle discussioni, cosi non si riesce nemmeno a commentare, viene aperto un Thread a valanga in mezzo ad altri dieci thred, ci affrettiamo tutti a commentare e poi via, che domani arrivano altri 10 Thread.
Lo sapete cosa penso di questo film mi avete già letto su Castlerock, ripasserò se ci saranno spunti di discussione, ma questo Thread come tutti gli altri verrà affogato dai nuovi thread da commentare. Questa sezione del Forum fatta cosi proprio non mi piace.
P.S. Rendo più onore al film e a Marjane esprimendo un mio pensiero correndo i rischi del caso, di sicuro lei ha affrontato repressioni di natura molto molto molto molto molto peggiore
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UN FILM chiaro e giusto…perfetto come la graphic novel da cui è tratto!
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In realtà vorrei che continuasse a raccontarci la sue gesta in questo modo…
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La trasposizione di un romanzo a fumetti come Persepolis è un impresa molto dura, nonostante ciò il film è riuscito perfettamente, grazie alla tecnica di animazione con un bianco e nero ben gestito(molto più incisivo del colore) e alla supervisione della Satrapi che riesce a ricreare le sue sensazioni descritte nel fumetto senza cadere nel banale o nello scontato. Da vedere.
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Geniale!
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I disegni bidimensionali dell'autrice risplendono di colori vivaci solo quando proiettano le vicende fuori dall’Iran, la cui anacronistica immobilità viene espressa nei toni del bianco e nero quale metafora di un mondo improntato agli estremi e privo di sfumature. I tratti decisi e schematici di Marjane Satrapi delineano la storia lineare ed emblematica di una nazione e di un popolo in una semplicità cristallina eppure eloquente, efficace nell'esprimere il disagio profondo e insanabile di non sentirsi parte di una società, di non potersi riconoscere in un sistema retrivo che soffoca la libera espressione della propria individualità di essere umano prima ancora che di donna, in una dittatura che si fonda sulla violenza, sulla prevaricazione, sul pregiudizio, sul razzismo, sulla chiusura e l'esclusione a priori della linfa vitale instillata da culture diverse, regime ottuso e vessatorio lontano anni luce dalla sensibilità della protagonista".
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Bravissimi i doppiatori italiani, sia i professionisti che i 3 attori scelti per doppiare la protagonista e i suoi genitori, Paola Cortellesi, Sergio Castellitto e Licia Maglietta.
Uno dei migliori film francesi degli ultimi 10 anni e una rivelazione animata, premiata col Premio della Giuria a Cannes 2007 e candidata giustamente all'Oscar come miglior film d'animazione.
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Non perderò tempo a cercare di scrivere qualcosa sul film perchè va visto in tutta la sua potenza e basta, parlarne è inutile, basta guardarlo e ci pensa lui ad arrivarti con tutta la forza possibile.
I momenti che mi hanno commossa profondamente sono tanti, ho apprezzato molto il modo in cui attraverso gli occhi della protagonista vediamo sia fatti particolari che possono accadere solo a lei sia fatti comuni ad ogni essere umano.
Oggi ho fatto una grande scoperta :-) e se mi sarà possibile recupererò volentieri anche il fumetto con la speranza che le cose siano raccontate in maniera ancora migliore che qui.
Voto 8
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Mi è piaciuto più della prima volta, al contrario di certi film che la seconda volta ti scemano irrimediabilmente questo non perde veramente nulla ad una seconda visione, non importa se sai già come andranno certe cose o se non è la prima volta che le vedi.
Per me è un'opera in stato di grazia, soprattutto in certi momenti.
Voto 8,5
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