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MOVIESCORE
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Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il Moviescore.
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- movie score 56
La nostra recensione
As Time Goes By
Il tempo è denaro per Will Salas e per tutta la popolazione della zona povera di Dyton. Abitante di un mondo che sembra aver sconfitto il gene dell'invecchiamento, quest'umanità disperata nasce con un orologio corporeo al polso che, allo scattare del venticinquesimo compleanno, inizia a scandire i secondi di un ultimo anno di vita. Da quel momento inizia una folle corsa per la sopravvivenza alla ricerca di tempo da guadagnare in modo lecito e spesso illecito. Colpito da ...
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In Time - la recensione
di Vincenzo Lacolla - ondacinema.it pubblicata il 20 febbraio 2012Che l'originale idea di partenza presenti interessanti nessi con il mondo attuale (specialmente in tempi di crisi economica e di disuguaglianze) è evidente; il risultato però non è altrettanto stimolante. Andrew Niccol in questo film tende a non approfondire nessun aspetto, sminuendo con superficialità sia i contenuti che l'estetica cinematografica. "In Time", man mano che procede, si rivela convenzionale, piatto, prolisso. Mentre, infatti, all'inizio ha un buon ritmo e si lascia seguire, dopo i primi quaranta minuti comincia a girare su se stesso, diventando macchinoso, prevedibile, sterile. Neanche le sequenze d'azione riescono a risollevare un minimo l'interesse per uno sviluppo narrativo che è già stato abbondantemente visto e sentito.
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In time - la recensione
di Marzia Gandolfi - MyMovies.it pubblicata il 20 febbraio 2012Niccol aggiorna il suo cinema alla crisi economica e alle logiche stringenti che si sono affermate nel mondo contemporaneo, focalizzando la sua attenzione sulle speculazioni e sul ridimensionamento del singolo davanti agli organismi di potere sempre più estesi e transnazionali. La teoria del film, come la sua materia, è manifestazione dell'umanesimo che resiste al culto del capitale e dell'accumulo 'temporale', misurando la disuguaglianza sociale. Il regista scrive, dirige e produce per questo un ribelle che insorge per rivendicare il valore dell'autodeterminazione politica degli individui e per manifestare il bene come forza materiale, fisica, determinante la vita, determinante per la vita.
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Will è l'imprevisto che non si può impedire, è una corsa contro il tempo (ma per il tempo) che sfugge al controllo e ai controllori, è la peripezia dell'abbraccio, è un corpo abbracciato e da abbracciare per sentire finalmente il mondo nella propria carne. -
In time - la recensione
di Roberto Escobar - L'Espresso pubblicata il 17 febbraio 2012L'idea narrativa è buona, ma regia, sceneggiatura e cast ne fanno un insopportabile fumettone.
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In time - la recensione
di Gian Luigi Rondi - Il Tempo pubblicata il 17 febbraio 2012I ritmi sono scattanti, le immagini nitide, gli interpreti convincono.
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In time - la recensione
di Giulia D'Agnolo Vallan - Il Manifesto pubblicata il 17 febbraio 2012In Time è più bello sulla carta che da guardare, perché Niccol non traduce visivamente l'originalità delle sue premesse aldilà dell'immagine di un furto sterile e grigio (...) ma rimane un film affascinante.
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In time - la recensione
di Giulia D'Agnolo Vallan - Il Manifesto pubblicata il 17 febbraio 2012In Time è più bello sulla carta che da guardare, perché Niccol non traduce visivamente l'originalità delle sue premesse aldilà dell'immagine di un furto sterile e grigio (...) ma rimane un film affascinante.
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In time - la recensione
di Antonio Bracco - Comingsoon.it pubblicata il 16 febbraio 2012I film di Andrew Niccol allettano fin dal primo sguardo in vetrina. Le poderose idee di partenza sono armi a doppio taglio, perché non fanno sconti alla solidità dello sviluppo. In Time, senza avambracci numerati, è la storia di due fuggitivi che tentano di rovesciare un sistema classista, rapinano banche distribuendo ricchezza ai poveri, improvvisandosi Bonnie e Clyde con il sangue di Robin Hood. Interpretati da Justin Timberlake e Amanda Seyfried, i due attori non sempre risultano credibili nelle diverse provenienze sociali dei loro personaggi, così come il vigilante Cillian Murphy lascia dubbi sulla sua ostinazione a far rispettare la legge. La poca familiarità di Niccol con le sequenza d'azione è un altro punto debole del film ma indubbiamente, con gli avambracci numerati, le carenze di In Time si riescono a perdonare. Le riflessioni a posteriori scaturite dalla narrazione rimangono una merce rara al cinema e non ci si augura che questo genere di intrattenimento intelligente abbia le ore contate.
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In time - la recensione
di Francesco Lomuscio - FilmUp.com pubblicata il 15 febbraio 2012Una storia d'amore e d'azione, ma anche un'analisi della società, che vede i due impegnati a tentare di mettere fine a un sistema corrotto, tra i criminali Minute men, sempre interessati a rubare tempo agli altri, e le autorità rappresentate dai Timekeepers, che accusano ingiustamente Will di reato.
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Purtroppo, però, sebbene i toni caldi della fotografia di Roger Deakins forniscano il fondamentale contributo al lato visivo dell'operazione, è soprattutto sui due protagonisti che Niccol sembra concentrarsi; tanto che, nel corso di circa 104 minuti di visione prevalentemente costruiti sui dialoghi e che includono nel cast anche il Cillian Murphy di "28 giorni dopo" (2002), non troppo coinvolgenti risultano le sequenze d'azione.
Quindi, un soggetto altamente originale che meritava di sicuro di essere sviluppato in maniera migliore sullo schermo, ma che, con ogni probabilità, non lascerà affatto delusi gli amanti della fantascienza di derivazione letteraria. Anche se "In time" non prende ispirazione da alcun testo. -
In time - la recensione
di Federico Pontiggia - Cinematografo.it pubblicata il 15 febbraio 2012Le premesse, l'avvio in medias res sono più che buoni: affascinanti, lusinghieri e inquietanti, perché dall'ossessione per la giovinezza al conflitto ricchi e poveri, fino al crepuscolo della democrazia, i mali dell'hic et nunc ci sono, e viepiù stigmatizzati.
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Eppure, lo script non sa evolversi narrativamente: complici due protagonisti drammaturgicamente peso piuma (Timberlake e la Seyfried), In Time si risolve in un action povero e anemico, senza imboccare il romance per intero e insieme sacrificando il sottotesto ideologico ai piedi delle due stelline, che apparire devono, e apparire appaiono. Bei tempi, quelli in cui Hawke la Thurman animavano Gattaca, qui ci toccano Justin e Amanda: sì, qualcosa è cambiato. Ma, a parte i diktat star-vehicle di Hollywood, la colpa è di Niccol. Almeno, in scrittura: della serie, chi ha tempo non aspetti tempo. -
In time - la recensione
di Adriano Ercolani - Film.it pubblicata il 14 febbraio 2012Il problema delle opere da regista di ANDREW NICCOL, fatta eccezione per il potente "LORD OF WAR", è sempre stato quello di possedere un soggetto di partenza potenzialmente interessante che però si è ogni volta tramutato in una sceneggiatura piatta. Purtroppo anche quest'ultimo "IN TIME" non fa eccezione, e disperde scena dopo scena le ambizioni di un pitch fantascientifico (inseribile nel filone dell'utopia negativa) che doveva essere sfruttato molto meglio. Niccol come sceneggiatore per altri registi si è dimostrato geniale - vedi un capolavoro come "The Truman Show", per cui ha ricevuto la nomination all'Oscar - ma gli script che sceglie poi per portarli egli stesso sul grande schermo sono decisamente deboli e prevedibili.
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