Rassegna stampa per il film Men in Black 3 (Men in Black III) del 2012, diretto da Barry Sonnenfeld e interpretato da Will Smith, Tommy Lee Jones, Josh Brolin, Jemaine Clement, Emma Thompson, Michael Stuhlbarg, Mike Colter, Nicole Scherzinger.
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Voto rassegna stampa
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- Voto rassegna stampa 64
La nostra recensione
Ritorno al futuro degli uomini in nero
L'esistenza degli alieni, nonché soprattutto la loro presenza qui, sulla Terra, spiegherebbe molte cose. Non soltanto gli avvistamenti, i racconti di chi sostiene di essere stato rapito dagli U.F.O., i cerchi nel grano. No, alcune persone sono semplicemente troppo belle, troppo talentuose, o troppo cattive per essere umane. Per non parlare delle modelle che, come ha dovuto scoprire J a sue spese, sono senza possibilità di errore sempre aliene. Ecco svelato, quindi, il perché di tanti esseri ...
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Men in Black 3 - la recensione
di Alex Poltronieri - ondacinema.it pubblicata il 04 giugno 2012Tutto sommato, questo "MIB 3" funzionicchia abbastanza bene. Il problema è proprio la sceneggiatura, decisamente striminzita, nonostante ci abbiano messo le mani prima l'autore comico Etan Cohen e poi gli strapagati David Koepp e Jeff Nathanson: l'idea del viaggio nel tempo, in questo caso nella New York del 1969, per quanto risaputa, poteva prestarsi ad uno sfruttamento più intelligente. Invece molte ambizioni, e potenziali gag, restano sulla carta: come lo spaesato, e nero, agente J, che si ritrova negli Usa "razzisti" e paranoici degli anni '60, che guardano con sospetto ad un afroamericano che si aggira per la città con un completo elegante ed una macchina costosa. O molte annotazioni pop, su cui si sarebbe dovuto calcare di più la mano, a partire dalla sequenza alla "factory" di Andy Warhol, che si scoprirà essere un men in black sotto copertura, stufo di dover fotografare modelle "aliene" e dipingere barattoli e banane (simpatica anche la battuta su Mick Jagger). Ecco, l'impressione che da il film di Sonnenfeld è quella di un blockbuster dall'alto potenziale, in cui però non ci si è voluto prendere nessun rischio.
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Men in Black 3 - la recensione
di Federico Pontiggia - Cinematografo.it pubblicata il 24 maggio 2012Si sorride, non si ride, e si saluta il ritorno sulle scene di Will Smith, che a Hollywood ha un passo e una presenza da novello Tom Cruise: buona notizia, dunque, come pure il passo doppio di Lee Jones e Brolin, tutti scorza e distintivo, per tacere di Emma Thompson, fascinosa Woman in Black, che qui è O ma quale M di 007 - ci scusi Judi Dench - farebbe faville (...) Insomma, l'ucronia continua a farla da padrone, farcita di bon mots, 3D senza infamia né lode, effetti visivi, effetti alieni e tanta nostalgia per quel "piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l'umanità". Meno isolazionisti di The Avengers, il regista Barry Sonnenfeld e lo sceneggiatore Etan Cohen tengono l'alieno in due staffe: c'è quello buono, ma pure quello cattivo, da fronteggiare dietro uno scudo di reganiana memoria. Del resto, siamo in campagna elettorale, c'è Romney e c'è Obama: chi vincerà nemmeno MIB3 lo sa.
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Men in Black 3 - la recensione
di Marzia Gandolfi - MyMovies.it pubblicata il 23 maggio 2012Sequel e insieme prequel della saga di Sonnenfeld, Men in Black 3 cortocircuita presente e passato per rifare il futuro a partire dalla colonna sonora, che remixa "Love is strange" di Mickey & Sylvia con "Back in Time" del rapper Pitbull, raddoppia il senso di déjà vu, coniuga parodia e nostalgia, alza la temperatura emotiva, frequenta la Factory e rilegge l'arte pop di Andy Warhol, un MIB sottocopertura e talent-scout di alieni. A un pubblico giovanissimo, a cui difetta un'identità generazionale, Sonnenfeld regala quella di J, tuffato nel passato dai doccioni del Chrysler Building e determinato (e integrato) nell'America di Obama. Spielberg, produttore esecutivo dei men in black, affronta ancora una volta il mondo contemporaneo declinandolo al passato, citandolo al presente e cavalcando il vintage spazio-temporale alla ricerca dei sani valori americani e di un padre 'da uccidere' con una carica di affetto. Trionfano sul feticismo degli oggetti i tre protagonisti, che procedono a schermaglie pirotecniche e chiassose nell'orrore comico della storia, ristabilendo la pace contro l'irriducibile ostilità dell'alieno.
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Men in Black 3 - la recensione
di Daniela Catelli - Comingsoon.it pubblicata il 23 maggio 2012Non c'è niente di male nel fare film di serie B, di cui siamo tra i più convinti sostenitori, ma quando questi arrivano a sfondare il tetto di 200 milioni di dollari, c'è qualcosa di profondamente sbagliato nel sistema che li produce. Lo spettatore decida, secondo la propria indole, se - date le premesse - poteva andare assai peggio, o rammaricarsi per i soldi buttati e l'occasione persa.
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Men in Black 3 - la recensione
di Aldo Lastella - La Repubblica pubblicata il 23 maggio 2012Meno azione rispetto ai capitoli precedenti, ma si può apprezzare il consueto splendido lavoro di Rick Baker, mago del make-up, che anche in questo terzo episodio sbriglia la fantasia inventando un campionario di macchine e creature aliene da lasciare a bocca aperta. Di nuovo c'è il 3D, ormai elemento irrinunciabile per questo genere di film. Aggiunge qualcosa? No. Qualche bella panoramica di Manhattan, un paio di trovate nelle sequenze d'azione, ma sostanzialmente il 3D resta un gadget. Molto lontano dalla sua funzione narrativa pensata da Scorsese in Hugo Cabret.
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Men in Black 3 - la recensione
di Maurizio Porro - Corriere della Sera pubblicata il 23 maggio 2012Siamo quasi alle solite con i due agenti (...) fanno il loro ironico dovere, ma dire che l'attenzione sia spasmodica sarebbe mentire, nonostante inutili 3D. Due cose belle: la sequenza del salto nel passato (vero volo con vertigine) e i 127 nuovi mostri del maestro Rick Baker.
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Men in Black 3 - la recensione
di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa pubblicata il 23 maggio 2012Di Men in black III è carina l'ambientazione retrò, con il primo sbarco dell'uomo sulla Luna e alcune trovate divertenti: tipo l'entrata in scena di un bizzarro alieno, capace di percepire più dimensioni simultaneamente; oppure la trovata che anche Andy Warhol è un agente infiltrato del MIB, stufo di dover dipingere barattoli di zuppa per mantenere la sua copertura. Per la terza volta al comando di regia, Barry Sonnenfeld conferma la sua solita professionalità (...) e la sua vena umoristica; Smith e Jones sono la coppia indovinata che sappiamo, ma la vera sorpresa è Josh Brolin, che impersonando K giovane con sorniona ironia ruba la scena a tutti.
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Men in Black 3 - la recensione
di Dario Zonta - L'Unità pubblicata il 23 maggio 2012Il terzo capitolo di Men in Black , come si sarà capito , è una sorta di prequel dei precedenti con un'idea di sceneggiatura non certo originale, ma molto efficace per il suo immaginario (...) I fan della serie rimarranno affascinati perché oltre alla forza della storia, c'è anche l'uso mirabolante degli effetti speciali. Il 3D è anche in questo caso inutile, costa solo più della metà del biglietto normale.
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Men in Black 3 - la recensione
di Maurizio Acerbi - Il Giornale pubblicata il 23 maggio 2012Will Smith si limita a fare ciò che gli riesce meglio, ovvero esibire la sua incessante loquacità. Il 3D spesso inutile in analoghi prodotti , risulta qui un'arma in più per attirare pubblico in sala , soprattutto per l'incredibile scena della sequenza del salto nel tempo, dalla resa notevole. Un film per la famiglia, che diverte , regalando ai fan anche insospettabili colpi di scena.
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Men in Black 3 - la recensione
di Andrea Fornasiero - Film Tv pubblicata il 22 maggio 2012Nonostante la parte retrò, il film si conferma fedele allo spirito della serie e delizierà i fan non tanto con le scene d'azione eccessiva, quanto per il cozzare dell'inesauribile loquacità dell'agente J contro la silenziosa serietà dell'agente K.
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Men in Black 3 - la recensione
di Marco Triolo - Film.it pubblicata il 15 maggio 2012La lunga attesa dal secondo capitolo (uscito nel 2002) è servita a Sonnenfeld, per riprendere fiato, e a WILL SMITH e TOMMY LEE JONES per recuperare l'entusiasmo necessario e poter brillare nuovamente nei panni degli agenti J e K. Funziona la scelta di un plot semplice, basato sulla vendetta di un criminale alieno (Jemaine Clement) sbattuto in galera sulla luna da K nel 1969. Boris, questo il nome del cattivaccio, decide di tornare indietro nel tempo per uccidere K nel passato, ma J lo segue per impedire che il suo partner sparisca dalla storia.Tra spettacolari inseguimenti, i magnifici trucchi di Rick Baker, divertenti gag (BILL HADER nei panni di Andy Warhol, agente sotto copertura dei Men in Black, è esilarante) e l'umorismo sbruffone di un Will Smith impegnato a far valere i diritti dei neri in un'epoca in cui il presidente Obama era ancora parecchio lontano, "Men in Black 3" porta a casa il risultato con garbo e soprattutto grande cuore.
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Men in Black 3 - la recensione
di Francesco Lomuscio - FilmUp.com pubblicata il 14 maggio 2012Per circa 105 minuti di visione che, forse un po' troppo sbrigativi nel corso della loro spettacolare fase finale, in fatto di intrattenimento riescono comunque nell'impresa di risultare, fortunatamente, più vicini al gradevolissimo capostipite che al pessimo e inutile "Men in black 2".
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Senza celare neppure troppo, tra un fotogramma e l'altro, la fondamentale importanza dei ricordi.
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