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Il profeta (Un prophète) è un film del 2009 diretto da Jacques Audiard
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Il profeta 2009 )

Il profeta (Un prophète) è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Jacques Audiard e interpretato da Tahar Rahim, Niels Arestrup, Adel Bencherif, Gilles Cohen, Reda Kateb, Hichem Yacoubi, Jean-Philippe Ricci, Antoine Basler, Leïla Bekhti, Pierre Leccia.
Prodotto nel 2009 in Francia e distribuito in Italia da Bim Distribuzione il giorno .

79 MovieScore (?)
basato su 79 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Condannato a sei anni di prigione, il diciannovenne Malik El Djebena non sa né leggere né scrivere. Solo al mondo, appare più giovane e fragile degli altri detenuti. A prenderlo sotto la sua ala protettrice è un gruppo di prigionieri corsi che gli insegnano tutti i trucchi per sopravvivere. Costretto a svolgere numerose "missioni", che però lo fortificheranno e gli meriteranno la fiducia del boss, il coraggioso Malik impara alla svelta e sfrutta tutto quello che ha appreso a suo vantaggio facendosi amici i Mussulmani, l'altro clan del carcere. Quando esploderà la guerra tra i due gruppi Malik, che dovrà decidere da che parte stare, avrà già in mente un suo piano segreto.

Perché vederlo:

Per chi ama i film drammatici che raccontano, con stile e abilità, storie che lasciano ai loro personaggi poche possibilità di riscatto e li mettono a dura prova per esplorarne l'anima inquietante e affascinante insieme, in continuo bilico tra il bene e il male.

La Recensione

Il dilemma del prigioniero

Il film non stanca neanche allo scoccare delle due ore e mezza di durata, grazie alla padronanza tecnica di Audiard, alla ricchezza di idee della curatissima sceneggiatura, e al talento del giovane Tahar Rahim, che incarna un personaggio complesso che intenerisce, affascina e inquieta nell'arco delle sue vicende.

Il dilemma del prigioniero

Malik, diciannovenne illetterato senza nessuno al mondo, dopo vari trascorsi negli istituti minorili approda in un penitenziario per scontare una sentenza di sei anni. Il primo impatto sarà terrificante, ma Malik dimostrerà molto presto di avere il carattere, il coraggio e la capacità di adattamento per sopravvivere; preso sotto l'ala protettiva del boss corso che ha un ruolo dominante sugli altri detenuti, conoscenze potenti e una certa abilità nel manipolare i carcerieri, Malik sarà costretto ad affrontare prove ardue e a prendere decisioni difficili che però gli varranno un'inattesa ed epica ascesa verso l'indipendenza e l'affermazione personale, e anche la ...
[ continua a leggere ]

Trailer e video 9 totali

Il profeta - Trailer Italiano 2

00:01:19 Il profeta - Trailer Italiano 2

Le Immagini 36 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 40 totali

Le News Altre news: 7 totali

  • Al cinema, un complicato weekend d'amore e vendetta

    Al cinema, un complicato weekend d'amore e vendetta

    Arrivano nelle sale Io sono l'amore ed E' complicato, in cui si parla di sentimenti e fragili equilibri familiari - anche se con toni differenti. Vaporidis ci accompagna in un lungo viaggio per conoscere 'Tutto l'amore del mondo'. Drammi a tinte forti con Il profeta e Fuori controllo.

    18.03.2010

Gli Articoli Altri articoli: 6 totali

Curiosità Altre curiosità: 1 totali

  • Cannes 2009

    Presentato in competizione alla 62. edizione del Festival di Cannes.

Premi e Nomination Altri premi e nomination: 30 totali

Incassi Vedi tutti

Budget stimato per il film: € 12.000.000

INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 12 aprile 2010) 526.827 €

INCASSI IN USA (aggiornato al 05 luglio 2010) 2.087.720 $

INCASSI NEL MONDO (aggiornato al 20 settembre 2010) 17.800.000 $

15 Commenti

  • ele75 ele75
    Mar. 22, 2010, 2:12 p.m.
    Audiard mi era già piaciuto con "Sulle mie labbra". Qui, secondo me, si supera. Bellissima storia, protagonisti che bucano (tutti, compresi i comprimari) e soprattutto una storia "amorale" che non dà sollievo, che non vuole insegnarci niente. Audiard ci scaraventa nella storia di Malik, senza dargli un passato, senza spiegarci niente o quasi di lui (come, per esempio, non ci spiega le innumerevoli cicatrici di cui è fornito). I pensieri e la personalità di Malik sono desumibili, a posteriori, solo dalle sue azioni, ed è incredibile come si riesca ad avvertire il suo cambiamento, la sua "crescita" e la perdita di un'innocenza che forse non c'è mai stata.
    Bellissimo.

    1

  • tigrina79 tigrina79
    Mar. 24, 2010, 9:37 p.m.
    Tahar Rahim ha davanti a sè una gran bella carriera, secondo me.

    1

  • Bontus Bontus
    Mar. 25, 2010, 1:20 p.m.
    Molto probabilmente stasera lo andrò a vedere con il massimo delle aspettative!

    0

  • Napset Napset
    Superbo. Mar. 25, 2010, 1:42 p.m. - Staff
    Molto probabilmente stasera lo andrò a vedere con il massimo delle aspettative!


    E' un gran bel film.Realizato alla "vecchia scuola" con scene davvero notevoli e una sceneggiatura molto ricca.
    Niels Arestrup nel ruolo del vecchio Boss Luciani è semplicemente fantastico.Che personaggio!

    Peccato che lo script punta molto su alcuni cambi di lingua che nella versione italiana si notano solo superficialmente.Aspetto di riuscere a vederlo in originale.

    Consiglio anche di ripassare l'interessantissima filmografia del regista Jacques Audiard.

    1

  • Bontus Bontus
    Mar. 25, 2010, 1:45 p.m.
    Peccato solo che lo script punta molto su alcuni cambi di lingua che nella versione italiana si notano solo superficialmente.Aspetto di riuscere a vederlo in originale.


    Tallone d'achille non da poco per le nostre versioni doppiate, però…

    Quando parli di "vecchia scuola" ti riferisci alla nouvelle vague!?no perchè potrei anche gasarmi ed enfatizzarmi allo stesso tempo!:p

    Stasera vi saprò dare un commento a riguardo e sul film in generale!:wink:
    Intanto vado a studiarmi la filmografia di Jacques Audiard!:lettura

    0

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Ott. 13, 2010, 10:07 a.m. - Staff
    Quando parli di "vecchia scuola" ti riferisci alla nouvelle vague!?no perchè potrei anche gasarmi ed enfatizzarmi allo stesso tempo!:p


    no, la nouvelle vague non c'entra niente (ma te ne sarai accorto da solo:p). anzi ho trovato "Un prophete" un'opera profondamente moderna e calata nel contesto del cinema francese degli ultimi anni, tra i meticciati linguistici di Kechiche e Cantet e d'altra parte con un'immersività audiovisiva che non può non far pensare al "Gomorra" di Garrone.
    Ne parlerò più approfonditamente più tardi, nessun altro l'ha visto?

    0

  • arF arF
    Ott. 13, 2010, 12:08 p.m.
    no, la nouvelle vague non c'entra niente (ma te ne sarai accorto da solo:p). anzi ho trovato "Un prophete" un'opera profondamente moderna e calata nel contesto del cinema francese degli ultimi anni, tra i meticciati linguistici di Kechiche e Cantet e d'altra parte con un'immersività audiovisiva che non può non far pensare al "Gomorra" di Garrone.
    Ne parlerò più approfonditamente più tardi, nessun altro l'ha visto?


    si. ma a parte l'ottima interpretazione dell'intero cast con picchi davvero notevoli, il film non mi ha lasciato molto e sinceramente mi ha anche un po' deluso.

    1

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Ott. 13, 2010, 1:29 p.m. - Staff
    Vi ricordate di quando i due piccoli protagonisti di “Sciuscià” dalla camionetta delle forze dell’ordine anelavano lo spazio esterno,quello dei sogni perduti e delle speranze? Niente di più lontano. L’iride che apre “Un prophete” è l’occhio che ci porta nel mondo di Malek. In questo mondo la delimitazione dello spazio – e quindi dello sguardo - è una dimensione ontologica: il mondo esterno per Malek non è visualizzabile se non per scampoli (immagini) mentre viene portato a Brécourt. Invero al Nostro di stare fuori non importa niente: entrato casualmente nell’orbita dei còrsi vi ci rimane e assimila i comportamenti gansteristici; e, per capire meglio, ne impara la lingua. La questione linguistica sembra per altro essenziale nell’ultimo cinema francese: pensiamo solo allo scavo di Kechiche e Cantet sul melting pot delle banlieu e della scuola in quei due piccoli prodigi de “L’esquive” e di “Entre les murs”. Adesso si aggiunge la ricostruzione sociale nel carcere di Audiard.

    I sei anni che deve scontare Malek (interpretati da Tahar Rahim in un crescendo monumentale)sono anni di apprendistato, di scuola, durante i quali capisce l’importanza di uscire “meno coglione di quando è entrato”. Ma parliamo di scuola criminale, di organizzazione, calcolo, previsione delle mosse dell’avversario: e per Malek tutti sono avversari e tutti alleati in un gioco delle parti che impara presto a gestire con freddezza. Pensiamo al personaggio di Cèsar: tutto farebbe pensare a un rapporto padre-figlio o maestro-discepolo, ma Malek del rapporto umano si disinteressa, di Cèsar vuole solo prendere il posto.

    All’immersione occhio-orecchio garroniana si aggiunge un altro aspetto (un altro senso), quello della “visione”: Reyab (il primo uomo ucciso dal protagonista) si ripresenta in forma di fantasma vaticinante. Così come Cèsar è il suo maestro nel mondo dei clan, l’amico Ryad l’appiglio nella società, Reyab è la sua guida spirituale; appresi i meccanismi di funzionamento della civiltà che gli gira intorno, gli squarci onirici rappresentano un battistrada per i livelli alti del mondo del crimine (l’incidente d’auto già sognato).
    Nel capitolo di svolta, “rècite” (Leggi), Malek compie l’ultimo passo che lo trasforma in individuo autonomo, con l’estasi dei “40 giorni e 40 notti” passati nel deserto-cella d’isolamento (dove Reyab lo lascerà da solo). La sua è una formazione completa: Malek è ora profeta di se stesso.

    1

  • Damiax Damiax
    Mar. 16, 2011, 1:09 p.m.
    Visto finalmente ieri sera in prima tv: ottima pellicola made in France che fonde dramma carceriero con il genere gangster in modo eccezionale. Ma, come Gomorra, ha quel nonsoché che mi ha un pò deluso, anche se a differenza di Garrone il buon Audiard non mi ha deluso totalmente, anzi in più di un punto mi ha convinto molto (soprattutto nella 1a parte, mentre qualche lungaggine di troppo nella 2a mi ha lasciato un pò indifferente).
    Ottimo il cast: da applausi i 2 protagonisti, il giovane e promettente Tahar Rahim e l'ottimo Niels Arestrup nei panni del temibile boss dei prigionieri.
    Grand Prix a Cannes (esattamente un anno dopo il già citato Gomorra), trionfo ai César 2009 (ben 9 premi), Bafta come miglior film straniero e candidatura nella medesima categoria ai Golden Globe e agli Oscar (chissà come sarà l'argentino Il Segreto dei Suoi Occhi che l'ha battuto!).
    Contento di averlo visto finalmente, amareggiato che non mi abbia conquistato, almeno non subito. Magari a una 2a visione potrei apprezzarlo meglio!

    1

  • Damiax Damiax
    Mar. 16, 2011, 1:13 p.m.
    Parliamo di un argomento che scoccia alcuni dei presenti, ovvero il doppiaggio italiano: secondo me, in questo, è stato fatto un ottimo lavoro, forse anche ottimissimo! Direzione del doppiaggio sublime da parte del mitico Rodolfo Bianchi, qui anche doppiatore azzeccato di Niels Arestrup, mentre il giovane Tahar Rahim ha la voce del grande Francesco Pezzulli (alias Leonardo DiCaprio italiano).
    W il doppiaggio made in Italy come si deve!! :-)

    1

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Mar. 16, 2011, 1:46 p.m. - Staff
    Parliamo di un argomento che scoccia alcuni dei presenti, ovvero il doppiaggio italiano: secondo me, in questo, è stato fatto un ottimo lavoro, forse anche ottimissimo! Direzione del doppiaggio sublime da parte del mitico Rodolfo Bianchi, qui anche doppiatore azzeccato di Niels Arestrup, mentre il giovane Tahar Rahim ha la voce del grande Francesco Pezzulli (alias Leonardo DiCaprio italiano).
    W il doppiaggio made in Italy come si deve!! :-)


    sì, come no. scusami, Damiax ma l'hai visto in originale? come fai a dire che è un buon doppiaggio, un doppiaggio che pialla tutti gli accenti e le differenziazioni linguistiche di un film che è parlato in francese, còrso e arabo?

    0

  • Napset Napset
    Mar. 16, 2011, 2:06 p.m. - Staff
    sì, come no. scusami, Damiax ma l'hai visto in originale? come fai a dire che è un buon doppiaggio, un doppiaggio che pialla tutti gli accenti e le differenziazioni linguistiche di un film che è parlato in francese, còrso e arabo?


    Lascia perdere,inutile disturbare il mondo incantato di Damiax! Dove tutto è supermegafantastico,pieno di pelati d'oro e magnifici ricinoscimenti.Lui vede la storia del cinema dal mondo di Oz e un bel film è…4ever!

    Comunque inutile dire che concordo con te,il doppiaggio non è male solo se non lo si è visto in originale e si notano le differenze.

    :-|

    0

  • Vortex Vortex
    Mar. 16, 2011, 3:22 p.m.
    Lascia perdere,inutile disturbare il mondo incantato di Damiax! Dove tutto è supermegafantastico,pieno di pelati d'oro e magnifici ricinoscimenti.Lui vede la storia del cinema dal mondo di Oz e un bel film è…4ever!



    :-|


    LOL ho pensato esattamente la stessa cosa ma ho preferito non dir nulla a scanso equivoci….smile (in fondo damiax è il nostro vincenzo mollica smile)
    Quoto entrambi.

    0

  • CC CC
    Apr. 19, 2011, 12:17 p.m.
    Questo film ha diverse qualità e merita senz'altro la visione tuttavia non rimarrà tra i miei memorabili o preferiti! :-)

    Il punto di vista di questo film carcerario è particolare, interessante; tutto è molto realistico (trannè una scena che a me è sembrata un pò fantascienza! :p) tuttavia io non subisco minimamente il fascino di questi personaggi e queste ascese, non trovo per niente "figo" ciò che vediamo in questo film, per me lui resta un poveraccio nonostante tutto quello che è riuscito a fare.
    Il suo sapersi far rispettare non fa colpo su di me vista la dimensione in cui va contestualizzato.
    Il film fa di tutto per far prendere allo spettatore le parti di Malik,
    Spoiler Mostra spoiler


    La parte finale del film
    Spoiler Mostra spoiler
    è molto esaltante per lo spettatore ma l'esaltazione dura 5 minuti, non è la stessa che provi per Andy Dufresne (e qui ci mettiamo un bel IMHO nel caso qualcuno non avesse capito che, come sempre, sto inevitabilmente parlando di questo film dal MIO punto di vista :-)).
    I due film sono imparagonabili in quanto molto diversi tra loro comunque questo lo dimenticherò presto, l'altro mai!

    La scena in cui lui
    Spoiler Mostra spoiler
    mi è sembrata fantascienza anche perchè la strada era abbastanza trafficata perchè nessuno si accorgesse di nulla (chiaro che la gente tenda a farsi i fatti suoi ma
    Spoiler Mostra spoiler


    SPOILER
    Riguardo all'isolamento pure io sarei capace di prenderlo così bene sapendo cosa mi aspetta quando esco.
    Visto come lo ha trattato César lo spettatore non può che essere felice di vederlo diventare improvvisamente "nessuno".

    Bella la scena in cui Malik ritira la scatola con i suoi averi di un tempo e ti rendi conto di quanta strada ha fatto (peccato sia una strada del cavolo!:p); poi esce e le grosse auto al suo seguito - mentre lui passeggia con la ragazza - ti fanno capire che oramai può fare praticamente tutto quello che vuole, è il "padrone del mondo" (ma si era capito già dall'incontro con César).

    Il film termina mostrandoci quello che probabilmente sarà il momento più soddisfacente nella vita di Malik, è facile immaginare che a un certo punto la parabola si farà discendente.
    Probabilmente uno con una vita come la sua altro non può fare che affermarsi in questo campo perchè nella vita normale non può più aspirare a fare qualcosa di importante però si sa che la vita del "gangster" è piena di retroscena amari.
    La cosa che colpisce di questo film è che effettivamente Malik sta solo facendo "carriera", sta solo cercando di diventare migliore di quello che è nell'ambiente in cui vive!
    Imparare a leggere e scrivere gli serve per capire più cose, a completamento di altre doti che già ha, questa cosa non viene caricata di nobili intenti come in tutti gli altri film in cui il prigioniero cerca di redimersi e tornare sulla retta via (o è addirittura stato condannato per sbaglio).
    La corruzione, la malavita dei giorni nostri vengono ben rappresentate dal film.

    0

  • eminem87 eminem87
    Giu. 25, 2011, 7:12 p.m.
    ottimo film, bella storia.. Voglia di riscatto e forza…

    0

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