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Nella valle di Elah (In the Valley of Elah) è un film del 2007 diretto da Paul Haggis
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Nella valle di Elah 2007 )

Nella valle di Elah (In the Valley of Elah) è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Paul Haggis e interpretato da Tommy Lee Jones, Charlize Theron, Susan Sarandon, Jonathan Tucker, Frances Fisher, James Franco, Josh Brolin, Jason Patric, Frances Fisher, Wes Chatham.
Prodotto nel 2007 in USA e distribuito in Italia da Mikado il giorno .

76 MovieScore (?)
basato su 94 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

"Suo figlio è disperso". La telefonata che tutti i genitori di un soldato temono di ricevere. Ma quando il soldato in questione sparisce una settimana dopo essere tornato in licenza dall'Iraq, senza nemmeno avere avvertito la famiglia di essere tornato, qualcosa non quadra. Hank è un orgoglioso veterano dell'esercito che crede fermamente nella devozione alla patria, e non ha mai rimpianto che suo figlio Mike avesse seguito le sue orme. Tutto ciò che aveva chiesto era che Mike desse il possibile e tornasse a casa salvo. Piuttosto che aspettare notizie al telefono, Hank decide di affrontare il mistero di persona, recandosi a Fort Rudd per scoprire cosa è successo davvero al figlio. Ne trova soltanto il cadavere: bruciato, smembrato e lasciato in pasto agli animali in un campo vicino alla base militare...

La Recensione

Un 'Crash' contro la guerra

Un film appassionante e a suo modo commovente, che non cerca di indurre lacrime scontate, portatore di una sofferta e struggente nuova consapevolezza che lascia senza parole.

Un 'Crash' contro la guerra

Patriottismo esasperante, frustrazione e paura. Un mix letale che fa perdere il senso della realtà ai soldati di ritorno dalla guerra in Iraq. Paul Haggis firma sceneggiatura e regia di un film controverso e toccante, In the Valley of Elah. Un cast formidabile per raccontare il coraggio di combattere, nella vita come in battaglia; la sofferenza e la difficoltà del tornare alla normalità; la follia nel non riuscire a trovare un equilibrio tra vita e morte. Come Brian De Palma con Redacted, anche Haggis sceglie il festival di Venezia per affrontare con sfrontatezza il duro tema della guerra. Finalmente al ...
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Trailer e video 2 totali

Nella valle di Elah - Trailer Italiano

00:02:16 Nella valle di Elah - Trailer Italiano

Le Immagini 23 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 26 totali

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    In attesa delle scelte del 2009, diamo uno sguardo alle prime uscite Blu-ray di Dolmen, dall'ottimo horror Wolf Creek all'animazione post-apocalittica di Kyashan, passando per Nella valle di Elah e Sex List.

    19.12.2008

Curiosità Altre curiosità: 1 totali

  • Venezia 2007

    In concorso alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (2007).

Premi e Nomination Altri premi e nomination: 4 totali

Incassi Vedi tutti

Record incassi

96° maggior incasso italiano per la stagione 2007/2008.

INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 27 maggio 2008) 1.665.749 €

14 Commenti

  • Berto Berto
    U.S.HAGGIS Dic. 2, 2007, 2:13 a.m.
    Haggis dopo il trionfale esordio di CRASH torna dietro la macchina da presa per raccontare l\'America della Seconda Guerra del Golfo attraverso un\'indagine su un misterioso e atroce delitto. Lo sceneggiatore di Eastwood conduce così lo spettatore all\'interno di quella terra di nessuno - Valle di Elah (leggasi anche Iraq) in cui obiettivi come democrazia e libertà si riflettono inevitabilmente in crudeltà e indifferenza. Un viaggio totalmente psicologico in cui Haggis dipinge un\'America in grave crisi d\'identità le cui ferite di battaglia necessitano di immediata cura. Tutto di notevole livello grazie a una sapiente sceneggiatura, una regia di tutto rispetto e un cast in ottima forma (su tutti uno struggente Tommy Lee Jones); di contro si può evidenziare una certa lentezza di scorrimento oltre che qualche argomentazione ormai prolissa ma alla fin fine non si può negare la buona qualità totale del prodotto (anche se sullo stesso argomento mi ha convinto di più HARSH TIMES)…

    ;-);-);-)

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  • diamantina diamantina
    commovente e realista Mar. 1, 2008, 7:19 p.m.
    Haggis affronta il problema della guerra, la caduta di miti e convinzioni dell'orgoglio militare americano , dei controsensi di guerre assurde, raccontato attraverso questa storia cruda e struggente!
    Un padre alla ricerca di un figlio scomparso che deve rendersi conto del cambiamento dei valori in cui credeva, di giovani lanciati allo sbaraglio e lasciati a sè stessi con le conseguenze psicologiche atroci di una guerra assurda! La difficoltà di ritrovare un equilibrio psiclogico, dove il confine tra la vita e la morte si fà sottilissimo, a volte quasi inesistente, per poter tornare alla "normalità" della vita quotidiana.
    Haggis "denuncia" un' America in crisi di identità, dove con il pretesto di portare Democrazia in altri paesi in conflitto, a sua volta dimentica i "suoi giovani" soldati ignorando le conseguenze tragiche che tali guerre avranno su di loro!
    Un cast di attori eccellernti per un film realista che non vuole essere a tutti i costi lacrimevole, ma è commovente!

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  • piernelweb piernelweb
    Fantasmi dall'Iraq Mar. 13, 2008, 6:21 p.m.
    Dopo l'esordio col botto per "Crash - Contatto Fisico", lo sceneggiatore Paul Haggis si conferma regista di valore con questo suo secondo e sentito lavoro. I fantasmi della guerra in Iraq si materializzano in una pellicola che si concentra sui retroscena della vita militare, ponendo gli accenti sulla deriva psicologica e umana di coloro che hanno calpestato il campo di battaglia. La narrazione nel suo incedere con toni da giallo-thriller, mette in luce la perdita di coscienza e moralità che coinvolge reduci e istituzioni, ben celata all'opinione pubblica, conseguente alla catastrofe propria dell'atto bellico. Tommy Lee Jones è la maschera perfetta dell'uomo diviso tra il senso militarista e il dolore della perdita di un figlio, mentre Charlize Theron trova finalmente una nuova parte all'altezza dei suoi allori. Dolorosa e agghiaciante la sequenza dell'incidente con il mezzo blindato che travolge una giovanissimo bimbo iracheno. La bandiera americana issata nel finale alla rovescia, è il messaggio più esplicito del regista che nega l'attuale coerenza ai valori sui quali si è fondata la gloriosa nazione americana. Niente che non sia già stato in qualche modo narrato ma con un approccio differente e soprattutto con la consapevolezza e l'abilità da grade filmaker.

    0

  • FABIOGOLDBERG FABIOGOLDBERG
    Davvero toccante Apr. 8, 2008, 6:15 p.m.
    Che dire.. Da attori come Theron e Jones ci si aspetta sempre l'eccellenza, e cosi è stato, buono anche come regia, e poi una storia toccante e struggente, davvero un messaggio importante anche della realtà che avvolge la guerra in Iraq… Il finale poi è di quelli che lasciano il segno, complimenti a tutti.
    Voto : 7.5

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  • Aitano Aitano
    Nella valle di Elah Apr. 29, 2008, 2:07 a.m.
    :dontgetit
    I'm sorry, ma questo film non mi ha per nienete emozionato, appassionato o sorpreso.
    Il feeling non è nato e ci ho visto solo la solita retorica militar-americana che cerca di ripulire la coscienza di un popolo con indole aggressivo-guerrafondaia proponendo un film "verità patinata".
    Tomy Lee Jones è bravo come sempre, ma non basta.
    Voto INSUFFICIENTE!

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  • LeonSD LeonSD
    Apr. 30, 2009, 12:33 a.m.
    Sinceramente mi aspettavo molto di più da questo film viste le premesse del soggetto e la persona dietro la macchina da presa.
    In realtà l'incipit è interessante e ben costruito ma il film ha dei momenti lenti e un finale a dir poco sbrigativo come se il regista non avesse avuto più tempo da dedicare a questa storia…capisco che, essendo una storia vera, si sarà attenuto alla realtà dei fatti però ho proprio avuto la sensazione che in fondo volesse chiudere con celerità la pellicola (salvo la scena finale della bandiera…quella è la parte più significativa e bella di tutto il film per me)
    Per il resto direi che è un buon film, ottimamente interpretato, dove spicca un Tommy Lee Jones abbastanza glaciale nei panni dell'ex militare tutto d'un pezzo diviso tra quello in cui ha sempre creduto (l'esercito) e la perdita del figlio avvenuta in circostanze poco chiare e in cui l'esercito stesso ha la sua parte di colpa.
    Molto brava Charlize Theron finalmente in un ruolo che valorizza anche il suo lato di attrice drammatica e non solo bella.
    Piccola parte ma molto intensa per Susan Sarandon, perfetta nel ruolo della madre (
    Spoiler Mostra spoiler
    ).
    Mi viene in mente un altro film dove alcuni ragazzi di ritorno dall'Iraq si vedono costretti a combattere con i fantasmi di quello che avevano fatto e passato laggiù…e cioè Home of the brave…a mio avviso più bello anche se registicamente inferiore..e poi ancora Redacted di Brian De Palma…forse il più bello fra i tre (film diversi tra loro ma con una visone molto simile di quello che porta la guerra, ovvero dolore).

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  • paolo80 paolo80
    Mag. 27, 2009, 1:32 a.m.
    La sceneggiatura della pellicola in questione dovrebbe esser oggetto di studio da parte di molti autori.
    Paul Haggis, autore della suddetta, oltre che regista, miscela molto bene tensione, mistero, intrecci vari tra i protagonisti della vicenda, e lo fa in maniera tale che l'attenzione dello spettatore viene catturata quasi all'istante, per poi tornar libera solo dopo la fine della vicenda.
    Buonla recitazione, ed anche le atmosfere create; si percepisce una latente critica dell'ideologia militare, ma per fortuna il film non diventa un'opera di denuncia, limitandosi ad essere solo ciò che ogni opera cinematografica deve esser, senza trascendere in campi in cui la sua funzione verrebbe privata di ogni valore.

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  • nik pardi nik pardi
    Mag. 27, 2009, 7:26 p.m.
    Il film non è malvagio,anche se haggis si peggiora di brutto rispetto a crash.
    La scena finale abbassa ancor di più la valutazione globale del film!

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  • lallolallo lallolallo
    Set. 23, 2009, 11:36 a.m.
    bellissimo… grandissimo Jones

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  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Mar. 25, 2010, 10:29 a.m. - Staff
    la solita retorica militar-americana che cerca di ripulire la coscienza di un popolo con indole aggressivo-guerrafondaia proponendo un film "verità patinata".

    si percepisce una latente critica dell'ideologia militare, ma per fortuna il film non diventa un'opera di denuncia, limitandosi ad essere solo ciò che ogni opera cinematografica deve esser, senza trascendere in campi in cui la sua funzione verrebbe privata di ogni valore.

    Sono un po' combattuto tra questi due commenti: il primo mi trova in parte d'accordo, nel senso che è un sospetto che ho avuto anch'io e, come dice il secondo, la critica si percepisce soltanto. Per fortuna, dice l'autore. A me verrebbe da dire purtroppo, poi ci si può interrogare su quanto effettivamente possa giovare la denuncia in un film. O a quanto possa servire, domanda che mi sono posto dopo la visione. Da un punto di vista puramente contenutistico mi sarei aspettato un Haggis più aggressivo, ma, dopo altri lavori recenti, si è confermato quello che ai primi tempi non mi era sembrato: un individuo prudente. Politica a parte il film in sè mi è piaciuto, ma senza esagerare. Si tratta di una storia importante, molto ben scritta, nonostante io abbia notato qualche falsa pista di troppo che invece di aumentare l'interesse rischia d'incasinare solo il tutto, ma poca cosa, la sceneggiatura fondamentalmente è molto buona. Ovviamente bravi gli attori, a Jones basta poco per risultare efficace, sarà che secondo me è tagliato per quelle parti e ha presenza scenica, ma ottiene molto con poco, poi in 2-3 occasioni si spinge un po' più oltre e gli riesce bene. Poi a me piace la Theron impegnata e in parti serie: sciatta, occhiaie grosse così, non sarà Meryl Streep e poi l'ho preferita in North Country, ma è davvero brava e oggi di bravi attori e attrici se ne sente il bisogno. Un film di attori e sceneggiatura insomma, ovvio che la regia di Haggis, oltre a seguire sapientemente il tutto, non fa molto, altro motivo per cui penso che siamo lontani dal grande cinema in senso stretto. Buona la fotografia, ma onestamente da Deakins tendo ad aspettarmi di più. A proposito, qui ci sarà metà del cast di Non è un paese per vecchi:p: Jones, Brolin, Barry Corbin (quello che stava sulla sedia a rotelle) e la signora corpulenta dietro il bancone che anche qui sta dietro il bancone. Ficosmile.
    Un 7 abbondante.

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  • sly68 sly68
    Mar. 29, 2010, 7:24 p.m.
    A mio parere questo film non è solo una critica alla guerra.
    Il rapporto padre-figlio è il centro della storia, e l'interpretazione di Jones nei panni del padre è stata superlativa.
    Io sono rimasto molto colpito da questo, da un figlio incompreso o che non riesce a farsi comprendere e da un padre che non sa o non vuole comprendere ciò che il figlio vorrebbe dirgli.
    Secondo me nell'espressione del viso di Jones si legge chiaramente non solo l'amarezza per la perdita del figlio ma soprattutto la consapevolezza che il figlio lo aveva già perso prima e lui non se ne era reso conto.
    il mio giudizio, quindi, non può che essere molto positivo.

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Mar. 29, 2010, 8:41 p.m. - Staff
    Secondo me nell'espressione del viso di Jones si legge chiaramente non solo l'amarezza per la perdita del figlio ma soprattutto la consapevolezza che il figlio lo aveva già perso prima e lui non se ne era reso conto.
    il mio giudizio, quindi, non può che essere molto positivo.


    Vero. Alla fine lui scopre
    Spoiler Mostra spoiler
    e la causa principale di questo è stata proprio la guerra. Ed era stato il padre stesso a spingere il figlio in quella direzione: ex militare anche lui, cresciuto nel mito dell'uomo duro e puro, non lo ha costretto, ma lo ha educato in modo che suo figlio si sentisse moralmente obbligato ad andare volontario. La storia di Davide e Golia in pratica è una metafora di questo: il figlio è Davide, mandato ad affrontare qualcosa di molto più grande di lui,
    Spoiler Mostra spoiler
    . Il figlio della Theron alla fine è quello che suggerisce la morale del film
    Spoiler Mostra spoiler
    Come a dire che ci si deve rendere conto della gravità delle scelte (politiche, ma prima di tutto educative) che si fanno, prima di farle. Cosa che l'America, secondo Haggis, non fa. Detta in breve, la colpa è prima di tutto dei padri. Devo dire che questo è uno degli aspetti che mi sono piaciuti di più del film e che più mi hanno interessato.

    1

  • Bob Robertson Bob Robertson
    Apr. 9, 2011, 7:51 p.m.
    Haggis costruisce un buon film, sceneggiatura efficace che esplora alcuni risvolti umani sulla guerra e le conseguenze sui giovani soldati, deviando dalla retorica ai risvolti culturali stessi degli americani (tutto nella frase di Susan Sarandon: "non si sarebbe mai sentito un uomo se non fosse entrato nell'esercito", che riassume bene il grottesco senso di giustizia che percorre la società americana). Non si tratta però un film di denuncia o dai pesanti risvolti politici perchè il tutto mascherato dall'indagine poliziesca e dagli aspetti umani.
    Tommy Lee Jones offre una prova intensa, prestando la sua maschera straordinaria al personaggio di un padre col suo carico di angosce, di responsabilità ed errori, e non ha bisogno di recitare attraverso la sceneggiatura ma principalmente attraverso la sua umanità.

    Opera valida ma non eccezionale. Ci sono ottimi spunti ma è un pò lento in certi frangenti, gli manca qualcosa per coinvolgere lo spettatore da subito, ci riesce solo nel finale che è un pò un pugno nello stomaco ma è la vera forza del film.

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  • Markgoonies Markgoonies
    Ott. 18, 2012, 3:15 p.m.
    Ottimamente interpretato ma anche parecchio lento e noioso…

    0

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