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L'uomo nell'ombra (The Ghost Writer) è un film del 2010 diretto da Roman Polanski
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L'uomo nell'ombra 2010 )

L'uomo nell'ombra (The Ghost Writer) è un film di genere drammatico, giallo, thriller della durata di . diretto da Roman Polanski e interpretato da Ewan McGregor, Pierce Brosnan, Olivia Williams, Kim Cattrall, Tom Wilkinson, Timothy Hutton, James Belushi, Jon Bernthal, Robert Pugh, Daphne Alexander.
Prodotto nel 2010 in Germania, USA e distribuito in Italia da 01 Distribution il giorno .

74 MovieScore (?)
basato su 140 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Dopo aver lasciato il suo l'incarico, in seguito alla morte in un disgraziato incidente del suo predecessore, il premier britannico Adam Lang accetta uno dei più cospicui anticipi della storia per scrivere uno scottante memoriale sulla sua vita e sugli anni in cui è stato al potere. Per completare il libro, Lang assolda un ghostwriter che ben presto scopre molti più segreti di quanti l'ex primo ministro intenda rivelare. Quando lo scrittore lo raggiunge su un'isola sulle coste orientali degli Stati Uniti, Lang viene accusato di attività illegali, connesse a terrorismo e torture. Le loro vite di colpo sono in pericolo...

Perché vederlo:

Per chi ama i thriller in cui le vicende politiche s'incrociano con le storie di delusioni e tradimenti, che addensano l'atmosfera di suspence. Per chi crede che nulla è mai come sembra. Per seguire l'opera che segna il sofferto ritorno del regista Roman Polanski.

La Recensione

All'ombra della scrittura

Tratto dal best seller di Robert Harris, 'The Ghost Writer' segna il gradito ritorno di Roman Polanski alle atmosfere thriller delle origini, in cui momenti di suspense hitchcockiano si alternano a tocchi di humour nero e grottesco.

All'ombra della scrittura

L'immagine più emblematica e affascinante di The Ghost Writer (che sarà distribuito in Italia con il titolo L'uomo nell'ombra) si trova proprio nell'inquadratura finale: un mucchio di fogli svolazzanti, gli unici in grado di rivelare le trame complottiste che legano un ex primo ministro britannico con alcune operazioni di tortura condotte dalla CIA, si sparpagliano nella stessa strada dove era cominciata l'avventura del ghostwriter Ewan McGregor, assoldato dall'ex premier Adam Lang (Pierce Brosnan) per ultimare le sue memorie. Senza rivelare troppo sul colpo di scena finale di questo intrigo spionistico - che ricorda da vicino la lezione hitchcockiana (tanto cara ...
[ continua a leggere ]

Trailer e video 8 totali

L'uomo nell'ombra - Trailer Italiano

00:01:45 L'uomo nell'ombra - Trailer Italiano

Le Immagini 36 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 34 totali

Le News Altre news: 16 totali

Gli Articoli Altri articoli: 9 totali

Curiosità Altre curiosità: 1 totali

  • Berlinale 2010

    Presentato al Festival internazionale del Cinema di Berlino 2010 nella sezione In Concorso.

Premi e Nomination Altri premi e nomination: 27 totali

Incassi Vedi tutti

Budget stimato per il film: $ 35.000.000

Record incassi

52° maggior incasso italiano per la stagione 2009/2010.
90° maggior incasso internazionale per l'anno 2010.

INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 04 agosto 2010) 3.624.571 €

INCASSI IN USA (aggiornato al 21 giugno 2010) 15.541.549 $

INCASSI NEL MONDO (aggiornato al 06 dicembre 2010) 60.000.000 $

17 Commenti

  • BaroneBirra BaroneBirra
    Apr. 12, 2010, 6:14 p.m.
    Ottimo ritorno alla regia di Roman Polanski, che ancora una volta si conferma regista di gran classe. Thriller politico ben costruito, in cui la tensione è continuamente palpabile, anche nei momenti più blandi del film; tensione che spesso viene smorzata da un umorismo tipicamente "brittish".
    Ottimi i due protagonisti maschili: Pierce Brosnan, nel ruolo di Adam Lang, ex-primo ministro inglese, che sta stendendo la sua autobiografia. Personaggio ambiguo, ispirato a Tony Blair, la cui vera natura non verrà mai a galla, sempre in bilico, anche a causa di una vita privata non sempre esemplare.
    Ewan McGreor è il nuovo "ghost writer" di Adam Lang, che tentando di scoprire la verità sulla morte del suo predecessore, avvenuta in circostanze misteriose, finirà con venire a conoscenza di inquietanti quanto pericolosi segreti. Il suo ruolo è costruito sul modello di personaggi hitchockiani in film come "L'uomo che sapeva troppo" e "Intrigo internazionale".
    Polanski usa la telecamera in maniera fantastica e ciò si nota soprattutto nel finale, che per quanto prevedibile, è assolutamente spettacolare.

    3

  • ele75 ele75
    Apr. 12, 2010, 7:10 p.m.
    Sono d'accordo con il Barone. Gran bel film, sono andata a vederlo solo perchè Polanski è praticamente una garanzia, e come al solito non ha deluso.
    Fotografia perennemente virata al grigio, bravissimi interpreti (si, pure Pierce Brosnam e Kim Cattrall:p) e dei dialoghi deliziosi, che riescono a far ridere nonostante la tensione che il film mantiene per tutta la sua durata.
    E una hola per le chiappe di MacGregor (scusate :p).
    Ele:inlove

    3

  • Berto Berto
    Apr. 13, 2010, 11:15 p.m.
    Buon ritorno per il tanto discusso Roman Polanski… L'UOMO NELL'OMBRA, seppur non si possa definire "grande film", si dimostra thriller spionistico di più che godibile coinvolgimento e sopraffina classe.
    Pur confezionando un prodotto di genere, Polanski fa trasparire un chiaro ed esplicito riferimento alla figura di Tony Blair, attraverso il personaggio interpretato dall'impeccabile Pierce Brosnan, affibiando così all'opera una chiave di lettura decisamente politica… Scelta tanto coraggiosa quanto rischiosa ma comunque felice data l'intrigante e massiccia carne al fuoco, nonostante difetti di intensità ed emozione nei punti topici.
    Per quanto riguarda il cast… Detto già di Brosnan, McGregor offre la sua solita dignotosa performance mentre brilla particolarmente l'interpretazione dell'affascinante Olivia Williams.
    In sintesi, un thriller di indiscutibile valore, non mastodontico ma comunque pregevole.

    -1

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Apr. 17, 2010, 7:42 p.m. - Staff
    E' un film che crescerà col tempo e con le visioni. Bel thriller, molto politico e quindi molto pessimista e cinico, così come lo era quel monumento noir di "Chinatown". Sulla carta magari da Polanski non ce lo si aspettava (tra questo film e "Shutter Island" di Scorsese si possono fare debiti e ovvi paragoni) ma la sua regia piana e (stranamente) classica, che non tenta la strada della forzatura espressiva, dona al film una compattezza visiva maiuscola. Bravo Ewan McGregor, fantasma che si aggira tra i segreti blindati dei potenti, che passando da semplice trascrittore a vero scittore alla ricerca della sua storia, della sua verità, diviene la penna interna che scrive il film e il suo epilogo (quale più suggestivo e metaforico della scena finale?). Ombra gemella, quella della moglie del politico Lang (un cialtronesco Brosnan che fa perfettamente il verso a Blair), Ruth, interpretata con la giusta dose nevrotica da Olivia Williams.
    L'atmosfera cupa è quella tipica polanskiana (il mare, tanto caro al primo Roman, che trasporta sulla spiaggià il cadavere del predecessore di McGregor, e circonda la grigia isola) permeata da un umorismo nero e grottesco (la figura dell'inserviente che spazza il portico nonostante il vento vanifichi il lavoro, lui che gira e rigira finisce per mangiare sandwich) che rimanda non poco a "L'inquilino del terzo piano", anche per come il ghost writer perseguitando a seguire le orme di chi l'ha preceduto, si getta a corpo morto in una strada che non può non portare all'autodistruzione.

    3

  • CASSIDY CASSIDY
    Nuovo film...stesso grande Polanski Apr. 18, 2010, 1:39 p.m.
    Si possono dire un sacco di cose su Polanski, quella che penso mette d'accordo tutti è una: Fa bei film smile

    Facile capire perchè Polanski ha deciso di adattare il romanzo "The Ghost Writer", oltra a dargli la possibilità di ricalcare ancora una volta di un cinema hitchcockiano, questo film contiene tante delle ossessioni e tematiche del cinema di Polanski.
    L'isola/bunker del primo ministro, con le sue finestre hanno qualcosa de "La finestra sul cortile" ma ancora di più de "L'inquilino del terzo piano" il percorso del Fantasma McGregor, che lentamente si ritrova a ripercorrere le scoperte e la vita del suo predecessore, hanno moltissimo in comune con il neo inquilino interpretato proprio da Roman.

    Se Hitchcock odiava gli attori, Polanski invece no, è cava sangue anche dalle rape, in questo film abbiamo la seconda miglior interpretazione di Kim Cattrall (La prima se conoscete i miei gusti sapete quel'è :winksmile e persino Pierce Brosnan libero dalla faccette alla Bond, regala un ottima prova, ricalcata sul ex primo ministro Inglese Tony Blair e la sua discussa alleanza politica con un il (Per fortuna) ex Presidente Americano fautore della guerra al terrore.

    Ewan McGregor è un fantasma, che si ritrovavo in un gioco più grande di lui, in questo ricorda il Redford de "I tre giorni del condor", ma lui (e Polanski) hanno un umorismo nero (o forse è meglio dire British) maggiore. La sua interpetazione è davvero impeccabile. Un pò più sopra le righe (e quindi sospettabilissima) ma comunque molto funzionale Olivia Williams nei panni della sofferente moglie del premier.
    Un pelato Jim Belushi (Mamma mia che Shock!) e un centenario Eli Wallach imprezziosiscono il cast smile

    Non posso che pensare al recente Shutter Island di Scorsese, Polanski scegliendo anche lui una storia più mainstream riesce a mantenere la sua poetica e le sue tematiche. Se alle prese con un film "Su commissione" sia riuscito meglio Polasnki o Scorsese, questa come dice Lucarelli, è un altra storia… (Paura eh? smile)

    Anche se alcuni colpi di scena (pochi per la verità) sono comprensibili, il film risulta solidissimo, e il finale è un colpo di genio che merita di essere scoperto vedendo il film. Il Ghost Writer proprio come l'inquilino segue il suo destino fino alla fine, e con tutti questi intrighi politici di mezzo, se il film fosse terminato 5 secondi prima, sarebbe stato un santino di buonismo che avrebbe in qualche modo macchiato il film, invece cosi lo imprezziosisce con un ombra di nerissimo realismo.

    Due parole sul doppiaggio…mi sembra il classico film che doppiato comunque perde, per gli accenti si, ma anche per le prove degli attori, anche il titolo Italiano non ha la stessa efficacia.

    1

  • salvofx salvofx
    Giu. 15, 2010, 2:35 p.m.
    Roman Polansky mi ha spinto a vedere questo film. Personalmente penso sia un peccato. Una bellissima trama, davvero originale…ma il film a mio parere si sviluppa su tempi troppo,estremamente, lenti. Ho faticato a reggere fino alla fine senza farmi distrarre da altro.
    Aspetto pazientemente qualcos'altro da questo regista!
    Buona visione

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Ago. 9, 2010, 11:10 p.m. - Staff
    Ragazzi, questo l'ho visto qualche giorno fa, davvero bellino, ma mi preme innanzitutto chiedervi come avete interpretato il finale.
    Spoiler Mostra spoiler
    Devo essermi perso qualche passaggio oppure non riesco a fare 2 + 2, scusate. Chiarimenti?

    0

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Ago. 12, 2010, 12:01 p.m. - Staff

    Spoiler
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    Spoiler Mostra spoiler

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Ago. 12, 2010, 12:20 p.m. - Staff

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    Sì, avevo pensato anche a questa e mi pareva logica, solo che c'è un dettaglio non da poco.
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    O c'è qualcosa che mi sfugge (e a questo punto credo e spero che sia così) oppure ci troviamo di fronte a un errore IMO.

    0

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Ago. 12, 2010, 12:43 p.m. - Staff
    Sì, avevo pensato anche a questa e mi pareva logica, solo che c'è un dettaglio non da poco.

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    O c'è qualcosa che mi sfugge (e a questo punto credo e spero che sia così) oppure ci troviamo di fronte a un errore IMO.


    lui doveva essere un sorvegliato speciale.
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    .
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  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Ago. 12, 2010, 1:12 p.m. - Staff
    lui doveva essere un sorvegliato speciale.

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    .

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    Ok, quindi è così che è andata. Stando così le cose è un finale che a tempistica non mi soddisfa in pieno. Amen, resta un bel filmsmile.

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  • CASSIDY CASSIDY
    A me è piaciuto così... Ago. 24, 2010, 8:03 p.m.
    Ok, quindi è così che è andata. Stando così le cose è un finale che a tempistica non mi soddisfa in pieno. Amen, resta un bel filmsmile.


    Io la penso come Pike, il personaggio
    Spoiler Mostra spoiler

    Secondo me quella tempistica così ristretta funziona benissimo cinematograficamente parlando, perchè lascia il tempo (Poco) agli spettatori di sperare in un
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    A mio avviso è stata uan trovata azzeccata :wink:

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  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Ago. 24, 2010, 8:37 p.m. - Staff
    Non so, probabilmente dovrei rivederlo, cosa che credo farò anche, perchè tutto sommato mi è piaciuto, non si può dire che non sia quanto meno un buon film. Forse rivaluterò il finale, forse no, quien sabe:p. Però bello è bello.

    0

  • CC CC
    Nov. 28, 2010, 1:46 p.m.
    La cosa che mi è piaciuta di più di questo film è il fatto che racconti una storia credibile e "semplice", in un certo senso classica.
    Devo dire che c'è stato un momento in cui mi stavo un pò annoiando ma questo non vuol dire che il film non mi sia piaciuto o che non ne consiglierei la visione.
    A me non è arrivata tanto la tensione nel senso che il personaggio interpretato da McGregor non comunica in nessun momento l'adeguata paura rispetto ai fatti che stanno accadendo.
    Buona parte della sua riuscita il film la deve al finale.

    Sulla scia del discorso sollevato da Ragazzo bianco due cose mi chiedo:
    Spoiler Mostra spoiler

    0

  • CC CC
    Dic. 1, 2010, 9:42 p.m.
    A me non è arrivata tanto la tensione nel senso che il personaggio interpretato da McGregor non comunica in nessun momento l'adeguata paura rispetto ai fatti che stanno accadendo.

    Volendo mettere a fuoco questa questione diciamo che il personaggio interpretato da McGregor non è un agente professionista ma si comporta un pò come tale.
    Non ha paura di niente, prende con lucidità decisioni anche quando si trova in pericolo di vita, sa come muoversi (anche fisicamente), ha talmente tanto sangue freddo da riuscire a stabilire di chi può fidarsi e di chi no, chi contattare e chi no.
    Certo alla fine del film capiamo che qualche errore di valutazione l'ha commesso tuttavia il suo comportamento in questa vicenda è troppo poco goffo e pauroso per un uomo comune.
    La mia è una sensazione del tutto personale tuttavia credo sia questo il motivo per cui la vicenda non mi ha trasmesso nessuna tensione.
    Non lo so, credo che l'intero film sia impostato in maniera tale da non comunicare tensione allo spettatore e questo io l'ho vissuto più come un pregio che come un difetto.
    La mia impressione è che questo film eviti volutamente di comunicare emozioni (di qualunque tipo) mirando più che altro ad essere elegante, raffinato, imparziale racconto di fatti.
    In questo caso la freddezza non è negativa.

    0

  • Damiax Damiax
    Mar. 13, 2012, 7:17 p.m.
    Finalmente, dopo numerosi tentativi falliti, oggi pomeriggio sono riuscito a vederlo su Joi: avvincente thriller politico europeo ben scritto e diretto da un Roman Polanski in forma smagliante, con un ottimo cast capitanato dai bravissimi Ewan McGregor e Pierce Brosnan. E' un peccato, questo film sarebbe potuto essere qualcosa di più: comunque merita la visione!

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Gen. 20, 2013, 8:58 p.m. - Staff
    La seconda visione ha giovato molto. Imbevuto di morte fin dall'inizio, il film è un'esplorazione del mondo della politica e dei suoi loschi "dietro le quinte" condotta con il metodo dell'indagine. Quindi un mistery, un giallo, un thriller politico. Occorre essere ben disposti (magari amare il genere) e soprattutto non perdersi una battuta di dialogo. E' un film intelligente che richiede spettatori attivi. Difetti? Personalmente presenta come scandalosa e eccezionale una realtà che io, forse qualunquisticamente, non giudico così incredibile. I politici sono corrotti e chi più chi meno lo sono tutti. Mentono, recitano e se messi alle strette possono anche arrivare a far uccidere chi sa troppo. Tutto è gioco di potere, tutti hanno come obiettivo la scalata e tutto questo si traduce nel curare gli interessi dei potentati economici (i fabbricanti di armi in questo caso). A volte ho la sensazione che questa cosa la sappiano anche i sassi e se ne parli a occhi strabuzzati solo perchè purtroppo non c'è molto altro da fare. Polanski grida alla sorpresa dove la sorpresa ormai non c'è più. Per questo e anche per il linguaggio piuttosto classico mi ha ricordato certi thriller degli anni '70. Ennesimo film "vecchio dentro" insomma. Ok, i difetti finiscono qui, ora parliamo di tutto il resto che merita solo lodi sperticate o quasi. La sceneggiatura non sarà nuova, ma è solidissima, una bomba a orologeria. Gli attori sono al meglio, McGregor è molto tra le righe e non sembra nemmeno che reciti per questo forse non lascia molto il segno, ma a ben vedere nel ruolo è perfetto. Bene anche Brosnan e Olivia Williams che qui trasforma il suo bel faccino da signorina della porta accanto in qualcosa di molto più ambiguo, sospettoso. Giorni fa ho sentito un'intervista a Polanski in cui rifletteva sul fatto che sceglie gli attori anche per i tratti fisici, vuole che il loro aspetto suggerisca già quello che sono i personaggi. McGregor apparentemente impacciato e un po' ingenuo (e in effetti il suo personaggio è un vero idiota, curioso e incosciente, povero lui), Brosnan "faccia da copertina" e politico col sorriso a 350 denti, Williams apparentemente innocua ma visibilmente subdola, falsa e con lo sguardo di quella pronta a scuoiarti vivo a dispetto della sua apparente fragilità. A questa visione ho notato anche qualche analogia con la struttura base di Viale del tramonto: lo scrittoruncolo che annusa il colpo grosso, entra nel "gran mondo", scava nei vizi e nelle debolezze di quel mondo e ne rimane schiacciato. Polanski fa con la politica quello che Wilder aveva fatto con Hollywood. Con la differenza che il protagonista qui è più candido di Joe Gillis/William Holden. Non mi metto nemmeno a parlare delle atmosfere claustrofobiche e di paranoia strisciante, si sa che il regista ci sguazza da circa mezzo secolo in quei contesti (l'isola, il cielo plumbeo, l'alberghetto deserto ecc). Un po' poco credibile il messaggio lasciato dal predecessore del ghost writer con le lettere all'inizio di ogni capitolo del libro, ma amen. Di solito Desplat lo trovo un compositore sopravvalutatissimo, qui devo dire che fa un bel lavoro per quanto molto derivativo delle partiture hitchcockiane di Hermann. D'altronde cosa non è derivativo oggi?
    E diamoglielo questo punto in più: 8.


    Spoiler
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    Perchè è un idiota, poverino:p. Ma per tutto il film a pensarci si comporta in modo stupido e autodistruttivo. La curiosità, direi anche l'ingenuità (a volte sembra non rendersi conto del pericolo che corre a non farsi gli affari suoi, ma forse la sua sicurezza è dovuta alla fiducia nei confronti del sistema… "Ho a che fare con dei politici, mica con dei mafiosi assassini" avrà pensato) e forse anche un moto di onestà
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    Cinematograficamente tutto funziona molto bene, direi che è chiaro fin dal'inizio che
    Spoiler Mostra spoiler

    In più punti mi veniva da alzarmi dalla sedia e dirgli una cosa come "Ma cretino, fatti gli affari tuoi, finisci il lavoro, fatti pagare e tornatene a casa":p.

    0

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