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J.S.A. - Joint Security Area (Gongdong gyeongbi guyeok JSA) è un film del 2000 diretto da Park Chan-Wook
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J.S.A. - Joint Security Area 2000 )

J.S.A. - Joint Security Area (Gongdong gyeongbi guyeok JSA) è un film di genere drammatico, giallo, guerra della durata di . diretto da Park Chan-Wook e interpretato da Lee Yeong-ae, Lee Byung-hun, Song Kang-ho, Kim Tae-woo, Shin Ha-kyun, Gi Ju-bong, Kim Myoeng-su, Kim Tae-hyeon.
Prodotto nel 2000 in Corea del Sud - uscita originale: (Corea del Sud) - .

82 MovieScore (?)
basato su 16 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

In un villaggio confine tra le due Coree, i soldati si fronteggiano a pochi metri l'uno dall'altro. La morte di due soldati della Corea del Nord fanno cadere i sospetti su Lee Soo-Hyuk, trovato ferito proprio nella terra di nessuno. Le due Coree si accusano l'un l'altra e invocano l'intervento di una forza di pace composta da stati neutrali. Sophie E. Lang è incaricata di seguire il caso, e sembra la persona più adatta: è un capitano dell´esercito svizzero figlia di un coreano e di una europea, ma si trova presto davanti ad una situazione più complessa del previsto, complicata dal suicidio del principale testimone.

La Recensione

Ritratto di un'amicizia

Prima di Old Boy e delle altre pellicole che compongono l'ormai nota "trilogia della vendetta", Park Chan-Wook ha magistralmente diretto questo thriller giudiziario, adattamento del romanzo DMZ, di Park Sang-yun.

Ritratto di un'amicizia

Prima di Old Boy, e delle altre pellicole che compongono l'ormai nota "trilogia della vendetta", Park Chan-Wook ha magistralmente diretto questo thriller giudiziario, adattamento del romanzo DMZ, di Park Sang-yun. Panmunjom, 38° parallelo. Nell'area di confine tra la Corea del Sud e quella del Nord, il capitano dell'esercito svizzero Sophie E. Lang (interpretata dalla stupenda Lee Yeong-ae) e un ufficiale svedese (entrambi della NNSC, la Commissione di supervisione delle Nazioni Neutrali), sono incaricati di indagare sull'omicidio di due guardie del Nord ad opera di un soldato del sud, Lee Soo-Hyuk (Lee Byung-hun). L'ambiguità delle testimonianze sarà ulteriormente aggravata dal suicidio ...
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Le Immagini 7 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 45 totali

Curiosità Altre curiosità: 2 totali

  • Record d'incassi in Corea

    Superando a soli quindici giorni dalla data d'uscita nei cinema il traguardo del milione di biglietti venduti, J.S.A. - Joint Security Area, è divenuto il film di maggiore incasso del periodo, superato l'anno dopo da Friend di Kwak Kyung-taek.

2 Commenti

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Mag. 29, 2011, 10:20 a.m. - Staff
    Per dirla con Cassidy, è un film stranissimo e forse è il complimento migliore che gli si può fare. Però IMO convince e non convince. La regia è ineccepibile. Punto. Park si scatena in virtuisismi e manierismi, alcuni molto "nouvelle vague" (inventivo quel dialogo tra i protagonisti nella cantina ripreso in piano sequenza con la mdp che ruota su suo asse e riprende a turno i personaggi che parlano di cose diverse, per far capire che nel frattempo cambiano argomento durante la conversazione). Ricerca nuovi modi di rappresentazione, ne ricicla altri, sempre con gran gusto. il film non si capisce che direzione vuole prendere, fatica a decollare poi diventa una sorta di Rashomon, ma anche quella struttura di base dura poco e lascia spazio a lunghi flash back che mostrano una delle storie di amicizia virile più oneste, emozionanti, sincere che io abbia mai visto. E grazie al suo stile Park evita che tutto cada nella retorica e nell'eccesso di miele. Risultati alterni, non mi ha convinto del tutto, a tratti rallenta un po' e l'ho trovato poco organico, ma nel complesso è un film molto molto buono e che può piacere assai.

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  • Pike Bishop Pike Bishop
    Mag. 29, 2011, 10:40 a.m. - Staff
    a me è piaciuto molto, anche se è vero che nel suo complesso può avere qualche calo soprattutto per l'uso di liberissime strutture narrative che tendono a disorientare. infatti il film parte come un thriller processuale, per diventare un film bellico sull'assenza di guerra, per poi trasformarsi in kurosawiano e umanissimo ritratto di amicizia fra soldati. Park è stiloso, c'è poco da fare, lo adoro: qua tra l'altro fa parlare appunto le difficoltà e ingenuità di quattro amici in bilico su una striscia di terra che è la storica ferita a cielo aperto della Corea. come se fossero due mondi che si rispecchiano, cercando/avendo paura di (auto)distruggersi.

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