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Il gatto con gli stivali (Puss in Boots) è un film del 2011 diretto da Chris Miller
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Il gatto con gli stivali 2011 )

Rassegna stampa per il film Il gatto con gli stivali (Puss in Boots) del 2011, diretto da Chris Miller e interpretato da Antonio Banderas, Salma Hayek, Zach Galifianakis, Billy Bob Thornton, Amy Sedaris, Constance Marie, Guillermo del Toro, Rich Dietl.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.

64 MovieScore (?)
basato su 68 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Voto rassegna stampa

  • Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il voto della rassegna stampa.

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  • Voto rassegna stampa 63

La nostra recensione

La vera storia di Gatto

di Lucilla Grasselli pubblicata il 29 novembre 2011

Che fosse un personaggio destinato ad essere amato, Gatto, lo avevamo capito fin dalla sua prima apparizione, tanto, tanto tempo fa, in Shrek 2. I suoi occhioni supplichevoli ci hanno conquistato da subito, e nemmeno la sua variante obesa di Shrek e vissero felici e contenti, decisamente meno agile e pronta all'azione rispetto a quanto eravamo abituati, ha potuto intaccare il fascino della versione animata e felina di Antonio Banderas. Era quindi probabilmente solo una questione di tempo prima ...

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Rassegna stampa

  • Il gatto con gli stivali - La recensione

    di Enrico Azzano - CineClandestino.it pubblicata il 20 dicembre 2011

    Non è certamente l'aspetto tecnico il punto debole de Il gatto con gli stivali, spin-off tutto sommato godibile e blockbuster perfettamente (ri)calibrato sui gusti e sulle attese del grande pubblico. La resa visiva dell'animazione in computer grafica appare infatti sfavillante, ricca di dettagli, fluida nei movimenti, spesso abbacinante nei paesaggi: insomma, il nuovo lavoro della sempre prevedibile DreamWorks Animation conferma, sulla scia del dimenticabile Happy Feet 2 di George Miller, i poderosi passi in avanti della CG, lanciata a grandi falcate verso il tanto agognato realismo fotografico.
    Anche sul fronte stereoscopico il giudizio non può che essere positivo. Pur continuando a sostenere la sostanziale inutilità del 3D, troppo spesso specchietto per le allodole, dobbiamo registrare lo sforzo da parte di Chris Miller e soci di adeguare la messa in scena alla tridimensionalità, cercando di enfatizzare a più riprese la profondità di campo. Ma è bene sottolineare un concetto chiave: il film può essere visto, come la stragrande maggioranza delle pellicole in 3D, nella versione bidimensionale. L'impatto visivo sarà praticamente lo stesso. Il prezzo del biglietto, invece, sarà sensibilmente inferiore.

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  • Il gatto con gli stivali - la recensione

    di Alex Poltronieri - ondacinema.it pubblicata il 20 dicembre 2011

    La fantasia al potere direbbe qualcuno. Il gatto con gli stivali, il più simpatico e amato tra i comprimari delle avventure dell'orco Shrek, diventa il protagonista assoluto di una pellicola, e l'operazione fa centro in pieno. In piena sintonia con quello che era lo spirito dei primi film d'animazione Dreamworks, e che animava le intenzioni (alla prova del tempo, non i fatti) dei realizzatori della serie "Shrek", ovvero il sovvertimento, iconoclasta e delirante, del Classicismo Disney e la presa in giro della letteratura popolare anglosassone, la pellicola diretta da Chris Miller (ma in cui si avverte pesantemente l'influenza del produttore Guillermo Del Toro) frulla assieme allegramente il felino armato di spada reso celebre da Perrault e i fratelli Grimm, ma anche Zorro, Casanova, Humpty Dumpty di "Alice nel paese delle meraviglie", "Jack e il fagiolo magico" e mille altre citazioni e riferimenti al mondo fiabesco degli ultimi secoli.

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  • Il gatto con gli stivali - la recensione

    di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa pubblicata il 16 dicembre 2011

    Sceneggiatura che mescola più favole, regia vivace, grafica ottima, e gatto che, nel contrasto fra fisico minuscolo, modi seduttivi e voce profonda, è irresistibilmente divertente.

  • Il gatto con gli stivali - la recensione

    di Maurizio Acerbi - Il Giornale pubblicata il 16 dicembre 2011

    Più azione che divertimeno con l'ausilio di un 3D che ripaga l'esborso in più.

  • Il gatto con gli stivali - la recensione

    di Maurizio Porro - Corriere della Sera pubblicata il 16 dicembre 2011

    Spiritoso qua el là, specie quando il gatto da il gatto, il cartoon è uno zibaldone di facili meraviglie.

  • Il gatto con gli stivali - la recensione

    di Francesco Alò - Il Messaggero pubblicata il 16 dicembre 2011

    Eccellente Banderas, anche voce italiana, ma la vera sorpresa è un 3D da leccarsi i baffi.

  • Il gatto con gli stivali - la recensione

    di Carola Proto - Comingsoon.it pubblicata il 15 dicembre 2011

    Quando però si torna al presente, il ritmo riprende e la fiaba natalizia si tramuta in un heist-movie in cui si dà la caccia a un'oca dalle uova d'oro e nel quale alla scaltrezza di Bonnie e Clyde in versione felina si affianca l'intelligenza un po' nerd di un uovo. Un uovo in cui siamo andati a cercare il pelo e in cui abbiamo trovato, nonostante una certa multidimensionalità, una rara antipatia. Nelle pagine di Lewis Carroll e nella canzone dei Beatles "I Am the Walrus" Humpty Dumpty aveva decisamente un'altra aura, ma qui ci rammenta fastidiosamente tutti i bambini invidiosi e bruttini che abbiamo incontrato all'asilo. Al desiderio che si rompa in mille pezzi fa comunque sempre da contraltare il nostro tifo sfegatato per il gatto, che a film finito consacra il suo mito di eroe solitario.

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  • Il gatto con gli stivali - la recensione

    di Marianna Cappi - MyMovies.it pubblicata il 12 dicembre 2011

    Per una curiosa legge del contrappasso, così come il gatto con gli stivali aveva a suo tempo rubato la scena ai protagonisti del film che l'ospitava, qui non c'è dubbio che i numeri del gatto siano di gran lunga meno interessanti di qualsiasi cosa faccia il personaggio di Humpty, l'uovo antropomorfo. Handicappato drammaticamente dalla sua forma fisica che lo rende totalmente dipendente dall'aiuto altrui, Humpty è invidioso, morbosamente legato al proprio compagno di giochi d'infanzia, incline a commettere atti fraudolenti e pronto a tradire, ma anche ingegnoso, spassoso e autoironico (la tutina dorata è un colpo di genio): l'unico personaggio che buchi lo schermo e per il quale valga la pena vedere il film.

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  • Il gatto con gli stivali - la recensione

    di Federica Di Bartolo - FilmUp.com pubblicata il 23 novembre 2011

    "Il Gatto con gli stivali" riprende interamente lo spirito allegro e parodistico della precedente serie, ma sembra rivolgersi stavolta ad un pubblico più giovane, dando vita ad una fiaba dal sapore decisamente spagnoleggiante, grazie anche ad Antonio Banderas, che presta la voce al protagonista, cui si affiancano Zach Galifianakis nel ruolo di Humpty Dumpty e Salma Hayek come Kitty Zampe di Velluto.
    Godibile e divertente riesce a sorprendere per la sua espressività e per l'elemento evocativo, che investe l'opera e rimanda a grandi classici come "Zorro", "Robin Hood", "I tre moschettieri", la serie televisiva di "David Crockett", grazie anche al supporto musicale dei due chitarristi messicani "Rodrigo y Gabriela", che eseguono le musiche composte da Henry Pryce Jackman. L'opera risulta dunque gradevole e apprezzabile, anche se non certo rivoluzionaria come il primo "Shrek", tuttavia coinvolgente, anche se non regala grasse risate, cosa comune a molti spin-off.

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