Manhunter - Frammenti di un omicidio (Manhunter) è un film di genere drammatico, horror, thriller della durata di . diretto da Michael Mann e interpretato da William Petersen, Kim Greist, Joan Allen, Brian Cox, Dennis Farina, Tom Noonan, Stephen Lang, David Seaman, Benjamin Hendrickson, Michael Talbott.
Prodotto nel 1986 in USA.
Sceso di 682 posizioni rispetto alla settimana scorsa
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Trama
Will Graham, ex agente dell'Fbi, si è ritirato a vita privata a causa delle ossessioni mentali che gli ha procurato la caccia ad Hannibal Lecter, maniaco cannibale. Su invito di un collega decide però di tornare al lavoro. Un nuovo maniaco agisce in città, e per catturarlo Will non esita a rivolgersi allo stesso dottor Lecter, rinchiuso in prigione.
- Disponibile in dvd
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La Recensione
Frammenti di un capolavoro
Niente è lasciato al caso o all'improvvisazione. Tutto è in funzione di qualcosa e tutto ha valore solo nella misura in cui fornisce un'atmosfera atta a metaforizzare lo stato d'animo dei personaggi.
Le Immagini 37 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 39 totali
REGIA (1)
SCENEGGIATURA (1)
SOGGETTO (1)
RECITAZIONE (25)
PRODUZIONE (3)
CASE DI PRODUZIONE (2)
MONTAGGIO (1)
FOTOGRAFIA (1)
SCENOGRAFIA (1)
COSTUMI (1)
MUSICHE (2)
Le News Altre news: 3 totali
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Le atrocità del giovane Hannibal
Come già annunciato, ad ottobre inizieranno le riprese di 'Young Hannibal', ispirato al nuovo romanzo di Thomas Harris.
20.06.2005
Gli Articoli Altri articoli: 3 totali
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Michael Mann a Roma 2011: la Masterclass... non è acqua
Intervista
Il regista di Heat - La Sfida, L'ultimo dei Mohicani e Collateral arriva al Festival Internazionale del Film di Roma per una masterclass con i controfiocchi, durante la quale ha ripercorso per immagini, insieme al pubblico e ai giornalisti, la sua sfavillante carriera raccontando le 'collisioni' che hanno caratterizzato le sue incredibili opere cinematografiche.
30.10.2011
Curiosità Altre curiosità: 14 totali
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Specifiche tecniche
Girato in: 35 mm. Proiettato in: 35 mm (anamorfico) e 70 mm. Rapporto immagine: 2,20 : 1 (70 mm) e 2,35 : 1. Colore: a colori (Technicolor). Formato audio: 70mm a 6 tracce e Dolby (35mm). Lingua originale: inglese.
Bloopers Altri bloopers dal film: 6 totali
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Continuità
Una sigaretta, assente nella sequenza precedente, appare improvvisamente nella bocca di Graham mentre parla con Crawford per strada.
Frasi dal film Altre frasi dal film: 1 totali
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“ "So di non essere più furbo di lei" "E allora come ha fatto a prendermi?" "Lei era svantaggiato" "In che senso svantaggiato?" "Lei è pazzo" ”
Incassi Vedi tutti
Budget stimato per il film: $ 15.000.000
13 Commenti
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Verde e Rosso sono i colori dominanti quando c'è in Scena l'assassino. Le scene romantiche tra Will e la moglie sono fotografate in blu, ma il meglio per me è la cella di Lecter (Anzi Lecktor :wink
Come al solito la musica fa un tocco in più "in a gadda da vida" degli Iron Butterfly usata per la scena finale è ottima, ha qualcosa di molto magligno in se quel pezzo
Il montaggio poi è nervoso, la sparatoria finale a mio avviso è uno dei momenti migliori del film, è brutale, e il montaggio si adatta a tale brutalità.
Il film scava moltissimo nelle personalità dei personaggi, tutto il rapporto tra Will e il Dottor Lecktor è reso benissimo, per esempio la scena del prato verde, ripreso praticamente fuori fuoco, rende bene l'idea della confusione mentale del personaggio.
Insomma Michele Uomo sarebbe migliorato ancora nei film successivi, ma già questo resta un ottimo prodotto. In più ci sono alcune scene davvero memorabili, Brian Cox nei panni di Lecktor è fenomenale, l'attore nei panni di Dente di Fata / Drago Rosso, è pazzesco, roba da sperare di non incontrarlo mai per strada uno cosi :p
Gran bel film, sempre bello rivederselo
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beh, concordo. ce ne sarebbe da discutere su questo film, ma non lo rivedo ormai da anni. probabilmente sta alla base del thriller contemporaneo quanto e anche più de "Il silenzio degli innocenti" (per me Demme il film di Mann se l'è studiato:p). poi vabbè, Mann dirige divinamente, inutile ripeterlo: gli spazi, la città, quei profili psicologici ambigui, metropolitani…un gigante:cool
PS: il voto di Ragazzo bianco grida vendetta :p
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Speriamo non disturbi la quiete pubblica a furia di gridare:p. Che vuoi che ti dica, fermo restando che non l'ho visto esattamente nelle migliori condizioni possibili, ma comunque decenti, è un film che ho trovato molto buono, ma che non mi ha entusiasmato. Cos'ha di così straordinario? La fotografia? L'ambientazione? Sì, nient'affatto male ma Mann IMO ha fatto di meglio. Ne conservo un buon ricordo per il rapporto tra i personaggi, forse anticipa quella moda dei noir e crime-movie americani contemporanei in cui la lotta tra il buono e il cattivo diventa riflessione sul bene e sul male (cosa che c'era anche in passato, ma oggi mi pare vi si dia più rilievo). Per il resto nulla di così indimenticabile. Ah, molto gustosa la scena finale con la canzone degli Iron butterfly, un pezzo bellino, sinistro, ma anche divertente, chi ha visto una certa puntata dei Simpson sa cosa intendo
C'è anche da dire che è passato un bel po' di tempo dalla visione, magari rivedendolo mi sale, ma credo che ci penserò in un futuro molto remoto.
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la fotografia, l'ambientazione, la recitazione, la regia. come Mann mette mani al romanzo deformandolo alla sua "visione" (c'è un bel baratro fra questo e il prodotto patinato hollywoodiano di Ratner). e poi la fotografia della città coi colori pastello (già di Miami Vice) e le luci al neon (già di "Strade violente") che è il cinema metropolitano degli anni '80.
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Concordo perfettamente con l'opinione di Ragazzo bianco. :-)
Ho avuto la stessissima impressione……certo white boy l'ha descritta meglio di quanto io potessi fare.
Non è un thriller leggero e lineare, ma piuttosto ha una complessità intrinseca che va prima di tutto capita per poter essere apprezzata. Richiede quindi un maggior livello di attenzione e concentrazione. Nulla di astruso, sia ben chiaro. :wink:
Volendo fare un confronto con Il silenzio degli innocenti, visti gli evidenti fattori in comune, secondo me, quest'ultimo riesce a coinvolgere di più lo spettatore perchè punta di più sulla suspance, sui dialoghi, e sulle interpretazioni……..mentre Mann (e in questo caso il tocco registico e puramente tecnico si vede eccome!) invece punta maggiormente sull’analisi della psicologia dei personaggi e meno sull'azione privando (forse) di mordente al film, nonostante riesca perfettamente a creare un clima di grande tensione dall’inizio alla fine. Magari è solo una mia opinione…..cmq secondo me se da un lato sono degne di nota (e anche di più!) le interpretazioni di Lektor e Dente di Fata, lo è molto meno quella di Will Graham, ossia William Petersen, che non ho apprezzato granchè (meglio Grissom, quello gli riesce bene :wink
Ricapitolando…..lo svolgersi della storia è teso ma secondo me non sufficientemente avvincente, proprio per i motivi citati prima. Preferisco (come Ragazzo bianco) film come Seven, uno dei miei preferiti in assoluto, che risulta più lineare ma più coivolgente. Ma riesco a dare a questo Manhunter un 7.5. :xmas
La scena finale (e la canzone aiuta :cool) è straordinaria! E' sufficiente da sola a rendere il film un cult imperdibile. Dente di Fata è inquietantemente perfetto. Lektor si vede poco, ahimè. La musica al sintetizzatore che ci accompagna per buona parte del film è odiosa, ma sono gli anni 80 e c'è poco da fare. Regia e fotografia memorabili!
Da un certo punto di vista questo film mi ha ricordato Kubrick…..ma non ho i mezzi per giustificare questa impressione =^_^=
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Pensa che io a rileggermi non mi trovo più d'accordo con me stesso:p. Cioè continuo ad avere un buon ricordo del film, anche se non eccezionale (il fatto è che emotivamente Mann mi arriva a corrente alterna), però ora mi pare di aver fornito delle argomentazioni deboli, sarà che la mia visione del cinema è leggermente cambiata nel frattempo. Alla fine il discorso è sempre quello: sto film dovrei rivederlo con gli occhi di adesso, ma poi non lo faccio mai
Forse per questo:
Una profonda riflessione sullo sguardo quindi, per un certo verso analoga al discorso di Stanley Kubrick: lo sguardo come potere e come forza ri-creativa ma anche come limitazione, crisi, mistificazione; osservazione tramite "occhi chiusi-sbarrati". Guardare ed essere guardati.dalla rece di Movieplayer.
Fermo restando che nemmeno io ho i mezzi per capire bene cosa tutto ciò significhi:p. O meglio lo capisco, ma vedo Mann più come un grande esecutore con tematiche ricorrenti che non come un intellettuale del cinema. E forse sono anche influenzato dalle sue stesse dichiarazioni in proposito.
P.S.: da qualche parte ho letto che il ribaltamento dello sguardo è anche un tema di Orson Welles. Poi devo ancora capire dove stia sta cosa, però è quello che ho letto.
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Cazzarola, mi era sfuggita questa risposta. Cmq no, mi riferivo all'aspetto visivo, i colori, la fotografia…in ogni caso sono cose che (ho scoperto poi :p) Mann non ha ripetuto (mi pare :lookaround) negli altri suoi film successivi, nonostante Spinotti continuasse ad essere sempre lì. Insomma era solo una considerazione…sparata un pò a ca-so.
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La regia sfrutta bene la sceneggiatura che sfrutta bene le potenzialità della vicenda e degli sviluppi tra i personaggi.
Ben superiore al confronto col fiacco remake "Red Dragon", che pur godendo di un cast superiore, non convinceva nè trascinava.
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Il film è inoltre molto cervellotico, nel senso che lascia parecchio spazio alla riflessione (del protagonista ma anche dello spettatore), non dando mai nulla per scontato, ma costruendo punto per punto tutti i fatti e le "pensate" presenti nella vicenda. Da questo punto di vista CHAPEAU!!:-) E' uno dei pochi thriller dell'ultimo trentennio ad essere meticoloso fino a questo punto.
A differenza delle pellicole successive di Michael, qui manca un po' la componente emotiva, o comunque non è così rilevante come in altri casi (probabilmente, ha dovuto lasciare spazio alla parte "riflessiva" che nelle altre opere di Mann non è così eclatante). Le scene coinvolgenti da questo punto di vista sono davvero poche (mi viene in mente quando l'assassino va a casa della ragazza cieca).
Nel complesso un ottimo lavoro, inteso come fattura, però un po' poco "trascinante" per i miei gusti, per questo il mio giudizio non è molto alto (si, forse sarà anche la mancanza di azione a cui facevate riferimento nei post precedenti).
PS So che questa è la prima apparizione di Hannibal Lekter/Lektor sullo schermo, però per me, il cannibale resterà sempre Anthony Hopkins, con tutto il rispetto per Brian Cox! :-)
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