Rassegna stampa per il film La guerra è dichiarata (La guerre est déclarée) del 2011, diretto da Valérie Donzelli e interpretato da Valérie Donzelli, Jérémie Elkaïm, César Desseix, Gabriel Elkaïm, Brigitte Sy, Elina Löwensohn, Michèle Moretti, Bastien Bouillon.
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Voto rassegna stampa
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- Voto rassegna stampa 78
La nostra recensione
Ciò che amor vuole amore osa
La guerra è dichiarata, secondo lungometraggio di Valérie Donzelli dopo La reine des pommes è un'esperienza emotiva e visiva da non perdere. L'attrice e regista francese porta sul grande schermo i cinque anni più dolorosi e intensi della sua vita, quelli in cui insieme al compagno Jérémie Elkaïm, co-protagonista e co-sceneggiatore del film, ha lottato con tutte le forze contro il tumore al cervello del loro bambino Gabriel, scoperto dopo una TAC quando aveva solo diciotto mesi.
Nel ...
Rassegna stampa
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La guerra è dichiarata - la recensione
di Diego Capuano - ondacinema.it pubblicata il 04 giugno 2012L'imprevedibilità non risiede nel conoscere il destino del bambino, tanto che è palese a partire dall'incipit rivelatore l'intenzione di mettere lo spettatore davanti a un epilogo radioso, evitando ogni possibile ricatto che normalmente pur si addice a una storia del genere, quanto piuttosto nell'esplorazione della magia stessa del cinema, dalla possibilità del mezzo filmico di avvolgere la storia in un calderone dove tutto è possibile. La colonna sonora è variegata e l'utilizzo di tre voci off (!) è inglobato in una grammatica cinematografica oltraggiosa, con un complesso montaggio giocato su svariate modulazioni (intermittenze, aggressioni, fissità), costretto a inseguire uno sguardo sfrontato e ribelle, incapace di piangersi addosso e troppo preso dalla smania del da farsi, come ci trovassimo in un musical scatenato, un western audace o, per l'appunto, in un film di guerra.
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La guerra è dichiarata - la recensione
di Curzio Maltese - La Repubblica pubblicata il 01 giugno 2012Non un capolavoro, ma un film sorprendente per vitalità, intelligenza, humour.
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La guerra è dichiarata - la recensione
di Dario Zonta - L'Unità pubblicata il 01 giugno 2012Non solo la musica, ma anche la messa in scena, la fotografia, il montaggio, l'uso dei ralentì..tutto contribuisce alla "sospensione dell'incredulità". Alla fine La guerra è dichiarata è un film pervaso da una grande vitalità e forza emotiva.
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La guerra è dichiarata - la recensione
di Fabio Ferzetti - Il Messaggero pubblicata il 01 giugno 2012Un uomo e una donna scoprono che il figlio di un anno e mezzo ha un tumore al cervello. Segue film inclassificabile e geniale. A Hollywood un soggetto simile ispirerebbe un melodramma ricattatorio tutto scene madri e effetti in digitale, magari con echi new age. La francese Valérie Donzelli invece ne fa uno dei film più sorprendenti (e 'fusionali', per la capacità di fondere le forme e i generi più disparati) di questi anni. Un concentrato non di ottimismo, sarebbe sciocco, ma di energia, dunque di vitalità e di attenzione.
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La guerra è dichiarata - la recensione
di Massimo Bertarelli - Il Giornale pubblicata il 01 giugno 2012Intenso e delicato dramma familiare, scritto e diretto dalla stessa protagonista, Valerie Donzelli, che riesce a intenerire senza ricorrere ai ricatti. Con i sorrisi e l'ironia che ricacciano indietro le lacrime.
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La guerra è dichiarata - la recensione
di Carola Proto - Comingsoon.it pubblicata il 01 giugno 2012Quello che invece non convince, e finisce per irritare perfino il più strenuo sostenitore della sperimentazione, sono i manierismi in cui la regista finisce per cadere: dall'utilizzo arbitrario di diverse voci fuori-campo che spiegano scene già perfettamente comprensibili, all'inserimento, in uno dei momenti più drammatici della vicenda, dei due protagonisti che cantano il loro amore reciproco. E allora l'impressione che se ne ricava è di leziosa affettazione, perchè quando si vuole esse altro da tutto, si finisce per diventare autori nel senso peggiore del termine, e se ai tempi di Godard questo anticonformismo aveva una sua ragion d'essere, ai giorni nostri a poterselo permettere è forse solamente Lars Von Tier.
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La guerra è dichiarata - la recensione
di Federico Pontiggia - Il Fatto Quotidiano pubblicata il 31 maggio 2012L'hanno girato in casa con macchina fotografca, occhio lucido, zero ricatti e stile fichetto ma di sostanza: sceneggiatura a quattro mani e tre vite, non è un dramedy privato, ma una felice elaborazione pubblica con simboli ed enfasi mélo.
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La guerra è dichiarata - la recensione
di Marianna Cappi - MyMovies.it pubblicata il 30 maggio 2012Ma la vitalità che si sprigiona da Dichiarazione di guerra è tale, e la sincerità delle dichiarazioni d'amore che lo attraversano (una per tutte la canzone) è così reale e fragrante, che l'impatto del film va ben oltre il suo oggetto narrativo e si configura in primo luogo come una bellissima storia d'amore (...) È un racconto che segue una scelta precisa, quella di tenere fuori quadro gli aspetti negativi e dolorosi, ma non per questo invita ad un ottimismo fastidioso o si pone sopra le cose e le righe. Se mai cambia registro, ad ogni capitolo, quando si passa dalle serate hard rock a quelle insonni per il pianto del neonato, dalla rumorosa allegria della compagnia di amici alla silenziosa solitudine della camera sterile: la guerra, d'altronde, prevede diverse fasi e la necessità di aggiornare le proprie strategie. Ma non ci sono armi improprie in questa battaglia: nessun voyeurismo ingiustificato, nessun cinismo. I due protagonisti non solo non smettono di vivere, ma raddoppiano il colore, la velocità e l'intensità della loro esistenza. Per una volta, il messaggio (nella sua riuscita traduzione in immagini) è forse la cosa più bella del film.
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La guerra è dichiarata - la recensione
di Paolo Mereghetti - Corriere della Sera pubblicata il 30 maggio 2012(...) il vero colpo di genio è quello del ribaltamento del punto di vista. Quando la giovane coppia scopre che il figlio di 18 mesi ha un tumore al cervello, il film non adotta il punto di vista della vittima né segue l'odissea dei due genitori: racconta piuttosto la voglia di Romeo e Giulietta di reagire alla disgrazia. Non è uno scarto da poco: invece di mettersi dal punto di vista di chi soffre, sceglie di raccontare quello di chi reagisce, di chi lotta, di chi cerca in tutti i modi di non farsi schiacciare dal dolore. In questo modo l'inevitabile meccanismo di identificazione avviene non con la passività della tragedia ma con la volontà reativa di chi non vuole cedere alla disperazione.
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La guerra è dichiarata - la recensione
di Giona A. Nazzaro - Film Tv pubblicata il 29 maggio 2012Valerie Donzell attraverso questo vertiginoso delirio truffautiano che è La guerra è dichiarata, dichiara, in forme spericolate e e liberissime che il gesto del fare cinema è già in sé un pensare il mondo come possibilità di libertà.
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La guerra è dichiarata - la recensione
di Piera Detassis - Ciak pubblicata il 24 maggio 2012Una guerra vera e propria, dichiarata e combattuta, fra corse nelle trincee, i corridoi dell'ospedale, e truppe nemiche, i medici, i parenti ingestibili, le diagnosi spietate. Una guerra che i protagonisti Giulietta e Romeo combattono contro il tumore che morde il figlioletto Adam, 18 mesi. Una guerra ritmata, per nulla pietistica, con la musica energica a scandire i balzi di umore e le tempeste dell'animo, le speranze e le disillusioni.
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