Il treno per il Darjeeling (The Darjeeling Limited) è un film di genere avventura, commedia della durata di . diretto da Wes Anderson e interpretato da Owen Wilson, Jason Schwartzman, Adrien Brody, Anjelica Huston, Roman Coppola, Camilla Rutherford, Amara Karan, Wallace Wolodarsky, Trudy Matthys, Waris Ahluwalia.
Prodotto nel 2007 in USA e distribuito in Italia da 20th Century Fox il giorno .
Sceso di 720 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàIl treno per il Darjeeling ( 2007 )
basato su 110 voti
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Trama
Dopo la morte del loro padre, Francis Whitman decide di chiedere ai suoi due fratelli minori, Peter e Jack, di fare un lungo viaggio in treno attraverso l'India, per cercare di ricostruire il loro legame. I tre, però si ritrovano nel bel mezzo del deserto, da soli, con ben undici valigie, una stampante e un'automobile, e il loro viaggio si trasforma in qualcosa di diverso...
- Disponibile in dvd
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La Recensione
Passaggio in India con fratelli
I tempi di una comicità raggelata e folate di genuina malinconia si depositano sui volti apparentemente compassati di Adrien Brody, di Jason Schwartzman e di un Owen Wilson visibilmente ammaccato.
Trailer e video 1 totali
Le Immagini 28 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 35 totali
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SCENEGGIATURA (3)
SOGGETTO (3)
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PRODUZIONE (10)
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SCENOGRAFIA (1)
COSTUMI (1)
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Tra le uscite più attese, da oggi al 2 maggio, l'adattamento del fumetto della Marvel e il quarto capitolo di 'Saw'. Ma sarà anche una settimana avventurosa, tra fughe drammatiche, ricerche disperate e un lungo viaggio su un Treno per il Darjeeling.
30.04.2008
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Il DVD di Il treno per il Darjeeling
Recensione
Ottima resa video ma reparto extra sottotono nell'edizione che la Fox ha confezionato per il film di Wes Anderson.
17.10.2008
Curiosità Altre curiosità: 1 totali
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Venezia 2007
In concorso alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (2007).
Incassi Vedi tutti
Budget stimato per il film: $ 17.500.000
INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 03 giugno 2008)
728.117 €
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CC
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Dic. 28, 2010, 6:36 p.m.
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Non avevo mai sentito parlare di questo film.
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Nella scena del funerale del padre per esempio il comportamento dei tre figli farebbe apparentemente pensare che non gli importi nulla del padre ma non è così.
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mollano le tanto amate valigie del padre (che hanno scrupolosamente diviso per tre)
ha un significato abbastanza ovvio secondo me.
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tiene per se il serpente
era davvero "affascinante" in quel perfetto mix tra il suo fisico e la divisa indossata.
< 1 2Questo genere non mi piace ma ciò non mi ha impedito di rendermi conto che mi trovavo di fronte ad un buon film.
Tanto per cominciare il tipo di umorismo di questo film a me non fa ridere ma sono consapevole di questo mio limite ormai da anni, mi sono resa comunque conto dei tanti momenti e dettagli divertenti (anche se non ho riso) e della particolarità con cui tutto in questo film viene espresso.
Questo film dice ciò che ha da dire in maniera diversa da tutti gli altri, lo stile è particolarissimo sotto tutti i punti di vista e questa non è cosa da tutti nè cosa da sottovalutare.
Alcuni momenti del film sono addirittura dolci ma senza essere dolci! Cioè tutto viene espresso in maniera indiretta e di rimando, in alcuni casi attraverso il suo contrario.
Sembrano nevrotici, confusi, fragili, impreparati, incapaci di manifestare il loro dolore o qualsiasi altra emozione in maniera convenzionale.
Non sanno nemmeno loro cosa sia stata di preciso la loro famiglia ma comunque è importante.
Penso che di persone così ce ne siano più di quante si creda.
Anche il fatto che la madre non vada al funerale può significare tante cose e non necessariamente la prima che viene in mente.
Questo film è una tale accozzaglia (in senso buono) di cose poste in maniera non lineare e non consecutiva che non può lasciare del tutto indifferenti, c'è da rifletterci un pò sopra e questo non è male.
Io sono stata in grado di vedere soltanto le cose più ovvie e tangibili.
Per prima cosa la prospettiva che una disgrazia (poco importa se mancata o compiuta) da alle nostre esistenze.
Il fatto che il reale senso della vita emerga spesso a causa del dolore che ci fa capire cosa è fondamentale e cosa non lo è.
Il bisogno di spiritualità dei moderni occidentali (forse dovrei dire dell'uomo contemporaneo), "scoppiati", in cerca del senso dell'esistenza, incapaci di compiere gli atti più normali (diventare padre per esempio) e di esprimere i sentimenti più banali.
Il film mostra bene come il turista (soprattutto occidentale) che si reca all'estero (che la meta sia spirituale o meno non importa) lo fa a suo modo, senza farsi permeare minimamente dal luogo che visita, alla ricerca forzata di qualcosa.
In questo film ad un certo punto il processo osmotico si compie, due mondi entrano in reale contatto e si "contaminano" ma ci vuole la tragedia per antonomasia affinchè si compia, deve accadere un qualcosa di estremo che ha lo stesso significato in ogni parte del mondo e che pertanto non necessita di parole o di parlare la stessa lingua.
Anche la madre preferisce che non si usino le parole ma il pensiero per esprimersi perchè certe situazioni sono così intricate che renderle a parole è impossibile, non se ne viene a capo, esistono altri modi per sciogliere certi nodi che uno si porta dentro.
Personalmente il film mi ha abbastanza "annoiata" (nel senso che vedevo passare sullo schermo cose interessanti ma per me non coinvolgenti) fino al momento dei tre bambini che attraversano il fiume, poi tutto ha cominciato ad avere un peso diverso, soprattutto per i protagonisti che sembrano finalmente realizzare interiormente ciò che desiderano ma non riescono ad ottenere.
Credo che questo avvenga perchè rischiano in prima persona, dimenticano per un attimo se stessi, si danno finalmente una mossa per un qualcosa di veramente importante e tutto questo è in grado di cambiarti e di legarti.
Non c'è niente di meglio che un'esperienza forte per scuotersi dal torpore, dal circolo vizioso in cui si continua a girare, per cominciare a cambiare.
Anche la scena finale in cui
Qualcosa in loro è cominciato a cambiare, non hanno più bisogno di possedere materialmente gli oggetti del padre per convincersi che li ha davvero amati e in via più generale non hanno bisogno di oggetti per sentirsi bene. Certi treni si rischia di non prenderli se non ci si libera di una zavorra che sembra indispensabile ma a guardar bene non lo è.
Cominciano ad avere quella complicità tra fratelli che fino ad allora era messa in dubbio; non so se l'analfabetismo sentimentale e le conflittualità tra queste persone dipendano solo dallo strano nucleo familiare di provenienza.
Questo è quello che ci ho visto io, poi non so.
Ora vorrei vedere al più presto "I Tenenbaum"! :-)
Queste parole mi sembrano molto adeguate per descrivere questo film.
A proposito di colori sgargianti mi sono troppo piaciute le divise del personale del treno di andata.
Il capotreno che alla fine
Sono davvero tanti i dettagli che si possono notare in questo film, forse una sola visione non basta.
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