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Miracolo a Sant'Anna (Miracle at St. Anna) è un film del 2008 diretto da Spike Lee
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Miracolo a Sant'Anna 2008 )

Miracolo a Sant'Anna (Miracle at St. Anna) è un film di genere azione, drammatico, guerra, storico, thriller della durata di . diretto da Spike Lee e interpretato da Derek Luke, Michael Ealy, Laz Alonso, Omar Benson Miller, Pierfrancesco Favino, Valentina Cervi, Matteo Sciabordi, John Turturro, Joseph Gordon-Levitt, John Leguizamo.
Prodotto nel 2008 in Italia, USA e distribuito in Italia da 01 Distribution il giorno .

62 MovieScore (?)
basato su 70 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Durante la Seconda Guerra Mondiale, quattro soldati americani di colore restano intrappolati in un villaggio in Toscana, dietro le linee nemiche. Uno di loro rischia la vita per salvare un bambino italiano, conoscendo così, ancor più da vicino, la tragedia e il trionfo della guerra.

Perché vederlo:

Per un grande regista in trasferta nel nostro paese per far conoscere al mondo una delle tante tragedie italiane del periodo della Seconda Guerra Mondiale.

La Recensione

Non è più tempo per i miracoli

La chiave interpretativa di Miracolo a Sant'Anna sta proprio nel flashback contenuto nel cuore del film e ambientato nella Louisiana degli anni '40, là dove il regista pone la sua firma indelebile denunciando polemicamente la realtà dell'epoca che vedeva i soldati neri trattati alla stregua di animali e cacciati sul retro dei locali mentre i prigionieri tedeschi venivano serviti con ogni riguardo.

Non è più tempo per i miracoli

Sgombriamo subito il campo dalle polemiche che in questi ultimi giorni hanno preso piede sui quotidiani causando continui botta e risposta tra Spike Lee, l'Associazione Nazionale Partigiani, lo scrittore James McBride, qui al suo debutto in veste di sceneggiatore, i reduci di guerra, i sopravvissuti alla strage di Sant'Anna di Stazzema, il sindaco del paese, Variety, alcune firme illustri della nostra carta stampata e chi più ne ha più metta. Il cartello posto a inizio film, precauzione fortemente voluta dall'ANPI, funge da memento riportando la sentenza della Corte Militare di La Spezia del 2005 che ha ribadito come l'eccidio nazista ...
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Trailer e video 2 totali

Miracolo a Sant'Anna - Trailer italiano

00:02:06 Miracolo a Sant'Anna - Trailer italiano

Le Immagini 68 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 44 totali

Le News Altre news: 6 totali

  • Mamma mia, quanti film!

    Mamma mia, quanti film!

    Ce n'è davvero per tutti i gusti, questo week-end, nelle sale: tra i film in uscita il 3 ottobre, tanto disimpegno con il colorato musical ispirato agli ABBA e Adam Sandler in versione parrucchiere-spia, ma arrivano anche il controverso Miracolo a Sant'anna di Spike Lee, il cartoon L'arca di Noè e l'horror Riflessi di paura, con Kiefer Sutherland.

    02.10.2008

Gli Articoli Altri articoli: 2 totali

Curiosità Altre curiosità: 1 totali

  • Specifiche tecniche

    Girato in: 35 mm.
    Proiettato in: 35 mm (anamorfico).
    Rapporto immagine: 2,35 : 1.
    Colore: a colori.
    Formato audio: SDDS, DTS e Dolby Digital.
    Lingua originale: inglese, tedesco e italiano.

Incassi Vedi tutti

Budget stimato per il film: $ 45.000.000

INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 19 novembre 2008) 1.075.706 €

INCASSI IN USA (aggiornato al 29 settembre 2008) 3.501.000 $

66 Commenti

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  • *Andromaca* *Andromaca*
    Ott. 21, 2008, 7:47 p.m.
    La Sant'Anna del titolo, frazione di Stazzema, in provincia di Lucca, nella regione Toscana, è legata all'eccidio commesso il 12 Agosto 1944 dai tedeschi del 16° battaglione SS della 16. SS-Freiwilligen-Panzergrenadier-Division "Reichsfuhrer SS": una fucilazione di massa che tolse la vita a 560 civili, per la maggior parte bambini, donne ed anziani. Il film di Spike Lee, però, non è incentrato sul crimine terroristico nazista, di cui ci fa comunque vedere una sequenza più o meno a metà film, quanto piuttosto sul contributo e sul sacrificio che anche gli afroamericani hanno dato alla liberazione dal Nazifascismo. Gli afroamericani, infatti, sono spesso dimenticati, anche e soprattutto nell'immaginario cinematografico che parla di guerra. E Spike Lee, portabandiera dell'orgoglio e del valore dei neri d'America, ancora una volta non ci sta ed alza la voce. Attraverso i soldati della 92. Divisione "Buffalo Soldier", ci mette di fronte al razzismo che anche durante la guerra era vivo negli Stati Uniti, alla disuguaglianza subita nella stessa guerra, ci mette appunto di fronte al consistente contributo dato dagli afroamericani in una guerra che non gli apparteneva. Il miracolo del titolo, invece, fa riferimento ad una vita salvata all'eccidio: quella del piccolo Angelo, che si legherà al soldato Sam Train.

    Troppe polemiche sono cadute addosso a questo film: sì, non è completamente fedele alla triste realtà dei fatti, ma il film è inequivocabilmente e chiaramente ispirato ad un romanzo storico (e non credo che Lee l'abbia scritto ad inizio pellicola per lavarsene le mani, viste comunque le contestazioni che ci sono state): non vuol dire che è giustificato, ma che ha preso ispirazione ed ha fatto trarre la sceneggiatura da quelle determinate pagine scritte. Anche perché, lo sottolineo nuovamente, è chiaro che per Lee la storia è un pretesto per parlare del contributo degli afroamericani in una certa guerra.

    Il film è, soprattutto nella prima parte, sopra le righe, con dialoghi a volte intrisi di retorica, con una narrazione che convince poco e che si fa fatica ad inquadrare, spesso e volentieri con assurde forzature. Si capisce subito che il progetto è ambizioso, e spesso e volentieri Lee toppa: con appunto i dialoghi, il ritmo, certi clichés. I suoi problemi Lee ce li ha e direi che sono anche evidenti, ma nonostante questo non posso dire che "Miracolo a Sant'Anna" non mi è piaciuto: è un film importante, stimolante e con un crescendo finale che è riuscito ad emozionarmi e a commuovermi. Ed un film che mi riesce a smuovere dentro non lo ritengo mai inutile.

    0

  • rmaroni rmaroni
    Ott. 24, 2008, 5:13 p.m.
    invece, spike dovrebbe chiedere scusa al pubblico, per la mediocrità del film!!

    0

  • Bob Robertson Bob Robertson
    Ott. 28, 2008, 12:28 a.m.
    Il mio primo commento a questo film fu entusiastico ma devo dire che a distanza di tempo, pur considerandolo discreto, credo che sia decisamente sottotono per alcuni grossi difetti, e stanno in una certa superficialità nel tratteggio dei personaggi, che inizialmente mi era piaciuto. Troppo banale la gestione da parte di sceneggiatura e attori la resa degli italiani, più curata e credibile quella dei soldati.
    Volgendo lo stile registico più al classico e meno "indipendente" dei suoi anni d'oro, Spike Lee mette in scena si un buon film, che tuttavia riesce a colpire solo in alcuni momenti principalmente per la carica drammatica dell'evento storico, con un finale forte e crudo, come altrimenti non poteva essere sotto lo spettro dei nazisti. Molto meno efficaci le scene iniziali e quella conclusiva, vittima di pesanti forzature e approssimazioni.
    Buona l'alchimia tra il gigante e il bambino, forse unica vera alchimia funzionante nello sviluppo altalenante degli eventi.

    Comunque da vedere, per il valore di memoria storica ed alcuni spunti interessanti.

    Se però volete il vero Spike Lee cercate altrove.

    0

  • Berto Berto
    Set. 5, 2010, 4:23 p.m.
    Sebbene abbia diviso molto su questa sua ultima opera, Spike Lee riesce ancora una volta a convincermi e confeziona un altro prodotto di grande spessore.
    Con MIRACOLO A SANT'ANNA Spike ricorda una delle tante stragi italiane di origine nazista attraverso gli occhi di un gruppo di soldati americani di colore, psicologicamente combattuti tra senso del dovere e pregiudizio razziale nei confronti del proprio Paese… Forse esagera un po' sulla durata ma Lee ha comunque il merito di arrivare all'animo profondo dei personaggi e trasmettere al pubblico le loro stesse emozioni, chiudendo il cerchio nella commozione più totale che ad alcuni potrà anche apparire gratuito o prevedibile ma colpisce in pieno nel segno.
    L'ambientazione italiana non poteva chiamare all'appello diverse interpreti di Cinecittà… Ecco quindi l'impeccabile Pierfrancesco Favino (in un ruolo di contorno ma efficace) l'appariscente Valentina Cervi e, soprattutto, il bravissimo esordiente Matteo Sciabordi; ad essi vanno aggiunte le impeccabili performance del cast hollywoodiano, su cui spicca il sottovalutato Derek Luke.
    E' destinato a dividere ancora le opinioni in merito ma a chi, come me, piacerà non potrà che parlarne molto bene…

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  • Aloj Aloj
    Mag. 19, 2011, 7:37 p.m.
    Comincio il mio ritorno al commento con questo filmetto leggero leggero.smile

    Bene: sulla seconda guerra mondiale ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori, non ho seguito la polemica a suo tempo ma è ovvio che questo film non si può classificare nella categoria "film di guerra". Diciamo che è un tentato inglorious basterds in salsa black alla Spike Lee.La primissima scena con la tedesca radiofonica che fa propaganda improbabile durante la battaglia mi sembra ne sia una prova inconfutabile. Se non fosse che il signor Lee pare sostenga sia tutto altamente realistico , se così fosse boicottiamo tutti i suoi lavori futuri.

    Partendo quindi dal fatto che non esiste che non ci sia una maggioranza bianca in battaglia nelle file dell'US of A, vediamo qual'è il messaggio: uomo bianco possibilmente con accento texano appena uscito da The Shield molto cattivo come i Krauts, italiani toscaneggianti caciaroni e Resistenza partigiana ambigua. I neri tutti molto buoni, persino quello attaccato ai valori terreni con redenzione finale. Bene: se non fosse però che uno dopo l'altro questi 4 simpatici amici cadono negli stereotipi classici del nero americano: quello appunto che pensa ai suoi soldi e alla bella gnocca ("She fine, she silk as milk..mmmm" Brividi per Barack Obama), quello umano alla volemose bene sovrappeso (quindi mai visto in guerra, ma si sà, i rappers amici di Spike devono poter lavorare) che si porta a spasso il ragazzino della vita è bella (no, oddio, quello era bravo). Quello leader che cerca di compattare tutti trasmettendo valori positivi e provando a legare con l'uomo bianco salvo rimanere poi deluso. E il portoricano che non si sà bene cosa c'entri, o meglio sì: essendo portoricano quindi spagnolo quindi italiano parla italiano, risolto il problema di come far comunicare tra loro i personaggi.

    Se si azzardava a fare una porcata simile un regista bianco veniva aggredito da mezza Harlem, invece lo fa Spike Lee e spaccia questo per un film di denuncia sui maltrattamenti subiti dai neri in guerra. Ora, posto che siamo nell'irrealismo ma vuoi denunciare ciò, almeno documentati sui maltrattamenti: non era quello il contesto, non era quello il modo, si parlava di vessazioni quotidiane e non sempre in piena battaglia. Inoltre se mi parli di una divisione intera di neri fammi vedere i loro colleghi bianchi come se la cavano, magari mi lascerai un pelino più sgomento.
    Archiviato il solito banale messaggio di Lee (che mi immagino chiuso in cantina a progettare schemi MalcolmXiani sul come tornare in Africa e metterlo in quel posto all'uomo bianco …mannaggia hanno eletto Obama !), veniamo brevemente alla forma.

    Sulla regia poco da dire, ci sono dei momenti simpatici, in particolare quando si tratta di sfruttare i paesaggi, e la battaglia (tedesca radiofonica a parte) iniziale lascia ben sperare (però mi prendi Omar Little di The Wire e me lo fai soldato tremante che muore subito, no no me molto offeso).
    La sceneggiatura è congeniata male, la struttura a flashback potrebbe anche funzionare, ma se poi mi fai il flashback dentro al flashback dentro al flashback diventa inception e io m'addormento. La trama è farlocca quanto la ricostruzione storica e lo pseudo-messaggio antirazzista, ma passi perche' se stiamo di fronte a un tentativo di inglorious basterds non possiamo soffermarci su questi dettaglini.
    Veniamo agli attori: detto delle 4 macchiette protagoniste, abbiamo un Goggins sprecato nel ruolo di un comandante che abbandona i suoi uomini senza problemi poi torna , poi ne vuole ammazzare uno, mah. Sprecato anche il barista del flashback americano, tal John Hawkes, nella sua carriera il merito di aver fatto parte di quel bijou che è Deadwood. Sprecato Favino, bravissimo (come sempre) nel ruolo del capo partigiano, ma che non aiuta a ritirare su la modesta figura che fa la resistenza in questo film. Lo Cascio ultrasprecato e incomprensibile scelta, almeno si è fatto un viaggio alle Bahamas per mezza scena e una lacrima, a chi tutto e a chi niente.
    I tedeschi anch'essi soliti volti già visti: quello che alla fine consegna la pistola è il medico ne La Caduta , padrone del pub in Inglorious Basterds, insomma si è fatto un pò di soldini ma niente di che.
    I bambini sono sempre a rischio nei film, ben pochi sono tollerabili, e purtroppo il ragazzino col suo Arturo dopo 3 minuti ha già rotto, e non basta ripetere venti volte il gigante di cioccolata per strapparci un sorriso.
    Buono Antonutti, il suo paradossalmente è un personaggio ben costruito e realistico in un film che non è nessuna delle due cose, e lui gli regala bei momenti, sopratutto nel momento della morte.
    Dall'altra parte c'è la solita cagna maledetta all'italiana, questa Cervi che ogni tanto rispunta fuori perche' possiede due notevoli qualità (Una…e due…smile che sicuramente la aiutano molto nell'ottenere queste parti. Insomma meno male che questa gente con Boris almeno non è più al riparo.

    Bè insomma 2 ore e 40 di film, direi che abbiamo abbastanza Spike Lee per il decennio degli anni 10, arrivederci (forse) nel 2021, ammesso che non sia tornato il KKK, d'altronde non si sà mai, in fondo Obama non è nato in America, nonostante il certificato. Son ben altri i problemi caro Lee e altro il modo di affrontarli, segnalo per esempio il notevole documentario Trouble the Water, che parla delle discriminazioni subite dalla popolazione nera e povera di New Orleans dopo l'uragano Katrina. Ma forse Lee è troppo New Yorkese e troppo arrivato per interessarsi a futili questioni di ignorantoni del Sud. Cambiare tematiche non fa mai male una volta che si sono logorate, la 25esima ora rimane una vetta del cinema mondiale (almeno per me), a quanto pare isolata.

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  • CASSIDY CASSIDY
    Oh my God!! Mag. 19, 2011, 8:46 p.m.
    Comincio il mio ritorno al commento con questo filmetto leggero leggero.smile


    Due schiaffi in faccia allo Spike Lee che fa sti B-Movie idioti (e fa polemica con Clint Eastwood perchè in "Flags2 non ci sono soldati di colore :ninja) ci stanno sempre bene smile ah ma il karma funziona, prendi i soldi italiani, parla di una pagina atroce di storia facendo una porcata di film è cosa succede…che i SUOI New York Knicks vengono eliminati al primo turno dai Playoffs NBA :wink:

    Per il resto, passa quando vuoi, noi stiamo sempre qui, e tu sei sempre benvenuto :wink:

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