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M. Butterfly è un film del 1993 diretto da David Cronenberg
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M. Butterfly 1993 )

M. Butterfly è un film di genere drammatico della durata di . diretto da David Cronenberg e interpretato da Jeremy Irons, John Lone, Barbara Sukowa, Ian Richardson, Annabel Leventon, Shizuko Hoshi, Vernon Dobtcheff, David Hemblen, David Neal, Michael Mehlmann.
Prodotto nel 1993 in USA.

85 MovieScore (?)
basato su 40 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Nella Pechino del 1964, il diplomatico francese Renè Gallimard si innamora di una cantante dell'Opera di Pechino, Song Liling, grande interprete della Madama Butterflu di Puccini: sacrifica la moglie, compromette la carriere, passa alla donna documenti riservati per salvare il figlio che crede di aver avuto da lei...

La Recensione

I deliri esotici di René Gallimard

Si fa pienamente comprensibile - e apprezzabile - che, per un film così diverso, eppure così organico al complesso della sua opera, Cronenberg abbia compiuto scelte stilistiche in qualche misura inopinate, rispetto a quelle che eravamo soliti ammirare.

I deliri esotici di René Gallimard

L'arrocco da cui prendono avvio (quasi) tutte le partite a scacchi di David Cronenberg (leggasi: i suoi film), e quindi anche M. Butterfly, è la rappresentazione della cordiale impudenza, o cieca sfrontatezza, con cui il protagonista affronta l'esistenza. Convinto e sicuro di sé, risoluto nell'affermare la veridicità della propria percezione del mondo e tenace nel voler investire quel mondo delle azioni ritenute appropriate a lasciare un segno, l'uomo di Cronenberg entra in scena e lancia la sfida. E il terreno di confronto - in questo cimento il cui oppositore, talvolta e per paradosso, è l'indole non del tutto conosciuta del ...
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Cast e Personaggi Altri ruoli: 21 totali

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  • David Cronenberg: le ossessioni di un canadese normale

    Approfondimento David Cronenberg: le ossessioni di un canadese normale

    Il suo volersi posizionare al di fuori di certi circoli intellettuali unito alla sua naturale inclinazione verso il cinema di genere ne fa un regista perennemente in bilico tra l' "autore" all'europea e l' "uomo di cinema" all'americana.

    14.12.2005

Curiosità Altre curiosità: 3 totali

  • Specifiche tecniche

    Girato in: 35 mm. Proiettato in: 35 mm. Rapporto immagine: 1,85 : 1. Colore: a colori. Formato audio: Dolby. Lingua originale: inglese.

Frasi dal film Altre frasi dal film: 2 totali

  • “ Ambasciatore Toulon: Gli americani amano sentire quanto sono benvenuti. ”

3 Commenti

  • CASSIDY CASSIDY
    Altro Gran film di Cronenberg Ago. 1, 2009, 9:59 p.m.
    Continuo qui, perchè avevo assoluto bisogno dell'opzione Spoiler smile

    Ok, fin dalla
    Spoiler Mostra spoiler
    abbiamo uno spoiler grande come la Muraglia Cinese, sulal rivelazione finale del film, cosa che può essere una critica alla pellicola, ma una critica che lascia un pò il tempo che trova, perchè il bello del film è un altro:

    Spoiler Mostra spoiler


    In questo il film è l'ennesima analisi di uno dei temi Cronenberghiani ricorrenti, e fa del film qualcosa di sottilissimo, che solo uno con il talento di Davide Birra poteva gestire smile

    Finale perfetto a mio avviso, molto emotivo, ottime anche le musiche del fidato Howard Shore, che non rischiano mai di cadere nel Clichè Cinese, ne di citare troppo Puccini.

    0

  • Pike Bishop Pike Bishop
    "Un culto non colto" Ago. 1, 2009, 10:12 p.m. - Staff
    Siamo davvero passati al livello successivo della "nuova carne", profettizato in "Videodrome". Cronenberg con quest'opera supera sia la (con)fusione biologica de "La mosca" che la confusione psico-fisica di "Inseparabili": qui i corpi in questione non sono altro da sè per via del DNA, ma proprio perchè sono due corpi separati, uniti solo dal sesso
    Spoiler Mostra spoiler
    Ciò è immediatamente visibile allo spettatore, ma non al protagonista che continua a (non) vedere e a (non) riconoscer(si). Quello di Gallimard è un amore radicale che annebbia tutti i sensi, un amore ipercinematografico, perchè egli si innamora della sua proiezione ideale, dell'immagine-corpo fittizia, realizzata ad arte dalla sua mente. Come dice Gervasini, gran parte del cinema di Cronenberg è una continua variazione sul melò. E "M. Butterfly" è il suo risultato più estremo. Capolavoro assoluto.

    1

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Lug. 26, 2010, 11:17 p.m. - Staff
    Capolavoro non lo so, magari lo considererò tale rivedendolo altre volte, cosa che credo farò di sicuro, ma certo è un film enorme. Mi risulta molto difficile parlarne. Due parole mi vengono in mente per descriverlo in modo stringato: denso e fine. Denso di significati, di possibili letture. Fine perchè è di una finezza incredibile a partire dalla regia invisibile di Cronenberg per finire con l'interpretazione di Irons, qui sottile e bravo come non mi è capitato spesso di vederlo.
    A proposito di significati e letture possibili, IMo ha ragione chi lo definisce un dramma psicologico (e qui Cassidy e Pike hanno già detto molto), ma per me è ancora di più un film politico, non tanto per il contesto storico, quanto per il fatto di essere tutto giocato sul confronto tra Oriente (Lone) e Occidente (Irons), in cui le due parti sono attratte e respinte l'una dall'altra, se si guarda il film in termini di attrazione/repulsione sessuale, culturale e quant'altro ci si perde. In questo senso M Butterfly mi ha fatto capire perchè Bertolucci ami tanto il lavoro di Cronenberg, questo è il film che più si avvicina per stile e temi a quelli del regista italiano. Solo che Cronenberg ha una cosa che secondo me manca a Bertolucci: il senso del ritmo:p. A parte questo, un'altra possibile chiave di lettura è il collegamento testuale all'opera di Puccini, è chiaro che si tratta di un ribaltamento della trama della Madama Butterfly (anche se non è così per filo e per segno visto che Puccini ambienta il dramma in Giappone e non in Cina):
    Spoiler Mostra spoiler
    Ecco "finta" è un'altra parola chiave: il tema della finzione attraversa tutto il film anche per trovate visive, ci sono palcoscenici, specchi, vetri, tendaggi, sipari - la portiera dell'aereo che si chiude alla fine? Un sipario? Può essere - anche nella scena finale Gallimard
    Spoiler Mostra spoiler
    Insomma tutto questo dà un'idea di quanto sia denso e complesso questo film e di che razza di consapevolezza creativa deve aver avuto Cronenberg. Un genio, se mi era rimasto qualche dubbio ora posso abbandonarlo, al di là di tutto quest'uomo è un genio. E' anche, secondo me, un bellissimo film in costume. La ricostruzione d'epoca mi è sembrata accuratissima, i posti, le persone, sembrano vivi, non c'è particolare sfarzo, ma tutto si fa guardare con piacere, è strano da dire, ma per me è così.
    Chiudo con un "last but not least", la musica. Non fosse che ci si perderebbe molto M butterfly lo si potrebbe anche seguire a occhi chiusi, tanto la colonna sonora è bella e potente. Sarà che "Un bel dì vedremo" mi fa venire la pelle d'oca tutte le volte che la sento, ma c'è da dire che il regista lo sfrutta da Dio. Del finale ha già detto tutto Cassidy
    Finale perfetto a mio avviso, molto emotivo
    Sul tema principale di Shore non spendo una parola di più, è già tra i miei ascolti abituali, un bellissimo tormentone.
    Volevo dargli un 8, ma ho paura che potrei salire a 9. Mi riservo di votarlo dopo una seconda visione.
    Fa piacere vedere un bel film di tanto in tanto ehsmile.

    0

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