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Il mercante di Venezia (The Merchant of Venice) è un film del 2004 diretto da Michael Radford
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Il mercante di Venezia 2004 )

Il mercante di Venezia (The Merchant of Venice) è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Michael Radford e interpretato da Al Pacino, Jeremy Irons, Joseph Fiennes, Lynn Collins, Allan Corduner, Gregor Fisher, Charlie Cox, Mackenzie Crook.
Prodotto nel 2004 in USA e distribuito in Italia da Cinecittà Luce il giorno .

61 MovieScore (?)
basato su 107 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Venezia, XVI secolo. Bassanio chiede ad Antonio 3000 ducati per corteggiare Porzia, ereditiera di Belmonte. Antonio è ricco, ma i suoi soldi sono investiti in navi da carico ancora in viaggio. Si rivolge allora all'ebreo Shylock, che attende da tempo di vendicarsi di lui. Ecco quindi la richiesta capestro: entro tre mesi, qualora la somma non gli venga restituita, avrà in cambio una libbra di carne del corpo di Antonio. Porzia secondo il volere paterno può sposare solo chi supererà la prova dei tre scrigni. Bassanio non si lascia ingannare e conquista la mano della giovane. Arriva la notizia che le navi di Antonio hanno fatto naufragio e lui non può pagare il debito. Le parti in causa si riuniscono davanti al Doge. Shylock pretende la libbra di carne. Il destino di Antonio sembra segnato. Ma Porzia arriva a Venezia travestita da avvocato e difende carne e onore del mercante attraverso un cavillo giuridico: Shylock dovrà tagliare dal corpo di Antonio una sola libbra senza spargere una sola goccia di sangue.

La Recensione

Un mercante senz'anima

Per non sbagliare, Radford non osa mai nulla, e anche per questo l'intera rappresentazione appare più teatrale che cinematografica, per diventare a tratti addirittura soporifera in una cadenza dei ritmi davvero poco riuscita.

Un mercante senz'anima

Giocava quasi "in casa" il film di Michael Radford: per l'ennesima rilettura cinematografica del lavoro di William Shakespeare, debuttare proprio a Venezia sembrava un segno del destino se non un fantastico trampolino di lancio. Ma poi quello che conta è sempre il film, che in questo caso lascia purtroppo l'impressione di un lavoro a metà tra il compitino scrupoloso (ma comunque insipido) e il polpettone. La storia è nota: siamo nella Venezia del XVI secolo e Bassanio (Joseph Fiennes) chiede ad Antonio (Jeremy Irons) tremila ducati per corteggiare Porzia, ereditiera di Belmonte. Antonio è ricco, ma i suoi soldi sono ...
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Le Immagini 11 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 29 totali

Le News Altre news: 1 totali

  • Film e vendette a ottobre su Cult

    Film e vendette a ottobre su Cult

    Dal 6 ottobre 2010, ogni mercoledì alle 21.00, una rassegna di quattro film dedicati ad uno dei più feroci istinti dell'uomo: Il mercante di Venezia, La voltapagine, I tre giorni del Condor e Gangs of New York.

    27.09.2010

Curiosità Altre curiosità: 1 totali

  • Specifiche tecniche

    Girato in: 35 mm. Proiettato in: 35 mm (anamorfico). Rapporto immagine: 2,35 : 1. Colore: a colori. Formato audio: Dolby Digital. Lingua originale: inglese.

Premi e Nomination Altri premi e nomination: 3 totali

Incassi Vedi tutti

Budget stimato per il film: $ 30.000.000

Record incassi

37° maggior incasso italiano per la stagione 2004/2005.

INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 20 settembre 2006) 3.868.074 €

9 Commenti

  • Gianni Telodice Gianni Telodice
    Alcune osservazioni Feb. 11, 2005, 2:57 p.m.
    Apprezzabile la scelta di mantenere un linguaggio arcaicizzante, se non fosse che in alcuni casi diventa veramente difficile seguire il filo del discorso a causa di costruzioni sintattiche eccessivamente involute.



    Il personaggio di Shylock è calato in una political correctness assolutamente fuori luogo (nonché del tutto estranea alla concezione shakespeariana): nell'opera di Shakespeare l'ebreo è dipinto come un essere gretto e meschino e la punizione finale appare del tutto adeguata. Qui Shylock è un rejetto, emarginato, discriminato, cosciente di esserlo. Si finisce per parteggiare per lui e per provare una grande pena per le umiliazioni a cui è sottoposto.



    Pacino, se non l'ha già fatto, dovrebbe incontrare Giancarlo Giannini e dargli un bacio in fronte per come lo doppia.

    -2

  • pierre_1968 pierre_1968
    L'eterno conflitto Feb. 14, 2005, 5:08 p.m.
    Il tema dell'usura?

    Piu' che questo, oserei dire, sotto le spoglie di una elegante rappresentazione

    teatrale, viene presentato l'argomento dell'umanita' e dell'accettazione

    che ogni uomo deve avere nei confronti dei propri simili, al di la' delle

    differenze di cultura e di religione che contraddistinguo le tradizioni

    e le scelte proprie di ogni persona.



    Un usuraio (Shylock, Al Pacino), avido di sola vendetta verso il debitore

    Antonio (Jeremy Irons) che in passato lo ha deriso, insultato e offeso pubblicamente.



    La penale, per il prestito concesso al mercante veneziano, non sara' rappresentata dal venale dio soldo, ma da un'insolita restituzione: una libbra di carne dello sfortunato debitore, in caso di insolvenza.



    Causa dello sfortunato patteggiamento sono i tremila ducati che Antonio

    presta al giovane Bassanio (Joseph Fiennes), al quale sembra legato da un

    sentimento a tratti molto intenso e passionale.



    Bassanio, con il dolce tintinnio di tante monete, potra' cosi' coronare

    il suo sogno di vedere ai suoi piedi (o meglio tra le sue braccia) la ricca,

    astuta e nobile Porzia.



    Altro personaggio di rilievo e' quello di Jessica (figlia di Shylock) che,

    abbandonato il tetto paterno, trova conforto, convertendosi al cristianesimo, presso il giovane Lorenzo.



    L'opera di Radford non so se si attenga meticolosamente al testo di Shakespeare,

    ne' se sia migliore delle precedenti trasposizioni cinematografiche. Sicuramente, in perfetta sintonia con la trama, sono le ambientazioni (il film e' girato a Venezia), molto eleganti e raffinati i costumi dell'epoca e molto

    ben ricostruita la scenografia.



    Certamente rimarra' impressa, nello spettatore in sala, l'arte oratoria

    di Al Pacino nel momento in cui contrappone l'ebreo al cristiano. Tutti

    quegli interrogativi (" l'ebreo non ha un volto, una faccia, due mani, dei

    sentimenti come voi altri ?") non possono lasciare indifferenti.



    La delusione, che diventa risentimento, e poi si trasforma in acceso odio

    di un ebreo verso i cristiani ci richiama alla mente l'attualita' di tante apparenti differenze o pretesti, usati ad arte, per non volerci rapportare a quanti hanno una visione diversa dalla nostra.



    Forse ci viene piu' semplice elencare gli innumerevoli Shylock che quotidianamente incontriamo sul nostro cammino. Se aprissimo un po' di piu' le nostre orecchie, magari, riusciremmo a sentire che qualche suo sermone proviene anche dal profondo del nostro animo … e, fermandoci ad ascoltarlo, potremmo anche scoprire qualche lato di noi stessi che la coscienza talvolta, con abile astuzia, tende ad occultare anche ai nostri occhi.

    2

  • BaroneBirra BaroneBirra
    Prove da solisti Nov. 29, 2005, 5:45 a.m.
    Buon film anche se nella prima parte fatica ad ingranare. Poi quando la storia comincia a prender piede e si fa l'orecchio ai dilagoghi shakesperiani,il film risulta essere molto interessante, soprattutto perchè tocca l'argomenteo dell'odio tra ebrei, sempre ghettizzati, e cristiani, che subiscono la rivalsa degli ebrei nelle questioni di denaro. Il cast non rende sempre al massimo, soprattutto quando Iron e Pacino sono assieme nella scena, infatti non sembrano essere molto affiatati tra di loro, pur tuttavia dimostrano la loro classe nei monologhi. Non avendo mai letto il testo originale non posso sapere, se come dice la maggior parte della critica, il film non riesce a rendere il pathos che sell'opera del bardo, ma io ritengo che la rabbia che trasmette Shylock (Al Pacino) e la rassegnazione di Antonio (Irons) riescano comunque a scuotere gli animi

    0

  • Bob Robertson Bob Robertson
    Shakespeare e Pacino Dic. 19, 2005, 6:23 p.m.
    perchè c'è poco altro in questo film. la regia si muove in silenzio narrando le vicende senza grandi slanci, facendo affidamento sulla potenza dialettica dei dialoghi di Shakespeare e dall'interpretazione di un Al Pacino a tratti immenso. dei comprimari non spicca nessuno, solo la bella Lynn Collins che mostra talento nel recitare in maniera convincente ed efficace, non troppo teatrale.

    un film non eccelso, con qualche pecca e nessuno slancio che lo tiene troppo "inchiodato". agli amanti del genere non si può sconsigliarlo



    c'è da dire che non è un film che si farà ricordare

    0

  • Fewall Fewall
    piacevole Dic. 1, 2006, 2:04 a.m.
    Un magico Al Pacino in una rappresentazione teatrale al 100% e forse ancora più emozionante.

    Ottimi i costumi e l'ambientazione.

    Al Pacino ha sempre recitato Shakespeare al teatro e si vede.

    :bluesbrother


    :music

    0

  • tigrina79 tigrina79
    Mag. 19, 2009, 10:26 a.m.
    Io l'ho trovato un buon film con un discreto cast dove spiccano Al Pacino e Jeremy Irons.
    Poi Venezia è sempre fantastica.

    0

  • Farley89 Farley89
    Dic. 12, 2010, 1:33 p.m.
    Questo film mi è piaciuto perchè è abbastanza fedele all'opera di Shakespeare.

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Dic. 12, 2010, 1:46 p.m. - Staff
    In pratica sono d'accordo con Bob Robertson, è un film di attori ed è sufficiente la bella storia di Shakespeare (e i dialoghi!) a farlo lievitare. Al sempre un mito, ottimo anche Irons e abbastanza convincente (e abbastanza bona) la Collins. Fiennes jr. invece è uno stoccafisso IMO. C'è da dire che la confezione è meno banale di quello che sembra, certi interni mi pare abbiano voluto imitare alcune opere di Caravaggio e simili, insomma Radford si limita a seguire storia e personaggi, ma dimostra di non essere proprio l'ultimo dei pirla. Non eccezionale, ma si lascia molto guardare. Poi il testo di Shakespeare, oltre ad essere acutissimo come sempre (e qui è riprodotto benone), per me è anche "avanti", maturo, quasi imparziale, c'è tanto pathos per i cristiani quanto ce n'è per l'ebreo. Motivo per cui mi sembrano eccessivamente prudenti le didascalie che compaiono all'inizio del film "Questa è una fedele trasposizione della piece, scritta in un'epoca politicamente molto distante dalla nostra ecc. ecc.". Ma forse è giusto così, chissà.

    0

  • CC CC
    Dic. 16, 2012, 5:15 p.m.
    Non so come dirlo ma Shakespeare è talmente potente che la sua bellezza e forza riescono a trasparire anche da questo film che non è poi così carismatico.
    Di Shakespeare ho letto altro ma non "Il mercante di Venezia" quindi non so quanto la trasposizione sia fedele.
    Per quanto riguarda gli attori li ho trovati tutti un pò ingabbiati nei loro ruoli, Irons l'ho visto in altre cose e l'ho trovato molto più bravo che in questa occasione ma magari dipenderà anche da quanto il ruolo ti offre. Al Pacino è il meno "ingabbiato" di tutti, è decisamente il più dinamico all'interno di un ruolo Shakespeariano. Gli altri li ho trovati tutti dominati dal personaggio più che il contrario ma è pure vero che non è che abbia tutti questi termini di paragone nel senso che non ho visto molti film basati sulle opere di Shakespeare. Ho visto "Amleto" (quello di Zeffirelli) e "Molto rumore per nulla" di Branagh ma non li ricordo molto bene.

    Voto 6,5

    0

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