Rassegna stampa per il film To Rome with Love del 2012, diretto da Woody Allen e interpretato da Woody Allen, Alec Baldwin, Roberto Benigni, Penelope Cruz, Judy Davis, Jesse Eisenberg, Greta Gerwig, Ellen Page.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.
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Visualizza il grafico della popolaritàTo Rome with Love ( 2012 )
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Voto rassegna stampa
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La nostra recensione
Arrivederci Roma
Roma seduce, stupisce e disorienta. Lo sa bene Ippolito Pisaniello che, dopo una vita di completo anonimato, si sveglia improvvisamente perseguitato dai media. Lo stesso stupore un po' impaurito lo prova la dolce Milly, completamente persa tra le vie della città in balia dei suoi sogni romantici, diventanti realtà grazie all'incontro con l'attore Luca Salta. Ma tra i sette colli non è tutto oro ciò che riluce. Così Anna, una escort generosa e vitale, si trasforma in moglie ...
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To Rome with Love - la recensione
di Davide De Lucca - ondacinema.it pubblicata il 24 aprile 2012Nei peregrinaggi alleniani lontano da New York, col fil rouge dell'amore, Venezia era stata città di musica e incontri, Londra luogo di delitti-e-castighi e magia, Barcellona sfondo della passione e della sensualità, Parigi teatro del passato ideale che prende vita. Ora Roma è la scenografia per un intreccio di quattro storie piatte, incolori e insipide, messe in scena da un regista-turista sempre meno brillante. Da Allen ci si aspetta il guizzo di genio, il colpo di coda, anche da mestierante a volte, che dia una svolta alla situazione, renda sfaccettato un racconto all'apparenza monotono. Ma la magia tra il regista e Roma non scatta, e si consuma in un intreccio di storie poco divertenti, se non a tratti banali, e luoghi comuni. Certo con alcune invenzioni degne di Allen, ma sono acuti che stonano immediatamente. Una pochezza che lascia stupiti.
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To Rome with love - la recensione
di Paolo D'Agostini - La Repubblica pubblicata il 20 aprile 2012Roma è nello sguardo di Woody in presepe che più finto non si può. E lascia sbalorditi: non è possibile che un genio come lui non lo sappia. Che non l'abbia fatto così perché voleva farlo così. Adottando lo sguardo nutrito di ingenuità e ignoranza, ma anche di arroganza neocoloniale, che dovevano avere i nuovi padroni del mondo quando sbarcavano qui nel dopoguerra.
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To Rome with love - la recensione
di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa pubblicata il 20 aprile 2012Da questa Roma, pur omaggiata with love, il cineasta resta fuori cavandosela di maniera, senza ispirazione: parliamo comunque di una commedia formata, con schegge di umorismo a volte esilarante.
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To Rome with love - la recensione
di Massimo Bertarelli - Il Giornale pubblicata il 20 aprile 2012Impossibile dire quale dei quattro sciapissimi episodi sia il meno brutto. Di sicuro non quello con Roberto Benigni. Le rare battute si trovano negli altri tre.
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To Rome with love - la recensione
di Alberto Crespi - L'Unità pubblicata il 20 aprile 2012To Roma with Love è un centone di storielle deboli e copiate, se è vero che un episodio è sostanzialmente un remake dello Sceicco bianco di Fellini e un altro è un goffo riciclaggio dell'idea di base di Provaci ancora Sam.
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To Rome with love - la recensione
di Gian Luigi Rondi - Il Tempo pubblicata il 20 aprile 2012Allen con l'insieme del suo film non nasconde le sue intenzioni di manovrare al meglio la commedia. Non ci riesce sempre, ma "nessuno è perfetto".
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To Rome with love - la recensione
di Cristina Piccino - Il Manifesto pubblicata il 20 aprile 2012L'impressione è che Allen, in questi suoi carnet di viaggio europei, prenda amabilmente in giro un po' tutti, mitologi da esportazione e immaginari incrociati in cui si è dissolta ogni possibile fantasia pop. Solo che sul sanpietrino si fa fatica a rimanere in equilibrio, e la superficie romana è ineffabilmente più complessa di ciò che sembra. Il barocco non è lì per caso.
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To Rome with love - la recensione
di Piera Detassis - Panorama pubblicata il 19 aprile 2012Regia distratta, qualche azzeccata metafora (Roberto Benigni "famoso per essere famoso" nel paese delal tv, il familismo onnipresente), quattro storie che faticano a incontrarsi, donne italiane abbigliate (tutte) con modeste vestagliette che a Woody probabilmente ricordano le sottovesti di Sophia Loren e Anna Magnani. E vabbè.
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To Rome with love - la recensione
di Anna Maria Pasetti - Il Fatto Quotidiano pubblicata il 19 aprile 2012Dopo Londra, Barcellona e Parigi da Oscar, nel Grand Tour d'Europa Roma "l'esotica" trascina Woody ai minimi termini d'ispirazione, e con lui il nostro Roberto "signor Coglione Qualunque" Benigni che ben altro si meritava. Certo, qualche trovata fa alzare i picchi e le risate, ma non basta a sollevare una cine-carrozzella che si trascina tra le rovine di un Paese dei Balocchi in decomposizione. Evidentemente contagiosa.
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To Rome with love - la recensione
di Marianna Cappi - MyMovies.it pubblicata il 19 aprile 2012Vorrebbe, forse, essere un film felliniano, To Rome with love , ma è soprattutto un film stanco. Allen finge di avere in mente Lo Sceicco Bianco o i quadri eterogenei, chiassosi e umilianti di "Roma", ma in verità non fa che citarsi addosso, senza trovare idee nuove e persino senza approfondire le vecchie, senza investire in alcun modo nell'impresa, quasi fagocitato dalle sabbie mobili dei topoi narrativi più facili - il vigile urbano che apre e chiude il decamerone di storielle morali, le donne baffute in veste da casa, la star della tivù che lusinga la ragazzina di provincia -, proprio lui che è sempre fuggito da qualsiasi clichés non fosse di sua invenzione.
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To Rome with love - la recensione
di Valerio Sammarco - Cinematografo.it pubblicata il 19 aprile 2012Sì, Woody Allen ha realizzato To Rome with Love - titolo che sa già di presagio... - allontanandosi dalla splendida magia di Midnight in Paris non solo in termini di chilometri, ma di anni luce. Sarà l'assenza di una vera storia portante, sarà la costrizione di aver dovuto sottostare a logiche di "product placement" che andavano oltre la semplice concezione del marchio (...), il film segue stancamente ogni singola vicenda, qualche trovata non giustifica mai il tutto, la città eterna sembra quella ritratta dalle cartoline in vendita per i turisti. Senza contare, infine, il controsenso totalmente italico di doppiare allo stesso modo personaggi "locali" e "stranieri", ma questo è un altro discorso. Magari poi qualcuno ci troverà l'elegante attacco di un grande maestro ai vizi e alla cialtroneria del Belpaese, rimane però il fatto che il film non funziona. Né in un senso, né in un altro.
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To Rome with love - la recensione
di Federico Gironi - Comingsoon.it pubblicata il 17 aprile 2012Pur lontano dalle senescenze ideologiche di Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni e di altri titoli recenti della filmografia di Allen, To Rome with Love non è però affatto un film (pro)positivo come quello ambientato a Parigi. Al contrario, appare uno dei titoli più mortiferi mai realizzati in carriera dall'autore newyorchese, che trova nell'immutabilità di Roma nei decenni e nei secoli, nel suo esotismo quasi terzomondista, l'emblema di una decadenza molle da abbracciare senza riserve.
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To Rome with Love è un film che, nella sua quasi inspiegabile sciatteria registica, mette chiaramente in scena l'ossessione della morte del suo autore. E non a caso, Allen torna a recitare e si ritaglia il ruolo di un personaggio dai tratti chiaramente autobiografici: quello di un uomo che identifica la pensione con la morte, che non riesce a smettere di lavorare per cercare di sentirsi vivo. -
To Rome with love - la recensione
di Chiara Bruno - Film Tv pubblicata il 17 aprile 2012Woody ci prova, a tessere la sua con la nostra Commedia, il risultato dimostra che il tempo non torna, ma l'amore ritorna.
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To Rome with love - la recensione
di Roberto Nepoti - La Repubblica pubblicata il 14 aprile 2012Non si può credere che Woody Allen, il genio della leggerezza intrisa di umori sferzanti, abbia fatto una cosa tanto banale, una Vacanza Romana così farcita di luoghi comuni, tutta scandita a Volare e Arrivederci Roma, che neanche ai tempi di Gregory Peck e Audrey Hepburn, senza esserne consapevole. Senza averlo voluto proprio così, e senza aver previsto un senso preciso per questa cartolina che se non venisse dall'altezza di Woody Allen sarebbe ridicola e offensiva. Quattro storie corrono parallele tra le bellezze più folcloristiche della Città Eterna sotto una splendida luce arancio che idealizza e rende perfetto tutto, lusso e stracci parimenti presi di peso dall'idea che un americano poteva avere di Roma molti decenni fa.
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To Rome with love - la recensione
di Pierpaolo Festa - Film.it pubblicata il 13 aprile 2012Quanto ci mancherà "il film che Woody Allen ha girato a Roma, con un cast stellare nel quale spicca il talento istrionico di Roberto Benigni. Una pellicola in cui finalmente un americano riesce a catturare l'Italia evitando stereotipi e sviscerando un sense of humour dai tocchi geniali". Attenzione: quel film ci mancherà. Perché non esiste... Nella realtà, i novanta minuti di "TO ROME WITH LOVE" offrono qualche risata, diversi sbadigli e una verve alleniana che spara a salve. In altre parole, l'esplorazione della Città Eterna attraverso la macchina da presa di WOODY ALLEN viene assemblata in una pellicola confusa. Con una prima parte che più che ricordare la classica commedia all'italiana, echeggia le rom-com di Veronesi & Co, il film di Allen sembra un'opera fatta su commissione. Una pellicola poco personale con nulla di nuovo da dire e senza sorprese.
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To Rome with love - la recensione
di Domitilla Pirro - FilmUp.com pubblicata il 13 aprile 2012Cartolina già nel titolo, galleria di notissime macchiette nostrane, l'ultima fatica di Allen ci lascia perplessi e un po' delusi. Da italiani, senz'altro. Ma anche da amanti del suo cinema. Perché questo "To Rome with love" è esattamente quel che appare a una prima occhiata smaliziata... della locandina: una brossure turistica rivolta ad un mercato prevalentemente extra-europeo, ben lontana dalla dichiarazione d'amore realizzata per la capitale francese con "Midnight in Paris".
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