Millennium - Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo) è un film del 2011 diretto da David Fincher
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Millennium - Uomini che odiano le donne 2011 )

Rassegna stampa per il film Millennium - Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo) del 2011, diretto da David Fincher e interpretato da Daniel Craig, Rooney Mara, Christopher Plummer, Stellan Skarsgård, Steven Berkoff, Robin Wright, Yorick van Wageningen, Joely Richardson.
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  • movie score 69

La nostra recensione

We Come from the Land of the Ice and Snow

di pubblicata il 31 gennaio 2012

Sicuramente David Fincher è il cineasta americano che in maniera più evidente in questi ultimi anni sta cercando di raggiungere una perfetta alchimia tra l'eleganza dark che contraddistingue il suo senso estetico, una narrazione sofisticata e accattivante che scavi dentro ai personaggi restituendo la loro essenza ed il bisogno sempre più impellente di un ritorno al cinema di stampo classico. Ne sono la prova sia Zodiac sia The Social Network, due film in cui il classicismo della concezione drammaturgica ...

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Rassegna stampa

  • Millennium - Uomini che odiano le donne - la recensione

    di Giancarlo Usai - ondacinema.it pubblicata il 07 febbraio 2012

    Fincher, maestro del giallo e del nero, stavolta mette da parte il thriller e l'indagine e si occupa del grigio: di quello di un intero Paese e di quello insito nell'anima di Lisbeth, vera creatura fincheriana fino al midollo. Personaggio femminile conturbante e sconvolgente, cui Rooney Mara regala un'interpretazione "fisica" che quasi spaventa per la sua dedizione. Possiamo sintetizzare così: Fincher batte Oplev. Ma Larsson batte entrambi.

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  • Millennium - Uomini che odiano le donne

    di Dario Zonta - L'Unità pubblicata il 03 febbraio 2012

    (...) quello che più rileva in questo Millennium d'autore è il gioco ancora seduttivo tra i due protagonisti, tra il maturo giornalista finanziario e la ragazza interrotta con ciglia ossigenate, capello nero corvino e occhi gelidi profondi. E' nella loro strana relazione che si compie il film, in quel modo originale di comporre questa strana coppia che proviene da mondi lontani ma sembra perfettamente complementare.

  • Millennium - Uomini che odiano le donne

    di Cristina Piccino - Il Manifesto pubblicata il 03 febbraio 2012

    Fincher però sposta i bordi della storia, al centro mette la relazione tra l'uomo e la ragazza,questo loro sfidarsi, sedursi, amarsi, la fragilità giovanissima che protegge l'uomo adulto, la fiducia che lui riesce pian piano a avere, la conquista di una carezza, la semplicità con cui lei ci fa l'amore. Un gioco che somiglia alle commedie sofisticate e ai melò, il disordine che mette ordine nel caos.

  • Millennium - Uomini che odiano le donne

    di Curzio Maltese - La Repubblica pubblicata il 03 febbraio 2012

    Squarci di bel cinema, grandiosi paesaggi nordici e un cast d'eccellenza, anche nelle parti minori.

  • Millennium - Uomini che odiano le donne

    di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa pubblicata il 03 febbraio 2012

    Buono il cast, levigati i valori produttivi, ottima la regia di David Fincher: pur non travalicando i confini del genere, il suo Millennium lo conferma cineasta abilissimo a giocare sulle atmosfere, intrecciando un affascinante rapporto personaggi/ambienti.

  • Millennium - Uomini che odiano le donne

    di Fabio Ferzetti - Il Messaggero pubblicata il 03 febbraio 2012

    Del resto Fincher è anche regista di Social Network. E Millennium non parla di incesto, nazisti, tatuaggi, torture, parla del mondo sempre più immateriale in cui dobbiamo vivere. E della nostalgia del corpo che ne deriva.

  • Millennium - Uomini che odiano le donne

    di Valerio Caprara - Il Mattino pubblicata il 03 febbraio 2012

    La sceneggiatura di Steven Zaillian segue pedissequamente quella traccia in cui l'investigazione conta molto più dello scioglimento e così sembra che il kolossal giri talvolta a vuoto. Altro discorso per chi cerca nel film una radicalità nascosta nei dettagli, nell'ardente e ardimentosa qualità dei rapporti tra Blomqvist e Salander (...) La rigida classicità del pacchetto, in quest'ottica, per così dire, specialistica, finalmente si disunisce e Fincher può riprendere il controllo stagliando passaggi geniali e alcune sequenze da videoteca.

  • Millennium - Uomini che odiano le donne

    di Maurizio Porro - Corriere della Sera pubblicata il 03 febbraio 2012

    La trovata della storia non è il giornalista con molto fiuto e senza paura (...) ma Rooney Mara, la tosta ragazzaccia dalle sopracciglia bianche con pochi anomali sentimenti ma delle mille sevizie che senza casco, piercing, tatuaggi e moto potrebbe anche essere Audrey Hepburn.

  • Millennium - Uomini che odiano le donne

    di Adriano Ercolani - Film.it pubblicata il 02 febbraio 2012

    Rispetto alla compattezza e all'inventiva di "The Social Network", questo nuovo film di David Fincher segna un mezzo passo indietro, non tanto nella confezione accuratissima quanto nella fluidità della narrazione. Poi ovviamente all'interno del film ci sono almeno tre o quattro scene che sono cinema di livello altissimo, che tolgono il fiato per la loro semplicità e insieme per la loro potenza espressiva. Nel complesso però "The Girl With The Dragon Tattoo" in molti momenti gira a vuoto, si ferma quasi in contemplazione di paesaggi e situazioni senza avanzare spedito verso la soluzione del mistero.

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  • Millennium - Uomini che odiano le donne

    di Gianluca Arnone - Cinematografo.it pubblicata il 01 febbraio 2012

    Detto ciò, il film di Fincher ha tre indiscutibili meriti: 1) Non fa rimpiangere troppo il pur buono esperimento svedese. 2) Ha trovato in Rooney Mara (candidata all'Oscar) una Lisbeth Salander non meno ambigua di quella europea, asessuata a pari merito. Il suo corpo-segno rivestito anche se nudo, sovrascritto da tattoo, piercing, make-up, non è l'esibizione di un'identità che si maschera, ma la forma epidermica che sostanzia l'anima. In qualche modo epocale. Bene anche l'innesto di Daniel Craig al posto di Michael Nyqvist, ma The King of Drama è l'inarrivabile Christopher Plummer. 3) Ha realizzato i titoli di testa più belli degli ultimi anni. Sulle note di Immigrant song dei Led Zeppelin, Fincher sforna un videoclip tutto fuoco, petrolio e antracite. Un vorticoso métissage di linee, forme e colori. "Gli incubi di Lisbeth", lo ha chiamato. Per sognare, alla maniera di Saul Bass, l'arte che viene prima di tutto. Anche del film.

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  • Millennium - Uomini che odiano le donne

    di Marzia Gandolfi - MyMovies.it pubblicata il 31 gennaio 2012

    Millennium secondo Fincher innalza la temperatura interpretativa e chiarisce una volta per tutte che l'adattamento non è una traduzione (fedele) ma un'interpretazione, o perlomeno ne implica una. In questo senso la trasposizione dell'autore è qualcosa di diverso dal romanzo di origine, una riscrittura che scava più in profondità, producendo valore aggiunto, illuminando Larsson e concedendo un'ulteriore chance al suo romanzo.

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  • Millennium - Uomini che odiano le donne

    di Mauro Gervasini - Film Tv pubblicata il 31 gennaio 2012

    Il suo Millennium è come un trapano che perfora la patina ipocrita delle regole sociali, per le quali non si può fumare in ufficio, in ospedale o in casa, ma nessuno vede o sente che nelle viscere delle stesse dimore ci sono fanciulle fatte a pezzi.

  • Millennium - Uomini che odiano le donne

    di Federico Gironi - Comingsoon.it pubblicata il 30 gennaio 2012

    Complesso ed elegante come un oggetto di design capace di sintetizzare estetica e funzionalità, Millennium è un film da scrutare attentamente per coglierne l'intera portata teorica e concettuale, ma che basta vivere con il giusto e necessario coraggio per apprezzare nella rilevantissima carica di umanità affidata ai due personaggi protagonisti, due facce di una stessa, universale medaglia che si completano riconoscendosi, guarendosi e amandosi di un amore più complesso di quello fisico e passionale.

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  • Millennium - Uomini che odiano le donne

    di Fabiola Fortuna - FilmUp.com pubblicata il 09 gennaio 2012

    Un adattamento convenzionale di un romanzo inconsueto e selvaggio: non ci si deve mai aspettare una perfetta trasposizione su schermo di ciò che si trova all'interno di un testo scritto, ma forse questo tentativo si è allontanato troppo dall'anima stessa della storia originale.

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